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Norme per la programmazione sanitaria e per il piano sanitario trienna...

Norme per la programmazione sanitaria e per il piano sanitario triennale 1986-88.

LEGGE 23 OTTOBRE 1985, n. 595
[Testo storico]
Preambolo
La Camera dei
deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente
della Repubblica: Promulga la seguente legge:
Articolo 1
Art. 1.
Princìpi generali.
1. I primi quattro commi dell’art. 53 della legge
23 dicembre 1978, n. 833, modificati dall’art. 20 del decreto legge 12
settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
novembre 1983, n. 638, sono sostituiti dai seguenti: <<Le linee
generali di indirizzo e le modalità di svolgimento delle attività
istituzionali del Servizio sanitario nazionale sono stabilite con il
piano sanitario nazionale in conformità agli obiettivi della
programazione socio-economica nazionale e tenuta presente l’esigenza
di superare le condizioni di arretratezza socio-sanitaria che esistono
nel Paese, particolarmente nelle regioni meridionali. Il piano
sanitario nazionale viene predisposto dal Governo su proposta del
Ministro della sanità, sentito il Consiglio sanitario nazionale. Il
piano sanitario nazionale è sottoposto dal Governo al Parlamento ai
fini della sua approvazione con atto non legislativo. Contestualmente
alla trasmissione da parte del Governo al Parlamento del piano
sanitario nazionale, il Governo presenta al Parlamento il disegno di
legge contenente sia le disposizioni precettive ai fini
dell’applicazione del piano sanitario nazionale, sia le norme per il
finanziamento pluriennale del servizio sanitario nazionale, rapportate
alla durata del piano stesso, con specifica indicazione degli importi
da assegnare al fondo sanitario nazionale ai sensi dell’art. 51 della
presente legge e dei criteri di ripartizione alle regioni. Il
Parlamento esamina ed approva contestualmente il piano sanitario
nazionale, le norme precettive di applicazione e le norme di
finanziamento pluriennale. Il Governo adotta i conseguenti atti di
indirizzo e coordinamento, sentito il Consiglio sanitario nazionale,
il cui parere si intende positivo se non espresso entro sessanta
giorni dalla richiesta. Il piano sanitario nazionale ha di norma
durata triennale e può essere modificato nel corso del triennio con il
rispetto delle modalità di cui al presente articolo. Il piano
sanitario nazionale, le disposizioni precettive e le norme finanziarie
pluriennali di cui al precedente quinto comma sono approvati e
trasmessi dal Governo al Parlamento nel corso dell’ultimo anno di
vigenza del piano precedente, in tempo utile per consentirne
l’approvazione entro il 1º settembre dell’anno stesso. Le regioni
predispongono e approvano i propri piani sanitari regionali entro il
successivo mese di novembre>> 2. é abrogata la lettera b) del
quinto comma dell’art. 53 della legge 23 dicembre 1978, n. 833. 3. Nel
primo comma dell’art. 51 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, le
parole: <<con la legge di approvazione del bilancio dello
Stato>> sono sostituite dalle seguenti: <<con la legge di
cui al successivo art. 53>>. 4. In caso di mancata adozione del
piano sanitario nazionale per il periodo successivo a quello del piano
in vigore, conservano la propria validità l’ultimo piano approvato dal
Parlamento e le relative disposizioni precettive. Il finanziamento del
Servizio sanitario nazionale resta, parimenti, confermato nella misura
dell’ultima annualità del triennio precedente.
Articolo 2
Art. 2.
Obiettivi generali del piano sanitario nazionale.
1. Sono obiettivi
generali del piano sanitario nazionale la razionalizzazione,
l’equilibrata distribuzione e l’incremento dell’efficienza dei servizi
sanitari sul territorio nazionale. 2. Sulla base delle risorse
finanziarie all’uopo destinate in sede di ripartizione del fondo
sanitario nazionale, gli obiettivi di cui al comma primo sono
perseguiti attraverso interventi diretti in via prioritaria: a)
all’attivazione o al potenziamento dei servizi di prevenzione di
utilità collettiva riguardanti il controllo sanitario dell’ambiente di
vita e di lavoro, la vigilanza igienica sugli alimenti, la lotta alle
sofisticazioni alimentari; b) al potenziamento dei servizi
territoriali di medicina di base, di igiene e sanità pubblica nonchè
dei servizi specialistici ambulatoriali intra ed extraospedalieri,
anche per contenere i ricoveri nei limiti propri delle esigenze
diagnostiche e curative; c) al potenziamento ed al coordinamento dei
servizi di emergenza, con riguardo anche alle esigenze del servizio
nazionale di protezione civile; d) alla tutela delle attività
sportive, relativamente agli aspetti preventivi e terapeutici per la
salvaguardia della salute dei giovani nell’età formativa; e)
all’attivazione e al potenziamento dei servizi sanitari finalizzati
alla realizzazione di azioni programmate e di progetti-obiettivo di
cui ai commi successivi. 3. Si definisce azione programmata un impegno
operativo in uno specifico settore sanitario in cui debba confluire
l’attività di più servizi sanitari le cui competenze sono da
considerarsi interdipendenti rispetto al fine proposto. 4. Alle azioni
programmate sono riservate risorse a destinazione vincolata
nell’ambito del fondo sanitario nazionale. 5. Si definisce
progetto-obiettivo un impegno operativo idoneo a fungere da polo di
aggregazione di attività molteplici delle strutture sanitarie,
integrate da servizi socio-assistenziali, al fine di perseguire la
tutela socio-sanitaria dei soggetti destinatari del progetto. 6. I
progetti-obiettivo sono finanziati in parte con risorse vincolate del
fondo sanitario nazionale, in parte con risorse aggiuntive di
provenienza diversa da quelle del fondo anzidetto, incluse quelle di
competenza delle regioni e degli enti locali.
Articolo 3
Art. 3.
Prestazioni erogabili in forma indiretta e prestazioni aggiuntive di
assistenza sanitaria.
1. Le prestazioni sanitarie sono erogate, di
norma, in forma diretta attraverso le strutture pubbliche o
convenzionate. 2. Le leggi regionali e provinciali stabiliscono quali
fra dette prestazioni possono essere erogate anche in forma indiretta,
nel caso in cui le strutture pubbliche o convenzionate siano nella
impossibilità di erogarle tempestivamente in forma diretta. 3. Le
medesime leggi stabiliscono pure le modalità per accedere alle
prestazioni e per ottenere il concorso nella spesa sostenuta. 4. Il
concorso nella spesa non può, comunque, superare il limite massimo
della tariffa prevista per la medesima prestazione dalle convenzioni
vigenti. 5. Con decreto del Ministro della sanità, sentito il
Consiglio sanitario nazionale, previo parere del Consiglio superiore
di sanità, sono previsti i criteri di fruizione, in forma indiretta,
di prestazioni assistenziali presso centri di altissima
specializzazione all’estero in favore dei cittadini italiani residenti
in Italia, per prestazioni che non siano ottenibili nel nostro Paese
tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso
clinico. Con lo stesso decreto sono stabiliti i limiti e le modalità
per il concorso nella spesa relativa a carico dei bilanci delle
singole unità sanitarie locali. Non può far carico al fondo sanitario
nazionale la concessione di concorsi nelle spese di carattere non
strettamente sanitario. 6. Le regioni sono tenute a comunicare al
Ministero della sanità, ai fini della pubblicazione nella relazione
annuale sullo stato sanitario del Paese, l’ammontare delle erogazioni
disposte in materia di assistenza indiretta suddivisa per tipologie di
interventi. 7. Prestazioni aggiuntive di assistenza sanitaria possono
essere deliberate dalle regioni o dalle province autonome nel rispetto
di quanto disposto dall’art. 25, ultimo comma, della legge 27 dicembre
1983, n. 730.
Articolo 4
Art. 4. Osservazioni e opposizioni.
1.
Avverso gli atti con cui si nega o si limita ai cittadini la
fruibilità delle prestazioni di assistenza sanitaria, sono ammesse
osservazioni ed opposizioni in via amministrativa redatte in carta
semplice, da presentarsi, entro quindici giorni dal momento in cui
l’interessato abbia avuto conoscenza dell’atto contro cui intende
osservare od opporsi, al comitato di gestione della unità sanitaria
locale, che decide in via definitiva entro quindici giorni. 2. La
presentazione delle anzidette osservazioni ed opposizioni non
impedisce nè preclude la proposizione di impugnative in via
giurisdizionale.
Articolo 5
Art. 5. Presidi e servizi di alta
specialità.
1. Si deifiniscono di alta specialità le attività di
diagnosi, cura e riabilitazione che richiedono particolare impegno di
qualificazione, mezzi, attrezzature e personale specificatamente
formato. 2. L’elenco delle alte specialità riconosciute ai fini
dell’organizzazione e della fruizione dell’assistenza viene stabilito,
in rapporto a bacini di utenza di larghe dimensioni, secondo i criteri
del rapporto costi-benefici, con decreto del Ministro della sanità,
sentito il Consiglio sanitario nazionale, previo parere del Consiglio
superiore di sanità, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge. 3. Con lo stesso decreto il Ministro della
sanità fissa: a) i requisiti minimi di personale, attrezzature e posti
letto che le singole strutture, predisposte per l’esercizio delle
attività di alta specialità, debbono obbligatoriamente possedere; b) i
necessari collegamenti con le attività specialistiche affini o
complementari che debbono esistere nella medesima struttura o nel
presidio nel quale si trova inserita l’alta specialità; c) le
caratteristiche di professionalità richieste per il personale. 4. Il
piano sanitario nazionale stabilisce il numero, definisce i bacini di
utenza e l’attribuzione alle regioni delle strutture preposte
all’esercizio delle singole attività di alta specialità, nonchè delle
apparecchiature ad avanzata tecnologia. 5. Il piano sanitario della
regione o della provincia autonoma stabilisce la dislocazione
territoriale delle struttu…

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