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Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dell...

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, Legge finanziaria 1988.

LEGGE 11 MARZO 1988, n. 67
[Testo storico]
Articolo 20
Art. 20. 1. é
autorizzata l’esecuzione di un programma pluriennale di interventi in
materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico
del patrimonio sanitario pubblico e di realizzazione di residenze per
anziani e soggetti non autosufficienti per l’importo complessivo di
lire 30.000 miliardi. Al finanziamento degli interventi si provvede
mediante operazioni di mutuo che le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano sono autorizzate ad effettuare, nel limite del 95 per
cento della spesa ammissibile risultante dal progetto, con la BEI, con
la Cassa depositi e prestiti e con gli istituti e aziende di credito
all’uopo abilitati, secondo modalità e procedure da stabilirsi con
decreto del Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro della
sanità. 2. Il Ministro della sanità, sentito il Consiglio sanitario
nazionale ed un nucleo di valutazione costituito da tecnici di
economia sanitaria, edilizia e tecnologia ospedaliera e di funzioni
medico-sanitarie, da istituire con proprio decreto, definisce con
altro roprio decreto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, i criteri generali per la programmazione degli
interventi che debbono essere finalizzati ai seguenti obiettivi di
massima: a) riequilibrio territoriale delle strutture, al fine di
garantire una idonea capacità di posti letto anche in quelle regioni
del Mezzogiorno dove le strutture non sono in grado di soddisfare le
domande di ricovero; b) sostituzione del 20 per cento dei posti letto
a più elevato degrado strutturale; c) ristrutturazione del 30 per
cento dei posti letto che presentano carenze strutturali e funzionali
suscettibili di integrale recupero con adeguate misure di
riadattamento; d) conservazione in efficienza del restante 50 per
cento dei posti letto, la cui funzionalità è ritenuta sufficiente; e)
completamento della rete dei presidi poliambulatoriali
extraospedalieri ed ospedali diurni con contemporaneo intervento su
quelli ubicati in sede ospedaliera secondo le specificazioni di cui
alle lettere a), b), c); f) realizzazione di 140.000 posti in
strutture residenziali, per anziani che non possono essere assistiti a
domicilio e nelle strutture di cui alla lettera e) e che richiedono
trattamenti continui. Tali strutture, di dimensioni adeguate
all’ambiente secondo standards che saranno emanati a norma dell’art. 5
della legge 23 dicembre 1978, n. 833, devono essere integrate con i
servizi sanitari e sociali di distretto e con istituzioni di ricovero
e cura in grado di provvedere al riequilibrio di condizioni
deteriorate. Dette strutture, sulla base di standards dimensionali,
possono essere ricavate anche presso aree e spazi resi disponibili
dalla riduzione di posti-letto ospedalieri; g) adeguamento alle norme
di sicurezza degli impianti delle strutture sanitarie; h)
potenziamento delle strutture preposte alla prevenzione con
particolare riferimento ai laboratori di igiene e profilassi e ai
presidi multizonali di prevenzione, agli istituti zooprofilattici
sperimentali ed alle strutture di sanità pubblica veterinaria; i)
conservazione all’uso pubblico dei beni dismessi, il cui utilizzo è
stabilito da ciascuna regione o provincia autonoma con propria
determinazione. 3. Il secondo decreto di cui al comma 2 definisce
modalità di coordinamento in relazione agli interventi nel medesimo
settore dell’edilizia sanitaria effettuati dall’Agenzia per gli
interventi straordinari nel Mezzogiorno, dal Ministero dei lavori
pubblici, dalle università nell’ambito dell’edilizia universitaria
ospedaliera e da altre pubbliche amministrazioni, anche a valere sulle
risorse del Fondo investimenti e occupazione (FIO). 4. Le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano predispongono, entro quattro
mesi dalla pubblicazione del decreto di cui al comma 3, il programma
degli interventi di cui chiedono il finanziamento con la
specificazione dei progetti da realizzare. Sulla base dei programmi
regionali o provinciali, il Ministro della sanità predispone il
programma nazionale che viene sottoposto all’approvazione del CIPE. 5.
Entro sessanta giorni dal termine di cui al comma 2, il CIPE determina
le quote di mutuo che le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano possono contrarre nei diversi esercizi. Entro sessanta giorni
dalla scadenza dei termini di cui al comma 4 il CIPE approva il
programma nazionale di cui al comma medesimo. Per il triennio
1988-1990 il limite massimo complessivo dei mutui resta determinato in
lire 10.000 miliardi, in ragione di lire 3.000 miliardi per l’anno
1988 e lire 3.500 miliardi per ciascuno degli anni 1989 e 1990. Le
stesse regioni e province autonome di Trento e di Bolzano presentano
in successione temporale i progetti suscettibili di immediata
realizzazione. I progetti sono sottoposti al vaglio di conformità del
Ministero della sanità, per quanto concerne gli aspetti
tecnico-sanitari e in coerenza con il programma nazionale, e
all’approvazione del CIPE che decide, sentito il Nucleo di valutazione
per gli investimenti pubblici. 6. L’onere di ammortamento dei mutui è
assunto a carico del bilancio dello Stato ed è iscritto nello stato di
previsione del Ministero del tesoro, in ragione di lire 330 miliardi
per l’anno 1989 e di lire 715 miliardi per l’anno 1990. 7. Il limite
di età per l’accesso ai concorsi banditi dal Servizio sanitario
nazionale è elevato, per il personale laureato che partecipi a
concorsi del ruolo sanitario, a 38 anni, per un periodo di tre anni a
decorrere dal 1º gennaio 1988.

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