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Provvedimenti sull'istruzione superiore. D.L.L. 5 APRILE 1945, n. 238...

Provvedimenti sull'istruzione superiore. D.L.L. 5 APRILE 1945, n. 238

D.L.L. 5 APRILE 1945, n. 238
Preambolo
In virtù dell’autorità a Noi
delegata; Veduto il testo unico delle leggi sull’istruzione superiore
approvato con il R. decreto 31 agosto 1933, n. 1592; Veduto il R.
decreto-legge 20 giugno 1935, n. 1071; Veduto il R. decreto-legge 6
gennaio 1944, n. 9, modificato col R. decreto-legge 20 gennaio 1944,
n. 25; Veduti i decreti legislativi Luogotenenziali 7 settembre 1944,
numeri 255, 264 e 272; e 19 ottobre 1944, n. 301; Veduto il
decreto-legge Luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151; Veduto il
decreto legislativo Luogotenenziale 1º febbraio 1945, n. 58; Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro
Segretario di Stato per la pubblica istruzione, di concerto con quelli
per l’interno, per le finanze e per il tesoro; Abbiamo sanzionato e
promulghiamo quanto segue:
Art. 1. L’anno accademico e l’anno
finanziario nelle Università e negli Istituti d’istruzione superiore
cominciano il 1º novembre e terminano il 31 ottobre dell’anno
successivo. Tutti gli atti che, in relazione a scadenze
precedentemente fissate, siano da compiere con la data del 29 ottobre,
avranno, invece, quella del 1º novembre; e ciò a cominciare dall’anno
accademico e finanziario 1944-45.
Art. 2. Quando i professori di
ruolo costituenti il Corpo accademico di una Università o Istituto
d’istruzione superiore governativo sono meno di tre, il Rettore o
Direttore è nominato dal Ministro della pubblica istruzione. Quando i
professori di ruolo di una Facoltà o Scuola sono meno di tre, il
Preside è nominato dal Ministro, su proposta del Rettore o Direttore,
e può essere scelto anche tra i professori di ruolo appartenenti ad
altra Facoltà o Scuola.
Art. 3. I voti delle Facoltà contenenti
proposte di trasferimento a cattedre di ruolo debbono essere motivati,
e di essi le Facoltà debbono dare comunicazione, oltre che al
professore proposto per il trasferimento, anche agli altri professori
che l’avessero richiesto con regolare domanda. Entro trenta giorni
dalla ricevuta comunicazione questi ultimi possono presentare ricorso
al Ministro il quale decide, sentito il Consiglio superiore. In caso
di motivazione contraddittoria o insufficiente o quando dai ricorsi
presentati la deliberazione della Facoltà risulti manifestamente
ingiusta o in contrasto con l’interesse degli studi, il Ministro della
pubblica istruzione può, su parere conforme del Consiglio superiore,
non dar corso al trasferimento ed eventualmente bandire il concorso
per la cattedra vacante. Sulle proposte di trasferimento il Ministro
provvederà, quando vi siano terzi interessati, dopo che sia decorso il
termine di trenta giorni indicato nel primo comma del presente
articolo e nessun ricorso sia presentato o, in caso di presentazione
di ricorsi, dopo la decisione sugli stessi.
Art. 4. Sono abrogati
l’art. 68, comma 2º, del Testo unico 31 agosto 1933, n. 1592 e gli
articoli 5, comma 3º, 7 e 8 del R. decreto-legge 20 giugno 1935, n.
1071. Per la formazione delle Commissioni giudicatrici dei concorsi a
cattedre universitarie, per la nomina dei candidati compresi nella
terna dei vincitori, per le nomine senza concorso e per la
riammissione in servizio dei professori di ruolo cessati per
volontarie dimissioni è richiamato in vigore il sistema degli articoli
70 e seguenti e 109 capoverso del Testo unico 31 agosto 1933, n. 1592,
salvo quanto è stabilito nel seguente comma. I membri delle
Commissioni giudicatrici dei concorsi a cattedre universitarie saranno
designati mediante elezione dalle Facoltà e Scuole di cui al citato
art. 70: ogni votante avrà diritto di includere nella sua scheda tre
nomi di professori ordinari della materia messa a concorso o di altra
strettamente affine, e il Ministro chiamerà a far parte della
Commissione, ove nulla osti, i cinque che avranno raggiunto il maggior
numero di voti. Nelle citate disposizioni alla prima Sezione del
Consiglio superiore e al Comitato esecutivo della stessa si intendono
rispettivamente sostituiti il Consiglino superiore e la Giunta del
Consiglio superiore della pubblica istruzione.
Art. 5. Le
disposizioni degli articoli 5, 6, 9, 10 e 16 del R. decreto-legge 20
giugno 1935, n. 1071, per la parte concernente la facoltà attribuita
al Ministro della pubblica istruzione di sostituire la propria
iniziativa a quella delle Autorità accademiche, sono abrogate.
Art.
6. Sono abrogati: a) l’art. 75 del Testo unico 31 agosto 1933, n.
1592, ed ogni altra disposizione che dia facoltà all’amministrazione
di escludere, a suo insindacabile giudizio, dai concorsi per posti di
ruolo di professore nelle Università e negli Istituti d’istruzione
superiore, o, quando vi siano stati ammessi, dalla nomina, coloro che
essa ritenga privi del requisito della regolare condotta morale e
politica; b) gli articoli 83, 123 comma 2º e 235 del detto Testo unico
e ogni altra disposizione che faccia obbligo ai professori di ruolo,
ai professori incaricati e ai liberi docenti di prestare giuramento; e
il R. decreto-legge 9 luglio 1936, n. 1541, che fa obbligo di prestare
giuramento ai membri di alcuni Istituti di ricerca scientifica. c) gli
articoli 276 e 128 del detto Testo unico ed ogni altra disposizione
che stabilisca la dispensa dal servizio per motivi politici dei
professori delle Regie Università e dei Regi Istituti d’istruzione
superiore, dei personali ad essi assimilati e del personale non
statale addetto alle Regie Università ed ai Regi Istituti d’istruzione
superiore, e la revoca dell’abilitazione alla libera docenza per gli
stessi motivi, salvo, in ogni caso, l’applicazione del decreto
legislativo Luogotenenziale 27 luglio 1944, n. 159, sulle sanzioni
contro il fascismo e sue successive modificazioni.
Art. 7. I limiti
per le spese dell’amministrazione universitaria di L. 30.000 e L.
100.000 previsti dall’art. 51 del Testo unico 31 agosto 1933, n. 1592,
e quelli di L. 10.000 e 5.000 previsti nell’art. 53 dello stesso sono
elevati rispettivamente a L. 150.000, 500.000, 50.000 e 25.000.
Art.
8. I concorsi a borse di perfezionamento negli studi presso Università
e Istituti superiori di cui all’art. 187 del Testo unico 31 agosto
1933, n. 1592, sono giudicati da Commissioni nominate dal Ministro
della pubblica istruzione su designazione della Giunta del Consiglio
superiore della pubblica istruzione. é abrogato l’ultimo comma del
menzionato art. 187.
Art. 9. Il contributo speciale per opere
sportive e assistenziali imposto agli studenti delle Università e
degli Istituti d’istruzione superiore all’atto della iscrizione a
ciascun anno di corso, giusta l’art. 190, ultimo comma, del Testo
unico 31 agosto 1933, n. 1592, è devoluto all’Opera delle rispettive
Università e Istituti superiori. Il Comitato centrale e la relativa
Commissione esecutiva per le Opere universitarie, istituiti presso il
Ministero della pubblica istruzione, sono soppressi.
Art. 10.. Il
secondo e l’ultimo comma dell’art. 189 del Testo unico 31 agosto 1933,
n. 1592, sono modificati come segue: << Alle Opere è
riconosciuta personalità giuridica. Esse sono amministrate da un
Consiglio composto dal rettore dell’università o direttore
dell’istituto superiore, che lo presiede, da un componente del
Consiglio di amministrazione scelto dallo stesso, da un professore
ufficiale nominato dal Consiglio di amministrazione, dal direttore
amministrativo e da tre studenti eletti dall’organismo rappresentativo
locale. Nel regolamento sono stabilite le norme per il funzionamento
delle Opere>> (1). <<Ciascuna Opera ha inoltre un
regolamento speciale che contiene norme particolari per il
funzionamento di essa. Tale regolamento è emanato, e, occorrendo,
modificato con decreto del Rettore o Direttore, udito il Consiglio di
cui al secondo comma del presente articolo. Il regolamento e le
eventuali sue modificazioni debbono essere pubblicati nel bollettino
ufficiale del Ministero della pubblica istruzione>>. Il secondo
comma dell’art. 197 del menzionato Testo unico è modificato come
segue: <<Il Comitato provvede al coordinamento delle attività
assistenziali delle singole Opere. Di esso fa parte un rappresentante
di ciascuna delle Opere>>.
(1) Così modificato dall’art. 3 del
D.LT. 14.02.1948, n. 168.
Art. 11. A decorrere dall’anno accademico
1944-45 le tasse di ammissione al concorso per l’iscrizione alla
Facoltà di magistero sono dovute alle rispettive Università o Istituti
superiori.
Art. 12. A decorrere dall’anno accademico 1944-45 tutte le
tasse, sopratasse e contributi scolastici stabiliti per le Università
e gli Istituti di istruzione superiore sono aumentati del cento per
cento.
Art. 13. é abrogato l’art. 176, ultimo comma, del Testo unico
31 agosto 1933, n. 1592, riguardante l’esonero dal pagamento della
tassa di ammissione all’esame di Stato professionale.
Art. 14. A
decorrere dall’anno accademico 1945-46, gli studenti di disagiata
condizione economica sono dispensati dal pagamento delle tasse,
sopratasse e contributi di ogni genere, con deliberazione del
Consiglio di amministrazione: a) per la immatricolazione e la
iscrizione al primo anno di un corso universitario, in tutto o per la
metà, se nel titolo di studi secondari richiesto per la
immatricolazione abbiano conseguito rispettivamente una media di nove
o di otto decimi dei voti; b) per l’iscrizione ad anni successivi al
primo, in tutto o per la metà, secondo che abbiano superato tutti gli
esami del piano di studi consigliato dalla Facoltà per l’anno
precedente o di un diverso piano giudicato equivalente dalla Facoltà
stessa, senza essere stati mai respinti in alcuno di essi,
conseguendovi una media di nove decimi dei voti, con non meno di otto
decimi per ognuno di detti esami, o almeno otto decimi dei voti in
tutti gli esami; c) per l’esame di laurea o diploma, in tutto o per la
metà della sopratassa e contributi, in base…

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