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Rirdinamento dell'istruzione media tecnica....

Rirdinamento dell'istruzione media tecnica.

LEGGE 15 GIUGNO 1931, n. 889
Articolo 1
Art. 1.
L’istruzione media
tecnica ha per fine di fornire ai giovani la preparazione necessaria
alle professioni pratiche che attengono alla vita economica della
nazione e viene impartita: 1º nelle scuole secondarie e nei corsi
annuali e biennali, di avviamento al lavoro, regolati dal Regio
Decreto-legge 6 ottobre 1930, n. 1379; 2º nelle scuole tecniche; 3º
nelle scuole professionali femminili; 4º nelle scuole di magistero
professionale per la donna; 5º negli istituti tecnici (corso inferiore
e corso superiore). Al perfezionamento degli operai provvedono i corsi
per maestranze. Gli istituti di cui ai numeri 2º, 3º, 4º e 5º sono,
nella presente legge, complessivamente indicati con l’espressione:
<<scuole ed istituti di istruzione tecnica>>.
Articolo 2

Art. 2.
Ai fini di cui al precedente articolo si provvede con
insegnamenti e con esercitazioni pratiche. Le esercitazioni pratiche
costituiscono parte integrante ed essenziale degli insegnamenti
stessi. Le scuole tecniche, le scuole professionali femminili, le
scuole di magistero professionale per la donna e i corsi superiori
degli istituti tecnici debbono avere a piena disposizione aziende,
officine, laboratori di esercitazione pratica, in relazione ai fini
propri di ciascun istituto.
Articolo 3
Art. 3.
Le scuole ed
istituti di cui ai numeri 2º, 3º, 4º e 5º dell’art. 1º sono regi,
allorché come tali vengono istituiti nelle forme stabilite
dall’articolo 22. Essi sono riconosciuti come enti dotati di
personalità giuridica e di autonomia nel loro funzionamento e sono
sottoposti alla vigilanza del ministero dell’educazione nazionale. Il
ministro per l’educazione nazionale può, in qualsiasi tempo, disporre
ispezioni allo scopo di accertare il regolare ed efficace
funzionamento delle scuole e degli istituti predetti. La stessa
facoltà compete anche al ministro per le finanze relativamente alla
gestione amministrativa contabile. Ciascuna regia scuola o regio
istituto è amministrato da un consiglio di amministrazione. Le
attribuzioni che, a termini delle leggi vigenti, sono conferite ai
regi provveditorati agli studi per gli istituti di istruzione media
sono estese anche alle scuole ed istituti di istruzione tecnica, salve
sempre quelle spettanti, ai sensi di legge, ai consigli di
amministrazione. Presso ogni regio provveditorato è istituita una
giunta regionale per l’istruzione media tecnica, la cui composizione e
le cui attribuzioni saranno determinate con apposito decreto reale.

Articolo 4
Art. 4.
Le regie scuole ed i regi istituti d’istruzione
tecnica sono regolati dalle disposizioni della presente legge e da
quelle del proprio statuto.
Articolo 5
Art. 5.
La durata
dell’insegnamento nelle scuole tecniche è di due o tre anni, secondo
le particolari esigenze dell’attività cui la scuola è indirizzata.
Nelle scuole professionali femminili è di tre anni. Nelle scuole di
magistero professionale per la donna è di due anni. Negli istituti
tecnici è di otto anni, suddivisi in due corsi quadriennali, uno
inferiore e uno superiore. I due corsi di istituto tecnico
costituiscono un tutto unico ed inscindibile. La durata dei corsi per
maestranze è determinata, caso per caso, in rapporto alle esigenze
delle attività cui il corso è indirizzato, col decreto che ne
autorizza l’istituzione.
Articolo 6
Art. 6.
La scuola tecnica ha lo
scopo di completare la specifica preparazione pratica dei licenziati
dalle scuole secondarie di avviamento al lavoro e contribuire, con la
formazione di idonee maestranze, allo sviluppo della economia
nazionale: Essa può essere a indirizzo: agrario; industriale e
artigiano; commerciale. Nella scuola ad indirizzo agrario, si
insegnano: cultura generale (italiano, storia, geografia, cultura
fascista), matematica, elementi di fisica, scienze naturali, patologia
vegetale, elementi di chimica agraria, economia, computisteria rurale,
industrie agrarie, agrimensura, disegno relativo, zootecnia,
legislazione rurale, religione. Nella scuola ad indirizzo industriale
e artigiano si insegnano: cultura generale (italiano, storia,
geografia, cultura fascista), matematica, elementi di fisica, di
chimica, di elettrotecnica, meccanica, macchine, tecnologia, disegno
professionale, religione. Nella scuola ad indirizzo commerciale si
insegnano: cultura generale (italiano, storia, geografia, cultura
fascista), matematica, computisteria, calcolo mercantile, ragioneria,
istituzioni di commercio, pratica commerciale, merceologia, scienze
naturali, fisica, lingua straniera, altra lingua straniera,
calligrafia, dattilografia, stenografia, religione. Per ciascun
indirizzo si possono costituire delle specializzazioni, le quali sono,
di regola, le seguenti: Per le scuole ad indirizzo agrario:
viticoltura ed enologia; orticoltura; zootecnia e caseificio;
olivicoltura e oleificio. Per le scuole ad indirizzo industriale:
falegnami ebanisti; meccanici; edili; tessili; minatori. Le scuole
tecniche per meccanici possono avere un ulteriore corso di un anno per
le seguenti specializzazioni: elettricisti; chimici; meccanici agrari;
montatori motoristi; meccanici per industrie alimentari (molini,
pastifici, panifici); radio-elettricisti; conduttori termici. Le
specializzazioni previste dal presente articolo potranno attuarsi
sempre che sia consentito di far fronte alla relativa spesa con i
fondi disponibili nel bilancio dell’istituto.
Articolo 7
Art. 7.
La
scuola professionale femminile ha lo scopo di preparare le giovinette
all’esercizio delle professioni proprie della donna e al buon governo
della casa. Nella scuola professionale femminile si insegnano: cultura
generale (italiano, storia, geografia, cultura fascista), matematica,
nozioni di contabilità, scienze naturali, merceologia, disegno,
nozioni di storia dell’arte, economia domestica, igiene, lavori
donneschi, lingua straniera, religione.
Articolo 8
Art. 8.
La
scuola di magistero professionale per la donna ha lo scopo di dare la
preparazione teorica e pratica necessaria per l’insegnamento dei
lavori femminili o della economia domestica. In essa si insegnano:
italiano, storia, geografia, pedagogia, scienze naturali, merceologia,
disegno, storia dell’arte, economia domestica, igiene, lavori
femminili, nozioni di agraria, lingua straniera, religione. Gli orari
ed i programmi sono diversamente fissati per le alunne che aspirano
all’insegnamento di lavori femminili e per quelle che aspirano
all’insegnamento dell’economia domestica.
Articolo 9
Art. 9.

L’istituto tecnico ha lo scopo di preparare all’esercizio di alcune
professioni e all’esercizio di funzioni tecniche o amministrative nel
campo dell’agricoltura, dell’industria e del commercio. Il corso
inferiore (1º quadriennio) è ad indirizzo generico: il corso superiore
(2º quadriennio) è costituito da una o più delle seguenti sezioni:
agraria; industriale; nautica; commerciale; per geometri. Il corso
inferiore e la sezione o le sezioni del corso superiore, ordinati in
unico istituto, assumono la denominazione di istituto tecnico agrario,
industriale, nautico, commerciale, per geometri, a seconda della
sezione o delle sezioni del corso superiore esistenti nell’istituto.
La sezione agraria del corso superiore dell’istituto tecnico può avere
indirizzi specializzati, i quali sono, di regola, i seguenti: a)
viticoltura ed enologia; b) olivicoltura ed oleificio; c)
frutticoltura, orticoltura e giardinaggio; d) zootecnia e caseificio;
e) agricoltura coloniale; f) economia montana; g) tabacchicoltura e
tabacchificio. La sezione industriale del corso superiore
dell’istituto tecnico ha indirizzi specializzati che sono, di regola,
i seguenti: a) meccanici elettricisti; b) minerari; c) tessili e
tintori; d) edili; e) chimici; f) radio-tecnici. La sezione nautica
del corso superiore dell’istituto tecnico segue una o più delle
specializzazioni seguenti: a) capitani; b) macchinisti; c)
costruttori. Le specializzazioni sopra indicate per la sezione agraria
possono anche attuarsi mediante corsi della durata di un anno aggiunti
alla sezione agraria non avente indirizzo specializzato. Presso la
sezione industriale dell’istituto tecnico possono istituirsi corsi di
perfezionamento. Nel corso superiore di istituto tecnico agrario e
industriale è consentita la istituzione di un anno preparatorio per i
licenziati dalle scuole di avviamento al lavoro di corrispondente
indirizzo. Le specializzazioni e i corsi di cui ai tre comma
precedenti potranno attuarsi sempre che sia consentito di far fronte
alla relativa spesa con i fondi disponibili nel bilancio
dell’istituto.
Articolo 10
Art. 10.
Nell’istituto tecnico inferiore
si insegnano: lingua italiana, lingua latina, storia, geografia,
cultura fascista, matematica, scienze naturali, disegno, una lingua
straniera, stenografia, religione.
Articolo 11
Art. 11.
Nella
sezione agraria dell’istituto tecnico si insegnano: lettere italiane,
storia, geografia, matematica, fisica, agricoltura, economia ed estimo
rurale, contabilità agraria, zootecnica, scienze naturali, patologia
vegetale, chimica generale inorganica ed organica, chimica agraria
industrie agrarie, elementi di topografia e disegno relativo, elementi
di diritto agrario, religione. Nelle sezioni agrarie ad indirizzo
specializzato, in aggiunta alle suddette materie, s’insegnano: Per la
viticoltura e l’enologia: Chimica viticolo-enologica, viticoltura,
enologia, economia viticolo-enologica, meccanica viticolo-enologica,
patologia viticolo-enologica, zimotecnia, costruzioni enologiche,
legislazione enotecnica, commercio viticolo enologico. Per
l’olivicoltura e l’oleificio: Olivicoltura, oleificio, tecnologia
chimica olearia, meccanica e costruzioni olearie, economia rurale,
estimo, contabilità e legislazione in rapporto all’olivicoltura e
all’oleificio, patologia dell’olivo. Per la frutticoltu…

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