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Riforma degli ordinamenti didattici universitari....

Riforma degli ordinamenti didattici universitari.

LEGGE 19 NOVEMBRE 1990, n. 341
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art.
1. Titoli universitari.
1. Le università rilasciano i seguenti
titoli:
a) diploma universitario (DU);
b) diploma di laurea (DL);
c)
diploma di specializzazione (DS);
d) dottorato di ricerca (DR).

Articolo 2
Art. 2. Diploma universitario.
1. Il corso di diploma si
svolge nelle facoltà, ha una durata non inferiore a due anni e non
superiore a tre, e comunque corrispondente a quella eventualmente
stabilita dalle norme della Comunità economica europea per i diplomi
universitari di primo livello ed ha il fine di fornire agli studenti
adeguata conoscenza di metodi e contenuti culturali e scientifici
orientata al conseguimento del livello formativo richiesto da
specifiche aree professionali. 2. Le facoltà riconoscono totalmente o
parzialmente gli studi compiuti nello svolgimento dei curricula
previsti per i corsi di diploma universitario e per quelli di laurea
ai fini del proseguimento degli studi per il conseguimento,
rispettivamente, delle lauree e dei diplomi universitari affini,
secondo criteri e modalità dettati con i decreti di cui all’articolo
9, comma 1, fermo restando in ogni caso l’obbligo di tale
riconoscimento.
Articolo 3
Art. 3. Diploma di laurea.
1. Il corso
di laurea si svolge nelle facoltà, ha una durata non inferiore a
quattro anni e non superiore a sei ed ha il fine di fornire agli
studenti adeguate conoscenze di metodi e contenuti culturali,
scientifici e professionali di livello superiore. 2. Uno specifico
corso di laurea, articolato in due indirizzi, è preordinato alla
formazione culturale e professionale degli insegnanti,
rispettivamente, della scuola materna e della scuola elementare, in
relazione alle norme del relativo stato giuridico. Il diploma di
laurea costituisce titolo necessario, a seconda dell’indirizzo
seguito, ai fini dell’ammissione ai concorsi a posti di insegnamento
nella scuola materna e nella scuola elementare. Il diploma di laurea
dell’indirizzo per la formazione culturale e professionale degli
insegnanti della scuola elementare costituisce altresì titolo
necessario ai fini dell’ammissione ai concorsi per l’accesso a posti
di istitutore o istitutrice nelle istruzioni educative dello Stato. I
concorsi hanno funzione abilitante. Ai due indirizzi del corso di
laurea contribuiscono i dipartimenti interessati; per il funzionamento
dei predetti corsi sono utilizzati le strutture e, con il loro
consenso, i professori ed i ricercatori di tutte le facoltà presso cui
le necessarie competenze sono disponibili. 3. (Omissis) (1). 4.
(Omissis) (1). 5. (Omissis) (1). 6. Con lo stesso decreto del
Presidente della Repubblica di cui al comma 3 o con altro decreto
adottato con le medesime modalità, di concerto altresì con i Ministri
di grazia e giustizia e per la funzione pubblica e con gli altri
Ministri interessati, sono individuati i profili professionali per i
quali, salvo le eventuali e opportune integrazioni, il diploma di
laurea di cui al comma 2 è titolo valido per l’esercizio delle
corrispondenti attività, nonché le qualifiche funzionali del pubblico
impiego per le quali il diploma di laurea costituisce titolo per
l’accesso. 7. (Omissis) (1). 8. Con decreto del Ministro della
pubblica istruzione, emanato di concerto con i Ministri per la
funzione pubblica e del tesoro entro un anno dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono stabiliti i tempi e le modalità per
il graduale passaggio al nuovo ordinamento, anche con riferimento ai
diritti degli insegnanti di scuola materna ed elementare in servizio.
(1) Comma abrogato dall’art. 17, comma 119, l. 15 maggio 1997, n. 127.

Articolo 4
Art. 4. Diploma di specializzazione.
1. Il diploma di
specializzazione si consegue, successivamente alla laurea, al termine
di un corso di studi di durata non inferiore a due anni finalizzato
alla formazione di specialisti in settori professionali determinati,
presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162. 2. Con una specifica scuola di
specializzazione articolata in indirizzi, cui contribuiscono le
facoltà ed i dipartimenti interessati, ed in particolare le attuali
facoltà di magistero, le università provvedono alla formazione, anche
attraverso attività di tirocinio didattico, degli insegnanti delle
scuole secondarie, prevista dalle norme del relativo stato giuridico.
L’esame finale per il conseguimento del diploma ha valore di esame di
Stato ed abilita all’insegnamento per le aree disciplinari cui si
riferiscono i relativi diplomi di laurea. I diplomi rilasciati dalla
scuola di specializzazione costituiscono titolo di ammissione ai
corrispondenti concorsi a posti di insegnamento nelle scuole
secondarie. 2-bis. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3,
comma 8 (1). 3. (Omissis) (2). 4. Con lo stesso decreto del Presidente
della Repubblica di cui al comma 3 o con altro decreto adottato con le
medesime modalità, di concerto altresì con i Ministri di grazia e
giustizia e per la funzione pubblica, sono determinati i diplomi di
specializzazione di cui al comma 2 che in relazione a specifici
profili professionali danno titolo alla partecipazione agli esami di
abilitazione per l’esercizio delle corrispondenti professioni ovvero
danno titolo per l’accesso alla dirigenza nel pubblico impiego. (1)
Comma aggiunto dall’art. 1, l. 3 agosto 1998, n. 315. (2) Comma
abrogato dall’art. 17, comma 119, l. 15 maggio 1997, n. 127.
Articolo
5
Art. 5. Dottorato di ricerca.
1. I corsi di dottorato di ricerca
sono regolati da specifiche disposizioni di legge.
Articolo 6
Art.
6.
Formazione finalizzata e servizi didattici integrativi. 1. Gli
statuti delle università debbono prevedere: a) corsi di orientamento
degli studenti, gestiti dalle università anche in collaborazione con
le scuole secondarie superiori nell’ambito delle intese tra i Ministri
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e della
pubblica istruzione, espresse ai sensi dell’articolo 4 della legge 9
maggio 1989, n. 168, per l’iscrizione agli studi universitari e per la
elaborazione dei piani di studio, nonché per l’iscrizione ai corsi
post-laurea; b) corsi di aggiornamento del proprio personale tecnico e
amministrativo; c) attività formative autogestite dagli studenti nei
settori della cultura e degli scambi culturali, dello sport, del tempo
libero, fatte salve quelle disciplinate da apposite disposizioni
legislative in materia. 2. Le università possono inoltre attivare, nei
limiti delle risorse finanziarie disponibili nel proprio bilancio e
con esclusione di qualsiasi onere aggiuntivo a carico del bilancio
dello Stato: a) corsi di preparazione agli esami di Stato per
l’abilitazione all’esercizio delle professioni ed ai concorsi
pubblici; b) corsi di educazione ed attività culturali e formative
esterne, ivi compresi quelli per l’aggiornamento culturale degli
adulti, nonché, quelli per la formazione permanente, ricorrente e per
i lavoratori, ferme restando le competenze delle regioni e delle
province autonome di Trento e di Bolzano; c) corsi di perfezionamento
e aggiornamento professionale. 3. Le università rilasciano attestati
sulle attività dei corsi previsti dal presente articolo. 4. I criteri
e le modalità di svolgimento dei corsi e delle attività formative, ad
eccezione di quelle previste dalla lettera c) del comma 1, sono
deliberati dalle strutture didattiche e scientifiche, secondo le norme
stabilite nel regolamento di cui all’articolo 11.
Articolo 7
Art. 7.

Disposizioni per le scuole dirette a fini speciali. 1. Entro un anno
dalla pubblicazione dei decreti di cui all’articolo 9, le università
deliberano la soppressione delle scuole dirette a fini speciali,
ovvero ne prevedono, nello statuto: a) la trasformazione in corsi di
diploma universitario; b) la conferma secondo il loro specifico
ordinamento. 2. Trascorso il predetto termine qualora l’università non
abbia provveduto a quanto previsto dal comma 1, le scuole dirette a
fini speciali presenti nell’ateneo sono soppresse. 3. L’attivazione di
nuove scuole dirette a fini speciali è limitata alle tipologie
esistenti e a quelle già previste nel piano di sviluppo
dell’università 1986-1990. 4. Le scuole dirette a fini speciali
confermate ai sensi del comma 1, lettera b), o attivate ai sensi del
comma 3, rimangono in funzione secondo le norme del decreto del
Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, fino alla data di
entrata in vigore della legge sull’ordinamento dell’istruzione
post-secondaria. 5. Lo statuto dovrà dettare le eventuali disposizioni
per il graduale passaggio al nuovo ordinamento e per consentire il
completamento degli studi da parte degli studenti già iscritti.

Articolo 8
Art. 8. Collaborazioni esterne.
1. Per la realizzazione
dei corsi di studio nonché delle attività culturali e formative di cui
all’articolo 6, le università possono avvalersi, secondo modalità
definite dalle singole sedi, della collaborazione di soggetti pubblici
e privati, con facoltà di prevedere la costituzione di consorzi, anche
di diritto privato, e la stipulazione di apposite convenzioni. 2. Le
università possono partecipare alla progettazione ed alla
realizzazione di attività culturali e formative promosse da terzi, con
specifico riferimento alle iniziative di formazione organizzate da
regioni, province autonome, enti locali e istituti di istruzione
secondaria, attraverso apposite convenzioni e consorzi, anche di
diritto privato. 3. I consigli delle strutture didattiche e
scientifiche interessate assicurano la pubblicità dei corsi e dei
progetti, nonché delle forme di collaborazione e partecipazione.

Articolo 9
Art. 9.
Ordinamento dei corsi di diploma universitario,
di laurea e di specializzazione. 1. (Omissis) (1). 2. (Omissis) (1).
3. (Omissis) (1). 4. Il Ministro dell’università e d…

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