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Regolamento per l'esecuzione della Legge 14.7.67, n.592, concernente la raccolta, conservazione e distribuzione del sangue umano.

D.P.R. 24 AGOSTO 1971, n. 1256
[Testo storico]
[Testo
Decreto]
Preambolo
Il Presidente della Repubblica: Visto l’art. 87
della Costituzione: Visto l’art. 20, primo comma, della legge 14
luglio 1967, n. 592, concernente la raccolta, conservazione e
distribuzione del sangue umano; Sentito il Consiglio superiore di
sanità; Udito il parere del Consiglio di Stato; Sentito il Consiglio
dei Ministri; Sulla proposta del Ministro per la sanità, di concerto
con il Ministro per il tesoro; Decreta:
Articolo 1
É approvato
l’unito regolamento per l’esecuzione della legge 14 luglio 1967, n.
592, concernente la raccolta, conservazione e distribuzione del sangue
umano.
[Testo Regolamento]
Articolo 1
Articolo 1.
Le commissioni
provinciali di cui all’art. 3 della legge hanno il compito di
esprimere parere: a) sull’autorizzazione al funzionamento dei centri
di raccolta fissi e mobili e dei centri trasfusionali; b) sulle nomine
dei dirigenti dei centri di cui alla lettera precedente per le
situazioni previste dall’art. 11 della legge; c) sulla delimitazione,
ai fini delle pubbliche raccolte di sangue, delle zone di competenza
dei centri di raccolta, trasfusionali e di produzione degli
emoderivati; d) sull’indicazione del centro trasfusionale cui deve
essere collegata l’emoteca degli ospedali generali di zona, degli
ospedali specializzati e degli istituti privati di cura (art. 10 della
legge); e) sui costi di raccolta e di preparazione del sangue e degli
emoderivati stabiliti dal medico provinciale secondo le modalità
previste dal presente regolamento. Le commissioni vigilano sulle
attività relative alla propaganda trasfusionale ed al reclutamento dei
donatori e dei datori di sangue e promuovono altresì iniziative atte a
favorire lo sviluppo del servizio trasfusionale nell’ambito della
provincia
Articolo 2
Articolo 2.
Gli enti e le associazioni che ai
sensi dell’art. 4 della legge siano stati autorizzati ad impiantare
centri trasfusionali o centri di produzione di emoderivati possono,
previa autorizzazione dell’autorità sanitaria competente al rilascio
dell’autorizzazione al funzionamento, svolgere tramite i dipendenti
centri compiti di ricerca in campo ematologico ed immunoematologico,
di prevenzione, di diagnostica di laboratorio e di medicina sociale
mediante laboratori di ricerche immunologiche o di ricerche nel campo
dell’emostasi o con attività di prevenzione della malattia emolitica
del neonato, di accertamento e di assistenza degli emofilitici e dei
microcitemici.
Articolo 3
Articolo 3.
Gli enti e le associazioni di
cui all’articolo precedente possono, previa autorizzazione del
Ministero della sanità, svolgere tramite i dipendenti centri
trasfusionali o di produzione degli emoderivati, sotto la direzione
del centro nazionale per la trasfusione del sangue e secondo un piano
di coordinamento del centro stesso, attività didattiche mediante
l’organizzazione di corsi di addestramento e di aggiornamento per
medici e tecnici addetti ai servizio trasfusionale.
Articolo 4

Articolo 4.
I centri trasfusionali ed i centri di produzione degli
emoderivati sono tenuti a mantenere, per le situazioni di emergenza,
una scorta di apparecchiature trasfusionali (dispositivi da prelievo e
da trasfusione, contenitori, provette pilota) equivalente al consumo
di un mese.
Articolo 5
Articolo 5.
Gli enti ospedalieri e gli altri
istituti pubblici di ricovero e cura che ai sensi dell’art. 10 della
legge stipulino convenzioni sono tenuti a fornire all’ente gestore del
centro trasfusionale i locali e le attrezzature che dovranno essere
possibilmente situati nell’ambito perimetrale del complesso
ospedaliero. É compito dell’ente gestore assicurare il funzionamento
del centro.
Articolo 6
Articolo 6.
Il medico provinciale, al fine
di ottenere nell’ambito della provincia un ordinato svolgimento dei
servizi trasfusionali ed allo scopo di evitare interferenze nella
raccolta del sangue, stabilisce per le pubbliche raccolte, sentita la
commissione provinciale, i territori di operatività dei centri di
raccolta, dei centri trasfusionali e dei centri di produzione degli
emoderivati.
Articolo 7
Articolo 7.
Il medico provinciale coordina
i rapporti fra i vari centri della provincia allo scopo di facilitare
il trasferimento del sangue dai centri di raccolta fissi e mobili al
centro trasfusionale o al centro di produzione degli emoderivati.
Qualora se ne ravvisi la necessità, sarà compito del Ministro per la
sanità curare i rapporti tra i servizi trasfusionali di province
diverse od estendere i territori di competenza per la raccolta del
sangue ad altre province, sentiti i medici provinciali delle province
interessate.
Articolo 8
Articolo 8.
I centri trasfusionali ed i
centri di produzione degli emoderivati debbono assicurare il servizio
di assegnazione del sangue 24 ore su 24. Nei centri urbani ove
esistono più centri trasfusionali o di produzione degli emoderivati è
in facoltà del medico provinciale, sentita la commissione provinciale,
stabilire che il servizio notturno e festivo venga assicurato a turno
dai vari centri.
Articolo 9
Articolo 9.
I centri trasfusionali ed i
centri di produzione degli emoderivati debbono essere collegati
direttamente con la rete telefonica pubblica.
Articolo 10
Articolo
10.
Il personale medico e paramedico dei centri è costituito da
almeno: A) Centro di raccolta fisso o mobile: a) un medico
responsabile; b) due tecnici di centro trasfusionale o tecnici di
laboratorio o assistenti sanitarie o infermiere professionali. B)
Centro trasfusionale: a) un medico direttore; b) un medico coadiutore;
c) un tecnico di centro trasfusionale o di laboratorio; d)
un’assistente sanitaria o infermiera professionale. C) Centro di
produzione degli emoderivati: a) un medico direttore; b) due medici
coadiutori; c) tre tecnici di centro trasfusionale o di laboratorio di
cui uno addetto alla liofilizzazione ed uno ai controlli biologici; d)
un’assistente sanitaria o infermiera professionale; e) un impiegato di
amministrazione. Inoltre potranno far parte del personale di detto
centro, pur con prestazioni limitate nel tempo ma ben definite: a) un
laureato in scienze biologiche o farmacia o chimica addetto alla
liofilizzazione, alla preparazione dei vari emoderivati ed ai relativi
controlli; b) un laureato, esperto in microbiologia, addetto ai
controlli biologici dei vari emoderivati.
Articolo 11
Articolo 11.

Il personale deve essere numericamente proporzionale all’effettiva
attività di ogni singolo centro e deve, nell’orario di servizio
prescritto, dedicarsi esclusivamente al servizio trasfusionale.

Articolo 12
Articolo 12.
Lo stato giuridico ed il trattamento
economico del personale addetto ai centri sono quelli contemplati
dall’ordinamento dei rispettivi enti gestori.
Articolo 13
Articolo
13.
L’assunzione del personale dei centri di produzione degli
emoderivati e dei centri trasfusionali è disposta secondo le norme
contenute negli ordinamenti dei rispettivi enti gestori che dovranno
essere adeguati al presente regolamento.
Articolo 14
rticolo 14.
Il
personale medico dei centri trasfusionali e di produzione degli
emoderivati deve essere assunto per pubblico concorso. Valutazione più
elevata rispetto agli altri titoli dovrà essere l’idoneità conseguita
ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1969, n.
130, nonchè il servizio prestato presso il centro nazionale
trasfusione sangue, i centri di produzione degli emoderivati ed i
centri trasfusionali.
Articolo 15
Articolo 15.
Agli effetti della
partecipazione agli esami di idoneità sarà riconosciuto alla stessa
stregua del servizio svolto negli ospedali e negli istituti
universitari di ricovero e cura il servizio effettuato in posti di
ruolo presso il centro nazionale per la trasfusione del sangue, centri
di produzione degli emoderivati e centri trasfusionali
extra-ospedalieri ed ospedalieri convenzionati purchè tali centri
siano stati regolarmente riconosciuti dal Ministro per la sanità e
l’assunzione in ruolo sia avvenuta per pubblico concorso. Il servizio
prestato presso i centri trasfusionali del Ministero della difesa è
equiparato a tutti gli effetti a quello effettuato presso i centri
trasfusionali ospedalieri.
Articolo 16
Articolo 16.
I medici
addetti ai centri di raccolta possono essere assunti per chiamata
diretta e la relativa deliberazione è sottoposta all’approvazione del
medico provinciale. Detti medici devono comunque dimostrare la
particolare preparazione e competenza all’espletamento del servizio.

Articolo 17
Articolo 17.
L’attività di ciascun centro è
disciplinata da un regolamento interno che detta anche i compiti
spettanti al personale del centro.
Articolo 18
Articolo 18.
Ai fini
dell’aggiornamento degli schedari di cui agli articoli 17 e 18 della
legge: a) ciascun donatore periodico deve essere munito di una tessera
rilasciata, qualora si tratti di donatore associato, dall’associazione
di appartenenza e, negli altri casi, dal centro a cui periodicamente
accede per sottoporsi al prelievo. Su detta tessera, oltre ai dati
relativi all’identificazione, sarà segnato, a cura del sanitario che
l’ha determinato, il gruppo ABO e il tipo Rh di appartenenza.
Successivamente saranno riportati i dati relativi agli esami ed ai
prelievi a cui egli viene sottoposto. Qualora le associazioni o le
sezioni di donatori dispongano di un servizio sanitario organizzato,
la compilazione della tessera può essere effettuata dal direttore
sanitario responsabile di detta associazione o sezione; b) ciascun
donatore occasionale deve ricevere dal centro presso cui ha effettuato
il prelievo un documento sul quale sia riportato, oltre ai dati
indicati sopra per il donatore periodico, il numero di riferimento
all’apposito schedario del centro. Detto documento contiene anche un
apposito spazio nel quale è indicata …

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