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Determinazione dei criteri per la concessione dell'autorizzazione all'...

Determinazione dei criteri per la concessione dell'autorizzazione all'apertura di sale cinematografiche.

D.P.C.M. 8 SETTEMBRE 1994
Preambolo
Il Sottosegretario di Stato:
Vista la legge 4 novembre 1965, n. 1213 e successive modificazioni;
Vista la legge 1º marzo 1994, n. 153, di conversione del decreto-legge
14 gennaio 1994, n. 26, recante: <<Interventi urgenti in favore
del cinema>>; Visto il decreto-legge 14 gennaio 1994, n. 26,
recante: <<Interventi urgenti in favore del cinema>>;
Visto l’art. 9 del citato decreto-legge n. 26/1994; Ritenuto di dover
fissare i criteri relativi alla concessione dell’autorizzazione per la
costruzione, la trasformazione e l’adattamento di immobili da
destinare a sale e arene per spettacoli cinematografici, nonchè
l’ampliamento di sale o arene cinematografiche già in attività;
Sentita la Commissione centrale per la cinematografia nella seduta del
25 luglio 1994; Decreta:
Art. 1. Obbligo di preventiva
autorizzazione.
1. Ai sensi dell’art. 31 della legge 4 novembre 1965,
n. 1213, sostituito dall’art. 9 del decreto-legge 14 gennaio 1994, n.
26, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º marzo 1994, n. 153,
la costruzione, la trasformazione e l’adattamento di immobili da
destinare a sale e arene per spettacoli cinematografici, nonchè
l’ampliamento di sale o arene cinematografiche già in attività sono
subordinati ad autorizzazione dell’autorità competente in materia di
spettacolo. Per il rilascio dell’autorizzazione all’ampliamento si
terrà conto esclusivamente della rispondenza della documentazione
presentata dagli interessati alle vigenti norme di sicurezza (1). 2. é
necessaria l’autorizzazione anche per adibire un teatro a sala per
proiezioni cinematografiche. 3. L’autorizzazione per l’esercizio
commerciale di cinema ambulanti può essere rilasciata soltanto per le
località sprovviste di sale cinematografiche. 4. Nei casi di
ristrutturazione funzionale di una sala cinematografica che non sia
finalizzata alla trasformazione in multisala, come definita dall’art.
2, e non implichi aumento del numero dei posti, non vi è necessità di
alcuna autorizzazione.
(1) Periodo così aggiunto dall’art. 1 del DM
13.05.1996.
Art. 2. Tipologia sale.
1. Ai fini del rilascio delle
autorizzazioni di cui all’art. 1 si intende: a) per <<sala
cinematografica>> uno spazio al chiuso dotato di uno schermo,
adibita a pubblico spettacolo cinematografico; b) per
<<cinema-teatro>>, lo spazio di cui al precedente punto a)
destinato, oltre che alle proiezioni cinematografiche, anche alle
rappresentazioni teatrali di qualsiasi genere, da effettuare mediante
la costruzione di una struttura caratterizzata dalla scena
comprendente allestimenti scenici fissi e mobili con relativi
meccanismi ed attrezzature cioè palcoscenico; c) per
<<multisala>>, l’insieme di due o più sale
cinematografiche, bisognose ciascuna di singola autorizzazione,
adibite a programmazioni multiple accorpate in uno stesso immobile
sotto il profilo strutturale; d) per <<arena>> il cinema
all’aperto, funzionante esclusivamente nel periodo estivo, costruito
su un’area delimitata ed appositamente attrezzata per le proiezioni
cinematografiche; e) per <<cinema ambulante>> l’esercizio
commerciale di proiezioni cinematografiche attuabili con l’impiego di
attrezzature mobili installabili in luoghi chiusi o all’aperto,
appositamente attrezzati. 2. Agli effetti del presente decreto per
<<schermo>> si intende una sala cinematografica singola o
compresa in un complesso multisala. Per il calcolo degli schermi
esistenti vanno considerati quelli autorizzati ai sensi dell’art. 31
della legge 4 novembre 1965, n. 1213 e successive modificazioni che,
nell’anno solare precedente la richiesta di autorizzazione, abbiano
svolto attività di programmazione cinematografica non occasionale.
Sono compresi nel computo gli schermi autorizzati e non ancora in
attività e quelli che hanno iniziato l’attività nell’anno in cui viene
presentata la richiesta di autorizzazione. Sono esclusi dal computo le
arene ed i cinema ambulanti.
Art. 3. Apertura di sale
cinematografiche e teatrali.
1. L’apertura di un cinema-teatro con
esclusione di quanto previsto al successivo art. 9, inteso secondo la
definizione dell’art. 2, è subordinata ad una duplice preventiva
autorizzazione, l’una prevista dall’art. 31 della legge 4 novembre
1965, n. 1213, sostituito dall’art. 9 del decreto-legge 14 gennaio
1994, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º marzo 1994,
n. 153, e l’altra prevista dalla legge 18 gennaio 1937, n. 193, nonchè
dalle norme di attuazione di cui al regio decreto 20 dicembre 1937, n.
2643.
Art. 4. Comuni sprovvisti di sale cinematografiche.
1. Nei
comuni sprovvisti di sale cinematografiche si può autorizzare
l’apertura di una sala monoschermo o di una multisala, per un numero
di posti fino ad un massimo di 1.500, purché disti non meno di 1,5 km
dalla più vicina sala monoschermo o da una sala con due schermi e non
meno di 2,5 km dalla più vicina multisala con almeno tre schermi (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 1 del DM 13.05.1996.
Art. 5.
Comuni provvisti di sale cinematografiche.
1. Nei comuni provvisti di
sale cinematografiche l’autorizzazione per nuovi schermi è concessa
sulla base dei seguenti valori: a)il rapporto fra la popolazione
residente ed il numero degli schermi operanti in ciascuna regione
(quoziente regionale) e nei singoli comuni (quoziente comunale); b)il
coefficiente d’incremento, rappresentato dalla differenza fra il
quoziente comunale ed il quoziente regionale, divisa per lo stesso
quoziente regionale. 2. In ciascun comune l’autorizzazione per nuovi
schermi può essere concessa quando il quoziente comunale sia superiore
al quoziente regionale, sempre che la nuova sala disti non meno di 1
km (1) dalla più vicina sala operante. Il numero massimo di nuovi
schermi autorizzabili è determinato moltiplicando il numero degli
schermi operanti nel comune per il coefficiente d’incremento, con
arrotondamento per eccesso del decimale superiore a cinque. Si
prescinde da tali criteri laddove l’apertura della nuova sala venga
chiesta per lo stesso numero dei posti contestualmente alla chiusura
definitiva di altra sala o la nuova sala sia destinata esclusivamente
alla programmazione di film stranieri in lingua originale. 3. Qualora
il progetto della nuova sala cinematografica per la quale è richiesta
l’autorizzazione si caratterizzi per un particolare livello
qualitativo, sia tecnico che ambientale, il quoziente comunale è
aumentato del 100% (2). Ai fini del presente decreto si considera di
particolare livello qualitativo la sala cinematografica che presenti i
seguenti requisiti: impianto di proiezione automatico o semiautomatico
e di riproduzione sonora stereofonica; aria condizionata; cassa
automatica; poltrone di larghezza non inferiore a 55 cm e con distanza
fra le file non inferiore a 95 cm. 4. Nei comuni capoluoghi di
provincia e nei comuni con oltre 50.000 abitanti ove agisca una sola
sala cinematografica, può chiedersi l’applicazione delle disposizioni
di cui al precedente art. 4 in luogo di quelle di cui al presente
articolo (3).
(1) Così modificato dall’art. 1 del DM 13.05.1996.
(2)
Così modificato dall’art. 1 del DM 13.05.1996.
(3) Comma aggiunto
dall’art. 1 del DM 13.05.1996.
Art. 6. Multisale.
1. L’apertura di
una multisala è subordinata al rilascio di distinte autorizzazioni per
ogni sala accorpata nello stesso immobile sotto il profilo
strutturale. 2. La trasformazione di una sala cinematografica
monoschermo in una multisala è consentita: a)mediante frazionamento
del numero dei posti già autorizzati, aumentabili fino al 40% (1);
b)mediante contestuale riduzione del numero dei posti già autorizzati
in altra sala cinematografica in attività nello stesso comune;
c)mediante contestuale cessazione dell’attività in una o più sale
cinematografiche situate nello stesso comune. 3. Per la realizzazione
di nuove sale nell’ambito strutturale dei complessi multisala
esistenti è consentito un incremento del numero dei posti
precedentemente autorizzati, nella misura massima del 30 per cento.
Analoga autorizzazione non può essere rilasciata prima che sia
trascorso un triennio dalla data di concessione della precedente. 4.
Per la realizzazione di un complesso multisala nell’ambito di progetti
coordinati che comprendano anche centri commerciali o parchi
permanenti, con eventuali altre strutture stabili per il tempo libero
con finalità culturali o ricreative ed adeguate aree di parcheggio, si
prescinde dai criteri di cui al comma 2 dell’art. 5 in tutti i comuni
per un numero complessivo di posti non superiore a 2.500 e sempre che
il complesso disti non meno di 2 km dalla più vicina sala operante e 5
km dal più vicino complesso multisala di almeno tre sale (2).
(1)
Così modificato dall’art. 1 del DM 13.05.1996.
(2) Comma così
sostituito dall’art. 1 del DM 13.05.1996.
Art. 7. Priorità delle
istanze di trasferimento.
1. Le istanze di trasferimento di sale
cinematografiche esistenti in altra zona del medesimo territorio
comunale hanno diritto di priorità rispetto a qualsiasi altra domanda
di autorizzazione di nuova sala nel comune considerato, presentata nel
corso dello stesso semestre. Le autorizzazioni al trasferimento
possono essere concesse sulla base della comprovata sussistenza della
relativa azienda di spettacoli cinematografici (1).
(1) Periodo così
aggiunto dall’art. 1 del DM 13.05.1996.
Art. 8. Arene.
1. Si può
autorizzare l’apertura di arene purchè ubicate ad almeno 1 km (1)
l’una dall’altra e dalle arene esistenti. 2. Nei comuni che siano
stazioni di cura, soggiorno e turismo si può derogare dal criterio
espresso nel comma precedente, in relazione ad una motivata richiesta
collegata all’entità del flusso turistico estivo. 3. Alle
autorizzazioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, deve
seguire pra…

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