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Definizione dei tipi di macchine radiogene il cui impiego può determinare rischi di radiazione ionizzanti per i lavoratori e la popolazione.

D.P.R. 24 SETTEMBRE 1968, n. 1428
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica: Vista la legge 14 ottobre 1957, n. 1203, concernente la
ratifica e l’esecuzione del trattato istitutivo della Comunità europea
dell’energia atomica; Vista la legge 31 dicembre 1962, n. 1860,
sull’impiego pacifico dell’energia nucleare; Visto l’art. 2 del
decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185, che
attribuisce al Governo la competenza a definire i tipi di macchine
radiogene il cui impiego può determinare rischi di radiazioni
ionizzanti per i lavoratori e la popolazione; Vista la legge 11 agosto
1960, n. 933, concernente l’istituzione del Comitato nazionale per
l’energia nucleare; Visto il decreto del Presidente della Repubblica
30 dicembre 1965, n. 1704, concernente modifiche e integrazioni alla
citata legge 31 dicembre 1962, n. 1860; Visto l’art. 87 della
Costituzione; Udito il Comitato nazionale per l’energia nucleare;
Udito il Consiglio interministeriale di coordinamento e consultazione
per i problemi relativi alla sicurezza nucleare e alla protezione
sanitaria della popolazione e dei lavoratori, di cui all’art. 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185;
Udito il parere del Consiglio di Stato; Sentito il Consiglio dei
Ministri; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con i Ministri per l’industria, il commercio e l’artigianato,
per l’interno, per il lavoro e la previdenza sociale e per la sanità;
Decreta:
Articolo unico. — Sono soggetti alle disposizioni del
decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185, i
tipi di macchine radiogene (apparecchi generatori di radiazioni) che
abbiano le seguenti caratteristiche: 1) tubi, valvole, apparecchiature
e ogni altro dispositivo in genere, che accelerino particelle
elementari cariche con energie: a) superiori a 20 keV; b) superiori a
5 keV ed inferiori o uguali a 20 keV, quando l’intensità di dose di
esposizione, a dispositivo comunque in funzione, sia uguale o
superiore a 0,1 milliröntgen per ora (o millirem per ora) a una
distanza di 0,1 m da qualsiasi punto della superficie esterna del
dispositivo stesso; 2) apparecchi di televisione in genere nelle
condizioni normali di funzionamento, nei quali l’intensità di dose di
esposizione, a una distanza di 0,05 m da qualsiasi punto della
superficie esterna dell’apparecchio, sia uguale o superiore a 0,5
milliröntgen per ora.

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