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Norme di attuazione dello statuto della regione siciliana in materia d...

Norme di attuazione dello statuto della regione siciliana in materia di accademie e biblioteche.

D.P.R. 30 AGOSTO 1975, n. 635
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica: Visto l’art. 87 della Costituzione; Visto lo statuto della
regione siciliana, approvato con il regio decreto legislativo 15
maggio 1946, n. 455, convertito nella legge costituzionale 26 febbraio
1948, n. 2; Viste le determinazioni della commissione paritetica
prevista dall’art. 43 dello statuto della Regione; Sentito il
Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Presidente del Consiglio
dei Ministri, di concerto con i Ministri per i beni culturali e
ambientali, per le finanze e per il tesoro; Decreta:
Art. 1.
L’amministrazione regionale esercita, nel territorio della regione
siciliana, le attribuzioni degli organi centrali e periferici dello
Stato in materia di biblioteche e accademie. A tal fine tutti gli atti
previsti dalla legge 1º giugno 1939, n. 1089, e da ogni altra
disposizione comunque concernente le materie sopraindicate sono
adottati dall’amministrazione regionale che ne dà bimestrale
comunicazione, per conoscenza, al Ministero per i beni culturali ed
ambientali. Restano, tuttavia, subordinate al nulla-osta del Ministero
per i beni culturali ed ambientali le licenze di esportazione
prevedute dall’art. 36 della citata legge 1º giugno 1939, n. 1089. Il
Ministero per i beni culturali ed ambientali ha facoltà di sostituirsi
all’amministrazione regionale nell’esercizio del diritto di prelazione
o della facoltà di acquisto, entro sessanta giorni dalla comunicazione
di cui al secondo comma, qualora la detta amministrazione vi rinunci.
La vigilanza e la tutela spettanti alle amministrazioni dello Stato
sugli enti e sugli istituti locali esistenti nel territorio della
regione siciliana, che svolgono attività previste nel primo comma del
presente articolo, sono esercitate dall’amministrazione regionale.

Art. 2. Nell’esercizio delle attribuzioni previste dal presente
decreto l’amministrazione regionale è vincolata alla osservanza delle
norme statali concernenti il catalogo unico delle biblioteche e le
informazioni bibliografiche.
Art. 3. Per l’esercizio delle
attribuzioni di cui all’art. 1 l’amministrazione regionale ha facoltà
di avvalersi dell’assistenza specializzata di istituti scientifici o
tecnici anche aventi sede fuori del territorio della Regione.
Art. 4.
Fermi restando gli effetti degli atti di vincolo ed ogni altro
provvedimento, adottati anteriormente all’entrata in vigore del
presente decreto nelle materie indicate nell’art. 1, dagli organi
dello Stato e della Regione ai sensi del regio decreto-legge 18 marzo
1944, n. 91, e successive aggiunte e modificazioni, e dal decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 30 giugno 1947, n. 567,
le anzidette norme cessano di avere vigore dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, limitatamente alle materie di cui allo
stesso art. 1. La definizione dei procedimenti amministrativi che
abbiano comportato assunzione di impegni, ai sensi dell’art. 49 della
legge di contabilità di Stato, prima della data del trasferimento alla
Regione delle funzioni amministrative oggetto del presente decreto,
rimane di competenza degli organi statali. Rimane, parimenti, di
competenza degli organi dello Stato, con oneri a carico del bilancio
statale, la liquidazione delle ulteriori annualità di spese
pluriennali a carico di esercizi successivi a quello di trasferimento
delle funzioni alla Regione, qualora l’impegno relativo alla prima
annualità abbia fatto carico ad esercizi finanziari anteriori al detto
trasferimento. Resta, altresì, fino alla data del 31 dicembre 1975, di
competenza degli organi statali la definizione dei provvedimenti che
trovino il loro finanziamento in somme mantenute nel conto dei residui
ai termini del secondo comma dell’art. 36 del regio decreto 18
novembre 1923, n. 2440, o di altre disposizioni che ad esso facciano
riferimento, ovvero in forza di particolari norme.
Art. 5. Fino a
quando non abbia diversamente provveduto, l’amministrazione regionale,
nell’esercizio delle attribuzioni ad essa spettanti a norma dell’art.
1, deve sentire gli organi consultivi del Ministero per i beni
culturali e ambientali nei casi previsti dalle leggi dello Stato.
L’amministrazione regionale può, inoltre, sentire il parere di detti
organi, ogni qualvolta lo ritenga opportuno. Nei casi di cui ai
precedenti commi il Consiglio superiore delle accademie e biblioteche
è integrato da un rappresentante della Regione.
Art. 6. Per
l’esercizio delle attribuzioni spettanti all’amministrazione regionale
a norma dell’art. 1, gli uffici periferici del Ministero per i beni
culturali e ambientali, esistenti nel territorio della regione
siciliana, aventi competenza nelle materie in detto articolo previste,
passano alle dipendenze della stessa ed entrano a far parte integrante
della sua organizzazione amministrativa. Il trasferimento alla Regione
dei predetti uffici comporta la successione allo Stato nei diritti ed
obblighi inerenti gli immobili, sede degli uffici stessi, nonchè al
relativo arredamento.
Art. 7. La Regione, nell’esercizio delle
funzioni alla stessa spettanti a norma del presente decreto, si avvale
del personale dello Stato in servizio presso gli uffici trasferiti con
il precedente articolo, in posizione di comando, fino alla emanazione
delle norme integrative del presente decreto, relative al passaggio
del personale suddetto dallo Stato alla Regione. Nell’ipotesi che
dette norme non siano state ancora esaminate, il personale stesso,
salvo che abbia chiesto di rimanere nei ruoli statali, è trasferito
alla Regione all’atto dell’entrata in vigore delle norme che
regoleranno i rapporti finanziari definitivi tra lo Stato e la
Regione, ai sensi dell’art. 12 della legge 9 ottobre 1971, n. 825. Al
personale trasferito alla Regione a norma dei commi precedenti è fatta
salva la posizione giuridica ed economica acquisita all’atto del
passaggio.
Art. 8. Il termine previsto dal primo comma, art. 5 del
decreto del Presidente della Repubblica 1º dicembre 1961, n. 1825, è
elevato ad anni due e decorre dalla data di entrata in vigore del
presente decreto. Qualora entro i termini previsti dal comma
precedente non si sia provveduto alla formulazione degli elenchi di
cui all’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 1º dicembre
1961, n. 1825, vi provvede l’amministrazione regionale avvalendosi
anche dei competenti uffici dello Stato. Gli elenchi così compilati
saranno trasmessi al Ministero delle finanze ed ai Ministeri
interessati per la prevista intesa.

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