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Regolamento recante norme di attuazione della direttiva 92/116/CEE che...

Regolamento recante norme di attuazione della direttiva 92/116/CEE che modifica la direttiva 71/118/CEE relativa a problemi sanitari in materia di produzione e immissione sul mercato di carni fresche di volatili da cortile.

D.P.R. 10 DICEMBRE 1997, n. 495
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica: Visto l’art. 87, quinto comma, della Costituzione; Visto
l’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto l’art.
4, comma 1, della legge 9 marzo 1989, n. 86; Vista la legge 22
febbraio 1994, n. 146, ed in particolare l’art. 4, comma 2, e
l’allegato D; Vista la direttiva 92/116/CEE del Consiglio del 17
dicembre 1992, che modifica ed aggiorna la direttiva 71/118/CEE del 15
febbraio 1971; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8
giugno 1982, n. 503 e successive modifiche; Visto il decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 537 e successive modifiche; Visto il
regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 1992, n. 559 e successive modifiche; Visto il decreto
legislativo 15 gennaio 1992, n. 51; Vista la preliminare deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 agosto
1996; Visto l’art. 17, paragrafo 1, della direttiva 94/65/CE che
stabilisce i requisiti applicabili all’immissione sul mercato di carni
macinate e di preparazioni di carni; Acquisiti i pareri espressi dalle
competenti commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del
Senato della Repubblica; Udito il parere del Consiglio di Stato,
espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza
del 30 giugno 1997; Visto l’art. 2, comma 3, del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281; Acquisito il parere della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano; Vista la deliberazione del Consiglio
dei Ministri, adottata nella riunione del 28 novembre 1997; Sulla
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro
della sanità; Emana il seguente regolamento:
Articolo 1
Art. 1.
Campo di applicazione.
1. Il presente regolamento fissa le condizioni
sanitarie per la produzione e l’immissione sul mercato di carni
fresche di volatili da cortile. 2. Il presente regolamento non si
applica al sezionamento ed al magazzinaggio di carni fresche di
volatili da cortile effettuati nei negozi per la vendita al minuto o
in locali connessi a detti punti di vendita, dove il sezionamento ed
il magazzinaggio sono effettuati unicamente per la vendita diretta al
consumatore; detta esclusione non si applica ai laboratori di
sezionamento ed ai depositi frigoriferi centralizzati delle catene di
distribuzione per la vendita al minuto.
Articolo 2
Art. 2.
Definizioni.
1. Ai fini del presente regolamento si intende per: a)
carni di volatili da cortile: tutte le parti idonee al consumo umano
ottenute dai volatili domestici appartenenti alle specie polli (genere
Gallus), tacchini (genere Meleagris), faraone (genere Numida), anatre
(genere Anas) e oche (genere Anser); b) carni fresche di volatili da
cortile: le carni di volatili da cortile, comprese le carni sottovuoto
o in atmosfera modificata, che non hanno subito alcun trattamento
destinato ad assicurarne la conservazione, salvo il trattamento per
mezzo del freddo; c) carcassa: il corpo intero di un volatile da
cortile dopo dissanguamento, spennatura, spiumatura ed eviscerazione;
tuttavia l’asportazione del cuore, dei polmoni, del ventriglio, del
gozzo, del fegato, dei reni, della testa, dell’esofago e della
trachea, nonchè la resezione delle zampe all’altezza del tarso sono
facoltativi; d) parti di carcassa: le parti della carcassa quale
definita alla lettera c), primo periodo; e) frattaglie: le carni
fresche di volatili da cortile ad esclusione di quelle della carcassa
quale definita alla lettera c), anche se sono in connessione naturale
con la carcassa, nonchè la testa e le zampe, se sono presentate
separatamente dalla carcassa; f) visceri: le frattaglie non
commestibili, che si trovano nella cavità toracica, addominale e
pelvica, compresi eventualmente la trachea, l’esofago ed il gozzo; g)
veterinario ufficiale: il medico veterinario della unità sanitaria
locale ovvero il medico veterinario libero professionista
convenzionato con l’unità sanitaria locale incaricato dal servizio
veterinario della ispezione ante mortem in allevamento o
dell’ispezione nello stabilimento; h) ausiliario: il tecnico designato
dal servizio veterinario dell’unità sanitaria locale, per collaborare
con il veterinario ufficiale; i) ispezione sanitaria ante mortem:
l’ispezione dei volatili da cortile vivi effettuata in conformità
dell’allegato I, capitolo VI; l) ispezione sanitaria post mortem:
l’ispezione dei volatili da cortile nel macello praticata dopo la
macellazione in conformità dell’allegato I, capitolo VIII; m) mezzi di
trasporto: le sezioni di autoveicoli, veicoli ferroviari ed aeromobili
destinati al carico, nonchè le stive delle navi o i contenitori
destinati al trasporto per via terrestre, marittima od aerea; n)
stabilimento: macello riconosciuto, laboratorio di sezionamento
riconosciuto, deposito frigorifero riconosciuto, centro di
riconfezionamento riconosciuto o un insieme che riunisca più
stabilimenti di questo tipo; o) responsabile dello stabilimento: il
conduttore dello stabilimento, il proprietario dello stabilimento o il
suo rappresentante. 2. Si applicano, inoltre, le definizioni di cui
all’art. 2, comma 1, lettere m), n), o), r) ed s) del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 537 e successive modifiche.
Articolo
3
Art. 3. Prescrizioni relative alla produzione.
1. Le carcasse e le
frattaglie devono: a) provenire da un animale che sia stato sottoposto
ad un’ispezione sanitaria ante mortem conformemente all’allegato I,
capitolo VI, e che, in seguito a tale ispezione, sia stato
riconosciuto idoneo alla macellazione; b) essere ottenute in un
macello riconosciuto, soggetto ad un autocontrollo in conformità
all’art. 8, comma 1, e ad un controllo da parte del servizio
veterinario dell’unità sanitaria locale competente in conformità
all’art. 9; c) essere trattate in condizioni di igiene soddisfacenti
in conformità all’allegato I, capitolo VII; d) essere sottoposte ad
ispezione sanitaria post mortem in conformità all’allegato I, capitolo
VIII ed essere riconosciute idonee al consumo umano in conformità
all’allegato I, capitolo IX; e) essere sottoposte a bollatura
sanitaria in conformità all’allegato I, capitolo XII, qualora non
siano destinate al sezionamento nello stesso stabilimento; f) essere
manipolate, dopo l’ispezione post mortem, in conformità all’allegato
I, capitolo VII, punto 46, ed essere immagazzinate, in conformità
all’allegato I, capitolo XIII, in condizioni igieniche soddisfacenti;
g) essere adeguatamente imballate conformemente all’allegato I,
capitolo XIV; qualora venga utilizzato un involucro di protezione,
questo deve essere conforme alle prescrizioni di tale capitolo; h)
essere trasportate conformemente all’allegato I, capitolo XV; i)
essere accompagnate durante il trasporto: 1) da un documento di
accompagnamento commerciale che deve contenere, oltre alle indicazioni
previste dall’allegato I, capitolo XII, punto 66, un numero di codice
attribuito dal servizio veterinario dell’unità sanitaria locale
competente che consenta l’identificazione del veterinario ufficiale;
tale documento deve essere conservato dal destinatario per un periodo
minimo di un anno per poter essere presentato, a richiesta, al
servizio veterinario dell’unità sanitaria locale; 2) da un certificato
sanitario conforme all’allegato VI qualora si tratti di carni fresche
di volatili da cortile ottenute in un macello situato in una regione o
in una zona soggetta a restrizioni di polizia sanitaria, o di carni
fresche di volatili da cortile destinate ad un altro Stato membro, con
transito, in mezzo di trasporto sigillato, attraverso un Paese terzo.
2. Le parti di carcasse e le carni disossate devono: a) essere
ottenute in un laboratorio di sezionamento riconosciuto, soggetto ad
autocontrollo in conformità all’art. 8, comma 1, e controllato
conformemente all’art. 9; b) essere sezionate ed ottenute nel rispetto
delle condizioni di cui all’allegato I, capitolo VII, e provenire da
carni fresche rispondenti alle condizioni di cui al comma 1, oppure da
carcasse di volatili da cortile importate conformemente al decreto
legislativo 3 marzo 1993, n. 93; c) essere sottoposte al controllo di
cui all’art. 9, comma 4; d) soddisfare le condizioni di cui al comma
1, lettere c), h) e i); e) essere confezionate, imballate ed
etichettate conformemente al comma 1, lettere e) e g), in loco o in
centri di riconfezionamento all’uopo riconosciuti; f) essere
immagazzinate in condizioni igieniche soddisfacenti in conformità
all’allegato I, capitolo XIII. 3. Le carni fresche diverse da quelle
di volatili da cortile possono essere lavorate nei laboratori di
sezionamento di cui al presente regolamento se conformi alle
disposizioni sanitarie in materia di produzione e commercializzazione
di carni fresche. 4. Le carni fresche di volatili da cortile che sono
state immagazzinate, conformemente al presente regolamento, in un
deposito frigorifero riconosciuto e non sono state in seguito
sottoposte ad alcuna manipolazione, salvo il magazzinaggio, devono
soddisfare le condizioni di cui al comma 1, lettere c), e), g) ed h) e
di cui al comma 2, oppure devono essere importate conformemente
all’art. 14 e al decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93. 5. Fatte
salve le disposizioni in materia di polizia sanitaria i commi 1, 2, 3
e 4 non si applicano alle carni fresche di volatili da cortile
destinate: a) ad usi diversi dal consumo umano; b) ad esposizioni, a
studi speciali o ad analisi, purchè un controllo ufficiale renda
possibile assicurare che tali carni non saranno utilizzate per il
consumo umano e che, dopo la chiusura delle esposizioni o la
conclusione degli studi speciali o delle analisi, esse saranno
distrutte, ad eccezione di quelle utilizzate per le analisi stesse; c)
esclusivamente al rifornimento delle or…

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