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Regolamento recante disposizioni in materia di sicurezza degli impianti alimentati a gas combustibile per uso domestico.

Regolamento recante disposizioni in materia di sicurezza degli
impianti alimentati a gas combustibile per uso domestico.

DPR 13
MAGGIO 1998, n. 218
Preambolo
Il Presidente della Repubblica: Visto
l’art. 87, quinto comma, della Costituzione; Visti gli articoli 7 e 15
della legge 5 marzo 1990, n. 46, recanti norme per la sicurezza degli
impianti; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 dicembre
1991, n. 447, recante il regolamento di attuazione della legge 5 marzo
1990, n. 46; Vista la legge 6 dicembre 1971, n. 1083, sull’impiego del
gas combustibile per uso domestico; Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 18 aprile 1994, n. 392, in materia di procedure
amministrative di cui alla legge 5 marzo 1990, n. 46; Visto l’art. 31
della legge 7 agosto 1997, n. 266; Visto l’art. 17, comma primo,
lettera b), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Considerata la
necessità che anche gli impianti realizzati prima della emanazione
della legge 5 marzo 1990, n. 46, siano adeguati ai sensi dell’art. 7,
alle prescrizioni della legge medesima rispettando i requisiti
essenziali di sicurezza; Ritenuto necessario dilazionare l’adeguamento
degli impianti alimentati a gas combustibile in relazione alle diverse
tipologie e alla vetustà degli impianti stessi; Udito il parere del
Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti
normativi nell’adunanza del 9 febbraio 1998; Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 3 aprile 1998;
Sulla proposta del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato; Emana il seguente regolamento:
Articolo 1
Art. 1.
Scadenze di adeguamento.
1. Gli impianti per il trasporto e
l’utilizzazione del gas combustibile, di cui all’art. 1, comma 1,
lettera e), della legge 5 marzo 1990, n. 46, a valle del misuratore, o
dal punto di consegna nel caso di alimentazione a GPL, esistenti alla
data di entrata in vigore della legge stessa, dovranno rispondere ai
requisiti di sicurezza, di cui all’art. 2, entro il 31 dicembre 1998.
2. Ai fini della determinazione della data di realizzazione
dell’impianto, nell’ambito dei controlli ai sensi della legge 5 marzo
1990, n. 46, si farà riferimento alla data di costruzione degli
edifici in cui sono installati gli impianti. 3. Per gli impianti
realizzati in data successiva a quella dell’edificio, il proprietario
potrà attestare la data di realizzazione dell’impianto tramite
specifica documentazione o apposita dichiarazione sostitutiva di atto
notorio.
Articolo 2
Art. 2. Requisiti di sicurezza.
1.
L’adeguamento, secondo il criterio di compatibilità con le
caratteristiche e le strutture degli edifici esistenti, dovrà
assicurare, indipendentemente dall’evoluzione dello stato dell’arte e
della buona tecnica, successive al 1990, i seguenti requisiti
essenziali affinchè gli obiettivi della legge 6 dicembre 1971, n.
1083, sulla sicurezza di impiego del gas combustibile, risultino
garantiti in conformità della normativa UNI-CIG: a) l’idoneità della
ventilazione, adeguata alla potenza termica degli apparecchi
istallati, in relazione alla tipologia degli apparecchi stessi; b)
l’idoneità della aerazione, negli ambienti dove sono istallati gli
apparecchi per i quali necessitano tali sistemi; c) l’efficienza dei
sistemi di smaltimento e delle aperture di scarico dei prodotti della
combustione, adeguati alla potenza termica degli apparecchi istallati;
d) la tenuta degli impianti interni di distribuzione del gas
combustibile; e) la funzionalità e l’esistenza dei dispositivi di
controllo fiamma, ove previsti.
Articolo 3
Art. 3. Criteri di
verifica dei requisiti di sicurezza.
1. Le verifiche dei requisiti di
sicurezza dovranno rilevare nel rispetto della normativa UNI-CIG
quanto segue: a) negli ambienti, ove sono istallati gli apparecchi,
deve essere assicurata la ventilazione in misura adeguata al tipo ed
al numero degli apparecchi utilizzatori, allo scopo di garantire
l’alimentazione di aria per la combustione, durante il funzionamento
degli apparecchi; b) negli ambienti, ove sono istallati gli apparecchi
di cottura privi del controllo fiamma o di tipo A, deve essere
assicurata una adeguata aerazione, per garantire il ricambio dell’aria
sia per lo smaltimento di prodotti della combustione, sia per evitare
la creazione di eventuali miscugli con un tenore pericoloso in gas non
combusti; c) gli impianti interni, dal misuratore, o dal punto di
consegna del GPL, fino agli apparecchi utilizzatori, devono essere in
grado di superare, con esito positivo, il controllo di tenuta, ivi
comprese le tubazioni, gli accessori e il collegamento con gli
apparecchi istallati. I tubi flessibili devono essere conformi alle
norme vigenti ed essere in regola con la data di sostituzione; d) il
sistema di evacuazione dei fumi deve essere in grado di superare con
esito positivo le verifiche di efficacia, con riferimento al tiraggio
dei sistemi fumari e all’assenza di rigurgito dei fumi nei locali di
istallazione; e) gli apparecchi per la produzione di acqua calda
sanitaria o per riscaldamento devono essere muniti di dispositivo di
controllo che interrompe l’afflusso del gas all’apparecchio stesso,
nel caso di spegnimento accidentale delle fiamme dei bruciatori. 2.
L’eventuale impiego di dispositivi destinati a contribuire con misure
aggiuntive, ma non sostitutive alla sicurezza di impiego del gas
combustibile, mediante una funzione di rilevamento e di attivazione
dell’intercettazione del gas stesso, in eventi eccezionali non
intenzionali, non esonera dal rispetto di tutti i requisiti sopra
richiamati, mentre le verifiche, ove siano presenti tali dispositivi,
dovranno essere volte anche all’accertamento materiale della specifica
funzione svolta. 3. Le modalità per effettuare i controlli e le
verifiche atte all’accertamento dei requisiti di sicurezza sono
indicate nelle norme tecniche per la salvaguardia della sicurezza,
pubblicate dall’Ente nazionale di unificazione – UNI, ai sensi del
comma 1 dell’art. 7 della legge 5 marzo 1990, n. 46, ed approvate dal
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, in
conformità dell’art. 3 della legge 6 dicembre 1971, n. 1083.

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