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Approvazione del regolamento di Polizia mortuaria....

Approvazione del regolamento di Polizia mortuaria.

D.P.R. 10 SETTEMBRE 1990, n. 285
[testo Decreto del Presidente della
Repubblica]
Preambolo
Il Presidente della Repubblica: Visto l’art. 87
della Costituzione; Visto l’art. 358 del testo unico delle leggi
sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265; Visto
l’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 21 ottobre 1975, n. 803, recante
regolamento di polizia mortuaria; Udito il parere del Consiglio
superiore di sanità; Udito il parere del Consiglio di Stato, reso
nell’adunanza generale del 22 marzo 1990; Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 agosto 1990;
Sulla proposta del Ministro della sanità, di concerto con i Ministri
dell’interno e di grazia e giustizia; Emana il seguente decreto:
Art.
1. 1. É approvato l’unito regolamento di polizia mortuaria, composto
di centootto articoli e vistato dal Ministro proponente.
[Testo
Regolamento]
Preambolo
REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA
Art. 1. 1.
Ferme restando le disposizioni sulla dichiarazione e sull’avviso di
morte da parte dei familiari e di chi per essi contenute nel titolo
VII del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello
stato civile, i medici, a norma dell’art. 103, sub a), del testo unico
delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n.
1265, debbono per ogni caso di morte di persona da loro assistita
denunciare al sindaco la malattia che, a loro giudizio, ne sarebbe
stata la causa. 2. Nel caso di morte per malattia infettiva compresa
nell’apposito elenco pubblicato dal Ministero della sanità, il comune
deve darne informazione immediatamente all’unità sanitaria locale dove
è avvenuto il decesso. 3. Nel caso di morte di persona cui siano
somministrati nuclidi radioattivi la denuncia della causa di morte
deve contenere le indicazioni previste dall’art. 100 del decreto del
Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185. 4. Nel caso di
decesso senza assistenza medica la denuncia della presunta causa di
morte è fatta dal medico necroscopo di cui all’art. 4. 5. L’obbligo
della denuncia della causa di morte è fatto anche ai medici incaricati
di eseguire autopsie disposte dall’autorità giudiziaria o per
riscontro diagnostico. 6. La denuncia della causa di morte, di cui ai
commi precedenti, deve essere fatta entro 24 ore dall’accertamento del
decesso su apposita scheda di morte stabilita dal Ministero della
sanità, d’intesa con l’Istituto nazionale di statistica. 7. Copia
della scheda di morte deve essere inviata, entro trenta giorni, dal
comune ove è avvenuto il decesso all’unità sanitaria locale nel cui
territorio detto comune è ricompreso. Qualora il deceduto fosse
residente nel territorio di una unità sanitaria locale diversa da
quella ove è avvenuto il decesso, quest’ultima deve inviare copia
della scheda di morte all’unità sanitaria locale di residenza. Nel
caso di comuni comprendenti più unità sanitarie locali, tali
comunicazioni sono dirette a quella competente ai sensi del secondo
periodo del comma 8. 8. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore
del presente regolamento ogni unità sanitaria locale deve istituire e
tenere aggiornato un registro per ogni comune incluso nel suo
territorio contenente l’elenco dei deceduti nell’anno e la relativa
causa di morte. Nel caso di comuni comprendenti più unità sanitarie
locali la regione, entro un anno dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento, dovrà individuare l’unità sanitaria locale
competente alla tenuta del registro in questione. 9. Le schede di
morte hanno esclusivamente finalità sanitarie, epidemiologiche e
statistiche.
Art. 2. 1. Per la denuncia della causa di morte nei casi
previsti dal comma 5 dell’art. 1 si devono osservare, a seconda che si
tratti di autopsia a scopo di riscontro diagnostico o di autopsia
giudiziaria, le disposizioni contenute negli articoli 39 e 45.
Art.
3. 1. Fermo restando per i sanitari l’obbligo di cui all’art. 365 del
codice penale, ove dalla scheda di morte risulti o sorga comunque il
sospetto che la morte sia dovuta a reato, il sindaco deve darne
immediata comunicazione all’autorità giudiziaria e a quella di
pubblica sicurezza.
Art. 4. 1. Le funzioni di medico necroscopo di
cui all’art. 141 del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238,
sull’ordinamento dello stato civile, sono esercitate da un medico
nominato dalla unità sanitaria locale competente. 2. Negli ospedali la
funzione di medico necroscopo è svolta dal direttore sanitario o da un
medico da lui delegato. 3. I medici necroscopi dipendono per tale
attività dal coordinatore sanitario dell’unità sanitaria locale che ha
provveduto alla loro nomina ed a lui riferiscono sull’espletamento del
servizio, anche in relazione a quanto previsto dall’art. 365 del
codice penale. 4. Il medico necroscopo ha il compito di accertare la
morte, redigendo l’apposito certificato previsto dal citato art. 141.
5. La visita del medico necroscopo deve sempre essere effettuata non
prima di 15 ore dal decesso, salvo i casi previsti dagli articoli 8, 9
e 10, e comunque non dopo le trenta ore.
Art. 5. 1. Nel caso di
rinvenimento di parti di cadavere o anche di resti mortali o di ossa
umane, chi ne fa la scoperta deve informare immediatamente il sindaco
il quale ne dà subito comunicazione all’autorità giudiziaria, a quella
di pubblica sicurezza e all’unità sanitaria locale competente per
territorio. 2. Salvo diverse disposizioni dell’autorità giudiziaria,
l’unità sanitaria locale incarica dell’esame del materiale rinvenuto
il medico necroscopo e comunica i risultati degli accertamenti
eseguiti al sindaco ed alla stessa autorità giudiziaria perchè questa
rilasci il nulla osta per la sepoltura.
Art. 6. 1. L’autorizzazione
per la sepoltura nel cimitero è rilasciata, a norma dell’art. 141 del
regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello stato
civile, dall’ufficiale dello stato civile. 2. La medesima
autorizzazione è necessaria per la sepoltura nel cimitero di parti di
cadavere ed ossa umane di cui all’art. 5.
Art. 7. 1. Per i nati
morti, ferme restando le disposizioni dell’art. 74 del regio decreto 9
luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello stato civile, si seguono
le disposizioni stabilite dagli articoli precedenti. 2. Per la
sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20
alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente
compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all’ufficiale di stato
civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di
trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall’unità sanitaria
locale. 3. A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere
raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di
presunta età inferiore alle 20 settimane. 4. Nei casi previsti dai
commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro
24 ore dall’espulsione od estrazione del feto, domanda di
seppellimento all’unità sanitaria locale accompagnata da certificato
medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto.

Art. 8. 1. Nessun cadavere può essere chiuso in cassa, nè essere
sottoposto ad autopsia, a trattamenti conservativi, a conservazione in
celle frigorifere, nè essere inumato, tumulato, cremato, prima che
siano trascorse 24 ore dal momento del decesso, salvo i casi di
decapitazione o di maciullamento e salvo quelli nei quali il medico
necroscopo avrà accertato la morte anche mediante l’ausilio di
elettrocardiografo, la cui registrazione deve avere una durata non
inferiore a 20 minuti primi, fatte salve le disposizioni di cui alla
legge 2 dicembre 1975, n. 644 e successive modificazioni.
Art. 9. 1.
Nei casi di morte improvvisa ed in quelli in cui si abbiano dubbi di
morte apparente, l’osservazione deve essere protratta fino a 48 ore,
salvo che il medico necroscopo non accerti la morte nei modi previsti
dall’art. 8.
Art. 10. 1. Nei casi in cui la morte sia dovuta a
malattia infettiva-diffusiva compresa nell’apposito elenco pubblicato
dal Ministero della sanità o il cadavere presenti segni di iniziata
putrefazione, o quando altre ragioni speciali lo richiedano, su
proposta del coordinatore sanitario dell’unità sanitaria locale il
sindaco può ridurre il periodo di osservazione a meno di 24 ore.
Art.
11. 1. Durante il periodo di osservazione il corpo deve essere posto
in condizioni tali che non ostacolino eventuali manifestazioni di
vita. Nel caso di deceduti per malattia infettiva-diffusiva compresa
nell’apposito elenco pubblicato dal Ministero della sanità il
coordinatore sanitario dell’unità sanitaria locale adotta le misure
cautelative necessarie.
Art. 12. 1. I comuni devono disporre di un
locale per ricevere e tenere in osservazione per il periodo prescritto
le salme di persone: a) morte in abitazioni inadatte e nelle quali sia
pericoloso mantenerle per il prescritto periodo di osservazione; b)
morte in seguito a qualsiasi accidente nella pubblica via o in luogo
pubblico; c) ignote, di cui debba farsi esposizione al pubblico per il
riconoscimento. 2. Durante il periodo di osservazione deve essere
assicurata la sorveglianza anche ai fini del rilevamento di eventuali
manifestazioni di vita.
Art. 13. 1. I comuni devono disporre di un
obitorio per l’assolvimento delle seguenti funzioni obitoriali: a)
mantenimento in osservazione e riscontro diagnostico dei cadaveri di
persone decedute senza assistenza medica; b) deposito per un periodo
indefinito di cadaveri a disposizione dell’autorità giudiziaria per
autopsie giudiziarie e per accertamenti medico-legali, riconoscimento
e trattamento igienico-conservativo; c) deposito, riscontro
diagnostico o autopsia giudiziaria o trattamento igienico conservativo
di cadaveri portatori di radioattività.
Art. 14. 1. I depositi di
osservazione e gli obitori possono essere is…

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