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Regolamento per l'applicazione del Titolo III del D.P.R. 11.12.1961, n...

Regolamento per l'applicazione del Titolo III del D.P.R. 11.12.1961, n.264, relativo ai servizi medicina scolastica.

D.P.R. 22 DICEMBRE 1967, n. 1518
[Testo Decreto]
Preambolo
Il
Presidente della Repubblica: Visto l’art. 87 della Costituzione; Visto
l’art. 7 della legge 13 marzo 1958, n. 296, che dà facoltà al governo
della Repubblica di emanare, ai sensi dell’art. 76 della Costituzione,
su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto col
Ministro per la sanità, i provvedimenti previsti dall’art. 5 del
decreto legislativo luogotenenziale 31 luglio 1945, n. 446; Visto il
proprio precedente decreto 11 febbraio 1961, n. 264, concernente la
disciplina dei servizi e degli organi che esercitano la loro attività
nel campo dell’igiene e della sanità pubblica e l’art. 18 del titolo
III concernente i servizi di medicina scolastica; Udito il parere del
Consiglio superiore di sanità; Udito il parere del Consiglio di Stato;
Udito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro per la
sanità, di concerto con i Ministri per la pubblica istruzione, per il
lavoro e la previdenza sociale, e per il tesoro; Decreta:
Articolo 1

É approvato l’unito regolamento per l’esecuzione delle norme
contenute nel titolo III del proprio precedente decreto 11 febbraio
1961, n. 264 concernente i servizi di medicina scolastica.
[Testo
Regolamento]
Preambolo
Regolamento per l’applicazione del titolo III
del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961, n. 264.
Servizi di medicina scolastica.
Articolo 1.
A tutti i servizi di
vigilanza igienica e di assistenza sanitaria scolastica, nell’ambito
della provincia, sovraintende il medico provinciale, che li coordina
d’intesa col provveditore agli studi, con il quale, è prescritto
almeno un incontro annuale nel mese di settembre. Ai sensi dell’art.
15 del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961, n.
264, nell’ambito del territorio comunale o consorziale il servizio di
medicina scolastica in tutte le scuole di ogni ordine e grado,
pubbliche e private, dipende dall’ufficiale sanitario che ne promuove
e coordina l’organizzazione e il funzionamento, previa intesa con i
dirigenti degli istituti scolastici.
Articolo 2.
Il servizio di
medicina scolastica comprende la profilassi, la medicina preventiva,
la vigilanza igienica, il controllo dello stato di salute di ogni
scolaro e si avvale della collaborazione della scuola nell’educazione
igienico-sanitaria. Le prestazioni sanitarie di medicina preventiva e
d’urgenza, nell’ambito dei servizi della medicina scolastica, agli
alunni e al personale della scuola sono gratuite. Fermo restando il
disposto dell’art. 12, comma terzo e quarto del decreto del Presidente
della Repubblica 11 febbraio 1961, n. 264, i servizi di medicina
scolastica utilizzano convenientemente le prestazioni degli istituti e
dei centri che operano nel comune per finalità assistenziali gratuite.
Le amministrazioni comunali e consorziali provvedono, alla occorrenza,
a stipulare convenzioni con enti pubblici o privati per i servizi
specialistici necessari, allorchè non siano realizzabili nella sfera
operativa della medicina scolastica.
Articolo 3.
I comuni, i
consorzi di comuni o le amministrazioni provinciali, nell’ambito della
rispettiva competenza in materia di edilizia scolastica, sono tenuti a
provvedere i locali idonei per il servizio di medicina scolastica. Nei
casi nei quali risulti impossibile disporre di idonei locali, può
provvedersi mediante unità ambulatoriali mobili. Spetta ai comuni di
provvedere alle relative attrezzature nei modi che saranno stabiliti
nel regolamento comunale di cui all’art. 10. Gli enti pubblici ed i
privati gestori di scuole hanno analogo obbligo nei rispettivi
istituti.
Articolo 4.
I locali da adibirsi ad ambulatori debbono
ricavarsi di regola dall’edificio scolastico. Soltanto in casi
particolari di difficoltà ambientali preesistenti potrà essere
autorizzato dall’ufficiale sanitario l’esercizio ambulatoriale della
medicina scolastica fuori del detto edificio purchè in sede propria,
distinta da altri servizi di medicina sociale.
Articolo 5.

L’amministrazione provinciale, promuovendo e sollecitando la
partecipazione anche di enti pubblici sanitari operanti nell’ambito
della provincia può integrare o istituire i servizi di medicina
scolastica, principalmente quelli specialistici di cui all’art. 12 del
decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961, n. 264,
quando i comuni soli, o riuniti in consorzio, per qualsiasi motivo non
possono provvedere idoneamente. Ai servizi di medicina scolastica si
applicano le disposizioni dell’art. 92, secondo comma e seguenti, del
testo unico delle leggi sanitarie (regio decreto 27 luglio 1934, n.
1265). Contro i provvedimenti adottati dal prefetto ai sensi del comma
precedente è ammesso ricorso al Ministro per la sanità, che decide
sentito il Consiglio superiore di sanità e il Consiglio di Stato.

Articolo 6.
L’autorità sanitaria comunale concorda con le autorità
scolastiche, con gli enti pubblici o i privati gestori di scuole o
istituti le disposizioni circa la scelta e l’uso dei locali da
adibirsi ai servizi di medicina scolastica. Gli ufficiali sanitari
devono tener conto delle esigenze didattiche prospettate dalle
autorità scolastiche prima di adottare provvedimenti che incidano sul
funzionamento della scuola. Il medico provinciale e il provveditore
agli studi risolvono di concerto i conflitti che possono derivare
dalla contemporaneità dell’azione sanitaria con quella scolastica in
modo che sia evitato ogni irrazionale turbamento delle funzioni
scolastiche e di quelle sanitarie. Il medico provinciale, d’intesa col
provveditore agli studi promuove le iniziative dirette allo sviluppo
dell’educazione sanitaria da attuarsi nelle scuole ed istituti della
provincia, e può avvalersi dell’opera dei centri di educazione
sanitaria. A tal fine, al principio di ogni anno scolastico, il medico
provinciale invia le opportune istruzioni e direttive agli ufficiali
sanitari tenendone informato il provveditore agli studi.
Articolo 7.

Gli ambulatori di medicina scolastica devono essere costituiti almeno
da due locali di cui uno adibito alle visite e uno alla attesa. Gli
ambulatori debbono essere mantenuti in condizioni costanti di
funzionalità ed essere attrezzati in modo idoneo per consentire una
efficace azione diagnostica e l’esecuzione, di interventi di medicina
preventiva nella forma più adatta e più ampia possibile, nonchè la
prestazione di eventuali soccorsi d’urgenza da parte del medico
scolastico e del personale sanitario ausiliario. L’idoneità dei locali
e delle attrezzature deve essere riconosciuta dall’ufficiale
sanitario, il quale provvede al controllo dei materiali tecnici in
dotazione e alla custodia dei verbali di consegna e di riconsegna dei
materiali stessi da parte dei sanitari addetti. Il medico provinciale
vigila sull’azione svolta dagli ambulatori scolastici, e propone, ove
occorra, il completamento e miglioramento delle attrezzature.

Articolo 8.
Presso la sala di visita medica saranno tenuti
costantemente aggiornati dal medico scolastico: a) il registro delle
visite effettuate; b) il registro delle vaccinazioai, rivaccinazioni
ed altre operazioni immunitarie eseguite nelle scuole; c) il registro
delle disinfezioni e disinfestazioni; IT}d) il registro inventario
dell’arredamento e dello strumentario. Debbono pure essere custoditi
dal medico scolastico in apposito armadio a chiave, i documenti
soggetti a segreto professionale e d’ufficio e particolarmente: 1) le
cartelle sanitarie scolastiche individuali del tipo prescritto dal
Ministero della sanità; 2) i rapporti delle indagini domiciliari; 3) i
risultati degli accertamenti diagnostici; 4) gli atti d’ufficio, ivi
comprese la corrispondenza intercorsa con i familiari e con i sanitari
curanti e le note scambiate con il capo dell’istituto o direttore
della scuola e con gli insegnanti. Le cartelle sanitarie con annessa
documentazione seguono, con le cautele suindicate, il passaggio di
classe e di scuola degli alunni e devono essere conservate dopo la
cessazione della frequenza.
Articolo 9.
Il personale avente
attribuzioni specifiche nel servizio di medicina scolastica è
costituito oltre che dall’ufficiale sanitario: a) da un medico
scolastico o da più medici scolastici di cui uno responsabile
dell’andamento del servizio; b) da personale sanitario ausiliario,
costituito da assistenti sanitarie visitatrici, infermiere
professionali, vigilatrici di infanzia; c) dal direttore sanitario di
istituti pediatrici di ricovero e di cura pubblici o privati, quando
egli assuma la funzione del medico scolastico per l’esistenza di
scuole interne. Il personale suindicato stabilirà e manterrà stretti
contatti con il capo dell’istituto scolastico o direttore della scuola
e con il personale dagli stessi dipendente per le necessarie intese di
collaborazione e di armonizzazione del servizio sanitario con quello
scolastico.
Articolo 10.
Il comune o il consorzio stabilisce nei
propri regolamenti di igiene le norme relative all’organizzazione dei
servizi di medicina scolastica, secondo le disposizioni generali del
presente regolamento; determina inoltre il numero dei medici
scolastici occorrenti per il servizio generico e specialistico e del
personale sanitario ausiliario, anche in relazione alle scuole
speciali e alle classi differenziali e ne stabilisce, a norma degli
articoli seguenti, la posizione giuridica e il trattamento economico.
Le disposizioni aggiuntive ai regolamenti predetti dovranno essere
emanate entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento. In casi di inadempienza, su richiesta del medico
provinciale, sarà provveduto a norma delle vigenti disposizioni
stabilite dalla legge comunale e provinciale.
Articolo 11.
Nei
comuni o consorzi con popolazione superiore a 30.000 abitanti o
capoluoghi di provincia e relativi consorzi e negli altri comuni o
co…

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