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Nuove direttive alle regioni in materia di distribuzione automatica di...

Nuove direttive alle regioni in materia di distribuzione automatica di carburanti per uso di autotrazione.

D.P.R. 13 DICEMBRE 1996
Preambolo
Il Presidente della Repubblica:
Visti il decreto-legge 2 novembre 1933, n. 1741, convertito dalla
legge 8 febbraio 1934, n. 367, ed il relativo regolamento di
esecuzione approvato con regio decreto 20 luglio 1934, n. 1303; Visti
l’art. 16 del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034, ed il relativo
regolamento d’esecuzione, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 27 ottobre 1971, n. 1269; Vista la legge 22 luglio 1975, n.
382, recante norme sull’ordinamento regionale e sull’organizzazione
della pubblica amministrazione; Visto l’art. 52 del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, con il quale è
stato delegato alle regioni l’esercizio delle funzioni amministrative
relative ai distributori di carburanti; Visti l’art. 2, comma 3,
lettere d) ed e), l’art. 12, comma 5, lettera b), e l’art. 13, comma
1, lettera d), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visti gli articoli
19, 20 e 29 della legge 7 agosto 1990, n. 241, ed il relativo
regolamento di esecuzione, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 26 aprile 1992, n. 300; Visto l’art. 1, comma 1, lettere
hh) ed ii), della legge 12 gennaio 1991, n. 13; Vista la delibera CIPE
30 luglio 1991, ed in particolare il punto 5 della stessa; Visto il
decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 407, recante
modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile
1992, n. 300, sopra citato; Udito, sui criteri generali cui sono
informate le presenti direttive, d’intesa con il Ministro per gli
affari regionali, il parere della Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni a statuto speciale e le province autonome di
Trento e di Bolzano, espresso nelle sedute del 14 marzo 1996 e del 7
novembre 1996; Considerato che l’insoddisfacente ritmo del processo di
ristrutturazione e razionalizzazione della rete di distribuzione
carburanti rafforza l’urgenza di allineamento del settore agli
standard europei, in termini di livello di erogato medio, di
applicazione delle norme sulla sicurezza e la salvaguardia ambientale,
nonchè di carattere generale di ricettività degli impianti e
rispondenza degli stessi alle esigenze dei consumatori; Ritenuta la
necessità di aggiornare, in relazione a tale esigenza, gli indirizzi
del Governo per l’esercizio delle funzioni amministrative delegate in
materia di distribuzione carburanti; Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 novembre 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto
con il Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali;
Decreta:
Art. 1. Ambito d’applicazione.
1. Le regioni a statuto
ordinario, nell’esercizio delle funzioni amministrative delegate, ai
sensi dell’art. 52 del decreto del Presidente della Repubblica 24
luglio 1977, n. 616, si attengono alle direttive di cui al presente
decreto. Le amministrazioni regionali adottano gli atti eventualmente
necessari per la loro applicazione entro il termine di 6 mesi dalla
data di pubblicazione del presente decreto, trascorso inutilmente il
quale sono attivati i poteri sostitutivi di cui all’art. 2 della legge
22 luglio 1975, n. 382, ed all’art. 13, comma 1, lettera d), della
legge 23 agosto 1988, n. 400. 2. Il presente decreto si applica, con
riferimento alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome
di Trento e Bolzano, per quanto compatibile con i rispettivi statuti e
norme di attuazione.
Art. 2. Nuove concessioni, potenziamenti e
rinnovi.
1. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 6, 7 e 8
del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 settembre
1989, le concessioni relative ad impianti attivi e funzionanti
(erogazione effettiva di carburanti negli ultimi dodici mesi) potranno
essere finalizzate, previa volontaria rinuncia, ad operazioni di
concentrazione e/o potenziamento da effettuarsi entro i termini con le
modalità e nell’ambito territoriale stabiliti nei piani regionali di
razionalizzazione e comunque entro cinque anni dalla data di entrata
in vigore delle presenti direttive. In assenza del piano regionale di
razionalizzazione le operazioni di concentrazione e/o potenziamento
dovranno effettuarsi secondo le seguenti articolazioni: a) rinunce
relative a chiusure effettuate entro il 30 giugno 1998: un quinquennio
decorrente dalla chiusura. In tal caso potranno essere utilizzate in
ambito regionale; b) rinunce relative a chiusure effettuate entro il
30 giugno 1999: un triennio decorrente dalla chiusura; c) rinunce
relative a chiusure effettuate entro il 30 giugno 2000: diciotto mesi
decorrenti dalla chiusura. 2. I provvedimenti di sospensiva delle
concessioni di impianti oggetto di ristrutturazione, già emanati alla
data di recepimento delle presenti direttive, cessano di avere
efficacia dalla data medesima. Entro i successivi novanta giorni i
titolari delle concessioni di cui sopra potranno usufruire delle
agevolazioni di cui alla lettera a), comma 1, del presente articolo,
previa volontaria rinuncia alla relativa concessione. 3. Le
concessioni relative agli impianti che avranno usufruito delle
agevolazioni temporali di cui al comma 1 non potranno usufruire di
ulteriori periodi di sospensiva. 4. L’utilizzazione delle concessioni
secondo le modalità di cui ai commi 1 e 2 non è soggetta alle
limitazioni previste dall’art. 15, commi quinto e sesto, del decreto
del Presidente della Repubblica 27 ottobre 1971, n. 1269. 5. Entro
trenta giorni dalla notifica della chiusura dell’impianto da parte del
concessionario l’ente concedente comunica il termine per l’utilizzo
della concessione, secondo le modalità sopraindicate, ed autorizza lo
smantellamento dell’impianto. Trascorso tale termine di trenta giorni
il concessionario procede alle operazioni di smantellamento dandone
comunicazione all’autorità concedente. 6. In fase di rinnovo
l’amministrazione procedente non potrà comunque prescindere dal
rispetto degli eventuali ulteriori criteri previsti dalla normativa
regionale per la ristrutturazione della rete. A tale proposito,
ciascuna amministrazione regionale, avuto riguardo alle
caratteristiche della rete di distribuzione nel proprio territorio ed
a specifiche esigenze locali del servizio pubblico, può stabilire i
livelli minimi di caratteristiche qualitative degli impianti, come
condizione per il rinnovo o il rilascio delle nuove concessioni o come
presupposto per la revoca (1).
(1) CFR DLT 11.02.1998 n. 32 Art. 3

Art. 3. Installazione apparecchiature self-service pre-pagamento.
1.
Fermo restando quanto previsto dall’art. 7, comma 1, del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 11 settembre 1989,
l’autorizzazione all’installazione di dispositivi self-service
pre-pagamento dovrà essere rilasciata entro centocinquanta giorni
dalla presentazione della relativa istanza all’autorità concedente.
Dalla domanda sottoscritta dal legale rappresentante dovrà risultare
la contestuale rinuncia ad altro impianto attivo e funzionante
(erogazione effettiva negli ultimi dodici mesi) o in sospensiva
autorizzata e il suo impegno allo smantellamento nei tempi previsti
dal comma 5 del precedente articolo. 2. Trascorso tale termine
l’autorizzazione al potenziamento si intende rilasciata.
Art. 4.
Turni ed orari.
1. Per l’espletamento del pubblico servizio di
distribuzione carburanti per uso di autotrazione, avuto riguardo ai
criteri stabiliti da ciascuna regione, i comuni disciplinano l’orario
di apertura degli impianti stradali di distribuzione automatica di
carburanti nel rispetto dei seguenti princìpi: a) l’orario della
distribuzione dei carburanti, tenuto conto delle diverse esigenze sul
territorio, nonchè della stagionalità, assume carattere di
flessibilità; b) l’orario minimo settimanale di apertura, già
determinato in cinquantadue ore, sarà progressivamente aumentato, ai
sensi e per gli effetti dell’art. 12, comma 2, del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 11 settembre 1989, sulla base
delle ulteriori direttive emanate dal Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato e subordinatamente alla verifica del
graduale raggiungimento degli obiettivi di ristrutturazione della
rete; c) è istituito un orario unico nazionale durante il quale tutti
gli impianti dovranno rimanere aperti con la seguente articolazione:
fascia antimeridiana dalle ore 8 alle ore 12; fascia pomeridiana dalle
ore 16 alle ore 19. Nel rispetto, pertanto, di tale fascia unica
nazionale, che in nessun modo potrà essere considerata orario massimo,
i gestori nell’ambito dell’orario minimo settimanale, così come
determinato al punto b), potranno usufruire di una flessibilità
giornaliera di due ore/giorno da utilizzarsi in tranches non inferiori
a trenta minuti. Le regioni provvederanno a definire non più di otto
opzioni di flessibilità dell’orario onde considerare gli interessi
dell’utenza in relazione al bacino di riferimento ed a particolari
attività industriali, commerciali e turistiche. Tale scelta dovrà
essere comunicata all’autorità comunale competente con lettera
raccomandata a.r. almeno trenta giorni prima dell’inizio del periodo
cui sono riferite le opzioni di cui sopra; l’amministrazione comunale,
qualora ravvisasse nella richiesta motivi di incompatibilità con le
esigenze di pubblico servizio, avrà facoltà di diniegare il suo
assenso. La scelta del gestore non potrà essere modificata prima dei
sei mesi dalla data di inizio dell’opzione; d) la turnazione del
riposo infrasettimanale potrà essere effettuata, in alternativa al
sabato pomeriggio, in altro pomeriggio della settimana su scelta del
gestore, secondo le modalità di cui alla lettera c) e fatte salve le
scelte in materia di stagionalità adottate dal…

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