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Norme di attuazione della Legge 21 marzo 1958, n. 326, recante la disciplina dei complessi ricettivi complementari a carattere turistico-sociale.

D.P.R. 20 GIUGNO 1961, n. 869
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica: Vista la legge 21 marzo 1958, n. 326, concernente la
disciplina dei complessi ricettivi complementari a carattere
turistico-sociale; Visto l’art. 87, comma quinto, della Costituzione;
Udito il parere del Consiglio di Stato; Sentito il Consiglio dei
Ministri; Sulla proposta del Ministro per il turismo e lo spettacolo
di concerto con i Ministri per l’interno, per la grazia e giustizia,
per le finanze, per la pubblica istruzione, per l’agricoltura e le
foreste e per la sanità; Decreta:
Articolo 1
É approvato nell’unito
testo sottoscritto dal Ministro per il turismo e lo spettacolo, il
regolamento per la esecuzione della legge 21 marzo 1958 n. 326.

[testo REGOLAMENTO]
Preambolo
Regolamento di esecuzione della legge
21 marzo 1958, n. 326, concernente la disciplina dei complessi
ricettivi complementari a carattere turistico-sociale.
Art. 1.
I
complessi ricettivi complementari a carattere turistico-sociale devono
avere un’attrezzatura particolare in relazione alle caratteristiche
per le varie categorie di complessi stabilite dall’art. 1 della legge
21 marzo 1958, n. 326, ed a quelle previste dal presente regolamento.
L’attrezzatura, proporzionata alla capacità ricettiva è,
qualitativamente, adeguata alla categoria di persone che i complessi
sono destinati, in via normale, ad ospitare. I complessi ricettivi
devono tenere esposte al pubblico le tariffe dei vari prezzi
comprensivi del servizio e di altri eventuali oneri. Non è consentita
la promiscuità dell’attività di azienda alberghiera con quella di
complesso ricettivo complementare.
Art. 2.
Ferme restando le norme
legislative sul vincolo alberghiero può essere autorizzato, con
l’osservanza delle modalità previste dalla legge e dal presente
regolamento, l’esercizio di un complesso ricettivo complementare a
carattere turistico-sociale che utilizzi un immobile già adibito ad
azienda alberghiera.
Art. 3.
Gli alberghi od ostelli per la gioventù
sono centri di pernottamento per periodi di tempo limitati e devono
possedere, in particolare, i seguenti requisiti: camere e camerate con
servizi igienici disposti in settori separati per uomini e per donne;
una cucina comune dove gli ospiti possano preparare il loro cibo; uno
o più locali comuni di ritrovo; impianti antincendi. Tali complessi
possono disporre anche di una mensa economica per gli ospiti.
Art. 4.

I campeggi devono essere allestiti in località salubri a conveniente
distanza da opifici, ospedali, case di cura, colonie, chiese, caserme,
cimiteri, da valutarsi in sede di istruttoria della domanda di
autorizzazione. I campeggi devono disporre di adeguate recinzioni ed
eventuali schermature della zona adibita a campeggio, di particolari
installazioni igienico sanitarie, nonchè di accorgimenti e di impianti
per la prevenzione ed estinzione degli incendi. In particolare, devono
possedere i seguenti requisiti: almeno ottanta metri quadrati per ogni
installazione (tenda ed auto), ovvero almeno quaranta metri quadrati
per ogni tenda, compreso lo spazio adibito ai servizi comuni; strada
di accesso carrozzabile; punti d’acqua potabile nel campo; lavabi e
gabinetti al riparo (almeno un gabinetto per ogni venti persone):
impianti adeguati di docce; impianto per lo scolo delle acque;
illuminazione delle parti comuni; raccoglitori di immondizie; cassetta
di pronto soccorso congruamente attrezzata; impianti antincendi.
Art.
5.
Le disposizioni della legge e quelle del presente regolamento non
trovano applicazione per i campeggi mobili occasionalmente organizzati
per brevi soste da privati, nonchè da enti che abbiano per fine
istituzionale la pratica dello sport e del turismo, avendo, tali
allestimenti, particolari caratteristiche, distinte da quelle previste
dalle disposizioni sopra citate, oltrechè dalle norme sulle aziende
alberghiere.
Art. 6.
Le disposizioni previste per gli alberghi od
ostelli per la gioventù e per i campeggi, valgono, altresì, per i
villaggi turistici, le case per ferie e gli analoghi allestimenti di
cui all’art. 1, primo comma, della legge, in quanto applicabili. Agli
effetti dall’art. 1, quinto comma, della legge, le case per ferie
possono ospitare soltanto i dipendenti di amministrazioni o aziende
pubbliche o private od i soci di associazioni ed organizzazioni aventi
esclusivo fine di assistenza sociale, nonchè le persone appartenenti
al nucleo familiare dei dipendenti e dei soci medesimi.
Art. 7.
Gli
autostelli devono possedere particolari caratteristiche e requisiti
entro i limiti appresso specificati: ubicazione lungo le vie di
comunicazione ed a conveniente distanza, da valutarsi in sede di
rilascio dell’autorizzazione, dai centri abitati; attrezzatura
sufficiente a permettere il riposo ed il ristoro dei turisti in
transito, con possibilità di ricevere dei mezzi di trasporto, di
riparazione e rifornimento dei mezzi medesimi; un locale per uso
comune ed un altro adibito per la mensa; adeguati servizi
igienico-sanitari; impianti antincendi.
Art. 8.
In relazione a
quanto previsto dall’art. 2, ultimo comma, della legge, il Ministero
della pubblica istruzione, ove disponga la realizzazione di complessi
ricettivi riservati ai giovani studenti, informa preventivamente il
Ministero del turismo e dello spettacolo e il Ministero della sanità
sulle caratteristiche e sull’ubicazione dei complessi, al fine di
attuare l’iniziativa di intesa con tali Amministrazioni. Il Ministero
della pubblica istruzione informa anche il Ministero dell’interno
dell’intendimento di realizzare complessi ricettivi riservati ai
giovani studenti.
Art. 9.
La domanda di autorizzazione, di cui
all’art. 2 della legge, da presentare al prefetto, in carta legale,
deve indicare: le generalità del titolare dell’esercizio e del
gestore, quando si tratti di enti od aziende, ed eventualmente, del
loro rappresentante; la località ove deve sorgere il complesso; il
tipo di ricettività che si vuole attuare; la capacità ricettiva del
complesso; le eventuali attività di vendita di bevande analcooliche ed
alcooliche, di mensa, di spaccio e di autorimessa; le norme di
funzionamento del complesso e le tariffe per ciascun servizio. A
corredo della domanda devono essere prodotti: i disegni e le
planimetrie, unitamente alla relazione tecnica dei lavori da eseguire
e degli impianti; le quietanze rilasciate dal competente Ufficio del
registro e le attestazioni di versamento in conto corrente postale
riguardanti la tassa di concessione governativa prevista dall’art. 9
della legge e le altre tasse eventualmente dovute dal richiedente a
qualunque diverso titolo. Il titolare ed il gestore dell’esercizio ed
il loro rappresentante devono possedere i requisiti richiesti dal
testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773.
Art. 10.
La domanda e gli allegati,
di cui al precedente articolo, devono essere prodotti in copia,
contemporaneamente, all’Ente provinciale per il turismo, per la
istruttoria, ai fini del parere previsto dall’art. 3 della legge.
Dalla data di presentazione della domanda decorre il termine di trenta
giorni stabilito dal citato art. 3.
Art. 11.
Agli effetti dell’art.
3 della legge, la deliberazione motivata dal consiglio dell’Ente
provinciale per il turismo è adottata, principalmente, in relazione ai
seguenti elementi di valutazione: a) l’attività dei complessi
ricettivi complementari deve essere inquadrata nel programma di
sviluppo del turismo sociale e giovanile e deve avere una gestione, ai
fini della prestazione dei servizi, conforme ai criteri ed alle
limitazioni previste dal presente regolamento; b) l’opportunità delle
iniziative deve essere accertata in relazione allo sviluppo turistico,
qualitativamente e quantitativamente considerato, delle singole
località ove i complessi devono sorgere, onde evitare che tali
complessi arrechino turbamento al movimento turistico ordinario; c)
l’istituzione ed il funzionamento dei complessi ricettivi
complementari devono attuarsi con l’osservanza delle disposizioni di
pubblica sicurezza, di moralità pubblica e buon costume, igienico
sanitarie e per la difesa contro gli incendi, nonchè delle norme
relative alla tutela delle bellezze panoramiche, del paesaggio e del
patrimonio artistico. Copia della deliberazione adottata dal consiglio
dell’Ente e, successivamente, copia del provvedimento emesso dal
prefetto, devono essere trasmessi, a cura dell’Ente, al Ministero del
turismo e dello spettacolo, per l’esercizio delle funzioni di
vigilanza di cui all’art. 7 della legge.
Art. 12.
L’autorizzazione,
anche per quei complessi che abbiano attività stagionale, di cui
all’art. 2, secondo comma, della legge, viene rinnovata annualmente
mediante vidimazione sull’atto originario, previo pagamento delle
tasse annuali di concessione governativa, stabilite dall’art. 9 della
legge, e delle altre tasse eventualmente dovute a qualunque diverso
titolo. Con unico provvedimento può essere autorizzato l’esercizio del
complesso nonchè l’esercizio delle attività di vendita di bevande
analcooliche ed alcooliche, di mensa ed autorimessa. L’autorizzazione
può avere una durata determinata nel tempo, qualora ne sia fatta
espressa richiesta dall’interessato, ovvero quando il prefetto, su
conforme parere del consiglio dell’Ente provinciale per il turismo, ne
ravvisi l’opportunità. L’autorizzazione può, in ogni tempo, essere
soggetta a riesame per iniziativa del prefetto o dell’Ente provinciale
per il turismo, quando si abbia motivo di ritenere che siano mutate le
condizioni obiettive in base alle quali l’autorizzazione è stata
rilasciata. Nel provvedimento del prefetto, che autorizza l’apertura e
l’esercizio delle case per ferie, deve risultare l’indicazione
dell’Amministrazione, azienda, associazione od organizzazione per i
cui dipendenti o soci e ris…

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