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Disposizioni in materia di edilizia sanitaria...

Disposizioni in materia di edilizia sanitaria

D.M. 2 OTTOBRE 1993, n. 396
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art. 1.

1. Alla data di entrata in vigore del presente decreto cessano di
avere efficacia le convenzioni stipulate dal Ministero della sanità
con le concessionarie di servizi, individuate con delibera CIPE 3
agosto 1990, per l’esecuzione del programma di costruzioni e
ristrutturazioni delle opere previste dall’articolo 1, comma 1,
lettera b), della legge 5 giugno 1990, n. 135. In ogni caso le
concessionarie sono tenute alla progettazione esecutiva entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto limitatamente ai progetti approvati dalle conferenze
regionali, di cui all’articolo 3 della legge 5 giugno 1990, n. 135,
alla data di entrata in vigore del presente decreto, e ad esse sono
dovuti i relativi corrispettivi previsti dalle convenzioni. 2. La
prosecuzione del programma di cui al comma 1 è affidata direttamente
alle regioni, alle Università degli studi con policlinici a gestione
diretta, nonché agli istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico competenti, sulla base del piano di intervento già
approvato, di cui alle delibere CIPE del 3 agosto 1990 e del 30 luglio
1991 e dei successivi aggiornamenti al programma deliberati dalle
regioni, nonché delle indicazioni emerse dal progetto obiettivo AIDS
(1994-1996). Nell’ambito del programma le regioni apportano gli
aggiornamenti utili al pieno conseguimento degli obiettivi in esso
indicati. 3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto il Ministro della sanità provvede a trasmettere alle
regioni, alle Università degli studi con policlinici a gestione
diretta, ovvero agli istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico competenti, i programmi esecutivi, i progetti di massima
ed i progetti esecutivi ricevuti dal nucleo di valutazione di cui
all’articolo 20, comma 2, della legge 11 marzo 1988, n. 67, al fine di
procedere alle realizzazioni delle opere previste, previa verifica, in
sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e le province autonome, dello stato di attuazione degli interventi già
iniziati a qualsiasi titolo nelle singole regioni, che devono comunque
essere completati, nonché della effettiva entità dei relativi oneri di
realizzo. Nella stessa sede si procederà anche ad una valutazione
degli oneri connessi agli interventi da effettuare sulla base di
programmi già presentati da parte delle regioni.
Articolo 2
Art. 2.

1. Le conferenze regionali previste dall’articolo 3 della legge 5
giugno 1990, n. 135, sono promosse dalle regioni o dalle province
autonome di Trento e di Bolzano. Restano valide le conferenze
regionali promosse dal Ministero della sanità e svoltesi alla data di
entrata in vigore del presente decreto. In assenza di unanimità delle
conferenze regionali, il Ministro della sanità si riserva di
richiedere al Consiglio dei Ministri l’applicazione del disposto
dell’articolo 3, comma 4, della legge 5 giugno 1990, n. 135, nel caso
di interventi ritenuti insopprimibili.
Articolo 3
Art. 3.
1. Entro
il termine di cui all’articolo 1, comma 3, il CIPE, in relazione a
quanto determinato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome, approva il programma degli
interventi e la ripartizione delle corrispondenti quote di
finanziamento. 2. Alla realizzazione del programma di cui all’articolo
1, comma 1, gli enti competenti provvedono mediante operazioni di
mutuo con la BEI, con la Cassa depositi e prestiti e con gli istituti
e le aziende di credito all’uopo abilitati, secondo modalità e
procedure stabilite con decreto del Ministro del tesoro, di concerto
con il Ministro della sanità, nell’ambito della cifra di miliardi
2.100 stanziati a tale fine. 3. Gli oneri di ammortamento dei mutui di
cui al comma 2 sono assunti a carico del bilancio dello Stato, come
previsto dall’articolo 1, comma 5, della legge 5 giugno 1990, n. 135.
4. I competenti organi regionali accertano che la progettazione
esecutiva degli interventi, ivi compresi quelli delle Università degli
studi con policlinici a gestione diretta nonché degli istituti di
ricovero e cura a carattere scientifico di loro competenza
territoriale, di cui all’articolo 1, comma 3, sia completa di tutti
gli elaborati tecnici idonei a definire nella sua completezza tutti
gli elementi ed i particolari costruttivi necessari per la esecuzione
dell’opera ed accertano altresì la loro conformità con il programma
approvato. 5. Sono abrogati i commi 5 e 7 dell’articolo 2 della legge
5 giugno 1990, n. 135. 6. L’articolo 1 della legge 29 luglio 1949, n.
717, e successive modificazioni, non si applica agli interventi
previsti dall’articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, e
dall’articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 5 giugno 1990, n.
135.
Articolo 4
Art. 4.
1. (Omissis) (1). 1-bis. Per la
realizzazione o l’acquisizione di residenze sanitarie assistenziali
per persone con handicap in situazione di gravità di cui all’articolo
3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, non assistibili a
domicilio, né nelle strutture di cui all’articolo 20, comma 2, lettera
e), della legge 11 marzo 1988, n. 67, è riservata, sulla disponibilità
complessiva relativa alle quote di mutuo che le regioni possono
contrarre nell’esecuzione del programma pluriennale di interventi di
cui al medesimo articolo 20 della citata legge n. 67 del 1988, la
percentuale del 3,96 per cento prevista dal programma nazionale
approvato dal CIPE con deliberazione del 3 agosto 1990, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 201 del 29 agosto 1990. Le nuove strutture
edilizie realizzate con i finanziamenti di cui all’articolo 20 della
citata legge n. 67 del 1988 debbono rispettare le norme previste
dall’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 22 dicembre 1989, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3
gennaio 1990 (2). 2. Dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, l’ultimo periodo del comma 5 dell’articolo 20 della legge 11
marzo 1988, n. 67, è soppresso e, pertanto, le rispettive competenze
sono trasferite alle regioni. Il Nucleo di valutazione, istituito
presso il Ministero della sanità ai sensi del comma 2 dell’articolo 20
della legge 11 marzo 1988, n. 67, è soppresso. 2-bis. Le regioni
programmano gli interventi nell’ambito delle quote di finanziamento
del programma previsto dall’articolo 20 della citata legge n. 67 del
1988 che saranno loro assegnate, privilegiando i cantieri sospesi, le
opere di completamento, quelle di ristrutturazione o comunque tutte le
opere che garantiscano una concreta, immediata cantierabilità ed una
rapida conclusione dei lavori, anche per lotti funzionali. (1)
Aggiunge il comma 5-bis all’art. 20, l. 11 marzo 1988, n. 67.

Articolo 5
Art. 5.
1. Per gli interventi previsti dall’articolo 2
della legge 5 giugno 1990, n. 135, per i quali risulti accertata, in
sede di conferenza regionale prevista dall’articolo 3 della stessa
legge, la impossibilità di disporre delle superfici necessarie per
destinazione a spazi per parcheggi, può consentirsi deroga
all’applicazione della norma di cui all’articolo 2, comma 2, della
legge 24 marzo 1989, n. 122. 2. Per la progettazione degli interventi
previsti dall’articolo 2 della legge 5 giugno 1990, n. 135, nonché per
tutti quelli di edilizia ospedaliera, non si applicano le istruzioni
per le costruzioni ospedaliere contenute nel decreto del Capo del
Governo 20 luglio 1939.
Articolo 6
Art. 6.
1. Il presente decreto
entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato
alle Camere per la conversione in legge.

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