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Regolamento recante norme sulle biblioteche pubbliche statali....

Regolamento recante norme sulle biblioteche pubbliche statali.

D.P.R. 5 LUGLIO 1995, n. 417
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica: Visto l’art. 87 della Costituzione; Vista la legge 31
gennaio 1926, n. 100; Visto il decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 1985, n. 1092; Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 14 marzo 1986, n. 217; Vista la legge 23 agosto 1988, n.
400; Vista la legge 12 gennaio 1991, n. 13; Visto il decreto-legge 14
novembre 1992, n. 433, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
gennaio 1993, n. 4; Ritenuta l’opportunità di procedere alla revisione
del regolamento organico delle biblioteche pubbliche statali,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 settembre
1967, n. 1501, adeguandolo ai nuovi tempi e alle modificate esigenze
dell’utenza; Visto il parere espresso dal comitato di settore per i
beni librari del Consiglio nazionale per i beni culturali e
ambientali, nella seduta del 22 febbraio 1993; Udito il parere del
Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale del 15 dicembre
1994; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 9 giugno 1995; Sulla proposta del Ministro per i
beni culturali e ambientali, di concerto con il Ministro del tesoro;
Emana il seguente regolamento:
Art. 1. Biblioteche pubbliche statali.

1. Le biblioteche pubbliche statali dipendono dal Ministero per i
beni culturali ed ambientali – Ufficio centrale per i beni librari, le
istituzioni culturali e l’editoria, e sono così ripartite per
regione:
Piemonte:
Torino: Biblioteca nazionale universitaria;
Torino:
Biblioteca reale.
Lombardia:
Milano: Biblioteca nazionale
Braidense;
Cremona: Biblioteca statale;
Pavia: Biblioteca
universitaria.
Liguria:
Genova: Biblioteca
universitaria.
Veneto:
Venezia: Biblioteca nazionale Marciana;
Padova:
Biblioteca universitaria.
Friuli-Venezia Giulia:
Trieste: Biblioteca
statale;
Gorizia: Biblioteca statale
Isontina.
Emilia-Romagna:
Bologna: Biblioteca universitaria;
Modena:
Biblioteca Estense universitaria;
Parma: Biblioteca Palatina (con
annessa sezione musicale).
Toscana:
Firenze: Biblioteca nazionale
centrale;
Firenze: Biblioteca Marucelliana;
Firenze: Biblioteca
Medicea Laurenziana;
Firenze: Biblioteca Riccardiana;
Lucca:
Biblioteca statale;
Pisa: Biblioteca universitaria.
Marche:
Macerata:
sezione staccata Biblioteca nazionale di Napoli.
Lazio:
Roma:
Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II;
Roma: Biblioteca
Angelica;
Roma: Biblioteca Casanatense;
Roma: Biblioteca di
archeologia e storia dell’arte;
Roma: Biblioteca di storia moderna e
contemporanea;
Roma: Biblioteca medica statale;
Roma: Biblioteca
statale Baldini;
Roma: Biblioteca universitaria Alessandrina;
Roma:
Biblioteca Vallicelliana.
Campania:
Napoli: Biblioteca nazionale
Vittorio Emanuele III;
Napoli: Biblioteca universitaria.
Puglia:
Bari:
Biblioteca nazionale Sagarriga Visconti Volpi.
Basilicata:
Potenza:
Biblioteca nazionale.
Calabria:
Cosenza: Biblioteca
nazionale.
Sardegna:
Cagliari: Biblioteca universitaria;
Sassari:
Biblioteca universitaria.
2. Sono biblioteche pubbliche statali anche
le biblioteche annesse ai seguenti monumenti
nazionali:
Veneto:
Padova, Abbazia di S. Giustina;
Teolo (Padova),
Abbazia di Praglia.
Lazio:
Cassino (Frosinone), Abbazia di
Montecassino;
Collepardo (Frosinone), Certosa di Trisulti;
Farfa
(Rieti), Abbazia di Farfa;
Grottaferrata (Roma), Abbazia di S.
Nilo;
Subiaco (Roma), Monastero di S. Scolastica;
Veroli (Frosinone),
Abbazia di Casamari.
Campania:
Cava dei Tirreni (Salerno), Badia di
Cava;
Mercogliano (Avellino), Abbazia di Montevergine;
Napoli,
Oratorio dei Gerolamini.
Art. 2. Compiti.
1. Tenuto conto della
specificità delle raccolte, della tipologia degli utenti e del
contesto territoriale in cui ciascuna è inserita, le biblioteche
pubbliche statali hanno i seguenti compiti: – a) raccogliere e
conservare la produzione editoriale italiana a livello nazionale e
locale; – b) conservare, accrescere e valorizzare le proprie raccolte
storiche; – c) acquisire la produzione editoriale straniera in base
alla specificità delle proprie raccolte e tenendo conto delle esigenze
dell’utenza; – d) documentare il posseduto, fornire informazioni
bibliografiche e assicurare la circolazione dei documenti. 2. I
compiti di cui al comma precedente sono svolti anche in cooperazione
con altre biblioteche e istituzioni, al fine di realizzare un servizio
bibliotecario integrato. In particolare le biblioteche universitarie
attuano il coordinamento con le università nelle forme ritenute più
idonee sul piano dei servizi e delle acquisizioni.
Art. 3. Tutela del
patrimonio.
1. I locali ove ha sede la biblioteca e quanto in essi
contenuto, il patrimonio documentario, gli oggetti di interesse
artistico, storico, scientifico, i mobili e le attrezzature, sono
affidati per la custodia al direttore.
Art. 4. Notifica delle
sottrazioni.
1. É obbligo di ogni impiegato dare tempestivamente
notizia al direttore di qualunque sottrazione, dispersione, disordine
o danno relativi al patrimonio della biblioteca di cui abbia
direttamente o indirettamente conoscenza. 2. Lo smarrimento o la
sottrazione del materiale documentario viene annotato nel registro
apposito di cui all’art. 15, comma primo, lettera b).
Art. 5.
Registrazioni in entrata.
1. Qualsiasi unità di materiale
documentario, gli oggetti di interesse artistico, storico,
scientifico, nonchè schedari, scaffalature e contenitori, immobili per
destinazione, che entrano a far parte del patrimonio della biblioteca,
devono essere iscritti nel registro cronologico d’entrata (modello 1).
2. Ove opportuno, nel registro cronologico d’entrata possono tenersi
distinte le registrazioni del materiale documentario a stampa da
quelle relative al materiale documentario non a stampa e agli oggetti
e contenitori di cui al primo comma del presente articolo (modelli 1a,
1b, 1c). 3. Registrazioni distinte per il materiale documentario
possono, inoltre, essere tenute a seconda della provenienza per
acquisto, deposito obbligatorio, cambi, dono (modello 1-bis). 4. In
ogni caso il numero d’entrata deve essere sempre in unica serie
complessiva, concatenata con i necessari rinvii. 5. Viene assegnato un
numero d’entrata diverso ad ogni unità del materiale documentario,
anche nel caso di pubblicazioni in più parti fisicamente distinte. Nel
caso di periodici, il numero d’entrata viene iscritto solo sul primo
fascicolo di ogni annata. 6. Per i documenti la cui natura o
consistenza, in rapporto alle funzioni della biblioteca, consigli una
gestione per classi o gruppi, l’iscrizione nel registro cronologico di
entrata, di cui al primo comma del presente articolo, è consentita per
gruppi di contenuto affine, o di simile formato, fermo restando,
tuttavia, l’obbligo di indicare per ogni gruppo di documenti il numero
complessivo, nonchè di assegnare un proprio esponente ad ogni unità.
7. Il registro di cui al primo comma del presente articolo è rilegato
a volume.
Art. 6. Cambi e depositi.
1. La biblioteca, considerate le
proprie funzioni e la specificità delle raccolte, può, con
autorizzazione ministeriale, cedere o ricevere, in cambio o in
deposito, materiale documentario. 2. Nel verso del frontespizio di
ogni documento che, per cambio, cessa di appartenere alla biblioteca,
deve essere apposto un timbro particolare, per indicare che il
documento è stato ceduto e per annullare il precedente che indicava la
proprietà della biblioteca cedente. 3. Il timbro di cui al comma
precedente deve essere apposto con le modalità di cui al successivo
art. 14. 4. Il materiale documentario, dato o ricevuto in deposito,
andrà registrato nell’apposito registro (modello 1-ter a-b).
Art. 7.
Servizi automatizzati.
1. Ove i servizi della biblioteca siano in
tutto o in parte automatizzati, i registri previsti dagli articoli 4,
secondo comma, e 5, primo comma, sono sostituiti dagli stampati
prodotti dall’elaboratore, purchè questi siano completi di tutti gli
elementi presenti nei modelli prescritti e vengano periodicamente
rilegati a volume.
Art. 8. Inventari topografici.
1. Ogni biblioteca
deve possedere: – a) un inventario topografico dei manoscritti; – b)
un inventario topografico generale del materiale documentario (modello
2), eventualmente affiancato da un catalogo a schede, ordinato
topograficamente. Quest’ultimo sostituisce l’inventario topografico in
caso di collocazione sistematica; – c) inventari topografici speciali
per gli oggetti di interesse artistico, storico e scientifico (modello
3); – d) un inventario topografico dei beni mobili (modello 4). 2.
Negli inventari di cui al comma precedente, alla descrizione
essenziale di ogni unità si deve aggiungere il numero progressivo che
essa ha nel registro cronologico d’entrata. 3. Ove i servizi della
biblioteca siano in tutto o in parte automatizzati, gli inventari a
volume, previsti dal presente articolo, sono sostituiti dalle
registrazioni in memoria, purchè complete di tutti gli elementi
presenti nei modelli prescritti. 4. I dati così registrati debbono
essere resi riproducibili e consultabili nella sequenza prevista dai
suddetti modelli, conservando memoria delle eventuali correzioni
apportate.
Art. 9. Cancellazioni e correzioni.
1. Negli inventari è
rigorosamente vietato cancellare. 2. Le correzioni necessarie si
apportano in modo che si possa comunque leggere quello che prima era
scritto.
Art. 10. Cataloghi.
1. Ogni biblioteca deve possedere: – a)
un catalogo generale alfabetico per autori dei documenti a stampa o
realizzati con altri procedimenti, ordinato in serie unica; – b) un
catalogo alfabetico, per autori o per titoli, dei manoscritti. Tale
mezzo di ricerca può essere sostituito dall’inventario di cui all’art.
8, comma primo, lettera a), quando sia redatto in forma descrittiva e
sia corredato degli indici necessari. Di questi quello alfabetico deve
essere ordinato in serie u…

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