Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Disposizioni in materia di sorvoli e scali per scopi non commerciali d...

Disposizioni in materia di sorvoli e scali per scopi non commerciali di aeromobili stranieri operanti servizi aerei internazionale di linea e non di linea.

D.M. 5 SETTEMBRE 1984
Preambolo
Il Ministro dei trasporti: Vista la
convenzione relativa all’aviazione civile internazionale stipulata a
Chicago il 7 dicembre 1944, approvata e resa esecutiva con decreto
legislativo 6 marzo 1948, n. 616, ratificato con la legge 17 aprile
1956, n. 561; Vista la legge 2 maggio 1983, n. 306, concernente
l’accettazione ed esecuzione dell’accordo relativo al transito dei
servizi aerei internazionali, adottato a Chicago il 7 dicembre 1944;
Considerata la necessità di emanare disposizioni in applicazione delle
predette norme relativamente ai sorvoli e scali per scopi non
commerciali di aeromobili stranieri operanti servizi aerei
internazionali di linea e non di linea, in maniera organica e
ordinata; Vista la legge 30 gennaio 1963, n. 141, istitutiva della
Direzione generale dell’aviazione civile nell’ambito del Ministero dei
trasporti; Visti i pareri favorevoli espressi dal Ministero degli
affari esteri e della difesa; Decreta:
Art. 1. Il sorvolo del
territorio italiano e lo scalo per scopi non commerciali (tecnico)
sugli aeroporti civili internazionali di aeromobili stranieri operanti
servizi aerei internazionali di linea ed eserciti da imprese di Stati
aderenti all’accordo sul Transito dei servizi aerei internazionali
sono consentiti previa notifica, la cui presa d’atto da parte della
Direzione generale dell’aviazione civile, con eventuali prescrizioni
per ragioni di coordinamento del traffico e della sicurezza aerea,
sarà comunicata all’interessato e dovrà essere riportata nel piano di
volo ICAO, casella 18, perché il volo possa essere effettuato.
Art.
2. Il regime di cui all’art. 1 per il sorvolo del territorio italiano
e lo scalo per scopi non commerciali si applica altresì agli
aeromobili stranieri operanti servizi aerei internazionali diversi da
quelli di linea (voli contro remunerazione, voli charter, voli di
posizionamento, velivoli da turismo) ed eserciti da operatori di Stati
membri della Organizzazione dell’aviazione civile internazionale
(ICAO) che praticano la stessa procedura per le medesime attività sul
proprio territorio.
Art. 3. Gli esercenti di servizi aerei
internazionali indicati nei precedenti articoli devono essere
preventivamente designati ovvero accreditati a seconda che intendano
operare servizi di linea o non di linea.
Art. 4. Per gli scali per
scopi non commerciali (tecnici) gli esercenti stranieri devono
osservare le disposizioni amministrative vigenti emanate dalla
Direzione generale dell’aviazione civile in materia di coordinamento
degli orari di scalo ai fini della ricettività aeroportuale
(clearance).
Art. 5. Permane la vigenza del regime della preventiva
autorizzazione ministeriale per le attività di cui agli articoli 1 e 2
nei seguenti casi: a) aeromobili stranieri operanti servizi aerei
internazionali di linea di imprese di Stati non aderenti all’accordo
sul Transito dei servizi aerei internazionali; b) aeromobili stranieri
operanti servizi aerei internazionali diversi da quelli di linea e
appartenenti a operatori di Stati non membri dell’ICAO ovvero che pur
essendone parte, non pratichino sul proprio territorio per le medesime
attività la stessa procedura; c) aeromobili stranieri che effettuino
il trasporto di merci pericolose, munizioni e materiale da guerra in
conformità delle apposite istruzioni tecniche dell’ICAO; d) aeromobili
stranieri che richiedano scalo su aeroporti militari; e) impiego di
aeromobile non di proprietà dell’esercente.
Art. 6. Le notifiche
ministeriali di cui agli articoli 1 e 2 e le richieste di
autorizzazioni di cui all’art. 5 devono pervenire nel rispetto dei
termini in appresso indicati: per i programmi dei servizi aerei
internazionali di linea e dei servizi aerei internazionali diversi da
quelli di linea, da inviare in nove copie, rispettivamente con
sessanta e trenta giorni di anticipo dalla data di entrata in vigore
degli stessi relativi alla stagione invernale (1º novembre-31 marzo)
ed a quella estiva (1º aprile- 31 ottobre), salvo che non siano
previsti nei singoli casi termini diversi da convenzioni
internazionali; per i servizi addizionali ai programmi stagionali
(sorvoli e scali tecnici supplementari) con cinque giorni di anticipo
rispetto alla data di effettuazione dei servizi stessi; per i servizi
aerei internazionali singoli diversi da quelli di linea nonché per le
fattispecie di cui alle lettere c), d), e) dell’art. 5 con otto giorni
lavorativi di anticipo rispetto alla data di effettuazione degli
stessi.
Art. 7. La notifica di cui agli articoli 1 e 2 e la richiesta
di autorizzazione di cui all’art. 5 devono essere inoltrate al
Ministero dei trasporti – Direzione generale dell’aviazione civile,
ovvero al Ministero degli affari esteri – Direzione generale affari
economici – Ufficio IV, nei casi in cui si pratica la procedura
diplomatica, secondo gli indirizzi indicati nell’art. 51 del decreto
ministeriale 18 giugno 1981, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 183 del 6 luglio 1981 e riportato
sull’AIP-Italia parte FAL 1.3.2.20.3. Dette notifiche e richieste
devono contenere le seguenti informazioni: a) nome o ragione sociale,
indirizzo e nazionalità dell’esercente; b) scopo del volo (sorvolo o
scalo non commerciale), tipo del volo, identificazione radiotelefonica
dell’aeromobile, marca di registrazione dello stesso, ovvero solo
quest’ultima se coincidente; c) nome ed indirizzo del mittente, del
destinatario e del noleggiatore, ove applicabile; d) tipo e proprietà
dell’aeromobile, con la precisazione, nel caso di impiego di velivolo
di proprietà di terzi, del titolo giuridico di utilizzazione
dell’aeromobile stesso e della marca di registrazione; e) percorso
completo del volo con l’indicazione dell’aeroporto di scalo; f) rotta
prevista, data o date di operazione, con l’indicazione di eventuale
proroga, nonché degli orari di entrata e di uscita nello spazio aereo
italiano e, ove trattasi di scalo tecnico, degli orari di arrivo e
partenza sull’aeroporto di scalo; g) tipo di trasporto (passeggeri o
merci, indicandone la natura in quest’ultimo caso); h) piano di volo
utilizzato limitatamente ai voli strumentali (IFR) e cioè ripetitivo
(RPL) o meno (FPL).
Art. 8. Gli operatori stranieri che svolgano le
attività contemplate negli articoli 1 e 2 nonché quelle assoggettate
al regime previsto nell’art. 5 devono indicare nel piano di volo ICAO
gli estremi della comunicazione della presa d’atto di cui all’art. 1
ovvero dell’autorizzazione di cui all’art. 5.
Art. 9. Il presente
decreto entrerà in vigore decorsi quindici giorni dalla pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Architetto.info