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Regolamento recante semplificazioni dei procedimenti amministrativi di approvazione delle deliberazioni degli enti autonomi fieristici vigilati dal Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, di riconoscimento della qualifica di internazionale delle manifestazioni fieristiche, di autorizzazione allo svolgimento di manifestazioni fieristiche e di emanazione del calendario ufficiale dellemanifestazioni fieristiche.

D.P.R. 18 APRILE 1994, n. 390
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art.
1. Oggetto.
1. Il presente regolamento disciplina i procedimenti di
approvazione delle deliberazioni adottate dagli enti autonomi
fieristici vigilati dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, il procedimento di riconoscimento della qualifica di
internazionale delle manifestazioni fieristiche e il procedimento di
emanazione del calendario ufficiale delle manifestazioni fieristiche
di rilievo nazionale ed internazionale, contenuti nell’elenco n. 4,
allegato al testo della legge 24 dicembre 1993, n. 537. 2. Esso
regola, altresì, il procedimento di autorizzazione allo svolgimento di
manifestazioni fieristiche, connesso ai procedimenti indicati nel
comma precedente, ai sensi dell’art. 2, comma 7, della legge 24
dicembre 1993, n. 537. 3. Il presente regolamento costituisce,
altresì, atto di indirizzo e coordinamento ai sensi dell’art. 3 della
legge 22 luglio 1975, n. 382 (1). (1) La Corte cost., con sent. 1
marzo 1995, n. 69, ha dichiarato che non spetta allo Stato, in
relazione al presente decreto, adottare atti di indirizzo e
coordinamento nei confronti della Provincia autonoma di Trento al di
fuori della procedura e dei limiti previsti dall’art. 3 del d.lg. 16
marzo 1992, n. 266, e introdurre, con norme regolamentari,
prescrizioni sullo svolgimento dei procedimenti amministrativi di
competenza della Provincia autonoma. Pertanto ha annullato il presente
comma nella parte in cui si applica a detta Provincia.
Articolo 2

Art. 2.
Attribuzione della qualifica ed autorizzazione allo
svolgimento delle manifestazioni fieristiche. 1. Le manifestazioni
fieristiche qualificate di rilevanza internazionale, nazionale o
regionale sono autorizzate annualmente e inserite nei calendari
pubblicati ai sensi dell’art. 3 (1). 2. Il riconoscimento della
qualifica delle manifestazioni fieristiche è di competenza: a) del
Ministero dell’industria, commercio e artigianato, per le
manifestazioni fieristiche di rilevanza internazionale; b) delle
regioni, per le manifestazioni di rilevanza nazionale, regionale o
locale (1). 3. L’autorizzazione allo svolgimento delle manifestazioni
fieristiche è di competenza: a) del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, per le manifestazioni fieristiche
riconosciute di rilevanza internazionale organizzate direttamente
dagli enti autonomi fieristici di Milano, Verona e Bari; b) delle
regioni, per le altre manifestazioni fieristiche di rilevanza
internazionale, nonché per quelle di rilevanza nazionale, regionale o
locale (1). 4. Le domande per ottenere il riconoscimento della
qualifica di manifestazione fieristica di rilevanza internazionale e
l’autorizzazione al suo svolgimento sono presentate agli organi
competenti entro il 30 settembre del primo dei due anni precedenti a
quello in cui la manifestazione si deve svolgere. Entro lo stesso
termine può essere presentata domanda alla regione, per ottenere, in
subordine, il riconoscimento di qualifica diversa nel caso di diniego
di riconoscimento della qualifica internazionale (1). 5. La qualifica
di internazionale è attribuita entro il 1º febbraio dell’anno
precedente a quello in cui la manifestazione fieristica si svolge. Il
provvedimento è comunicato alle regioni. 6. I provvedimenti di
autorizzazione allo svolgimento delle manifestazioni fieristiche
riconosciute di rilevanza internazionale di competenza regionale sono
adottati dalle regioni entro trenta giorni dalla comunicazione di cui
al comma 5 ed inviati al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato (1). 7. Entro il 30 settembre dell’anno precedente a
quello in cui le manifestazioni si devono svolgere, le regioni inviano
al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato l’elenco
delle manifestazioni fieristiche riconosciute di rilevanza nazionale
ed autorizzate. (1) La Corte cost., con sent. 1 marzo 1995, n. 69, ha
dichiarato che non spetta allo Stato, in relazione al presente
decreto, adottare atti di indirizzo e coordinamento nei confronti
della Provincia autonoma di Trento al di fuori della procedura e dei
limiti previsti dall’art. 3 del d.lg. 16 marzo 1992, n. 266, e
introdurre, con norme regolamentari, prescrizioni sullo svolgimento
dei procedimenti amministrativi di competenza della Provincia
autonoma. Pertanto ha annullato il presente articolo, commi 1, 2,
lett. b), 4 e 6, nella parte in cui si applica a detta Provincia.

Articolo 3
Art. 3.
Calendario annuale delle manifestazioni
fieristiche. 1. Il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, sulla base dei provvedimenti adottati di
riconoscimento della qualifica e di autorizzazione allo svolgimento
delle manifestazioni fieristiche di rilevanza internazionale e
nazionale, redige il relativo calendario annuale, che è pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale entro il 31 ottobre dell’anno precedente a
quello in cui le manifestazioni si devono svolgere. 2. Le regioni
provvedono entro il 30 dicembre di ogni anno alla pubblicazione del
calendario annuale delle manifestazioni fieristiche di rilevanza
regionale per le quali è stata riconosciuta la qualifica e concessa
l’autorizzazione allo svolgimento (1). (1) Vedi art. 1, nota 1.

Articolo 4
Art. 4. Concomitanza di manifestazioni.
1. Il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, ai fini della
elaborazione e tutela del calendario di cui all’art. 3, assicura la
razionalizzazione ed il coordinamento dei tempi di svolgimento delle
manifestazioni fieristiche, secondo i criteri e le procedure di
seguito indicati. 2. Non possono essere autorizzate fiere
specializzate di rilevanza internazionale o nazionale nelle stesse
categorie merceologiche, che si svolgano, anche solo in parte, in
concomitanza tra loro, o nei quindici giorni precedenti o successivi.
3. Non possono essere autorizzate, nelle stesse categorie
merceologiche, fiere specializzate di rilevanza regionale o locale che
si svolgano, anche solo in parte, in concomitanza con manifestazioni
fieristiche internazionali o nazionali realizzate nella medesima
regione. 4. Le regioni inviano, entro il 31 marzo dell’anno precedente
a quello in cui le manifestazioni si svolgono, gli elenchi delle
manifestazioni fieristiche di rilevanza nazionale che intendono
autorizzare, con l’indicazione delle categorie e dei settori
merceologici interessati e delle date di svolgimento, al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che verifica entro i
successivi sessanta giorni che lo svolgimento delle manifestazioni
fieristiche avvenga in conformità delle disposizioni di cui al comma
1. Decorso tale termine, le regioni attribuiscono la qualifica alla
manifestazione fieristica e ne autorizzano lo svolgimento. In caso di
difformità dello svolgimento delle manifestazioni fieristiche dalle
disposizioni di cui al comma 1, il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato convoca una conferenza di servizi con le
regioni interessate, al fine di raggiungere le opportune intese, entro
il 30 giugno. Qualora tali intese non siano raggiunte, il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato provvede, nei trenta
giorni successivi, a rimettere la situazione di difformità al
Presidente del Consiglio dei Ministri per l’assunzione, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, delle determinazioni
definitive. Le determinazioni assunte sono comunicate a cura del
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, alle
regioni, affinché queste vi diano attuazione (1). (1) La Corte cost.,
con sent. 1 marzo 1995, n. 69, ha dichiarato che non spetta allo
Stato, in relazione al presente decreto, adottare atti di indirizzo e
coordinamento nei confronti della Provincia autonoma di Trento al di
fuori della procedura e dei limiti previsti dall’art. 3 del d.lg. 16
marzo 1992, n. 266, e introdurre, con norme regolamentari,
prescrizioni sullo svolgimento dei procedimenti amministrativi di
competenza della Provincia autonoma. Pertanto ha annullato il presente
articolo nella parte in cui si applica a detta Provincia.
Articolo 5

Art. 5. Vigilanza sugli enti autonomi fieristici.
1. Il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato esercita la vigilanza
sull’attività degli enti fieristici di rilievo internazionale di
Milano, Bari e Verona, secondo modalità idonee ad assicurare, nel
rispetto dell’autonomia degli enti medesimi, che la gestione sia
ispirata a criteri di efficienza ed efficacia in rapporto ai risultati
da perseguire. A tal fine sono adottate, entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto
con quello per la funzione pubblica, conseguenziali modifiche agli
statuti degli enti vigilati. Gli enti predetti trasmettono al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro
trenta giorni dalla loro approvazione, le delibere relative al
bilancio preventivo e alle sue variazioni, al conto consuntivo ed
all’assunzione degli impegni di spesa pluriennali. Il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro trenta giorni
dal ricevimento delle predette delibere, può rinviare le stesse
all’Ente, con osservazioni, per un nuovo esame. 2. I restanti enti
fieristici sono vigilati dalle regioni secondo le modalità ispirate ai
criteri di cui al comma 1. Le regioni promuovono le conseguenziali
modifiche nel rispetto dei princìpi fissati con deliberazione del
Consiglio dei Ministri da adottare, ai sensi dell’art. 3, comma 1,
della legge 22 luglio 1975, n. 382, entro sessanta giorni dall’entrata
in vigore del presente decreto (1). (1) Vedi art. 1, nota 1.
Articolo
6
Art. 6. Entrata in vigore.
1. Il presente regolamento entra in
vigore centottanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta
Uf…

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