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Regolamento di esecuzione della Legge 28 marzo 1991, n.112, concernent...

Regolamento di esecuzione della Legge 28 marzo 1991, n.112, concernente norme in materia di commercio su aree pubbliche.

D.M. 4 GIUGNO 1993, n. 248
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art. 1.
Definizioni.
1. Agli effetti del presente decreto per
<<legge>> si intende la legge 28 marzo 1991, n. 112; per
<<registro>> il registro di cui alla legge 11 giugno 1971,
n. 426, ivi incluso l’annesso elenco speciale previsto dall’art. 9 di
tale legge; per <<autorizzazione>> si intende
l’autorizzazione di cui all’art. 2 della legge; per <<aree
pubbliche>> si intendono strade, canali, piazze, comprese quelle
di proprietà privata gravate da servitù di pubblico passaggio, ed ogni
altra area di qualunque natura destinata ad uso pubblico; per
<<posteggio>> si intende la parte di <<area
pubblica>>, o di area privata di cui il comune abbia la
disponibilità, che viene data in concessione al titolare dell’attività
disciplinata dalla legge; per <<somministrazione di alimenti e
bevande>> si intende la vendita di tali prodotti effettuata
unitamente alla predisposizione di impianti o attrezzature per
consentire agli acquirenti di consumare sul posto i prodotti
acquistati; per <<fiera locale>> o <<mercato
locale>> o <<fiera>> o <<mercato>> si
intende l’afflusso, anche stagionale, nei giorni stabiliti e sulle
aree a ciò destinate di cui all’art. 1, comma 1, della legge, di
operatori autorizzati ad esercitare l’attività disciplinata dalla
legge; per <<fiere-mercato o sagre>> si intendono fiere o
mercati locali che si svolgono in occasione di festività locali o
circostanze analoghe; per <<numero di presenze>> in una
fiera o mercato o area demaniale marittima si intende il numero delle
volte che l’operatore si è presentato in tale fiera o mercato o area e
si prescinde dal fatto che vi abbia potuto o meno svolgere l’attività;
per <<società di persone>> si intendono le società in nome
collettivo e le società in accomandita semplice iscritte nel registro
delle imprese; per <<vendita a domicilio>> si intende la
vendita di prodotti al consumatore effettuata non solo nella sua
privata dimora, ma anche nei locali di lavoro o di studio o nei quali
si trovi per motivi di cura o di intrattenimento e svago o di consumo
di alimenti e bevande; per <<settore merceologico>> si
intende l’insieme dei prodotti o alimentari (settore alimentare) o non
alimentari (settore non alimentare) o degli uni e degli altri (settore
misto); per <<specializzazioni merceologiche>> si
intendono le tabelle merceologiche stabilite ai sensi dell’art. 37
della legge 11 giugno 1971, n. 426, o categorie di prodotti; per UPICA
si intende l’ufficio provinciale dell’industria, del commercio e
dell’artigianato; per camera di commercio, la camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura.
Articolo 2
Art. 2. Procedura
di rilascio e di revoca dell’autorizzazione.
1. La domanda di rilascio
dell’autorizzazione deve contenere, oltre all’indicazione delle
generalità o della ragione sociale e dell’indirizzo del richiedente,
l’indicazione della sua nazionalità, della sua iscrizione nel registro
e delle specializzazioni merceologiche per le quali l’autorizzazione è
richiesta. Il richiedente non è tenuto a presentare certificati di
residenza o di attestazione della sede legale o far autenticare la
firma apposta in calce alla domanda o a fornire certificati di
iscrizione nel registro. 2. Il richiedente l’autorizzazione dà prova
di essere iscritto nel registro indicando la camera di commercio
presso la quale ha ottenuto l’iscrizione per l’esercizio dell’attività
di vendita al dettaglio, la data e il numero d’iscrizione, nonché le
specializzazioni merceologiche per le quali l’iscrizione è stata
disposta. Qualora l’autorizzazione sia richiesta per il commercio su
aree pubbliche di prodotti alimentari, il richiedente deve indicare,
agli effetti dell’art. 2, comma 6, della legge, non solo di essere
iscritto per la vendita al dettaglio di tali prodotti, ma anche la
camera di commercio, il numero e la data di iscrizione per la
somministrazione di alimenti e bevande. 3. Le domande di rilascio
dell’autorizzazione debbono essere esaminate secondo l’ordine
cronologico di presentazione, fatto salvo quanto previsto dal
successivo art. 24, comma 9. L’ordine cronologico di presentazione
risulta dalla data di spedizione della raccomandata con la quale viene
inviata la domanda. Non è ammessa la presentazione di quest’ultima a
mano. L’organo competente al rilascio dell’autorizzazione
predetermina, per l’esame delle domande aventi la stessa data di
presentazione, un ordine di priorità. Non possono essere stabiliti
criteri di priorità basati sulla cittadinanza o sulla residenza o
sulla sede legale o sulle specializzazioni merceologiche richieste. 4.
L’organo che ha rilasciato l’autorizzazione ne dispone la revoca nei
casi previsti non appena si siano prodotte le cause che la motivano.
5. La domanda per ottenere la modifica o l’integrazione del contenuto
merceologico dell’autorizzazione, presentata dal soggetto interessato,
è raccolta alla sola condizione che questi sia iscritto nel registro
per le specializzazioni merceologiche richieste (1). 6. Nei casi in
cui l’autorizzazione prevista dall’art. 2, comma 3, della legge può
essere ottenuta con riferimento a più posteggi, l’interessato ha
facoltà di chiedere che gli siano rilasciati tanti provvedimenti
autorizzatori quanti sono i posteggi concedibili (1). (1) Comma
aggiunto dall’art. 1, d.m. 15 maggio 1996, n. 350.
Articolo 3
Art.
3.
Condizioni per il rilascio ed il diniego dell’autorizzazione. 1.
L’autorizzazione comunale per esercitare l’attività di cui all’art. 1,
comma 2, lettera a), della legge non può essere rilasciata nei casi in
cui non sia disponibile alcun posteggio nell’ambito delle aree
destinate, ai sensi dell’art. 2, comma 2, e dell’art. 3, comma 4,
della legge, all’esercizio di tale attività. 2. L’autorizzazione
regionale per esercitare l’attività di cui all’art. 1, comma 2,
lettera b), della legge non può essere rilasciata nei casi in cui non
sia disponibile, in nessun comune della regione, alcun posteggio
nell’ambito delle aree destinate, ai sensi dell’art. 3, comma 4, della
legge, all’esercizio di tale attività. 3. Le autorizzazioni comunale e
regionale suddette non possono essere negate nei casi in cui
nell’ambito delle rispettive aree di utilizzazione siano disponibili
posteggi, quali che siano, considerato il disposto dell’art. 3, comma
11, secondo periodo, della legge, le tabelle merceologiche oggetto
delle autorizzazioni stesse. 4. L’autorizzazione comunale può essere
rilasciata solo per un posteggio della stessa fiera o mercato, salvo
quanto disposto dal successivo art. 7, comma 7. L’autorizzazione
regionale di cui al comma 2 vale per tutti i posteggi disponibili
nelle fiere o mercati comunali non quotidiani che siano richiesti. 5.
Nella domanda di autorizzazione debbono essere indicate la
localizzazione e le dimensioni desiderate del posteggio; se viene
richiesta l’autorizzazione regionale di cui al comma 2, possono essere
indicati più posteggi. Il rilascio dell’autorizzazione dà
automaticamente diritto ad ottenere la concessione del posteggio: di
quello indicato nella domanda, se disponibile, o in mancanza, di altro
il più possibile simile. Il posteggio deve essere indicato
nell’autorizzazione. 6. Le autorizzazioni comunale e regionale
suddette prive dell’indicazione del posteggio non sono valide. 7. Chi
sia già titolare di una delle autorizzazioni suindicate ed intenda
ottenere altri posteggi in altri mercati dello stesso comune o di
altri comuni per l’esercizio o dell’attività di cui all’art. 1, comma
2, lettera a), della legge o dell’attività di cui alla lettera b)
dello stesso articolo e comma deve chiedere l’autorizzazione
corrispondente. 8. Possono essere rilasciate autorizzazioni
stagionali. 9. In occasione di fiere-mercato o sagre o di altre
riunioni straordinarie di persone, il sindaco può concedere
autorizzazioni temporanee per l’esercizio del commercio su aree
pubbliche. Esse sono valide soltanto per i giorni delle predette
riunioni e sono rilasciate esclusivamente a chi sia iscritto nel
registro e nei limiti dei posteggi appositamente previsti. 10. Uno
stesso soggetto può essere titolare contemporaneamente di più
autorizzazioni, anche se rilasciate da regioni diverse o da comuni
diversi. Per il rilascio deve essere presentata per ciascuna di esse
apposita domanda ai fini della valutazione della sussistenza delle
rispettive condizioni prescritte. 11. Qualora il presidente della
giunta regionale deleghi ad altro organo il rilascio
dell’autorizzazione di cui all’art. 2, comma 3, della legge, deve
metterlo nella condizione di conoscere, al momento dell’esame della
domanda di autorizzazione, quali siano i posteggi disponibili nei vari
comuni della regione. 12. L’autorizzazione deve essere esibita ad ogni
richiesta degli organi di vigilanza.
Articolo 4
Art. 4.
Autorizzazione a soggetti non italiani.
1. Ai fini del rilascio
dell’autorizzazione i soggetti non italiani di Paesi membri della
Comunità economica europea sono equiparati ai soggetti italiani. 2. Il
comma 1 si applica anche ai soggetti extracomunitari, purché sussista
la condizione di reciprocità prevista dall’art. 16 delle
<<disposizioni sulla legge in generale>> del codice
civile. Dalla sussistenza di tale condizione si prescinde, ai sensi
dell’art. 10, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416,
convertito dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, nel caso di soggetti
extracomunitari o apolidi presenti in Italia alla data del 31 dicembre
1989 provvisti, a tale data, di permesso di soggiorno ottenuto per uno
dei motivi di cui all’art. 4, comma 5, di detto decreto o che abbiano
regolarizzato la loro posizione relativa…

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