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Approvazione del piano regolatore nazionale delle telecomunicazioni....

Approvazione del piano regolatore nazionale delle telecomunicazioni.

D.M. 6 APRILE 1990
[Testo Decreto]
Preambolo
Il Ministro delle poste
e delle telecomunicazioni: Visto il testo unico delle disposizioni
legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973,
n. 156; Vista la legge 10 dicembre 1975, n. 693; Visti i decreti
ministeriali in data 16 luglio 1982 concernenti il piano regolatore
telefonico nazionale ed il piano regolatore telegrafico nazionale,
pubblicati nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 239
del 31 agosto 1982; Considerata l’esigenza di rivedere i vigenti piani
regolatori telefonico e telegrafico nazionali e di elaborare un
<<piano regolatore nazionale delle telecomunicazioni>>,
tenendo conto delle prospettive di sviluppo tecnologico nonchè dei
previsti processi gestionali di settore; Ritenuto, pertanto, di
impostare il <<piano regolatore nazionale delle
telecomunicazioni>>, in modo che esso incorpori, unificandoli, i
contenuti essenziali dei due vigenti piani regolatori telefonico e
telegrafico nazionali, raccordandosi con i medesimi e tracciandone i
più significativi elementi evolutivi caratterizzati dalla
numerizzazione e imposti dal cennato sviluppo tecnologico, che ha
provocato negli ultimi anni radicali cambiamenti di scenario; Sentiti
il consiglio superiore tecnico delle poste, delle telecomunicazioni e
dell’automazione ed il consiglio di amministrazione delle poste e
delle telecomunicazioni; Decreta:
Art. 1. 1. Il testo del piano
regolatore telefonico nazionale ed il testo del piano regolatore
telegrafico nazionale, approvati con decreti ministeriali 16 luglio
1982 citati nelle premesse, sono sostituiti dall’unito testo del piano
regolatore nazionale delle telecomunicazioni, con relativi allegati
che ne formano parte integrante.
[Testo Piano]
Preambolo
PIANO
REGOLATORE NAZIONALE DELLE TELECOMUNICAZIONI
Premessa Il Nuovo Piano
Regolatore Nazionale delle Telecomunicazioni risponde ad una esigenza
largamente avvertita di unificazione ed aggiornamento dei vigenti
Piani Regolatori Nazionali Telefonico e Telegrafico scaduti nel 1987.
Il nuovo Piano pertanto incorpora, unificandoli, i contenuti
essenziali dei precedenti Piani Regolatori, con i quali si raccorda, e
ne traccia i più significativi elementi evolutivi caratterizzati dalla
numerizzazione e imposti dallo sviluppo tecnologico, che ha provocato,
negli ultimi anni, radicali cambiamenti di scenario. Ciò ha comportato
anche una nuova definizione dei servizi di TLC, sia per completarne la
tipologia, sia per tener conto delle metodologie di classificazione
utilizzate a livello internazionale, ritenute queste ultime più idonee
a rappresentare l’evoluzione dei servizi stessi e gli ambiti nei quali
il relativo espletamento si colloca (cfr. articoli 2 e 3). Detto
approccio ha consentito di non associare più rigidamente, come per il
passato, i singoli servizi alle varie reti utilizzate per la loro
fornitura ma, in coerenza con la multifunzionalità degli impianti che
deriva dal processo di integrazione, di riassumere in concetti
organici, non legati al contingente, tutte le varie possibili
espressioni così dei servizi come delle reti che li supportano. Per
quanto riguarda le reti, attraverso la nozione della relativa
architettura (cfr. art. 7), che fornisce il raccordo tra le funzioni
(cfr. art. 4) e gli impianti delle reti stesse (cfr. articoli 5 e 6),
è stato possibile delineare con uniformità di impostazione la
evoluzione della rete di TLC nelle sue espressioni più avanzate, quali
ISDN, rete intelligente, larga banda, radiomobile, segnalazione su
canale comune (cfr. articoli 8-13). La evoluzione tecnologica ha
consentito altresì di superare l’esigenza di organizzare la rete in
modo gerarchico con nodi di commutazione aventi rigida connessione con
la suddivisione del territorio. Ne è seguita la possibilità di
delineare un assetto futuro (collocato nella seconda metà degli anni
’90) caratterizzato da una notevole indipendenza tra la suddivisione
del territorio e la connessa struttura tariffaria, i piani di
numerazione e la dislocazione degli impianti (cfr. articoli 14 e 15).
Di qui l’individuazione del concetto di un’area locale, in
sostituzione di quelli di area urbana e di settore, al fine di ridurre
le disomogeneità attuali in termini territoriali e di facilitare
l’introduzione di nuovi principi tariffari, in armonia anche con
l’evoluzione che sul tema si registra in ambito europeo. Inoltre è
stata prevista l’introduzione di un sistema di numerazione
<<chiuso>> – anch’esso in linea con gli indirizzi
internazionali – conseguente al processo di integrazione delle reti e
dei servizi. Relativamente al tema della qualità il nuovo Piano, oltre
a richiamare le caratteristiche essenziali dei terminali per i servizi
pubblici telefonico e telex, definisce le prestazioni della rete e ne
fissa gli obiettivi di progetto considerando, in aggiunta ad altri
fattori già presenti nei Piani vigenti, anche i parametri relativi al
sistema radiomobile, alle connessioni numeriche a 64 kbit/s, alle
connessioni a pacchetto ed alle connessioni via satellite (cfr.
articoli 18-20). La maggiore completezza dei parametri a disposizione
qualifica pertanto, anche per questo aspetto, la nuova formulazione
del Piano rispetto a quella precedente. Le definizioni adottate, pur
essendo in linea con le raccomandazioni internazionali, non sempre ne
ripetono puntualmente il testo per l’esigenza avvertita di
generalizzarne il campo di applicazione ed armonizzarle con le vigenti
normative.
Art. 1. Oggetto del piano.
Oggetto del presente Piano
Regolatore è la definizione delle caratteristiche generali e di
struttura del sistema di impianti esistente, costituito ed esercito al
fine di espletare i servizi di telecomunicazioni, e della relativa
evoluzione. Il Piano definisce inoltre le condizioni tecniche per
l’utilizzazione dei servizi portanti della rete pubblica da parte dei
fornitori di servizi applicativi e/o a valore aggiunto.
Art. 2.
Servizi di telecomunicazioni.
Premesso che le telecomunicazioni
comprendono ogni trasmissione, emissione o ricezione di segnali
rappresentanti segni, scritti, immagini, suoni di ogni natura
attraverso cavo, mezzi radioelettrici, ottici o altri sistemi
elettromagnetici, ai fini del presente Piano Regolatore i servizi di
telecomunicazioni sono classificati come segue: a) Servizi portanti:
si definisce servizio portante un servizio offerto da una rete di
telecomunicazioni per il trasferimento di informazioni tra
terminazioni di rete, quali definite all’art. 6. Ciascun servizio
portante è definito da una serie di attributi, generali e di
dettaglio, che ne specificano le caratteristiche. L’Allegato 1
illustra il metodo degli attributi e la sua applicazione ad alcuni
servizi portanti. b) Teleservizi: si definisce teleservizio un servzio
di telecomunicazioni, che fornisce la completa capacità di
comunicazione tra terminali secondo procedura normalizzate a livello
internazionale, che riguardano sia i protocolli di comunicazione sia
il trattamento dell’informazione. Ai fini del presente Piano
Regolatore rientrano in questa categoria i seguenti teleservizi: — il
servizio telefonico: esso fornisce agli utenti, attraverso la rete, la
possibilità di effettuare una conversazione fonica bidirezionale da
posti fissi e mobili. — il servizio telex: è un servizio telegrafico
che fornisce agli utenti, attraverso la rete, la possibilità di
comunicare direttamente e temporaneamente tra di loro, utilizzando
terminali telegrafici di tipo <<start-stop>> a 50 baud e
l’alfabeto internazionale telegrafico n. 2. Gli altri teleservizi sono
assimilati ai servizi applicativi e/o a valore aggiunto, di cui al
punto d). c) Servizi supplementari ai servizi portanti e ai
teleservizi: si definisce servizio supplementare un servizio che non è
realizzabile separatamente da un servizio portante o da un
teleservizio (ai fini del presente piano, teleservizi telefonico e
telex), dei quali, attraverso funzioni aggiuntive realizzate
all’interno della rete, si modificano o complementano le
caratteristiche. Esempi di servizio supplementari sono riportati in
Allegato 1. d) Servizi applicativi e/o a valore aggiunto: si
definiscono servizi applicativi e/o a valore aggiunto i servizi
compresi in a), b) e c), siano essi normalizzati o non, che includono
funzionalità di livello superiore a quello dei servizi portanti,
realizzati dalla rete, dai terminali o dai centri specializzati.
Esempi di servizi applicativi e/o a valore aggiunto sono riportati in
Allegato 1. Le definizioni sopra elencate sono applicabili anche ai
servizi a larga banda, analogici o numerici. L’Allegato 2 elenca
possibili categorie di servizi e tipi di informazioni relativi a
comunicazioni a larga banda. Ferma restando la validità generale delle
definizioni suddette, va altresì ubducati che in Italia — tra i
servizi gestiti in esclusiva dalla Amministrazione P.T. — si colloca
anche il servizio dei telegrammi che consente, a chiunque ne faccia
richiesta, di trasmettere scritti che rispondono a determinare
caratteristiche.
Art. 3. Espletamento dei servizi.
Ai fini
dell’espletamento dei servizi, il presente Piano considera in
particolare quelli definiti nei punti a) b) e c) del precedente art. 2
che sono in monopolio dello Stato e vengono forniti in regime diretto
o tramite concessione ad uso pubblico. Peraltro alcuni servizi
rientranti nella categoria c) costituiscono un’offerta competitiva in
quanto, pur rientrando la loro realizzazione nella esclusività del
gestore pubblico, le relative funzionalità aggiuntive possono essere
realizzate in forme similari anche da apparati d’utente (ad es.
Centrex, selezione abbreviata). Il presente Piano non tratta
l’espletamento dei servizi di cui al punto d) dell’art. …

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