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Disciplina del commercio....

Disciplina del commercio.

LEGGE 11 GIUGNO 1971, n. 426
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art.
1. Istituzione del registro.
Presso ciascuna camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura è istituito il registro degli
esercenti il commercio all’ingrosso, il commercio al minuto, nelle
varie forme in uso, e l’attività di somministrazione al pubblico di
alimenti o bevande disciplinata nel capo II del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773,
e dal relativo regolamento di esecuzione approvato con R.D. 6 maggio
1940, n. 635. Agli effetti della presente legge, esercita: 1)
l’attività di commercio all’ingrosso, chiunque professionalmente
acquista merci a nome e per conto proprio e le rivende o ad altri
commercianti, grossisti o dettaglianti, o ad utilizzatori
professionali, o ad altri utilizzatori in grande. Tale attività può
assumere la forma di commercio interno, di importazione o di
esportazione; 2) l’attività di commercio al minuto, chiunque
professionalmente acquista merci a nome e per conto proprio e le
rivende, in sede fissa, o mediante altre forme di distribuzione,
direttamente al consumatore finale; 3) l’attività di somministrazione
al pubblico di alimenti o bevande, chiunque professionalmente
somministra, in sede fissa o mediante altra forma di distribuzione,
alimenti o bevande al pubblico. Le merci possono essere rivendute sia
nello stesso stato in cui sono state acquistate, sia, dopo essere
state sottoposte alle eventuali trasformazioni, trattamenti e
condizionamenti che sono abitualmente praticati. é vietato esercitare
congiuntamente nello stesso punto di vendita le attività di commercio
all’ingrosso e al minuto. Il divieto non si applica per la vendita dei
seguenti prodotti: macchine, attrezzature e articoli tecnici per
l’agricoltura, l’industria, il commercio e l’artigianato; materiale
elettrico; colori e vernici, carte da parati; ferramenta ed
utensileria; articoli per impianti idraulici, a gas ed igienici;
articoli per riscaldamento; strumenti scientifici e di misura;
macchine per ufficio; auto-moto-cicli e relativi accessori e parti di
ricambio; combustibili; materiali per edilizia; legnami (1). Le
aziende che alla data di entrata in vigore della presente legge sono
in possesso dell’autorizzazione per la vendita al minuto ed esercitano
nello stesso punto di vendita anche quella all’ingrosso di prodotti
appartenenti alla medesima tabella merceologica, diversi da quelli
sopra elencati, potranno continuare ad esercitare la duplice attività
alla condizione che attuino una netta separazione dei locali destinati
alle distinte attività di dettaglio e ingrosso. In tale caso i locali
destinati alla vendita al dettaglio debbono possedere le seguenti
caratteristiche: a) avere accesso diretto da area pubblica o privata
qualora trattisi di cortili interni, androni, parti condominiali
comuni; in quest’ultimo caso dovranno avere finestre od altre luci o
insegne visibili da area pubblica; b) essere divisi dai locali
destinati al commercio all’ingrosso mediante pareti stabili, anche se
dotati di porte di comunicazione interna non accessibili al pubblico
(1). (1) Comma aggiunto dall’art. 1, l. 5 luglio 1975, n. 320.

Articolo 2
Art. 2. Iscrizione nel registro.
Devono essere iscritti
nel registro coloro che intendono esercitare una delle attività
previste dall’articolo 1 sotto qualsiasi forma anche a carattere
saltuario e provvisorio, nonché: 1) gli industriali, qualora intendano
esercitare la vendita al pubblico, al minuto, di merci anche se di
loro produzione; 2) gli artigiani, ad eccezione di quelli che iscritti
all’albo di cui alla L. 25 luglio 1956, n. 860, esercitano nel luogo
di produzione la vendita al pubblico dei soli oggetti di loro
produzione; 3) i produttori agricoli, salvo i casi previsti dalle
vigenti disposizioni di legge. Le cooperative di consumo e loro
consorzi, iscritte nel registro prefettizio o nello schedario generale
di cui al D.Lgs. 14 dicembre 1947, n. 1577, nonché tutte le
associazioni volontarie a carattere culturale, ricreativo e sportivo
in possesso di licenza di pubblica sicurezza per la somministrazione
di bevande e alcoolici che esercitano o intendono esercitare le
attività previste dall’articolo 1, sono iscritte d’ufficio, nel
registro di cui all’articolo stesso. L’iscrizione ha validità per
tutto il territorio della Repubblica e può essere chiesta per più tipi
di attività commerciali. Essa legittima all’esercizio del tipo di
attività per la quale è stata disposta, salva la osservanza delle
altre disposizioni di legge. L’iscrizione nel registro per l’attività
di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è condizione
indispensabile per il rilascio della licenza di cui al testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza approvato con R.D. 18 giugno 1931,
n. 773, e relativo regolamento. Il registro specificherà accanto al
nome degli abilitati all’esercizio del commercio il settore e le
specializzazioni merceologiche per i quali è stata presentata la
domanda di cui all’articolo 4.
Articolo 3
Art. 3. Registro speciale
per gli ambulanti.
(Omissis) (1). (1) Articolo abrogato dall’art. 7,
l. 28 marzo 1991, n. 112.
Articolo 4
Art. 4. Domanda di iscrizione.

Per ottenere la iscrizione nel registro le persone fisiche ed i
legali rappresentanti delle società, debbono presentare domanda alla
camera di commercio, artigianato e agricoltura rispettivamente della
provincia di residenza o di quella ove le società hanno la sede
legale. Il richiedente deve: a) aver raggiunto la maggiore età, ad
eccezione del minore emancipato autorizzato a norma di legge
all’esercizio di attività commerciale; b) aver assolto agli obblighi
scolastici riferiti al periodo di frequenza del richiedente; c) avere
i requisiti richiesti dagli articoli seguenti. Se il richiedente è
rappresentante legale di società, deve essere in possesso soltanto del
requisito di cui al punto a) del comma precedente, nonché di quelli
richiesti dal successivo articolo 7. (Omissis) (1). (1) Comma abrogato
dall’art. 4, d.p.r. 18 aprile 1994, n. 384.
Articolo 5
Art. 5.
Requisiti professionali per il commercio.
Coloro che intendono
esercitare il commercio di cui ai numeri 1) e 2) del secondo comma
dell’articolo 1 devono, per la iscrizione nel registro, dimostrare di:
1) aver superato presso apposita commissione costituita presso la
camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura della
provincia nel cui ambito il richiedente intende svolgere la propria
attività, un esame di idoneità nell’esercizio del commercio con
specifico riguardo al commercio dei prodotti per i quali si richiede
la iscrizione, indicando il settore e la specializzazione
merceologica; 2) oppure aver esercitato in proprio per almeno due
anni, l’attività di vendita all’ingrosso o al minuto o aver prestato
la propria opera, per almeno due anni, presso imprese esercenti tali
attività, in qualità di dipendente qualificato addetto alla vendita o
alla amministrazione, o, se trattasi di coniuge o parente entro il
terzo grado dell’imprenditore, in qualità di coadiutore. In ogni caso
l’attività deve essere stata svolta e l’opera prestata nei cinque anni
anteriori alla data della domanda di iscrizione; 3) oppure aver
frequentato con esito positivo un corso professionale per il
commercio, istituito o riconosciuto dallo Stato. Il requisito di cui
al punto 1) del comma precedente è in ogni caso richiesto per coloro
che intendono esercitare il commercio dei prodotti alimentari per i
quali siano necessarie operazioni preliminari di lavorazione e di
trasformazione. La gamma di tali prodotti sarà determinata dal
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
Articolo
6
Art. 6.
Requisiti professionali per l’attività di somministrazione
al pubblico di alimenti o bevande in sede fissa. (Omissis) (1). (1)
Articolo abrogato dall’art. 1, l. 25 agosto 1991, n. 287.
Articolo 7

Art. 7. Requisiti morali.
L’iscrizione nel registro è negata, salvo
quanto disposto dall’articolo 3, a meno che abbiano ottenuto la
riabilitazione, a coloro: 1) che siano stati dichiarati falliti; 2)
che abbiano riportato, con sentenza passata in giudicato, condanna,
per più di due volte in un quinquennio, sia a pena detentiva sia a
pena pecuniaria per uno dei delitti previsti dagli artt. 442, 444,
513, 515, 516 e 517 del codice penale ovvero per uno dei delitti in
materia di igiene e sanità o di frode nella preparazione o nel
commercio degli alimenti, previsti in leggi speciali; 3) che siano
sottoposti a misure di prevenzione ai sensi della L. 27 dicembre 1956,
n. 1423, o siano stati dichiarati delinquenti abituali. Per
l’accertamento delle condizioni di cui al comma precedente si
applicano l’articolo 606 del codice di procedura penale e l’articolo
10 della legge 4 gennaio 1968, n. 15.
Articolo 8
Art. 8. Ricorsi.

Avverso i provvedimenti della commissione prevista dall’articolo 4
che negano la iscrizione o che dispongono la cancellazione dal
registro, l’interessato può proporre ricorso al Presidente della
Giunta regionale entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione
del provvedimento o dalla scadenza del termine di cui all’ultimo comma
dell’articolo 4. Il ricorso contro il provvedimento che dispone la
cancellazione dal registro ha effetto sospensivo. Il Presidente della
Giunta regionale deve decidere sul ricorso entro sessanta giorni dalla
presentazione del ricorso stesso. Contro il provvedimento del
Presidente della Giunta regionale che rigetta il ricorso,
l’interessato può proporre azione dinanzi al tribunale della sede
della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
competente entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento
stesso. Qualora entro novanta giorni dalla presentazione del ricorso
non sia intervenuta la decisione del Presidente della Giunta
regionale, l’azione g…

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