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Ordinamento della scuola materna statale....

Ordinamento della scuola materna statale.

Ordinamento della scuola materna statale.

LEGGE 18 MARZO 1968, n.
444
Preambolo
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica
hanno approvato; Il Presidente della Repubblica: Promulga la seguente
legge:
Art. 1. (Caratteri e finalità della scuola materna statale).

La scuola materna statale, che accoglie i bambini nell’età
prescolastica da tre a sei anni, è disciplinata dalle norme della
presente legge. Detta scuola si propone fini di educazione, di
sviluppo della personalità infantile, di assistenza e di preparazione
alla frequenza della scuola dell’obbligo, integrando l’opera della
famiglia. L’iscrizione è facoltativa; la frequenza gratuita.
Art. 2.
(Orientamenti dell’attività educativa).
Gli orientamenti
dell’attività educativa nelle scuole materne statali sono emanati, con
decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per
la pubblica istruzione, sentita la terza sezione del Consiglio
superiore della pubblica istruzione, entro sei mesi dall’entrata in
vigore della presente legge. É garantita ad ogni insegnante piena
libertà didattica nell’ambito degli orientamenti educativi previsti
dal precedente comma.
Art. 3. (Programma annuale di sviluppo).
Con
decreto del Ministro per la pubblica istruzione, di concerto con il
Ministro per il tesoro, è determinato, distintamente per ciascuna
provincia, il piano annuale delle nuove istituzioni di sezioni di
scuole materne statali, su motivate proposte formulate dai
provveditori agli studi, sentiti i consigli provinciali scolastici e
considerate le richieste dei comuni. Le sezioni di scuole materne
statali sono istituite con decreto del provveditore agli studi. Ai
fini della precedenza nell’istituzione delle scuole, sarà tenuto conto
delle sedi ove si accertino maggiori condizioni obiettive di bisogno,
con particolare riferimento alle zone depresse o di accelerata
urbanizzazione. Per i bambini dai tre ai sei anni affetti da disturbi
dell’intelligenza o del comportamento o da menomazioni fisiche o
sensoriali, lo Stato istituisce sezioni speciali presso scuole materne
statali e, per i casi più gravi, scuole materne speciali. Ad ogni
sezione non possono essere iscritti più di dodici bambini. Per il
reperimento dei casi da ammettere alle sezioni speciali e alle scuole
materne speciali, e per l’assistenza sanitaria specifica, il servizio
medico scolastico si avvale di gruppi di esperti.
Art. 4. (Sezioni ed
orario).
Le scuole materne statali sono composte normalmente di tre
sezioni corrispondenti all’età dei bambini; le sezioni non possono
comunque superare il numero di nove. Le sezioni non possono avere meno
di 15 e più di 30 iscritti. Sono consentite sezioni con bambini di età
diverse e, nei centri minori, scuole costituite di una sola sezione.
L’orario giornaliero delle scuole materne statali non può essere
inferiore a 7 ore; sono consentiti, in relazione ad accertate esigenze
locali, orari speciali. É consentita la frequenza di un solo turno
antimeridiano o pomeridiano. Nel caso di scuole materne costituite da
un numero di sezioni inferiore a tre, ad ogni sezione è adibita una
insegnante, ad ogni scuola una assistente. Nel caso di scuole materne
costituite di tre o di più sezioni ad ogni sezione è adibita una
insegnante, ad ogni gruppo di tre sezioni è adibita inoltre una
insegnante aggiunta. Ad ogni gruppo di tre sezioni o frazione di tre,
è adibita una assistente. Le scuole materne statali restano aperte per
un periodo non inferiore a 10 mesi all’anno. Per facilitarne la
frequenza sono istituiti servizi di trasporto gratuiti; possono
servire a tale scopo anche i servizi di trasporto gratuiti funzionanti
per la scuola elementare.
Art. 5. (Assistenza).
L’assistenza,
compresa quella sanitaria e assicurativa, agli alunni della scuola
materna statale è regolata secondo le norme in vigore per gli alunni
della scuola elementare.
Art. 6. (Edilizia).
Gli oneri per
l’edilizia, l’attrezzatura, l’arredamento e il materiale di gioco
delle scuole materne statali sono a carico dello Stato (1). I comuni
competenti per territorio sono tenuti a fornire le aree per la
costruzione degli edifici. Essi hanno diritto di chiedere che lo Stato
provveda direttamente all’acquisto dell’area prescelta salvo rimborso
della spesa relativa, in venticinque annualità senza interessi. I
comuni possono essere esentati dall’onere di cui al precedente comma,
nel caso che non si trovino in condizioni di poterlo sostenere. Gli
edifici, le attrezzature, l’arredamento e il materiale forniti dallo
Stato restano in proprietà dei comuni per essere utilizzati unicamente
secondo l’originaria destinazione. Gli edifici per le scuole materne
statali possono essere annessi ad edifici per scuole elementari
statali. I piani di edilizia per le scuole materne statali saranno
coordinati con piani di nuove istituzioni di scuole materne statali
previsti dal precedente art. 3. Il comitato regionale per l’edilizia
scolastica, di cui all’art. 4 del provvedimento recante nuove norme
per l’edilizia scolastica e universitaria e piano finanziario
dell’intervento per il quinquennio 1966-1970, prende visione dei piani
provinciali relativi all’edilizia della scuola materna statale ed
esprime eventuali osservazioni al riguardo.
(1) L’art. 64 della L.
08.06.1990, n. 142, ha abrogato il primo comma dell’articolo 6 della
legge 18 marzo 1968, n. 444, intendendosi attribuita ai comuni la
relativa competenza in materia di edilizia scolastica.
Art. 7. (Oneri
dei comuni).
La manutenzione, il riscaldamento, le spese normali di
gestione e la custodia degli edifici delle scuole materne statali sono
a carico del comune ove hanno sede le scuole. É ugualmente a carico
del comune il personale di custodia. Il personale di custodia è
femminile.
Art. 8. (Rappresentanza presso il Consiglio superiore
della pubblica istruzione).
L’attuale terza sezione del Consiglio
superiore della pubblica istruzione viene integrata da una insegnante
di ruolo di scuola materna statale. Entro tre anni dall’entrata in
vigore della presente legge, sarà assicurata la rappresentanza
elettiva presso il Consiglio superiore della pubblica istruzione del
personale insegnante, direttivo e ispettivo delle scuole materne
statali (1).
(1) La Corte Costituzionale, con sentenza 16 giugno 1983,
n. 173 (in Gazz. Uff., 22 giugno 1983, n. 170, edizione speciale), ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 8, 10, 11,
secondo comma, 18, terzo comma, 19, 20, 28 della legge n. 444 del 18
marzo 1968, nella parte in cui tali disposizioni si riferiscono alle
insegnanti, invece che al corpo docente di ambo i sessi.
Art. 9.
(Ispettrici, direttrici, insegnanti e assistenti della scuola materna
statale – Requisiti).
Le ispettrici debbono essere fornite della
laurea in pedagogia. Le direttrici debbono essere fornite di diploma
di vigilanza o della laurea in pedagogia. Le insegnanti della scuola
materna statale debbono essere fornite di diploma rilasciato dalle
scuola magistrali o dagli istituti magistrali. É prescritta una
abilitazione specifica che si consegue contestualmente al concorso di
cui al successivo art. 14. É altresì valida l’abilitazione
all’insegnamento nei giardini d’infanzia istituiti con regio decreto 6
maggio 1923, n. 1054. Le assistenti delle scuole materne statali
debbono essere fornite del titolo di studio conseguito al termine di
una scuola secondaria di primo grado o di titolo equipollente,
integrato da un attestato di frequenza con profitto di appositi corsi
istituiti e gestiti dal Ministero della pubblica istruzione (1).
(1)
La Corte Costituzionale, con sentenza 16 giugno 1983, n. 173 (in Gazz.
Uff., 22 giugno 1983, n. 170, edizione speciale), l’illegittimità
costituzionale dell’art. 9 della legge 18 marzo 1968, n. 444
(<<Ordinamento della scuola materna statale>>)nella parte
in cui tale disposizione escludono gli alunni e candidati privatisti
di sesso maschile rispettivamente dalla frequenza della scuola
magistrale e dai relativi esami di abilitazione e gli insegnanti di
sesso maschile dall’attività didattica della scuola statale del grado
preparatorio.
Art. 10. (Insegnanti delle scuole e classi speciali –
Requisiti).
Le insegnanti addette alle scuole ed alle sezioni
destinate ai bambini di cui ai commi terzo e quarto dell’art. 3 della
presente legge debbono essere fornite di diploma specifico
riconosciuto dal Ministero della pubblica istruzione (1).
(1) La Corte
Costituzionale, con sentenza 16 giugno 1983, n. 173 (in Gazz. Uff., 22
giugno 1983, n. 170, edizione speciale), ha dichiarato l’illegittimità
costituzionale degli articoli 8, 10, 11, secondo comma, 18, terzo
comma, 19, 20, 28 della legge n. 444 del 18 marzo 1968, nella parte in
cui tali disposizioni si riferiscono alle insegnanti, invece che al
corpo docente di ambo i sessi.
Art. 11. (Ruoli).
Le direttrici e le
ispettrici della scuola materna statale costituiscono un ruolo
organico nazionale. Le insegnanti e le assistenti della scuola materna
statale sono iscritte in rispettivi ruoli organici provinciali
istituiti presso i provveditorati agli studi (1).
(1) La Corte
Costituzionale, con sentenza 16 giugno 1983, n. 173 (in Gazz. Uff., 22
giugno 1983, n. 170, edizione speciale), ha dichiarato l’illegittimità
costituzionale degli articoli 8, 10, 11, secondo comma, 18, terzo
comma, 19, 20, 28 della legge n. 444 del 18 marzo 1968, nella parte in
cui tali disposizioni si riferiscono alle insegnanti, invece che al
corpo docente di ambo i sessi.
Art. 12. (Ispettrici della scuola
materna statale).
Le ispettrici esercitano funzioni organizzative e
di vigilanza delle scuole materne ed hanno le attribuzioni ad esse
devolute per legge e regolamento. Le ispettrici provengono dal ruolo
direttivo e conseguono la nomina mediante concorso per titoli e per
esami, al quale sono ammesse dopo almeno quattro anni di anzianità

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