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Regolamento di esecuzione alla Legge 30/4/76, n.373,relativa al consumo energetico per usi termici negli edifici.

D.P.R. 28 GIUGNO 1977, n. 1052
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica; Visto l’art. 87 della Costituzione; Visto l’art. 21 della
legge 30 aprile 1976, n. 373, contenente norme per il contenimento del
consumo energetico per usi termici negli edifici; Sentito il parere
del Consiglio nazionale delle ricerche; Udito il Consiglio di Stato;
Sentito il Consiglio dei Ministri; Considerato che — in difforme
avviso del Consiglio di Stato — spetta istituzionalmente al
consiglio di amministrazione dell’Associazione nazionale per il
controllo della combustione il potere di stabilire la determinazione
dei costi di verificazione delle prove e dei controlli di omologazione
di cui all’art. 5, ultimo comma, del presente regolamento, non
rientrando nei compiti del C.I.P. tale attribuzione; Ritenuto che il
Consiglio nazionale delle ricerche ha proposto l’eliminazione
dall’art. 15, primo comma, delle parole <<nel periodo medio
stagionale e durante le ore di soleggiamento in giornata
serena>>, in quanto renderebbero più difficili le operazioni di
collaudo; Considerato che è, invece, indispensabile che il collaudo
sia eseguito nel periodo medio stagionale e durante le ore di
soleggiamento perchè durante tale periodo vi sono escursioni
giornaliere di temperatura esterna sufficienti per rilevare punti
della curva di regolazione di valore abbastanza diverso tra loro per
valutare l’efficacia della regolazione centrale e/o di eventuali altri
sistemi di regolazione atti ad evitare che la temperatura all’interno
degli ambienti superi i 20ºC, come espressamente richiesto dall’art.
11 della legge, controllo questo tanto più necessario negli edifici di
nuova costruzione, termicamente isolati, dove gli apporti di calore
estranei all’impianto sono particolarmente importanti; Sulla proposta
del Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato di concerto
con il Ministro per i lavori pubblici; Decreta:
Art. 1. Definizioni.

Legge: la legge 30 aprile 1976, n. 373. Regolamento: il presente
decreto, emanato in base all’art. 21 della legge. Decreto: il decreto
emanato in base all’art. 15 della legge. Prototipo: modello di un
apparecchio. Serie: gruppo di apparecchi ottenuti dallo sviluppo dello
stesso prototipo. Potenza termica al focolare: potenza termica massima
che può essere sviluppata nel focolare, accertata in sede di
omologazione ed espressa in kcal/h o in W. Nel caso di impianti che
prevedono la produzione del calore con più generatori, per potenza
termica al focolare si intende la somma delle potenze termiche al
focolare dei singoli generatori. Modifica di impianto: interventi
sull’impianto che ne portano la potenza termica a un valore eccedente
di oltre il 10% quella installata alla data di entrata in vigore del
regolamento. Ristrutturazione di edificio esistente: intervento che
comporta l’esecuzione di opere murarie di modifica o di rifacimento di
opere preesistenti, che interessino almeno il 50% di una delle
seguenti parti dell’edificio: muri di tamponamento; solai di
sottotetto o copertura; pavimenti su solai che insistono su spazi
aperti, o che comporta un aumento della superficie vetrata
dell’edificio superiore al 5%.
Art. 2. Ambito di applicazione.
Il
regolamento si applica agli edifici pubblici e privati adibiti a
residenze e assimilabili, a uffici e assimilabili, a ospedali,
cliniche o case di cura e assimilabili, ad attività ricreative,
associative o di culto e assimilabili, ad attività commerciali e
assimilabili, ad attività sportive e assimilabili, ad attività
scolastiche a tutti i livelli e assimilabili, secondo la
classificazione prevista dal successivo art. 3. Qualora un edificio
sia costituito da parti individuabili come appartenenti a categorie
diverse, le stesse devono essere considerate separatamente e cioè
ciascuna nella categoria che le compete. Le disposizioni contenute nel
regolamento si riferiscono unicamente al comportamento termico degli
edifici durante il periodo del riscaldamento.
Art. 3. Classificazione
generale degli edifici per categorie.
E.1 Edifici adibiti a residenza
e assimilabili:
E.1 (1) Abitazioni adibite a residenza con carattere
continuativo, quali abitazioni civili e rurali, luoghi di ricovero per
minori e anziani, collegi conventi, case di pena, caserme.
E.1 (2)
Abitazioni adibite a residenza con occupazione saltuaria, quali case
per vacanze, fine settimana e simili.
E.1 (3) Edifici adibiti ad
albergo, pensione ed attivita’ similari.
E.2 Edifici adibiti a uffici
ed assimilabili: pubblici o privati, indipendenti o contigui a
costruzioni adibite anche ad attivita’ industriali o artigianali,
purche’ siano da tali costruzioni scorporabili agli effetti
dell’isolamento termico.
E.3 Edifici adibiti a ospedali, cliniche o
case di cura e assimilabili.
E.4 Edifici adibiti ad attivita’
ricreative, associative o di culto e assimilabili:
E.4 (1) quali
cinema e teatri, sale di riunione per congressi;
E.4 (2) quali mostre,
musei e biblioteche, luoghi di culto;
E.4 (3) quali bar, ristoranti,
sale da ballo.
E.5 Edifici adibiti ad attivita’ commerciali ed
assimilabili: quali negozi, magazzini di vendita all’ingrosso o al
minuto, supermercati, esposizioni.
E.6 Edifici adibiti ad attivita’
sportive:
E.6 (1) piscine, saune e assimilabili;
E.6 (2) palestre e
assimilabili.
E.7 Edifici adibiti ad attivita’ scolastiche a tutti i
livelli ed assimilabili.
Art. 4. Oggetto di omologazione.
Sono
soggetti ad omologazione: A) Componenti degli impianti di produzione
di calore: a) Bruciatori alimentati con combustibile liquido, gassoso
o misto. b) Generatori di calore per riscaldamento di acqua, di aria,
di olio diatermico (adatti per essere alimentati con combustibile
liquido, gassoso, solido o misto). c) Gruppi termici (caldaia e
bruciatore) alimentati con combustibile liquido, gassoso, solido o
misto. B) Componenti degli impianti di utilizzazione del calore: a)
Corpi scaldanti quali: radiatori, piastre radianti, convettori,
strisce radianti, ventilconvettori, aerotermi. b) Gruppi di
termoventilazione. c) Scambiatori di calore. d) Pompe di circolazione.
C) Apparecchiature di regolazione automatica e contabilizzazione del
calore, quali: valvole miscelatrici, termoregolatori, d’ambiente,
valvole di zona, valvole termostatiche, apparecchiature di regolazione
termostatica centrale, apparecchi di contabilizzazione dell’energia
termica.
Art. 5. Domande e rilascio di omologazione.
Ai fini
dell’omologazione dei componenti e delle apparecchiature di cui
all’art. 4 le ditte interessate devono inoltrare domanda all’A.N.C.C.
precisando: 1) il marchio di fabbrica e la sigla di identificazione
che individua univocamente le caratteristiche funzionali del
componente o della apparecchiatura; 2) un disegno d’assieme con
l’indicazione delle dimensioni e dei materiali utilizzati; 3) le
prestazioni garantite e in particolare: a) per i componenti degli
impianti di produzione di calore: rendimento alla potenza termica
dichiarata; b) per i componenti degli impianti di utilizzazione del
calore: resa termica; c) per le apparecchiature di regolazione: la
tolleranza; 4) descrizione del funzionamento; 5) indicazione delle
prove e dei controlli eseguiti sui componenti nel corso e al termine
della loro fabbricazione; 6) indicazione del laboratorio scelto fra
quelli di cui all’art. 6, presso il quale si propone di far eseguire
le prove e i controlli di omologazione. L’A.N.C.C. procede al rilascio
dell’omologazione in seguito al risultato e alla certificazione delle
prove e dei controlli da essa eseguiti. L’A.N.C.C. è tenuta a
pronunciarsi sulla domanda di omologazione entro centoventi giorni
dalla presentazione della stessa. Le tariffe per l’esecuzione delle
prove e dei controlli di omologazione sono fissate dal consiglio
d’amministrazione dell’A.N.C.C. ed approvate con decreto del Ministro
per l’industria, il commercio e l’artigianato di concerto con i
Ministri per il lavoro e la previdenza sociale e per il tesoro.
Art.
6. Laboratori per le prove e controlli di omologazione.
Le prove e i
controlli di omologazione devono essere eseguiti, di norma, presso i
laboratori dell’A.N.C.C., ovvero con la partecipazione di un tecnico
dell’A.N.C.C. presso i laboratori di istituti universitari o presso il
laboratorio della stazione sperimentale per i combustibili. L’idoneità
dei laboratori di istituti universitari e del laboratorio della
stazione sperimentale per i combustibili a procedere alle prove ed ai
controlli di omologazione, deve risultare da una dichiarazione del
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato da
rilasciarsi previo esame degli elementi di giudizio forniti da detti
laboratori e degli accertamenti dal Ministero ritenuti necessari.
Della predetta dichiarazione viene data comunicazione all’A.N.C.C. Con
decreto del Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato,
sentita una commissione composta da un rappresentante del Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da un rappresentante
del Ministero dei lavori pubblici e da un rappresentante
dell’A.N.C.C., possono, ove se ne riscontri la necessità, essere
riconosciuti idonei all’effettuazione delle prove e dei controlli di
omologazione, che saranno condotti e realizzati esclusivamente da
personale tecnico dell’A.N.C.C., i laboratori di qualificate aziende
produttrici di componenti ed apparecchiature o, per specifiche
esigenze, altri laboratori. A tal fine deve essere inoltrata al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato una domanda
corredata da una descrizione dettagliata delle apparecchiature
disponibili per l’effettuazione delle prove e dei controlli stabiliti
dalle norme di omologazione. Il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato si riserva la facoltà di effettuare, in
ogni tempo, gli accertamenti e le verifiche per riscontrare l’idoneità
delle apparecch…

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