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Approvazione della Convenzione internazionale per l'Aviazione Civile, ...

Approvazione della Convenzione internazionale per l'Aviazione Civile, stipulata a Chicago il 7 dicembre 1944.

DECRETO LEGISLATIVO 6 MARZO 1948, n. 616
Testo originale
(successivamente modificato dalla L 25.06.1952 n. 876)
Preambolo
Il
Presidente della Repubblica: Visto l’art. 4 del decreto-legge
Luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, con le modificazioni ad esso
apportate dall’art. 3, comma prima, decreto legislativo
Luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98; Viste le disposizioni
transitorie I e XV della Costituzione; Visto l’art. 87, comma quinto,
della Costituzione; Sulla proposta del Ministro Segretario di Stato
per gli affari esteri, di concerto con i Ministri Segretari di Stato
per l’interno, per il tesoro, per le finanze, per i trasporti e per la
difesa; Promulga il seguente decreto legislativo, approvato dal
Consiglio dei Ministri con deliberazione del 4 marzo 1948:
Art. 1.
Piena e intera esecuzione è data alla Convenzione internazionale per
l’aviazione civile stipulata a Chicago il 7 dicembre 1944.
Articolo 2

Art. 2. Il presente decreto entra in vigore alla data della sua
pubblicazione nella <<Gazzetta Ufficiale>> ed ha effetto
conformemente all’articolo 93 della Convenzione.
[testo
CONVENZIONE]
Preambolo
(Traduzione).
Convenzione relativa
all’aviazione civile internazionale. Preambolo Considerato che il
futuro sviluppo dell’aviazione civile internazionale può notevolmente
contribuire a creare e mantenere l’amicizia e la comprensione fra le
nazioni ed i popoli del mondo, mentre che ogni abuso al riguardo può
significare un pericolo per la sicurezza generale; e Considerato che è
desiderabile evitare ogni contrasto e promuovere quella cooperazione
fra le nazioni ed i popoli da cui dipende la Pace del mondo; I
sottosegnati Governi, avendo convenuto su certi principii ed accordi
al fine di facilitare lo sviluppo dell’aviazione civile internazionale
in modo sicuro ed ordinato e di stabilire i servizi dei trasporti
aerei internazionali sulla base dell’eguaglianza delle possibilità e
di un esercizio sano ed economico; Hanno a tal fine concluso la
presente Convenzione:
Art. 1.
Gli Stati contraenti riconoscono che
ogni Stato ha la completa ed esclusiva sovranità sullo spazio aereo
sovrastante il proprio territorio.
Art. 2.
Ai fini della presente
Convenzione, è considerato territorio di uno Stato lo spazio terrestre
e le acque territoriali ad esso adiacenti sotto la sovranità, la
supremazia, la protezione od il mandato di tale Stato
Art. 3.
a) La
presente Convenzione è applicabile solo agli aeromobili civili e non
si applicherà agli aeromobili di Stato. b) Gli aeromobili usati nei
servizi militari, doganali e di polizia saranno considerati come
aeromobili di Stato. c) Nessun aeromobile di Stato di uno Stato
contraente potrà sorvolare il territorio di un altro Stato o
atterrarvi senza esservi autorizzato da un accordo speciale o in altro
modo e conformemente alle condizioni poste. d) gli Stati contraenti
s’impegnano, nell’emanare le disposizioni per i propri aeromobili, a
tener in debito conto la sicurezza della navigazione degli aeromobili
civili.
Art. 4.
Ogni Stato contraente è d’accordo di non usare
l’aviazione civile per fini incompatibili con quelli della presente
Convenzione.
Art. 5.
Ogni Stato contraente conviene che tutti gli
aeromobili degli altri Stati contraenti, che non siano impiegati in
servizi aerei internazionali registrati, hanno diritto, a condizione
di osservare le norme della presente Convenzione, di compiere voli
entro il proprio territorio o di traversarlo senza fermarvisi e di
farvi sosta per scopi non commerciali, senza la necessità di ottenere
un permesso preventivo, fermo restando il diritto dello Stato
sorvolato di richiederne l’atterraggio. Tuttavia ogni Stato contraente
si riserva il diritto, per ragioni di sicurezza di volo, di richiedere
che gli aeromobili, che abbiano l’intenzione di sorvolare regioni
inaccessibili o senza adeguate installazioni di navigazione aerea,
seguano determinate rotte oppure ottengano speciale permesso per tali
voli. Tali aeromobili, se impiegati nel trasporto di passeggeri, di
merce o di posta dietro compenso o dietro noleggio in servizi aerei
internazionali diversi da quelli registrati, potranno anche, a
condizione di osservare le disposizioni dell’art. 7, avere il
privilegio di imbarcare o sbarcare passeggeri, merce o posta, fermo
restando il diritto dello Stato, in cui tale imbarco o sbarco abbia
luogo, di porre quelle norme, condizioni o limitazioni che ritenga
desiderabili.
Art. 6.
Nessun servizio aereo internazionale
registrato potrà essere esercitato al di sopra o entro il territorio
di uno Stato contraente, se non col permesso speciale od altra
autorizzazione di tale Stato, e con l’osservanza delle condizioni
poste da tale permesso od autorizzazione.
Art. 7.
Ogni Stato
contraente avrà il diritto di rifiutare agli aeromobili di altri Stati
contraenti il permesso di imbarcare nel proprio territorio passeggeri,
posta e merce, trasportati dietro compenso o dietro noleggio e
destinati ad un altro punto del proprio territorio. Ogni Stato
contraente s’impegna a non concludere accordi che specificamente
concedano, su una base di esclusività, un simile privilegio ad un
altro Stato o ad una aviolinea di un altro Stato, ed a non ottenere un
tale privilegio esclusivo da un altro Stato.
Art. 8.
Nessun
aeromobile in grado di esser diretto senza pilota potrà sorvolare
senza pilota il territorio di uno Stato contraente senza la speciale
autorizzazione di tale Stato e conformemente alle condizioni di tale
autorizzazione. Ogni Stato contraente s’impegna ad assicurare che il
volo di tali aeromobili senza pilota, in regioni aperte agli
aeromobili civili, sia controllato in modo da evitare ogni pericolo
per gli aeromobili civili.
Art. 9.
a) Ogni Stato contraente può, per
motivi di necessità militari o di sicurezza pubblica, limitare o
proibire uniformemente per gli aeromobili di altri Stati il sorvolo di
certe aree del proprio territorio, purchè a tale riguardo nessuna
distinzione sia fatta fra gli aeromobili dello Stato del cui
territorio si tratta, impiegati in servizi aerei internazionali
registrati, e gli aeromobili degli altri Stati contraenti similmente
impiegati. Tali aree proibite devono essere di estensione ragionevole
e situate in modo da non ostacolare inutilmente la navigazione aerea.
La descrizione di tali aree proibite del territorio di uno Stato
contraente, così come ogni loro successiva modifica, sarà comunicata
al più presto possibile agli altri Stati contraenti ed
all’Organizzazione per l’Aviazione Civile Internazionale. b) Ogni
Stato contraente si riserva inoltre il diritto, in circostanze
eccezionali o durante un periodo di emergenza, oppure nell’interesse
della sicurezza pubblica, e con effetto immediato, di limitare o
proibire temporaneamente il sorvolo in tutto o in parte del proprio
territorio, alle condizioni che tale limitazione o proibizione si
applichi senza distinzione di nazionalità agli aeromobili di tutti gli
altri Stati. c) Ogni Stato contraente, alle condizioni da esso
prescritte, potrà richiedere che gli aeromobili che penetrino nelle
aree di cui ai sottoparagrafi a) o b) atterrino il più presto
possibile in un determinato aeroporto del proprio territorio.
Art.
10.
Salvo il caso in cui, a norma della presente Convenzione o per
speciale autorizzazione, un aeromobile abbia il permesso di traversare
il territorio di uno Stato contraente senza atterrarvi, ogni
aeromobile che penetri sul territorio di uno Stato contraente, qualora
i regolamenti di tale Stato lo richiedano, dovrà atterrare in un
aeroporto designato da quello Stato, per fini doganali o per altre
ispezioni. Nel lasciare il territorio di uno Stato contraente, tali
aeromobili dovranno partire da un aeroporto doganale, designato
egualmente. Le caratteristiche di tutti gli aeroporti doganali
designati saranno pubblicate dallo Stato e trasmesse
all’Organizzazione per l’Aviazione Civile Internazionale stabilita
dalla Parte II della presente Convenzione, per essere comunicate a
tutti gli altri Stati contraenti.
Art. 11.
Con l’osservanza delle
disposizioni della presente Convenzione, le leggi ed i regolamenti di
uno Stato contraente relativi all’ingresso ed all’uscita dal proprio
territorio degli aeromobili impiegati nella navigazione aerea
internazionale, ovvero all’uso ed alla navigazione di tali aeromobili
entro il proprio territorio, si applicheranno agli aeromobili di tutti
gli Stati contraenti senza distinzione di nazionalità e saranno
osservati da tali aeromobili al loro arrivo, o alla loro partenza o
durante la loro presenza nel territorio di tale Stato.
Art. 12.
Ogni
Stato contraente si impegna ad adottare misure atte ad assicurare che
tutti gli aeromobili che sorvolino il proprio territorio o vi compiano
manovre così come tutti gli aeromobili che portino la propria marca di
nazionalità, dovunque si trovino, si conformino alle norme ed ai
regolamenti ivi in vigore relativi al volo ed alle manovre degli
aeromobili. Ogni Stato contraente s’impegna a mantenere la propria
regolamentazione al riguardo il più possibile conforme a quella di
volta in volta stabilita in applicazione della presente Convenzione.
Sull’alto mare, si applicheranno le norme stabilite dalla presente
Convenzione. Ogni Stato contraente s’impegna a perseguire tutte le
persone che violino i regolamenti applicabili.
Art. 13.
Le leggi ed
i regolamenti di uno Stato contraente relativi all’ingresso o
all’uscita dal proprio territorio di passeggeri, equipaggio o merce di
un aeromobile, così come i regolamenti relativi all’ingresso,
l’uscita, l’immigrazione, i passaporti, la dogana e la quarantena,
dovranno essere osservati da tali passeggeri, equipaggi o merce, sia
direttamente sia da altri per loro conto, all’ingresso o alla partenza
o durante la sosta nel territorio di tale Stato.
Art. 14.
Ogni Stato
contraente conviene di prendere ef…

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