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Disposizioni concernenti le biblioteche dei comuni capoluogo di provin...

Disposizioni concernenti le biblioteche dei comuni capoluogo di provincia.

LEGGE 24 APRILE 1941, n. 393
Art. 1.
In ogni comune capoluogo di
provincia, ove non esista biblioteca governativa, deve essere aperta
ad un regolare servizio pubblico una biblioteca fornita di personale,
locali e arredi idonei e di adeguata dotazione che le consenta
l’acquisto di materiale librario moderno. Al servizio medesimo deve
destinarsi la biblioteca pubblica già esistente, che risulti al
riguardo meglio idonea. La destinazione è disposta con regio decreto,
su proposta del ministro per l’educazione nazionale, di concerto coi
ministri per l’interno e per le finanze.
Art. 2.
Con il decreto di
cui all’articolo precedente viene provveduto a quanto concerne le
maggiori spese eventualmente necessarie per il regolare funzionamento
della biblioteca a termini dell’art. 1. L’onere relativo può mettersi
a carico del comune o della provincia e dell’uno o dell’altro ente in
parti determinate, a prescindere anche dalla appartenenza della
biblioteca, avuto riguardo ai mezzi già forniti da detti enti o da
altri ed alla situazione finanziaria del comune e della provincia. Ove
particolari circostanze lo consiglino, può autorizzarsi l’attuazione
graduale del nuovo assetto della biblioteca, con modalità da
determinarsi nel decreto di cui all’art. 1, od anche il differimento
dell’attuazione, per un periodo non eccedente in alcun caso il
quadriennio successivo alla pubblicazione della legge.
Art. 3.
Le
biblioteche di cui al presente titolo hanno diritto all’assegnazione
dell’esemplare di ogni stampato e pubblicazione, che, ai termini
dell’art. 10, comma quarto, della legge 2 febbraio 1939-XVII, n. 374,
è destinato alla biblioteca pubblica del capoluogo della provincia di
altra città della provincia stessa designata con decreto del ministro
per l’educazione nazionale. Le biblioteche medesime sono ammesse di
diritto al prestito dei libri delle biblioteche pubbliche governative.

Art. 4.
Le biblioteche di cui al presente titolo devono avere un
proprio regolamento contenente le norme relative al personale e quelle
riguardanti la conservazione, la sistemazione, l’incremento e l’uso
del materiale libraio. Il regolamento è deliberato
dall’amministrazione dell’ente cui la biblioteca appartiene ed
approvato dall’autorità tutoria, previo parere favorevole della
soprintendenza bibliografica. Copia del regolamento è trasmessa, dopo
l’approvazione dalla soprintendenza predetta al ministero
dell’educazione nazionale, che può annullarlo in tutto o in parte di
concerto coi ministri per l’interno e per le finanze, udito il
consiglio di Stato, in quanto non sia conforme alla presente legge o
ad altre norme.
Art. 5.
A ciascuna delle biblioteche di cui al
presente titolo deve essere preposto un direttore, fornito di laurea,
che abbia vinto apposito concorso bandito dall’ente cui la biblioteca
appartiene e giudicato da una commissione di cui faccia parte il
soprintendente bibliografico o persona da lui designata. Il
trattamento economico del direttore sarà corrispondente a quello del
personale insegnante di ruolo A degli istituti di istruzione superiore
classica e tecnica.
Art. 6.
Sono ammessi cambi o cessioni di libri,
in ispecie duplicati, tra biblioteche pubbliche, semprechè non ostino
ragioni giuridiche, storiche o di altra natura. Tali cambi o cessioni,
a seconda che abbiano per oggetto materiale di biblioteche dello Stato
o di altri enti, sono disposti o autorizzati dal ministro per
l’educazione nazionale. Se materiale di biblioteche statali è dato in
cambio o ceduto a biblioteche di altri enti, si provvede di concerto
col ministro per le finanze, con decreto da registrarsi alla corte dei
conti. In ogni caso si sente il parere del consiglio nazionale
dell’educazione, delle scienze e delle arti.
Art. 7.
Quando in una
biblioteca pubblica materiale libraio corra pericolo di dispersione o
deperimento, ovvero non riesca utile agli studiosi per la sua natura o
per le condizioni della biblioteca, il ministro per l’educazione
nazionale, previo parere del consiglio nazionale dell’educazione,
delle scienze e delle arti, può ordinare, sentito il ministro per
l’interno, che il materiale stesso sia trasferito nella biblioteca del
comune capoluogo di provincia o in altra biblioteca pubblica,
preferibilmente nella stessa provincia. Disposizione transitoria.

Art. 8.
Nella prima applicazione della presente legge gli enti
soggetti agli obblighi di cui al titolo I possono essere autorizzati
dal ministro per l’educazione nazionale, salvi i provvedimenti della
competente autorità di vigilanza e di tutela, a conservare in servizio
per la direzione della biblioteca, nella posizione giuridica ora
rivestita e col trattamento economico organicamente in godimento, chi
nel disimpegno effettivo di detto incarico per almeno un biennio abbia
dato prova di idoneità a giudizio del soprintendente bibliografico.

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