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Norme sull'ordinamento regionale e sulla organizzazione della pubblica amministrazione

LEGGE 22 LUGLIO 1975, n. 382
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art.
1.
Il Governo è delegato ad emanare per le regioni a statuto
ordinario, entro 12 mesi dalla data dell’entrata in vigore della
presente legge, uno o più decreti aventi valore di legge ordinaria
diretti: a) a completare il trasferimento delle funzioni
amministrative, considerate per settori organici, inerenti alle
materie indicate nell’articolo 117 della Costituzione, nonché degli
uffici e del personale, anche mediante le necessarie modifiche ed
integrazioni ai decreti delegati emanati in attuazione dell’articolo
17 della legge 16 maggio 1970, n. 281, con la riduzione contestuale
delle dotazioni organiche delle amministrazioni statali; b) a
trasferire le funzioni inerenti alle materie indicate nell’articolo
117 della Costituzione esercitate da enti pubblici nazionali ed
interregionali, fatte salve, comunque, quelle già trasferite, nonché a
trasferire i rispettivi uffici e i beni. Contestualmente si provvede
al trasferimento alle regioni del personale indispensabile
all’esercizio delle funzioni trasferite e all’assegnazione
all’amministrazione statale del restante personale nel rispetto della
posizione economica acquisita; c) a delegare, a norma dell’articolo
118, secondo comma, della Costituzione, le funzioni amministrative
necessarie per rendere possibile l’esercizio organico da parte delle
regioni delle funzioni trasferite o già delegate, provvedendo
contestualmente al trasferimento degli uffici, del personale e dei
beni strumentali ritenuti necessari anche al fine di concorrere a
realizzare il più ampio ed efficiente decentramento amministrativo; d)
a disciplinare la facoltà delle regioni di avvalersi degli uffici
tecnici dello Stato; e) ad attribuire alle province, ai comuni e alle
comunità montane, ai sensi dell’articolo 118, primo comma della
Costituzione, le funzioni amministrative di interesse esclusivamente
locale nelle materie indicate dall’articolo 117 della Costituzione,
nonché ad attribuire ai predetti enti locali altre funzioni
d’interesse locale, che valgano a rendere possibile l’esercizio
organico delle funzioni amministrative loro attribuite, a norma della
legislazione vigente, provvedendo a regolare i relativi rapporti
finanziari; f) a provvedere, in relazione alle funzioni trasferite,
alla soppressione dei capitoli dello stato di previsione della spesa,
diretta e indiretta, del bilancio dello Stato, relativi alle funzioni
trasferite ed al corrispondente incremento delle entrate e dei fondi
previsti dalla legge 16 maggio 1970, n. 281. Le regioni, per le
attività ed i servizi che interessano territori finitimi, possono
addivenire ad intese e costituire uffici o gestioni comuni anche in
forma consortile. Nell’emanazione dei decreti delegati previsti dal
presente articolo, il Governo si atterrà ai seguenti principi e
criteri direttivi nonché a quelli contenuti negli articoli 17, 18 e 19
della legge 16 maggio 1970, n. 281, sempre che non contrastino con
quelli indicati nella presente legge: 1) l’identificazione delle
materie dovrà essere realizzata per settori organici, non in base alle
competenze dei Ministeri, degli organi periferici dello Stato e delle
altre istituzioni pubbliche, ma in base a criteri oggettivi desumibili
dal pieno significato che esse hanno e dalla più stretta connessione
esistente tra funzioni affini, strumentali e complementari, per modo
che il trasferimento dovrà risultare completo ed essere finalizzato ad
assicurare una gestione sistematica e programmata delle attribuzioni
costituzionalmente spettanti alle regioni per il territorio e il corpo
sociale; 2) nel trasferimento di uffici dovranno essere escluse forme
di codipendenza funzionale tra uffici dello Stato e delle regioni, e
dovranno, altresì essere eliminate quelle esistenti, anche attraverso
la delega di funzioni; dovrà, inoltre, essere completato il
trasferimento alle regioni dei beni del demanio e del patrimonio dello
Stato, che siano direttamente strumentali alle funzioni trasferite; 3)
sarà prevista, a favore delle regioni, la facoltà: a) di emanare norme
legislative di organizzazione e di spesa nelle materie delegate dallo
Stato, in conformità dell’articolo 118, secondo comma, della
Costituzione, nonché, ai sensi dell’articolo 117, ultimo comma, della
Costituzione, nonché, ai sensi dell’art. 117, ultimo comma, della
Costituzione, norme di attuazione delle leggi della Repubblica vigenti
nelle materie stesse; b) di subdelegare alle province, comuni ed altri
enti locali le funzioni delegate dallo Stato e di disciplinare i
relativi poteri di indirizzo; 4) saranno, altresì, disciplinati i
rapporti finanziari fra Stato, regioni ed enti locali per l’esercizio
delle funzioni delegate o subdelegate in modo d’assicurare i mezzi
necessari per il migliore esercizio delle funzioni stesse; 5) sarà
provveduto, nelle materie spettanti ai sensi dell’articolo 117 della
Costituzione, al trasferimento alle regioni delle funzioni
amministrative relative all’attuazione di regolamenti della CEE e di
sue direttive, fatte proprie dallo Stato con legge nella quale saranno
indicate le norme di principio, prevedendosi altresì, che in mancanza
della legge regionale, sarà osservata quella dello Stato in tutte le
sue disposizioni. Sarà prevista, in materia, la facoltà del Consiglio
dei Ministri, previo parere della commissione parlamentare per le
questioni regionali, sentita la regione interessata, di prescrivere,
in caso di accertata inattività degli organi regionali che comporti
inadempimenti agli obblighi comunitari, un congruo termine alla
regione per provvedere, nonché la facoltà di adottare, trascorso
invano il termine predetto, i provvedimenti relativi in sostituzione
dell’amministrazione regionale (1). (1) Per una proroga delle
disposizioni contenute nel presente articolo, vedi art. unico, l. 27
novembre 1976, n. 894.
Articolo 2
Art. 2.
In caso di persistente
inattività degli organi regionali nell’esercizio delle funzioni
delegate, qualora le attività relative alle materie delegate
comportino adempimenti da svolgersi entro termini perentori previsti
dalla legge o risultanti dalla natura degli interventi, il Consiglio
dei Ministri, su proposta del Ministro competente, dispone il
compimento degli atti relativi in sostituzione dell’amministrazione
regionale (1). (1) La Corte Costituzionale, con sentenza 13 febbraio
1995, n. 36, ha dichiarato che spetta allo Stato disporre la
sostituzione dell’amministrazione regionale della Campania con il
Ministero per i beni e le attività culturali ai fini del compimento
degli atti necessari per la redazione e l’approvazione del piano
territoriale paesistico.
Articolo 3
Art. 3.
(Omissis) (1). (1)
Articolo abrogato dall’art. 8, l. 15 marzo 1997, n. 59.
Articolo 4

Art. 4.
I primi due commi dell’articolo 62 della L. 10 febbraio
1953, n. 62, sono abrogati. Il controllo sulle deliberazioni adottate
dalle province, dai comuni e da altri enti locali nelle materie ad
essi delegate dalla regione e nelle materie subdelegate è attribuito
rispettivamente agli organi di cui agli articoli 55, 56 e 61 della
citata legge n. 62, osservandosi, per quanto concerne la esecutività
di tali deliberazioni, princìpi analoghi a quelli stabiliti negli
articoli 45 e 47.
Articolo 5
Art. 5.
Il Governo è delegato ad
emanare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge,
un decreto avente valore di legge ordinaria sul Consiglio superiore
della pubblica amministrazione diretto: a) ad ampliare la competenza
consultiva per le questioni inerenti l’organizzazione, il
funzionamento e il perfezionamento dei servizi della pubblica
amministrazione – esclusi gli enti pubblici economici – anche al fine
di agevolare il coordinamento funzionale fra Stato ed enti pubblici;
b) ad assicurarne la piena funzionalità con adeguate norme
procedurali; c) a prevedere la nomina di membri supplenti; d) a
modificarne la struttura attraverso l’istituzione di una terza sezione
composta di esperti in problemi di organizzazione, funzionamento e
perfezionamento dei servizi degli enti pubblici territoriali e di
quelli non territoriali a carattere nazionale e all’interno della
quale sia garantita la presenza di rappresentanti sindacali nella
medesima proporzione, prevista dalle vigenti disposizioni per le altre
due sezioni del Consiglio stesso.
Articolo 6
Art. 6.
Il Governo è
delegato ad emanare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, uno o più decreti aventi valore di legge
ordinaria, diretti: a) a provvedere alla soppressione degli uffici
centrali delle amministrazioni statali a seguito del trasferimento e
della delega delle funzioni alle regioni a statuto ordinario operato
con i decreti delegati previsti dall’articolo 1, primo comma, lettere
a) e c) nonché a seguito del trasferimento delle funzioni alle regioni
a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano in
attuazione dei loro statuti; b) ad istituire presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri ruoli unici di impiegati ed operai, distinti
per carriere e categorie ed eventualmente per specializzazioni, senza
distinzioni tra ruoli centrali, periferici e di amministrazioni
diverse. Detti ruoli saranno costituiti utilizzando le vacanze
esistenti nei ruoli degli impiegati e degli operai delle
amministrazioni statali, per le quali, precedentemente all’entrata in
vigore della presente legge, non sia stata concessa l’autorizzazione a
bandire i relativi concorsi di assunzione; c) a collocare, con il
rispetto delle disposizioni giuridiche ed economiche acquisite, nei
ruoli unici di cui alla precedente lettera b) i dipendenti che siano
assegnati all’amministrazione statale ai sensi dell’art. 1, primo
comma, lettera b), della presente legge e dell’articolo 2 della legge
20 marzo 1975, n. 70; d) a sopprimere gli uffici periferici del…

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