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Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amminist...

Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di fiere e mercati e del relativo personale.

D.P.R. 15 GENNAIO 1972, n. 7
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art.
1.
Sono trasferite alle Regioni a statuto ordinario, per il
rispettivo territorio, le funzioni amministrative esercitate dagli
organi centrali e periferici dello Stato in materia di fiere e
mercati. Il trasferimento riguarda, tra l’altro le funzioni
concernenti: a) le fiere: locali, provinciali, interprovinciali,
nazionali nonché quelle internazionali che non sono organizzate da
enti riconosciuti ai sensi dell’art. 2 del R.D.L. 29 gennaio 1934, n.
454; b) le esposizioni e mostre agricole, industriali e commerciali
con esclusione di quelle internazionali e universali; c) le
esposizioni e mostre d’arte organizzate allo scopo della vendita e
dell’acquisto delle opere esposte; d) i mercati per la compravendita
all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, delle carni e nei prodotti
ittici.
Articolo 2
Art. 2.
Rimangono ferme le disposizioni del
primo comma dell’art. 2 del regio decreto-legge 29 gennaio 1934, n.
454, convertito senza modificazioni nella legge 5 luglio 1934, n.
1607, per quanto riguarda il riconoscimento, con decreto del
Presidente della Repubblica, degli enti costituiti per
l’organizzazione delle fiere con qualifica di nazionale ed
internazionale. Restano, altresì, ferme le attribuzioni degli organi
statali in ordine all’ente autonomo <<Mostra mercato nazionale
dell’artigianato in Firenze>> Il riconoscimento di nuovi enti
fieristici organizzatori di fiere internazionali potrà essere promosso
anche dalle regioni nel cui territorio si effettua la fiera. Per le
fiere nazionali, il decreto di cui al primo comma sarà emanato per
iniziativa della Regione a statuto ordinario nel cui territorio si
effettua la fiera.
Articolo 3
Art. 3.
Nei consigli di
amministrazione degli enti costituiti per l’organizzazione delle fiere
internazionali saranno inclusi due componenti designati dal Consiglio
regionale della regione nel cui territorio si effettua la fiera. Uno
dei rappresentanti regionali fa parte della giunta esecutiva
dell’ente. Dei collegi dei revisori dei conti fa parte un revisore
designato dalla giunta regionale. Nei consigli di amministrazione
degli enti costituiti per l’organizzazione di fiere classificate come
nazionali saranno inclusi tre componenti designati dal Presidente del
Consiglio dei Ministri, tra i quali viene scelto il presidente
dell’ente da nominare dal competente organo regionale. Nei collegi dei
revisori dei conti degli enti medesimi sarà incluso un componente
designato dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
Articolo 4
Art. 4.
Sono trasferite alle Regioni a
statuto ordinario le funzioni amministrative esercitate dagli organi
centrali e periferici dello Stato in ordine agli enti, istituzioni ed
organizzazioni locali operanti nella materia di cui al precedente
articolo 1, ivi comprese le attribuzioni in ordine alla nomina dei
componenti dei collegi dei revisori, salva la designazione da parte
del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
di un componente dei collegi stessi in relazione alla permanenza di
interessi finanziari dello Stato.
Articolo 5
Art. 5.
Fino a quando
non sia provveduto con legge dello Stato al riordinamento ed alla
distribuzione delle funzioni amministrative fra gli enti locali, sono
conservate alle province, ai comuni ed agli altri enti locali le
funzioni amministrative di interesse esclusivamente locale esercitate
nella materia di cui al precedente art. 1. Si intendono sostituiti gli
organi centrali e periferici dello Stato con gli organi della regione
in tutti i casi in cui le disposizioni vigenti nella materia di cui al
precedente primo comma, facciano riferimento, per quanto riguarda le
funzioni degli enti locali, a funzioni amministrative degli organi od
uffici centrali o periferici dello Stato.
Articolo 6
Art. 6.

Restano ferme le competenze degli organi statali in ordine alle
relazioni internazionali nella materia di cui al presente decreto.

Articolo 7
Art. 7.
Restano ferme le attribuzioni degli organi
statali in materia di pubblica sicurezza, di polizia giudiziaria e di
sicurezza sia degli impianti e sia delle condizioni di lavoro, nonché
quelle altre che, pur essendo esercitate in relazione alle attività di
cui al precedente art. 1, riguardano materie non comprese nell’art.
117 della Costituzione.
Articolo 8
Art. 8.
La funzione di indirizzo
e coordinamento delle attività amministrative delle Regioni a statuto
ordinario che attengono ad esigenze di carattere unitario, anche con
riferimento agli obiettivi del programma economico nazionale ed agli
impegni derivanti dagli obblighi internazionali, spetta allo Stato e
viene esercitata, fuori dei casi in cui si provveda con legge o con
atto avente forza di legge, mediante deliberazioni del Consiglio dei
Ministri su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri di
intesa con il Ministro o con i Ministri competenti. L’esercizio della
funzione di cui al precedente comma può essere delegato di volta in
volta dal Consiglio dei Ministri al Comitato interministeriale per la
programmazione economica (C.I.P.E.) per la determinazione dei criteri
operativi nelle materie di sua competenza oppure al Presidente del
Consiglio dei Ministri con il Ministro competente quando si tratti di
affari particolari. I programmi delle attività fieristiche di
iniziativa regionale nonché le successive modificazioni ed
integrazioni dei programmi stessi sono comunicati dalle regioni al
Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato ai fini della
formulazione di proposte per il coordinamento delle attività fra le
regioni e di quelle delle regioni con quelle di competenza dello
Stato. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, provvede a
emanare il calendario ufficiale delle fiere, mostre ed esposizioni,
nazionali ed internazionali. Gli organi statali e le amministrazioni
regionali sono tenuti a fornirsi, reciprocamente ed a richiesta, per
il tramite del commissario del Governo nella Regione, ogni notizia
utile allo svolgimento delle proprie funzioni nella materia di cui al
presente decreto. Tra l’altro, le regioni comunicano periodiche
notizie sulle fiere, mostre ed esposizioni e sui mercati all’ingrosso
e dati relativi alla loro attività.
Articolo 9
Art. 9.
Le regioni,
in relazione alle esigenze derivanti dall’esercizio delle attribuzioni
ad esse trasferite con il presente decreto, possono avvalersi dei
servizi tecnici dello Stato operanti per funzioni non trasferite alle
regioni. Lo Stato sarà rimborsato delle spese sostenute per le
regioni. La misura e le modalità dei rimborsi saranno determinate con
decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, di concerto con il Ministro competente, previa intesa con
l’amministrazione interessata.
Articolo 10
Art. 10.
Sotto la data
in cui si effettua il trasferimento alle regioni delle funzioni
amministrative di cui al presente decreto, e comunque entro il termine
di trenta giorni dalla data stessa, le amministrazioni dello Stato
provvederanno a consegnare, con elenchi descrittivi, a ciascuna
regione interessata, gli atti sia degli uffici centrali che degli
uffici periferici, concernenti le funzioni amministrative trasferite
alle regioni con il presente decreto e relativi a questioni o
disposizioni di massima inerenti alle dette funzioni amministrative e
ad affari non ancora esauriti, fatta eccezione di quelli disciplinati
dal successivo art. 11.
Articolo 11
Art. 11.
La definizione dei
procedimenti amministrativi che abbiano comportato assunzione di
impegni, ai sensi dell’art. 49 della legge di contabilità di Stato,
prima della data del trasferimento alle regioni delle funzioni
amministrative oggetto del presente decreto, rimane di competenza
degli organi statali. Rimane, parimenti, di competenza degli organi
dello Stato, con oneri a carico del bilancio statale, la liquidazione
delle ulteriori annualità di spese pluriennali a carico di esercizi
successivi a quello di trasferimento delle funzioni alle regioni,
qualora l’impegno relativo alla prima annualità abbia fatto carico ad
esercizi finanziari anteriori al detto trasferimento. Resta altresì,
fino alla data del 31 dicembre 1972, di competenza degli organi
statali la definizione dei provvedimenti che trovino il loro
finanziamento in somme mantenute nel conto dei residui ai termini del
secondo comma dell’art. 36 del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440, o da
altre disposizioni che ad esso facciano riferimento, ovvero in forza
di particolari norme. Le somme che, alla data predetta, non risultino
ancora impegnate, saranno portate in aumento del fondo per il
finanziamento dei programmi regionali di sviluppo di cui all’articolo
9 della L. 16 maggio 1970, n. 281. Il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica provvederà, con propri
decreti, alle conseguenti variazioni compensative nel conto dei
residui delle amministrazioni interessate. Le somme trasferite al
fondo saranno assegnate, entro un biennio, alle amministrazioni
regionali sulla base dei criteri che il Comitato interministeriale per
la programmazione economica determinerà, in relazione a quanto
previsto nel secondo comma del predetto art. 9 della legge n. 281 e
tenuto anche conto dell’originaria destinazione delle somme medesime.

Articolo 12
Art. 12.
Le riduzioni da apportare, ai sensi dell’art.
18 della legge 16 maggio 1970, n. 281, allo stato di previsione del
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, in
conseguenza del trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle
funzioni amministrative di cui al presente decreto restano determinate
come segue: (Omissis) (1). (1) Disciplina le riduzioni da apportare
allo stato di previsione del Ministero dell’in…

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