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Nuove direttive alle regioni a statuto ordinario in materia di distrib...

Nuove direttive alle regioni a statuto ordinario in materia di distribuzione automatica di carburanrti per uso di autotrazione.

D.P.C.M. 11 SETTEMBRE 1989
Preambolo
Il Presidente del Consiglio dei
Ministri, sulla proposta del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato: Visti il regio decreto-legge 2 novembre 1933, n.
1741, convertito dalla legge 8 febbraio 1934, n. 367, ed il relativo
regolamento di esecuzione, approvato con regio decreto 20 luglio 1934,
n. 1303; Visti l’art. 16 del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745,
convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034,
ed il relativo regolamento di esecuzione, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 27 ottobre 1971, n. 1269; Vista la legge
22 luglio 1975, n. 382, recante norme sull’ordinamento regionale e
sull’organizzazione della pubblica amministrazione; Visto l’art. 52
del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,
con il quale è stato delegato alle regioni a statuto ordinario
l’esercizio delle funzioni amministrative relative ai distributori di
carburanti; Visti i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri
in data 8 luglio 1978, 30 dicembre 1980, 19 gennaio 1982 e 31 dicembre
1982, recanti direttive alle regioni a statuto ordinario per
l’esercizio delle funzioni delegate in materia di distributori
automatici di carburanti per uso di autotrazione; Visto il Piano
energetico nazionale approvato dal Consiglio dei Ministri nella
riunione del 10 agosto 1988; Ritenuta la necessità di aggiornare gli
indirizzi del Governo per l’esercizio delle funzioni amministrative
delegate in materia di distribuzione di carburanti; In conformità alla
deliberazione adottata dal Consiglio dei Ministri nella riunione
dell’11 settembre 1989; Decreta:
Art. 1. Criteri e definizioni.
1.
Per conseguire gli obiettivi del Piano energetico nazionale, approvato
dal Consiglio dei Ministri il 10 agosto 1988, in materia di
razionalizzazione della rete nazionale di distribuzione dei carburanti
per uso di autotrazione e per un graduale adeguamento della stessa
alla situazione già in atto a livello europeo anche in vista
dell’integrazione del 1992, occorre perseguire una riduzione del
numero di impianti, come premessa per una loro maggiore produttività.
Ciò presuppone anche la modifica degli orari e delle turnazioni, in
modo da garantire comunque il pieno espletamento del pubblico
servizio. L’attività inerente alla installazione e all’esercizio degli
impianti di distribuzione automatica di carburanti costituisce infatti
pubblico servizio ed è soggetta a concessione. 2. Il termine
<<carburanti>> nel presente decreto comprende le benzine
(priva di piombo, super e normale) le miscele di benzine e olio
lubrificante, il gasolio per autotrazione, il gas di petrolio
liquefatto per autotrazione ed il gas metano per autotrazione.
Art.
2. Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
1.
Restano di competenza del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici –
Presidente dell’A.N.A.S., sentito il Ministro delle finanze e, ove
occorra, la competente sovrintendenza, i provvedimenti di concessione
e di autorizzazione relativi agli impianti di distribuzione di
carburanti per uso di autotrazione situati sulle autostrade, nonchè
agli impianti siti sui raccordi e sulle tangenziali classificati come
autostrade con provvedimento del Ministro dei lavori pubblici. 2. é
altresì di competenza del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici –
Presidente dell’A.N.A.S. sentito il Ministro delle finanze, il cambio
di intestazione della concessione degli impianti a qualsiasi titolo
avvenga da una società ad un’altra, quando il cambio riguardi tutti
gli impianti della società richiedente e questi siano ubicati in due o
più regioni.
Art. 3. Prefetti.
1. é soggetta all’autorizzazione
prefettizia l’attività inerente alla installazione e all’esercizio
degli impianti avio per uso privato, degli impianti per uso privato
per natanti e degli impianti utilizzati esclusivamente per autoveicoli
di proprietà di amministrazioni pubbliche. 2. I prefetti sono tenuti a
trasmettere al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato – Direzione generale delle fonti di energia e delle
industrie di base, una volta all’anno, entro il primo trimestre,
l’elenco delle autorizzazioni esistenti al 31 dicembre dell’anno
precedente, di quelle nuove rilasciate e di quelle venute a cessare.

Art. 4. Regioni.
1. Le funzioni amministrative relative all’attività
inerente alla installazione e all’esercizio degli impianti per la
distribuzione automatica di carburanti per uso di autotrazione non
compresi negli articoli precedenti restano delegate alle regioni a
statuto ordinario, ai sensi dell’art. 52 del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
Art. 5. Esercizio delle
funzioni amministrative delegate.
1. Le amministrazioni regionali
nell’esercizio delle funzioni amministrative delegate ai sensi
dell’art. 52 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1977, n. 616, si atterrano alle direttive di cui al presente capo.

Art. 6. Nuove concessioni e rinnovi.
1. Nuove concessioni per la
installazione e l’esercizio di impianti di distribuzione automatica di
carburanti, possono essere rilasciate solo previa rinuncia alla
concessione di due impianti installati e funzionanti (eroazione
effettiva di carburanti negli ultimi 12 mesi), ciascuno inteso come
unitario complesso commerciale, e previo impegno al loro
smantellamento, da avviare contestualmente all’ottenimento della nuova
concessione. 2. La norma di cui al comma 1 non è applicabile per gli
impianti di distribuzione di solo GPL per i quali vale la limitazione
del numero complessivo dei punti di vendita (P.V.) che non può
superare comunque il 6% del totale dei P.V. di tutti i carburanti
della regione. 3. Non sono rinnovabili le concessioni relative ad
impianti situati nei centri storici, se incompatibili con la normatia
urbanistica e se le stesse non sono in regola con la normativa vigente
in materia di licenze di accesso. 4. Sono escluse dal divieto di cui
al comma 3 le concessioni relative ad impianti di distribuzione siti
nelle località montane, nelle piccole isole e nei piccoli centri
abitati, ove essi costituiscano unico punto di rifornimento di
carburanti e distino almeno km 15, sulla viabilità ordinaria, da altro
impianto di distribuzione. 5. Non possono essere accordate nuove
concessioni nè sono rinnovabili le concessioni intestate a soggetti
privi della sperimentata, ovvero comprovabile, capacità
tecnico-organizzativa ed economico-finanziaria necessaria a garantire
la continuità e la regolarità nell’espletamento del pubblico servizio
di distribuzione dei carburanti. 6. I requisiti di cui al comma 5
saranno valutati secondo criteri predeterminati e oggettivi e tali
comunque da garantire l’esercizio effettivo degli impianti da parte
del titolare della concessione.
Art. 7. Potenziamenti e modifiche.

1. L’aggiunta di nuovi carburanti in un impianto di distribuzione
esistente o la installazione di apparecchiature self-service
pre-pagamento possono essere autorizzate previa rinuncia alla
concessione di un altro impianto installato e funzionante (erogazione
effettiva di carburanti negli ultimi dodici mesi) e previo impegno al
suo smantellamento, da avviare contestualmente all’autorizzazione al
potenziamento. Nell’autorizzare detti potenziamenti dovranno essere
evitate le concentrazioni geografiche ed al contrario, nell’interesse
dell’utente, dovrà essere favorita una distribuzione omogenea sul
territorio dei vari carburanti. In particolare per il GPL le regioni
dovranno stabilire delle distanze minime tra le singole stazioni in
funzione del numero di abitanti della singola zona servita. 2. Le
limitazioni di cui al comma precedente non valgono per la benzina
priva di piombo, la cui erogazione deve essere sempre autorizzata, e
per il metano ancorchè la erogazione sia effettuata per mezzo di nuove
e separate strutture adeguatamente allocate dal punto di vista della
sicurezza ed autorizzate con specifico provvedimento. In particolare
per quanto riguarda il metano dovrà essere attribuita priorità alle
stazioni di rifornimento per i mezzi pubblici adibiti alla
circolazione urbana (autobus, taxi, ecc.). 3. L’aggiunta in impianti
esistenti di distributori per carburanti già autorizzati deve
ritenersi assentita qualora l’autorità concedente non formuli motivate
osservazioni entro sessanta giorni dalla richiesta da parte del
concessionario. 4. Non sono soggette ad autorizzazioni le seguenti
modifiche di impianti esistenti: a) sostituzione di distributori a
semplice erogazione con altri a doppia erogazione, per prodotti già
autorizzati; b) erogazione di benzina senza piombo mediante strutture
già installate per la erogazione di benzina normale e/o super; c)
cambio di destinazione di serbatoi; d) aumento del numero e/o della
capacità di stoccaggio dei serbatoi; e) sostituzione di miscelatori
manuali con altri elettrici o elettronici; f) installazione di
dispositivi self-service post-pagamento; g) installazione di
attrezzature ed accessori dell’impianto di distribuzione di
carburanti, quali servizi igienici, chioschi e pensiline, isole di
distribuzione. 5. Le variazioni di cui al comma 4 devono essere
preventivamente comunicate all’ente concedente e realizzate nel
rispetto delle norme di sicurezza, e di quelle fiscali. 6. La
detenzione e/o l’aumento di stoccagio degli oli esausti, del gasolio
per uso riscaldamento dei locali degli stessi impianti e di tutti gli
altri prodotti non destinati alla vendita al pubblico, non costituisce
nè potenziamento, nè modifica, ma sottostà al rispetto delle norme di
sicurezza. La loro consistenza, comunque, deve essere comunicata a
fini conoscitivi all’amministrazione concedente, che provvederà a…

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