Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Trasferimento alle Regioni a Statuto ordinario delle funzioni amminist...

Trasferimento alle Regioni a Statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di assistenza scolastica e di musei e biblioteche di enti locali e dei relativi personali ed uffici.

D.P.R. 14 GENNAIO 1972, n. 3
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica: Visti gli articoli 87, comma quinto, 117, 118 e la
disposizione VIII transitoria della Costituzione; Vista la legge 16
maggio 1970, n. 281, concernente provvedimenti finanziari per le
Regioni a statuto ordinario, che all’art. 17 conferisce delega al
Governo per il passaggio delle funzioni del personale statali alle
Regioni; Sentite le Regioni a statuto ordinario; Udito il parere della
Commissione parlamentare per le questioni regionali di cui all’art. 52
della legge 10 febbraio 1953, n. 62; Sentito il Consiglio dei
Ministri; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri di
concerto con i Ministri per la pubblica istruzione, per l’interno, per
il tesoro, per le finanze e per il bilancio e la programmazione
economica; Decreta:
Art. 1. Sono trasferite alle Regioni a statuto
ordinario, per il rispettivo territorio, le funzioni amministrative
esercitate dagli organi centrali e periferici dello Stato in materia
di assistenza scolastica in favore degli alunni delle scuole ed
istituti d’istruzione di ogni ordine e grado, statali o autorizzati a
rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo Stato. Il trasferimento
predetto riguarda tutte le funzioni amministrative tra le quali sono
comprese quelle concernenti: a) l’assistenza agli alunni bisognosi
anche per mezzo dei patronati scolastici; b) il trasporto gratuito, e
relativi oneri assicurativi, degli alunni della scuola materna, della
scuola dell’obbligo e degli istituti professionali; c) le
facilitazioni, anche sotto forma di buoni-libro, per l’acquisto di
libri di testo da parte degli alunni delle scuole medie e delle scuole
secondarie superiori ed artistiche; d) la concessione di sussidi,
incoraggiamenti e borse di tirocinio e di studio, anche sotto forma di
assegnazione di posti gratuiti o semi-gratuiti in convitti annessi
agli istituti tecnici e professionali statali, allo scopo di
facilitare agli alunni meritevoli, appartenenti a famiglie di
disagiate condizioni economiche, la prosecuzione degli studi nelle
scuole secondarie superiori ed artistiche; e) la concessione di
sussidi per l’assistenza dei subnormali; f) gli interventi
assistenziali a favore degli alunni delle scuole materne anche non
statali; g) ogni altra forma di assistenza diretta a facilitare agli
alunni meritevoli la prosecuzione degli studi nelle scuole ed istituti
di cui al precedente primo comma.
Art. 2. Sono trasferite alle
Regioni a statuto ordinario tutte le attribuzioni degli organi
centrali e periferici dello Stato in ordine ai patronati scolastici ed
ai consorzi provinciali di patronati scolastici, di cui alla legge 4
marzo 1958, n. 261.
Art. 3. Sono trasferite alle Regioni a statuto
ordinario, per il rispettivo territorio, le funzioni amministrative
esercitate dagli organi centrali e periferici dello Stato in ordine
agli altri enti, istituzioni ed organizzazioni locali operanti nella
materia di cui al precedente art. 1, ivi comprese le attribuzioni in
ordine alla nomina dei collegi dei revisori, salva la designazione da
parte del Ministro per il tesoro di un componente dei collegi stessi
in relazione alla permanenza negli enti di interessi finanziari dello
Stato.
Art. 4. Fino a quando non sarà provveduto al riordinamento,
con legge dello Stato, degli enti ed istituti pubblici a carattere
nazionale o pluriregionale, operanti nella materia di cui all’art. 1
del presente decreto, restano ferme le attribuzioni degli organi dello
Stato in ordine agli enti medesimi. Restano parimenti ferme le
attribuzioni degli organi dello Stato in ordine alle casse scolastiche
delle scuole medie e delle scuole secondarie superiori ed artistiche
per quanto attiene ai compiti diversi dall’assistenza scolastica.

Art. 5. Fino a quando con legge dello Stato non sia provveduto al
riordinamento ed alla distribuzione delle funzioni amministrative fra
gli enti locali sono conservate alle provincie, ai comuni ed agli
altri enti locali le funzioni amministrative d’interesse
esclusivamente locale, relative alla materia di cui al precedente art.
1. S’intendono sostituiti gli organi centrali e periferici dello Stato
con gli organi della Regione in tutti i casi in cui le disposizioni
vigenti nella materia di cui al precedente art. 1 facciano
riferimento, per quanto riguarda le funzioni degli enti locali, a
funzioni amministrative degli organi e degli uffici centrali o
periferici dello Stato.
Art. 6. Gli insegnanti elementari di ruolo
che alla data del 31 dicembre 1971 sono assegnati ai sensi dell’art. 3
della legge 2 dicembre 1967, numero 1213, e per il quinquennio
previsto dal successivo art. 6 della medesima legge, alle direzioni
didattiche delle provincie comprese nel territorio delle Regioni a
statuto ordinario per servizi da svolgere presso i patronati
scolastici ed i consorzi provinciali dei patronati scolastici, restano
in tale posizione, fermo restando quanto previsto dallo stesso art. 6,
fino a quando i competenti organi regionali non abbiano diversamente
provveduto in ordine ai servizi anzidetti. Detti insegnanti su loro
richiesta possono essere trasferiti alla Regione nel cui territorio
trovasi il patronato od il consorzio presso cui prestano servizio ai
sensi del precedente comma. Nei confronti dei predetti insegnanti si
applicano le disposizioni dei successivi articoli 17, 19 e 20, in
quanto compatibili con il loro particolare stato giuridico.
Art. 7.
Sono trasferite alle Regioni a statuto ordinario le funzioni
amministrative degli organi centrali e periferici dello Stato in
materia di musei e biblioteche di enti locali. Il trasferimento
riguarda, tra l’altro, le funzioni concernenti: a) l’istituzione,
l’ordinamento ed il funzionamento dei musei e delle biblioteche di
enti locali o d’interesse locale, ivi comprese le biblioteche popolari
ed i centri di pubblica lettura istituiti o gestiti da enti locali e
gli archivi storici a questi affidati; b) la manutenzione,
l’integrità, la sicurezza e il godimento pubblico delle cose raccolte
nei musei e nelle biblioteche di enti locali o d’interesse locale; c)
gl’interventi finanziari diretti al miglioramento delle raccolte dei
musei e delle biblioteche suddette e della loro funzionalità; d) il
coordinamento dell’attività dei musei e delle biblioteche di enti
locali e d’interesse locale; e) le mostre di materiale storico ed
artistico organizzate a cura e nell’ambito dei musei e biblioteche di
enti locali o d’interesse locale.
Art. 8. Le soprintendenze ai beni
librari sono trasferite alle Regioni a statuto ordinario nel cui
territorio hanno sede. Le soprintendenze stesse cessano
contemporaneamente dall’esercitare le loro competenze sul territorio
di altre Regioni. Il Ministero della pubblica istruzione determinerà
il proprio organo od ufficio a cui saranno trasferite le competenze
delle soprintendenze di Torino, Venezia e Verona inerenti ai territori
delle regioni Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia
Giulia (1).
(1) L’art. 18 della L. 16.05.1978, n. 196, ha disposto
che “a modifica del terzo comma dell’art. 8 del decreto del Presidente
della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, le competenze della
soprintendenza ai beni librari di Torino inerenti al territorio della
Valle d’Aosta — già attribuite alla biblioteca nazionale
universitaria di Torino, con decreto ministeriale 31 marzo 1972 —
sono trasferite alla regione Valle d’Aosta, che vi provvede con i
propri uffici”.
Art. 9. Ai sensi dell’art. 17, lettera b), della
legge 16 maggio 1970, numero 281, viene delegato alle Regioni a
statuto ordinario, per il rispettivo territorio, l’esercizio delle
seguenti funzioni amministrative che, già esercitate all’atto del loro
trasferimento alle Regioni dagli uffici trasferiti di cui al
precedente art. 8, residuano alla competenza statale dopo il
trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle attribuzioni di
cui al presente decreto: a) vegliare sulla conservazione ed eventuale
riproduzione dei codici, degli antichi manoscritti, degli incunabuli,
delle stampe e incisioni rare e di pregio possedute da enti e da
privati e curare la compilazione del catalogo generale e dell’elenco
indicativo di detto materiale; b) fare le notificazioni di importante
interesse artistico o storico a termini dell’art. 3 della legge 1º
giugno 1939, n. 1089 ai proprietari o possessori degli oggetti di cui
all’art. 1, comma primo, lettera c) della legge stessa; c) vigilare
sull’osservanza delle disposizioni della suddetta legge per quanto
concerne le alienazioni e le permute delle raccolte di importante
interesse, possedute da enti e da privati, nonchè delle disposizioni
di cui alla legge 2 aprile 1950, n. 328, per quanto concerne le mostre
non indicate nel precedente art. 7, lettera e) ; d) proporre al
Ministero i restauri ai manoscritti antichi e le provvidenze idonee ad
impedire il deterioramento del materiale bibliografico di alta
importanza storica ed artistica; e) proporre al Ministero gli espropri
del materiale prezioso e raro che presenti pericolo di deterioramento
e di cui il proprietario non provveda ai necessari restauri nei
termini assegnatigli ai sensi delle norme vigenti in materia; f)
esercitare le funzioni d’ufficio per l’esportazione ai termini della
suddetta legge 1º giugno 1939, n. 1089; g) proporre gli acquisti di
materiale prezioso e raro ogni qualvolta ritengano che debba essere
esercitato dal Governo il diritto di prelazione; h) operare le
ricognizioni delle raccolte private; i) promuovere l’istituzione di
nuove biblioteche e vigilare sulle biblioteche popolari non di enti
locali riferendo al Ministero circa le condizioni di esse ed il loro
incremento; l) preparare i dati per la statistica generale. Le
funzioni amministrative delegate con il presente articolo vengono
esercitate dagli organi regionali in conformità delle direttive
em…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info