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Norme per l'esecuzione dell'art. 16 del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito in Legge, con modificazioni, con la Legge 18 dicembre 1970, n.1034, riguardante la disciplina dei distributori automatici di carburante per autotrazione.

D.P.R. 27 OTTOBRE 1971, n. 1269
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica: Visto l’art. 87 della Costituzione; Visto l’art. 16 del
decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito in legge, con
modificazioni, con la legge 18 dicembre 1970, n. 1034, concernente
provvedimenti straordinari per la ripresa economica; Udito il parere
del Consiglio di Stato; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla
proposta del Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato,
di concerto con il Ministro per le finanze; Decreta:
Art. 1. Per
<<legge>> nel presente regolamento s’intende il
decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito in legge, con
modificazioni, con la legge 18 dicembre 1970, n. 1034. Le attribuzioni
del prefetto previste dal presente regolamento sono esercitate dal
Presidente della Giunta regionale della Regione della Valle d’Aosta
per le concessioni e autorizzazioni relative agli impianti da
installare in detta Regione. L’Azienda nazionale autonoma delle strade
e l’Ufficio tecnico delle imposte di fabbricazione sono indicati
rispettivamente con le sigle A.N.A.S. e U.T.I.F.
Art. 2.
L’espressione <<impianto di distribuzione automatica di
carburanti per uso di autotrazione>>, di cui all’art. 16 della
legge, indica un unitario complesso commerciale costituito da uno o
più apparecchi di erogazione automatica di carburanti per uso di
autotrazione con le relative attrezzature e accessori.
Art. 3. Con
decreto del Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato da
emanarsi entro il 30 ottobre di ciascun anno, con l’osservanza di
quanto disposto nell’art. 16, comma quinto, della legge, sono
determinati i criteri obiettivi ed il numero massimo delle nuove
concessioni, escluse quelle relative agli impianti da installare sulle
autostrade. Il decreto di cui al precedente comma è pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale.
Art. 4. Il numero massimo delle nuove concessioni
è determinato per ciascuna provincia tenendo conto del numero, delle
attrezzature, dell’ubicazione e della capacità degli impianti di
distribuzione esistenti o in corso di realizzazione; dell’incremento
del consumo di carburanti per autotrazione verificatosi in ciascuna
provincia nell’anno precedente; dello sviluppo dei traffici e della
rete stradale e di ogni altro utile elemento. I prefetti comunicano al
Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, entro il 31
marzo di ogni anno, il numero degli autoveicoli immatricolati
nell’anno precedente, il numero e il tipo per ciascun comune degli
impianti per la distribuzione automatica di carburanti per uso di
autotrazione esistenti e di quelli concessi e non ancora realizzati,
il numero delle concessioni non ancora eventualmente accordate e ogni
altro elemento utile al fine delle determinazioni previste dal primo
comma del presente articolo.
Art. 5. Per l’accertamento della
capacità tecnico-organizzativa ed economica, necessaria a garantire la
continuità e la regolarità nell’espletamento del pubblico servizio di
distribuzione dei carburanti, il prefetto deve tener conto: a) della
natura e della durata dell’attività precedentemente svolta nel settore
della distribuzione di carburanti; b) della disponibilità di mezzi
finanziari adeguati all’importanza dell’impianto per il quale è
chiesta la concessione; c) della possibilità di disporre della
fornitura di carburanti per autotrazione adeguata all’importanza
dell’impianto; d) di ogni altro elemento idoneo a provare la capacità
del richiedente di ben espletare il pubblico servizio. La capacità
tecnico-organizzativa ed economica è presunta per i titolari di
concessioni per il trattamento industriale degli olii minerali, per
depositi costieri, per depositi interni di carburante per autotrazione
nonchè per impianti stradali con serbatoi aventi una capacità
complessiva di almeno 500 mc.
Art. 6. La domanda per chiedere la
concessione deve essere presentata in carta bollata al prefetto
competente per territorio entro 60 giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al precedente art. 3. Il
richiedente deve: a) avere compiuto il 21º anno di età; b) essere
cittadino italiano o ente italiano o degli altri Stati membri della
Comunità economica europea oppure società avente la sede sociale in
Italia o nei predetti Stati oppure persona fisica o giuridica avente
nazionalità di Stati che ammettano i cittadini, gli enti e le società
italiani all’esercizio dell’attività di distribuzione di carburanti
per uso di autotrazione. Nel caso in cui il richiedente sia una
società o un ente, il requisito dell’età deve essere riferito al
rappresentante legale. La domanda deve indicare: 1) le generalità e il
domicilio del richiedente e, se trattasi di ente o società, del suo
legale rappresentante nonchè per la società le indicazioni prescritte
dall’art. 2250, commi primo e secondo del codice civile; 2) la
località in cui il richiedente intende installare l’impianto; 3) il
proprietario del terreno su cui sarà installato l’impianto; 4) i
carburanti per la cui distribuzione si chiede la concessione; 5) il
numero, per ciascun prodotto, degli apparecchi automatici che si
intendono installare nell’impianto; 6) il tipo degli apparecchi
automatici da installare, specificando i relativi estremi di
approvazione del Ministero dell’interno e dell’ufficio di verifica
metrica; 7) la capacità, in metri cubi, del serbatoio o dei serbatoi
cui sono collegati i singoli apparecchi automatici; 8) le quantità
massime, espresse in metri cubi, di olio lubrificante e di petrolio
lampante adulterato destinato ad uso riscaldamento domestico,
confezionati nei prescritti fusti o recipienti, che il richiedente
intende detenere presso l’impianto. Alla domanda devono essere uniti:
1) la documentazione tecnica dalla quale risulti la disposizione
planimetrica dell’impianto; 2) l’atto dal quale risulti che il
richiedente ha la disponibilità del terreno sul quale intende
installare l’impianto; 3) ogni documento idoneo a dimostrare il
possesso, da parte del richiedente, della capacità
tecnico-organizzativa ed economica, tenuto conto di quanto previsto al
precedente art. 5. Qualora il richiedente sia titolare di altra
concessione per l’esercizio di impianto per la distribuzione
automatica di carburanti, deve dichiarare la quantità di carburanti
venduti nell’anno precedente in tutti gli impianti per cui è in
possesso di concessioni o autorizzazioni in tutto il territorio
nazionale. Deve dichiarare, altresì, il numero degli impianti
funzionanti di cui ha nella provincia la concessione o
l’autorizzazione e la quantità di carburanti venduti presso tali
impianti.
Art. 7. La concessione non può essere assentita, salvo che
abbiano ottenuto la riabilitazione, a coloro: 1) che siano stati
dichiarati falliti; 2) che abbiano riportato, con sentenza passata in
giudicato, condanna per un delitto non colposo per il quale la legge
commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due
anni, o, nel massimo, a cinque anni, ovvero condanna che importi la
interdizione dai pubblici uffici di durata superiore a tre anni; 3)
che siano sottoposti a misure di prevenzione ai sensi della legge 27
dicembre 1956, n. 1423, o siano stati dichiarati delinquenti abituali;
4) che abbiano riportato, nel quinquennio precedente, condanne per
violazioni costituenti delitti, a termini del decreto-legge 5 maggio
1957, n. 271, convertito in legge, con modificazioni, con la legge 2
luglio 1957, n. 474, e successive modificazioni. L’accertamento dei
requisiti di cui al primo comma è effettuato d’ufficio ai sensi
dell’art. 18 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e dell’art. 606 del
codice di procedura penale.
Art. 8. Il prefetto, entro un mese dalla
data di scandenza del termine di 60 giorni stabilito nel primo comma
del precedente art. 6, procede ad un esame preliminare delle domande
pervenute, respingendo quelle che risultino prive delle indicazioni e
dei documenti di cui allo stesso art. 6 o presentate da soggetti che
si trovino in una delle condizioni previste dal precedente art. 7.
Qualora il richiedente non abbia sufficientemente documentato il
possesso della prescritta capacità tecnico-organizzativa ed economica,
il prefetto lo invita a integrare la documentazione stessa entro il
termine di 30 giorni dalla data di ricevimento dell’invito. Sulle
domande corredate dalla documentazione necessaria il prefetto chiede
il parere, per quanto di rispettiva competenza della provincia, del
comune, dell’A.N.A.S., dei vigili del fuoco, dell’U.T.I.F., della
camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura e, ove
occorra, della sovrintendenza ai monumenti. Le determinazioni del
consiglio comunale o del sindaco, secondo le rispettive competenze,
riguardano la ubicazione dell’impianto e le eventuali condizioni alle
quali lo stesso deve soddisfare in rapporto alla polizia locale e
all’occupazione del suolo comunale. Le determinazioni negative, di cui
al precedente comma, devono essere motivate.
Art. 9. Completata
l’istruttoria, il prefetto rilascia la concessione richiesta,
attenendosi ai criteri obiettivi determinati dal Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato. Le domande per le quali
l’istruttoria ha avuto esito favorevole, ma che non possono essere
accolte essendo stato raggiunto il limite massimo delle concessioni da
rilasciare nell’anno, dovranno essere prese in esame nell’anno
successivo integrandone, se necessario, l’istruttoria, sempre che
l’interessato ne faccia richiesta entro il termine stabilito per la
presentazione delle nuove domande di concessione.
Art. 10. Le
concessioni hanno la durata di diciotto anni e possono essere
rinnovate. Il decreto di concessione deve, in particolare, stabilire:
a) l’indicazione dei prodotti oggetto della concessione, il numero dei
distributori e le capacità dei serbatoi per ciascun pro…

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