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Delega al Governo per il riordinamento della docenza universitaria e relativa fascia di formazione e per la sperimentazione organizzativa e didattica.

LEGGE 21 FEBBRAIO 1980, n. 28
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art.
1.
Termini per l’emanazione delle norme delegate e di un testo unico.
Il Governo della Repubblica è delegato ad emanare, entro quattro mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, norme aventi
valore di legge ordinaria per il riordinamento della docenza
universitaria e per la revisione dello stato giuridico del personale
docente delle università con l’osservanza dei principi e dei criteri
direttivi indicati negli articoli seguenti. Il Governo della
Repubblica è delegato a raccogliere e coordinare in un testo unico,
entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
le norme di cui al precedente comma con tutte le altre attinenti allo
stato giuridico del personale docente delle università, apportando le
modificazioni alle norme vigenti richieste dal loro coordinamento (1).
(1) Con l. 3 luglio 1998, n. 210 sono state approvate le nuove norme
per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di
ruolo.
Articolo 2
Art. 2.
Procedura per l’emanazione delle norme
delegate e del testo unico. Le norme delegate e il testo unico di cui
all’art. 1 sono emanati con decreto del Presidente della Repubblica,
su proposta del Ministro della pubblica istruzione (1) di concerto con
il Ministro del tesoro e con il Ministro per la funzione pubblica,
sentito il parere delle commissioni permanenti delle due Camere
competenti in materia. Il Governo della Repubblica, entro due mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, trasmette alle
Camere per l’assegnazione alle commissioni di cui al comma precedente,
per la formulazione del parere, il testo delle norme delegate. (1) Ora
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica.
Articolo 3

Art. 3.
Nuovo assetto della docenza universitaria e istituzione del
ruolo dei ricercatori. Le norme delegate devono prevedere e
assicurare, nella unilateralità della funzione docente, la distinzione
dei compiti e delle responsabilità del personale, inquadrandolo in più
fasce di carattere funzionale con uguale garanzia di libertà didattica
e di ricerca. Il ruolo dei professori universitari comprende le
seguenti fasce: a) professori ordinari e straordinari; b) professori
associati. é istituito il ruolo dei ricercatori universitari secondo
le disposizioni contenute nell’art. 7. Possono essere chiamati a
cooperare alle attività universitarie studiosi ed esperti assunti con
contratto a tempo determinato, ai sensi del Successivo art. 6. A
decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge non
possono essere conferiti incarichi di insegnamento, salvo quanto
precisato al terzo comma, n. 1), e al quinto comma dell’art. 5 e al
primo comma, lettera e), dell’art. 12 della presente legge (1). (1)
Con l. 3 luglio 1998, n. 210 sono state approvate le nuove norme per
il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di
ruolo.
Articolo 4
Art. 4. Professori ordinari e straordinari.
Le
norme delegate devono rivedere lo stato giuridico dei professori
ordinari e straordinari di ruolo con disposizioni dirette: a) ad
attuare una revisione delle procedure e dei criteri relativi
all’individuazione e alla ripartizione dei posti da mettere a
concorso, secondo piani pluriennali di sviluppo dell’università, da
definire, in relazione alle esigenze dell’attività didattica e di
ricerca, da parte del Ministro della pubblica istruzione (1), sulla
base di una sistematica indagine conoscitiva, sentite le facoltà ed il
Consiglio universitario nazionale; b) ad attuare gradualmente, e in
ogni caso entro l’anno accademico 1981-82, un regime di impegno a
tempo pieno, incompatibile con l’esercizio di qualsiasi attività
professionale esterna e con l’assunzione di qualsiasi incarico
retribuito, fatta salva l’attività scientifica e pubblicistica; a
prevedere la possibilità da parte del professore ordinario e
straordinario, con scelta reversibile pluriennale da esercitare
comunque almeno sei mesi prima dell’inizio dell’anno accademico, di
optare per un regime di impegno a tempo definito, compatibile con
l’esercizio di attività professionale e di consulenza continuativa
esterne ma incompatibile con la funzione di rettore, preside, membro
elettivo del consiglio di amministrazione, direttore di dipartimento e
direttore dei corsi di dottorato di ricerca; a stabilire, inoltre, il
numero di ore, con un minimo uguale per tutti i docenti, da dedicare
all’attività didattica nel corso dell’anno accademico, distribuite in
forme e secondo modalità da definire di intesa tra il docente ed il
consiglio di facoltà nell’ambito della programmazione dell’attività
didattica della facoltà stessa; a determinare gli ulteriori compiti di
professori a tempo pieno, nonché le modalità, per i professori
medesimi, per le consulenze e la ricerca su contratto o convenzione da
eseguirsi all’interno dell’università. I professori ordinari che
optano per l’impegno a tempo pieno vengono iscritti in un elenco
speciale degli albi professionali ove previsti e per lo svolgimento
delle attività consentite da quanto disposto nella presente lettera;
c) da incentivare la scelta del regime di impegno a tempo pieno
mediante la previsione di un trattamento economico superiore di almeno
il quaranta per cento del trattamento economico complessivo del
corrispondente personale a tempo definito. Fermo restando quanto sopra
stabilito, con particolari disposizioni si provvederà a rivedere il
trattamento economico dei professori universitari fissando
differenziazioni tra il trattamento economico del professore a tempo
pieno e quello del professore a tempo definito in modo che resti
assicurata in tutti i casi l’anzidetta differenziazione almeno del
quaranta per cento anche con l’eventuale corresponsione di una
indennità di funzione ai professori a tempo pieno che raggiungano
l’ultimo parametro dello stipendio; d) ad attuare gradualmente, e in
ogni caso entro l’anno accademico 1981-82, una disciplina delle
incompatibilità per i professori ordinari e straordinari, che preveda
il collocamento in aspettativa, per la durata della carica, del
mandato o dell’ufficio, dei professori di ruolo eletti al Parlamento
nazionale od europeo o nominati membri di istituzioni delle Comunità
europee o comunque investiti di responsabilità governative o nominati
ad elevate cariche amministrative, politiche o giornalistiche, nonché
la determinazione dei criteri per l’eventuale collocamento in
aspettativa, se richiesto dall’interessato, per la direzione di
istituti e laboratori extra universitari di ricerca. Il periodo
dell’aspettativa è utile ai fini della progressione della carriera; ai
professori collocati in aspettativa deve essere garantita la
possibilità di svolgere, presso l’università, in cui sono titolari,
cicli di conferenze, attività seminariale e attività di ricerca, anche
applicativa; e) a garantire l’inamovibilità dei professori ordinari e
straordinari di ruolo, salva la possibilità di trasferimento, a
domanda dell’interessato, ad altra facoltà della stessa università
ovvero, dopo un triennio di servizio nella medesima sede, presso altra
università; f) a rendere possibile al professore ordinario e
straordinario, nella salvaguardia della libertà di insegnamento e di
ricerca fatto salvo il suo diritto al termine del corso di riprendere
l’insegnamento di cui è titolare, di essere temporaneamente
utilizzato, con il suo consenso e in base a programmi determinati dal
consiglio di facoltà o dal consiglio di corso di laurea, per corsi di
insegnamento in materie diverse da quelle di cui è titolare, purché
comprese nello stesso raggruppamento concorsuale o in altri
raggruppamenti riconosciuti affini dal Consiglio universitario
nazionale, nonché per attività didattiche aggiuntive rispetto a quelle
del corso ufficiale d’insegnamento, incluse quelle relative
all’insegnamento nelle scuole di specializzazione e nelle scuole a
fini speciali, e quelle relative agli studi per il conseguimento del
dottorato di ricerca; g) a riservare ai professori ordinari e
straordinari le funzioni di rettore, preside di facoltà, direttore di
dipartimento, di consiglio di corso di laurea e di coordinatore dei
corsi di dottorato di ricerca. Ai professori ordinari e straordinari è
riservato inoltre il coordinamento tra i gruppi di ricerca. La
direzione degli istituti, delle scuole di perfezionamento e di
specializzazione e di quelle dirette a fini speciali è riservata di
norma ai professori ordinari e straordinari, salvo motivato
impedimento; h) a garantire e a favorire una piena commutabilità tra
insegnamento e ricerca, consentendo al professore ordinario, a sua
richiesta, sentito il consiglio di facoltà, di dedicarsi
periodicamente, secondo un criterio di rotazione e comunque
complessivamente per non più di due anni accademici in un decennio, ad
esclusive attività di ricerca scientifica, anche in istituzioni
universitarie di ricerca estere, comunicandone i risultati al rettore
e al consiglio di facoltà, con le modalità di cui alla lettera
seguente; i) a promuovere e a verificare la produzione scientifica del
professore ordinario. Il professore ordinario è tenuto a presentare
ogni tre anni, al consiglio di facoltà cui appartiene, una relazione
sul lavoro scientifico svolto nel corso del triennio stesso, corredata
dagli estremi bibliografici dei lavori ultimati. Titoli e relazioni
devono essere depositati presso l’istituto di appartenenza e resi
consultabili; l) a consentire ai consigli di facoltà di affidare a
titolo gratuito a professori ordinari e straordinari, con il loro
consenso e nell’ambito della stessa facoltà, lo svolgimento di un
secondo insegnamento per materia affine o la supplenza di titolari
indisponibili, in caso di comprovata necessità e ove sia impossibile
provvedere diversamente alla conservazione dell’insegnamento. L…

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