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Disposizioni in materia di trasporti....

Disposizioni in materia di trasporti.

LEGGE 15 DICEMBRE 1990, n. 385
Preambolo
Art. 1.
1. Per la
realizzazione del programma decennale di risanamento e di sviluppo
dell’ente Ferrovie dello Stato (1), predisposto in attuazione
dell’articolo 3, numero 3), della legge 17 maggio 1985, n. 210, l’ente
stesso è autorizzato a contrarre mutui, anche con istituti di credito
esteri, nel limite complessivo di lire 8.900 miliardi nel triennio
1990-1992, in ragione di lire 1.950 miliardi nel 1990, di lire 3.600
miliardi nel 1991 e di lire 3.350 miliardi nel 1992. Tali somme sono
destinate all’attuazione del programma nazionale di velocizzazione
della rete ferroviaria, al potenziamento delle infrastrutture
ferroviarie dell’Italia meridionale e alla realizzazione o al
potenziamento di valichi ferroviari alpini. Relativamente agli anni
1991 e 1992, il 50 per cento dei mutui predetti deve essere contratto
nel secondo semestre. 2. L’ammortamento dei mutui di cui al comma 1 è
a carico del bilancio dello Stato. Al relativo onere per il triennio
1990-1992, valutato in lire 100 miliardi per l’anno 1990, in lire 470
miliardi per l’anno 1991 e in lire 800 miliardi per l’anno 1992, si
provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo
7843 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno
1990 e corrispondenti capitoli per gli anni successivi, all’uopo
intendendosi soppressa l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo
2, comma 6, della legge 22 dicembre 1986, n. 910. 3. Ai suddetti mutui
si applicano le norme di cui agli articoli 3 e 4 della legge 2 maggio
1969, n. 280, e successive modificazioni. 4. Il Ministro del tesoro è
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni
di bilancio. 5. Alla realizzazione del programma di cui al presente
articolo si provvede altresì con le risorse già autorizzate per
l’attuazione del decreto ministeriale 48-T Bis del 5 marzo 1987. 6. I
programmi di attività annuali e poliennali di cui all’articolo 3,
numero 3), della legge 17 maggio 1985, n. 210, costituiscono strumento
di attuazione delle scelte strategiche del piano generale dei
trasporti approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 10 aprile 1986, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 111 del 15 maggio 1986, e si conformano alle
seguenti linee di indirizzo: a) integrazione compiuta tra la rete
ferroviaria italiana e quella europea, avendo particolare riguardo
all’alta velocità e ai valichi; b) ammodernamento strutturale e
funzionale della rete meridionale e insulare; c) adozione delle
iniziative necessarie a realizzare l’intermodalità dei passeggeri, con
particolare riferimento alla integrazione con la rete metropolitana, e
delle merci; d) rinnovamento tecnologico e completamento
infrastrutturale della rete ferroviaria, con particolare riguardo agli
assi trasversali; e) recupero e sviluppo della rete di interesse
locale; f) aggiornamento tecnologico del parco rotabile e della rete.
7. I programmi di attività annuali e poliennali di cui all’articolo 3,
numero 3), della legge 17 maggio 1985, n. 210, sono trasmessi dal
Ministro dei trasporti alle competenti Commissioni parlamentari entro
quindici giorni dalla deliberazione da parte dell’ente Ferrovie dello
Stato, per l’espressione di un parere motivato. Le Commissioni si
pronunciano nel termine di trenta giorni dalla data di assegnazione.
Decorso tale termine, i programmi sono comunque approvati ai sensi del
citato numero 3) dell’articolo 3 della legge n. 210 del 1985. (1) Ora,
Ferrovie dello Stato S.p.a.
Art. 2.
1. Con riferimento a quanto
previsto, ai fini della revisione economica e gestionale delle linee a
scarso traffico dell’ente Ferrovie dello Stato (1), dall’articolo 13,
comma 18, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e dal comma 6 del presente
articolo, il Ministro dei trasporti (2), di concerto con il Ministro
del tesoro, su conforme parere delle regioni interessate, determina i
tratti da trasferirsi, i relativi beni ed i servizi, le modalità di
interconnessione con la rete nazionale e le risorse finanziarie
necessarie alla gestione e relative modalità di erogazione. Le tratte
ferroviarie trasferite sono gestite da società per azioni a prevalente
capitale pubblico, con la partecipazione dell’ente Ferrovie dello
Stato e degli enti locali, secondo gli indirizzi del piano regionale
dei trasporti. 2. Le gestioni commissariali governative cederanno alle
costituende società di cui al comma 1 le linee e gli impianti
interessati. A tal fine il Ministro dei trasporti è autorizzato ad
emanare disposizioni relative al conferimento, da parte delle gestioni
commissariali governative, alle costituende società, delle linee ed
impianti eserciti, alla liquidazione delle gestioni governative, alla
costituzione, nell’ambito della direzione generale della
motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, di un apposito
ufficio preposto all’amministrazione delle partecipazioni derivanti
dai predetti conferimenti e alla successiva cessione, anche parziale,
di tali partecipazioni alle regioni e ad organismi privati. 3. I
rapporti tra le società di gestione e le regioni sono regolati da
apposite convenzioni che determinano i programmi di investimento e le
modalità di esercizio. 4. Alle stesse società saranno conferiti, una
volta esperite le procedure di cui all’articolo 16 del regio
decreto-legge 2 agosto 1929, n. 2150, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 1930, n. 1752, e all’articolo 1 del regio
decreto-legge 14 ottobre 1932, n. 1496, convertito dalla legge 8
maggio 1933, n. 624, gli impianti e le linee delle ferrovie esercitate
in regime di concessione, secondo le modalità previste dal primo comma
dell’articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1977, n. 616. 5. A modifica di quanto previsto al comma 1
dell’articolo 6 del decreto-legge 4 marzo 1989, n. 77, convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 maggio 1989, n. 160, l’importo
complessivo, dall’anno 1990, per compensazione per obblighi di
servizio pubblico e normalizzazione dei conti, in conformità ai
regolamenti CEE n. 1191/69 e n. 1192/69 del Consiglio, del 26 giugno
1969, è fissato in lire 4.300 miliardi, di cui non oltre lire 2.200
miliardi per la compensazione di oneri derivanti dalle tariffe sociali
applicate ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 2, del citato
regolamento CEE n. 1191/69. 6. Il termine di un anno previsto dal
comma 18 dell’articolo 13 della legge 11 marzo 1988, n. 67, prorogato
a due anni dall’articolo 1, comma 6, del decreto-legge 4 marzo 1989,
n. 77, convertito, con modificazioni dalla legge 5 maggio 1989, n.
160, è ulteriormente prorogato di un anno. (1) Ora, Ferrovie dello
Stato S.p.a. (2) Ora, Ministro dei trasporti e della navigazione, ex
art. 1, l. 24 dicembre 1993, n. 537.
Art. 3.
1. A decorrere
dall’anno finanziario 1991, per tutte le ferrovie esercitate in regime
di concessione la sovvenzione relativa alle spese di esercizio, non
coperte da introiti, è stabilita annualmente con revisione parametrica
ai sensi della legge 8 giugno 1978, n. 297, considerando il 1988 come
anno base di cui alla lettera a) del primo comma dell’articolo 3 di
detta legge. 2. A decorrere dall’anno finanziario 1991, le sovvenzioni
di esercizio di cui al comma 1 saranno determinate e liquidate,
secondo il principio della competenza, sulla base dei preventivi
economico- finanziari presentati dalle imprese entro il 30 settembre
dell’anno precedente a quello di riferimento. All’adeguamento del
regolamento di esecuzione della legge 8 giugno 1978, n. 297, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1980, n. 191,
si provvede entro il termine del 30 novembre 1990, con le modalità
previste dall’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400. 3. Per
le ferrovie di cui al comma 1 che abbiano acceso mutui ai sensi
dell’articolo 2, comma 3, della legge 22 dicembre 1986, n. 910, la
scadenza delle relative concessioni è prorogata, ove necessario, fino
al completamento delle operazioni di collaudo delle opere di
ammodernamento e di potenziamento e, comunque, di non oltre cinque
anni dal termine di ultimazione delle opere stesse. 4. Alle gestioni
governative che esercitano pubblici servizi di trasporto è fatto
obbligo di contenere il disavanzo di esercizio nei limiti del
preventivo finanziario predisposto su obiettivi elementi di spesa,
entro il 30 settembre dell’anno precedente a quello di riferimento,
tenendo conto anche dei criteri che, ai sensi delle disposizioni di
cui al comma 2, regolano le erogazioni delle sovvenzioni di esercizio
alle ferrovie concesse all’industria privata. 5. In ogni caso a
decorrere dall’anno finanziario 1990, le spese per il personale ed
oneri sociali delle ferrovie esercitate in regime di concessione e in
gestione governativa non possono eccedere il settanta per cento della
spesa totale di esercizio da ammettere a sovvenzione. 6. Con decreto
del Ministro dei trasporti (1), di concerto con il Ministro del
tesoro, da emanarsi entro il 30 novembre 1990, saranno determinati i
criteri per lo svolgimento dell’attività delle gestioni governative
secondo principi di imprenditorialità e di efficienza, stabilendo, tra
l’altro, parametri obiettivi per la determinazione delle spese di
esercizio ammissibili, analoghi a quelli per le sovvenzioni delle
ferrovie in concessione, le modalità del rendiconto consuntivo
annuale, la durata dell’incarico del commissario governativo ed i casi
di decadenza, anche con riguardo al disavanzo di esercizio rispetto ai
preventivi. 7. Gli immobili, le opere e gli impianti di linee
ferroviarie in gestione governativa per qualunque ragione dismessi,
non utilizzati e non più utilizzabili per l’esercizio del servizio
ferroviario, una volta definiti i rapporti patrimoniali con gli ex
concessionari, restano nella piena disponibilità delle gestioni, per
div…

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