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Istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di ruoli unici, impiegati e operai.

D.P.R. 24 LUGLIO 1977, n. 618
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica: Visto l’art. 87, comma quinto, della Costituzione; Visto
l’art. 6 della legge 22 luglio 1975, n. 382, concernente norme
sull’ordinamento regionale e sulla organizzazione della pubblica
amministrazione; Vista la legge 27 novembre 1976, n. 894; Udito il
parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali di
cui all’art. 52 della legge 10 febbraio 1953, n. 62, e successive
integrazioni; Sentito, in via preliminare, il Consiglio dei Ministri;
Visto il parere emesso in via definitiva dalla suddetta Commissione
parlamentare; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri per
gli affari esteri, per l’interno, per la grazia e giustizia, per il
bilancio e la programmazione economica, per le finanze, per il tesoro,
per la difesa, per la pubblica istruzione, per i lavori pubblici, per
l’agricoltura e le foreste, per i trasporti, per l’industria, il
commercio e l’artigianato, per il lavoro e la previdenza sociale, per
il commercio con l’estero, per la marina mercantile, per le
partecipazioni statali, per la sanità, per il turismo e lo spettacolo
e per i beni culturali e ambientali; Decreta:
Art. 1. Istituzione dei
ruoli unici.
Sono istituiti presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, con effetto dal 1º gennaio 1978, i ruoli unici delle
carriere direttiva, di concetto, esecutiva, ausiliaria e degli operai
dello Stato.
Art. 2. Ripartizione dei ruoli unici.
I ruoli unici
delle carriere direttiva, di concetto, esecutiva ed ausiliaria sono
distinti in ruoli del personale amministrativo e ruoli del personale
tecnico. Il ruolo unico degli operai è distinto nelle categorie di
comune, qualificato, specializzato e capo operaio. Ciascun ruolo può
essere ripartito per specializzazioni, con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro per il tesoro,
ferma restando la relativa dotazione organica complessiva e per
qualifiche, quale determinata ai sensi del successivo art. 3.
Art. 3.
Dotazioni organiche dei ruoli unici.
La consistenza numerica,
complessiva e per qualifiche, dei ruoli unici è determinata con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il
Ministro per il tesoro, utilizzando le vacanze esistenti alla data del
25 gennaio 1977 nelle qualifiche iniziali dei ruoli centrali e
periferici degli impiegati e nelle categorie degli operai delle
amministrazioni statali, ad eccezione di quelle per le quali
anteriormente alla data anzidetta era stata concessa la autorizzazione
a bandire i relativi concorsi di ammissione. Non sono inoltre
utilizzabili ai fini previsti dal presente articolo le vacanze
esistenti nei ruoli dei Ministeri degli affari esteri, di grazia e
giustizia e delle finanze nonché quelle dei ruoli delle
amministrazioni ed aziende ad ordinamento autonomo. I posti trasferiti
nei ruoli unici sono portati in diminuzione nei ruoli o categorie da
cui sono stati enucleati. Con decreto del Ministro competente, di
concerto con il Ministro per il tesoro, si provvede alla
rideterminazione, con effetto dal 1º gennaio 1978, delle dotazioni
organiche dei singoli ruoli delle amministrazioni statali da cui sono
stati detratti i posti dei ruoli unici, con l’osservanza dei rapporti
numerici tra le qualifiche stabiliti dalle vigenti disposizioni. Ai
fini dell’avanzamento alla qualifica immediatamente superiore del
personale dei ruoli anzidetti in servizio alla data del 1º gennaio
1978, i ruoli medesimi si considerano nella consistenza organica
anteriore a tale data. Le promozioni così effettuate, che risultino
eccedenti rispetto ai nuovi organici, si considerano in soprannumero.

Art. 4. Inquadramento nei ruoli unici.
Nei ruoli unici previsti dal
presente decreto è inquadrato il personale di cui all’art. 6, lettere
c) e d), della legge 22 luglio 1975, n. 382. L’inquadramento è
disposto nelle corrispondenti qualifiche e categorie dei ruoli unici
in ordine progressivo, in relazione all’anzianità di servizio
posseduta da ciascuna unità di personale e, in caso di pari anzianità,
all’età. Per il personale proveniente da enti pubblici la
corrispondenza, ai fini dell’inquadramento, tra le qualifiche
possedute nell’ente e quelle previste nei ruoli unici è determinata,
ove non risulti stabilita dai regolamenti organici degli enti
medesimi, con il decreto di inquadramento di cui al successivo art. 5.
Il personale non di ruolo proveniente da enti pubblici è collocato
nella posizione di impiego non di ruolo corrispondente a quella
posseduta nell’ente di provenienza ai sensi dell’art. 2 della legge 20
marzo 1975, n. 70, e sarà inquadrato nei ruoli unici previsti dal
presente decreto al compimento dei periodi di lodevole ed ininterrotto
servizio stabiliti dall’art. 1, primo comma, del decreto legislativo 7
aprile 1948, n. 262, valutando, a tale fine, il servizio prestato
presso l’ente di provenienza. L’eventuale maggiore trattamento
economico di carattere fisso e continuativo è conservato a titolo di
assegno personale riassorbibile con la progressione economica o di
carriera. Detto assegno è pensionabile per la parte corrispondente
alla differenza fra gli assegni pensionabili in godimento e quelli
ugualmente pensionabili spettanti a seguito dell’inquadramento.
Art.
5. Procedimento per l’inquadramento nei ruoli unici.
Con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro per
il tesoro, si provvede all’inquadramento nei ruoli unici del personale
di cui all’articolo precedente, con decorrenza da data non anteriore
al 1º gennaio 1978. L’inquadramento è disposto previo parere del
consiglio di amministrazione di cui al successivo art. 6. Per le
operazioni di inquadramento il consiglio si avvale del personale della
propria segreteria. Le amministrazioni o enti sono tenuti a comunicare
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la posizione giuridica ed
economica del personale da inquadrare nei ruoli unici, allegando copia
dello stato matricolare e dei relativi provvedimenti formali. Fino
alla data di emanazione del decreto di inquadramento,
all’amministrazione del personale provvedono l’amministrazione o
l’ente di appartenenza, o, se questo sia stato soppresso,
l’amministrazione che esercitava su di esso la vigilanza, che ne
dispongono la temporanea utilizzazione secondo le direttive della
Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Art. 6. Consiglio di
amministrazione.
Per l’amministrazione del personale dei ruoli unici
è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri apposito
consiglio presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal
Ministro da lui delegato e composto: dal ragioniere generale dello
Stato o da un ispettore generale capo dei ruoli della Ragioneria
generale dello Stato, da lui delegato; da sette dirigenti generali
delle amministrazioni statali di cui uno in servizio presso la
Presidenza del Consiglio dei Ministri, nominati, all’inizio di ogni
biennio, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri; da
quattro rappresentanti del personale nominati, all’inizio di ogni
biennio, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ed
eletti direttamente da tutto il personale dei ruoli unici secondo le
vigenti disposizioni. Sino a quando non sarà intervenuta l’elezione
dei rappresentanti del personale gli stessi sono nominati direttamente
dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Il consiglio di
amministrazione è assistito da una segreteria alla quale è preposto un
funzionario con qualifica non inferiore a dirigente superiore in
servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il dirigente
di cui al precedente comma esercita anche le funzioni di capo del
personale. Alla segreteria è applicato personale delle amministrazioni
dello Stato nel limite di un contingente, distinto per carriere e
qualifiche, che sarà determinato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro per il tesoro.

Art. 7. Assegnazione del personale dei ruoli unici.
Il personale dei
ruoli unici è assegnato, per periodi determinati, alle singole
amministrazioni in base a motivate richieste dei Ministeri interessati
e alle esigenze di potenziamento dei servizi in relazione alle
valutazioni programmatiche dell’azione governativa. Tenuti presenti i
riferimenti di cui al precedente comma verrà predisposto dal consiglio
di amministrazione previsto dall’art. 6 un quadro di ripartizione
delle unità inquadrate nei ruoli unici, articolato fra le
amministrazioni considerate a livello centrale e periferico, sentito
il Consiglio superiore della pubblica amministrazione. Le assegnazioni
del personale sono disposte con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, di concerto con il Ministro per il tesoro, anche oltre
il limite degli organici delle amministrazioni interessate, ferma
restando l’appartenenza ai ruoli unici secondo criteri che saranno
adottati dal consiglio di amministrazione di cui al precedente art. 6
tenendo conto, compatibilmente con le esigenze di servizio, della
residenza del dipendente, della sua preparazione professionale e delle
esperienze acquisite nonché delle condizioni familiari. Con
l’osservanza degli stessi criteri è disposto il reimpiego del suddetto
personale. L’impiegato assegnato temporaneamente ad una
amministrazione e che non assuma servizio, senza giustificato motivo,
entro il termine prefissogli, decade dall’impiego.
Art. 8.
Commissione di disciplina.
Presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri è costituita, all’inizio di ogni biennio, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, apposita commissione di
disciplina composta da un dirigente generale, che la presiede e da due
dirigenti superiori in servizio presso la Presidenza medesima. Le
funzioni di segretario sono es…

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