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Aggiornamento della normativa sull'insediamento e sull'attività dei pubblici esercizi.

LEGGE 25 AGOSTO 1991, n. 287
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art.
1.
Ambito di applicazione della legge e abrogazioni espresse. 1. La
presente legge si applica alle attività di somministrazione al
pubblico di alimenti e di bevande. Per somministrazione si intende la
vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui
gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell’esercizio o in una
superficie aperta al pubblico, all’uopo attrezzati. 2. La presente
legge si applica altresì alla somministrazione al pubblico di alimenti
e bevande effettuata con distributori automatici in locali
esclusivamente adibiti a tale attività. 3. Sono abrogati la legge 14
ottobre 1974, n. 524, e l’articolo 6 della legge 11 giugno 1971, n.
426. Restano abrogati gli articoli 89, 90, 91, 95, 96, 97, 98 e 103,
terzo e quarto comma, del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, nonché
le disposizioni contenute nei decreti legislativi del Capo provvisorio
dello Stato 28 giugno 1946, n. 78, e 10 luglio 1947, n. 705,
ratificati con legge 22 aprile 1953, n. 342, e le disposizioni di cui
alla legge 8 luglio 1949, n. 478. 4. Le disposizioni della presente
legge si applicano nelle regioni a statuto speciale in quanto
compatibili con le norme dei rispettivi statuti. 5. Restano ferme le
disposizioni della legge 5 dicembre 1985, n. 730, nonché l’articolo 5,
sesto comma, della legge 8 agosto 1985, n. 443.
Articolo 2
Art. 2.

Iscrizione nel registro degli esercenti il commercio. 1. L’esercizio
delle attività di cui all’articolo 1, comma 1, è subordinato alla
iscrizione del titolare dell’impresa individuale o del legale
rappresentante della società, ovvero di un suo delegato, nel registro
degli esercenti il commercio di cui all’articolo 1 della legge 11
giugno 1971, n. 426, e successive modificazioni e integrazioni, e al
rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 3, comma 1, della
presente legge. 2. L’iscrizione nel registro di cui al comma 1 è
subordinata al possesso dei seguenti requisiti: a) maggiore età, ad
eccezione del minore emancipato autorizzato a norma di legge
all’esercizio di attività commerciale; b) aver assolto agli obblighi
scolastici riferiti al periodo di frequenza del richiedente; c) aver
frequentato con esito positivo corsi professionali istituiti o
riconosciuti dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di
Bolzano, aventi a oggetto l’attività di somministrazione di alimenti e
di bevande, o corsi di una scuola alberghiera o di altra scuola a
specifico indirizzo professionale, ovvero aver superato, dinanzi a una
apposita commissione costituita presso la camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura, un esame di idoneità
all’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e di
bevande. 3. Sono ammessi all’esame previsto al comma 2, lettera c),
coloro che sono in possesso di titolo di studio universitario o di
istruzione secondaria superiore nonché coloro che hanno prestato
servizio, per almeno due anni negli ultimi anni, presso imprese
esercenti attività di somministrazione di alimenti e di bevande, in
qualità di dipendenti qualificati addetti alla somministrazione, alla
produzione o all’amministrazione o, se trattasi di coniuge, parente o
affine entro il terzo grado dell’imprenditore, in qualità di
coadiutore. 4. Salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione, e fermo
quanto disposto dal comma 5, non possono essere iscritti nel registro
di cui al comma 1 e, se iscritti, debbono essere cancellati coloro: a)
che sono stati dichiarati falliti; b) che hanno riportato una condanna
per delitto non colposo a pena restrittiva della libertà personale
superiore a tre anni; c) che hanno riportato una condanna per reati
contro la moralità pubblica e il buon costume o contro l’igiene e la
sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro secondo, titolo
VI, capo II, del codice penale; per delitti commessi in stato di
ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati
concernenti la prevenzione dell’alcolismo, le sostanze stupefacenti o
psicotrope, il gioco d’azzardo, le scommesse clandestine e la
turbativa di competizioni sportive; per infrazioni alle norme sul
gioco del lotto; d) che hanno riportato due o più condanne nel
quinquennio precedente per delitti di frode nella preparazione o nel
commercio degli alimenti, compresi i delitti di cui al libro secondo,
titolo VIII, capo II, del codice penale; e) che sono sottoposti a una
delle misure di prevenzione di cui all’articolo 3 della legge 27
dicembre 1956, n. 1423, e successive modificazioni, o nei cui
confronti è stata applicata una delle misure previste dalla legge 31
maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni ed integrazioni,
ovvero sono sottoposti a misure di sicurezza o sono dichiarati
delinquenti abituali, professionali o per tendenza; f) che hanno
riportato condanna per delitti contro la personalità dello Stato o
contro l’ordine pubblico, ovvero per delitti contro la persona
commessi con violenza, o per furto, rapina, estorsione, sequestro di
persona a scopo di rapina o di estorsione. 5. Nelle ipotesi di cui al
comma 4, lettere b), c), d) ed f), il divieto di iscrizione nel
registro di cui al comma 1 ha la durata di cinque anni a decorrere dal
giorno in cui la pena è stata scontata o si sia in qualsiasi altro
modo estinta ovvero, qualora sia stata concessa la sospensione
condizionale della pena, dal giorno del passaggio in giudicato della
sentenza.
Articolo 3
Art. 3. Rilascio delle autorizzazioni.
1.
L’apertura e il trasferimento di sede degli esercizi di
somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande, comprese quelle
alcoliche di qualsiasi gradazione, sono soggetti ad autorizzazione,
rilasciata dal sindaco del comune nel cui territorio è ubicato
l’esercizio, sentito il parere della commissione competente ai sensi
dell’articolo 6, con l’osservanza dei criteri e parametri di cui al
comma 4 del presente articolo e a condizione che il richiedente sia
iscritto nel registro di cui all’articolo 2. Ai fini del rilascio
dell’autorizzazione il sindaco accerta la conformità del locale ai
criteri stabiliti con decreto del Ministro dell’interno, ovvero si
riserva di verificarne la sussistenza quando ciò non sia possibile in
via preventiva. Il sindaco, inoltre, accerta l’adeguata
sorvegliabilità dei locali oggetto di concessione edilizia per
ampliamento (1). 2. L’autorizzazione ha validità fino al 31 dicembre
del quinto anno successivo a quello del rilascio, è automaticamente
rinnovata se non vi sono motivi ostativi e si riferisce esclusivamente
ai locali in essa indicati. 3. Ai fini dell’osservanza del disposto di
cui all’articolo 4 del decreto-legge 9 dicembre 1986, n. 832,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1987, n. 15, i
comuni possono assoggettare a vidimazione annuale le autorizzazioni
relative agli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e
bevande ubicati in aree a particolare interesse storico e artistico.
4. Sulla base delle direttive proposte dal Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato – dopo aver sentito le organizzazioni
nazionali di categoria maggiormente rappresentative – e deliberate ai
sensi dell’articolo 2, comma 3, lettera d), della legge 23 agosto
1988, n. 400, le regioni – sentite le organizzazioni di categoria
maggiormente rappresentative, a livello regionale – fissano
periodicamente criteri e parametri atti a determinare il numero delle
autorizzazioni rilasciabili nelle aree interessate. I criteri e i
parametri sono fissati in relazione alla tipologia degli esercizi
tenuto conto anche del reddito della popolazione residente e di quella
fluttuante, dei flussi turistici e delle abitudini di consumo
extradomestico (1). 5. Il comune, in conformità ai criteri e ai
parametri di cui al comma 4, sentita la commissione competente ai
sensi dell’articolo 6, stabilisce, eventualmente anche per singole
zone del territorio comunale, le condizioni per il rilascio delle
autorizzazioni. 6. I limiti numerici determinati ai sensi del comma 4
non si applicano per il rilascio delle autorizzazioni concernenti la
somministrazione di alimenti e di bevande: a) al domicilio del
consumatore; b) negli esercizi annessi ad alberghi, pensioni, locande
o ad altri complessi ricettivi, limitatamente alle prestazioni rese
agli alloggiati; c) negli esercizi posti nelle aree di servizio delle
autostrade e nell’interno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e
marittime; d) negli esercizi di cui all’articolo 5, comma 1, lettera
c), nei quali sia prevalente l’attività congiunta di trattenimento e
svago; e) nelle mense aziendali e negli spacci annessi ai circoli
cooperativi e degli enti a carattere nazionale le cui finalità
assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’interno; f)
esercitata in via diretta a favore dei propri dipendenti da
amministrazioni, enti o imprese pubbliche; g) in scuole; in ospedali;
in comunità religiose; in stabilimenti militari, delle forze di
polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; h) nei mezzi di
trasporto pubblico. 7. Le attività di somministrazione di alimenti e
di bevande devono essere esercitate nel rispetto delle vigenti norme,
prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica e
igienica-sanitaria, nonché di quelle sulla destinazione d’uso dei
locali e degli edifici, fatta salva l’irrogazione delle sanzioni
relative alle norme e prescrizioni violate. (1) Vedi, anche, l’art. 2,
l. 5 gennaio 1996, n. 25.
Articolo 4
Art. 4. Revoca
dell’autorizzazione.
1. L’autorizzazione di cui all’articolo 3 è
revocata: a) qualora il titolare dell’autorizzazione medesima, salvo
proroga in caso di comprovata necessità, non attivi l’esercizio entro
centottanta giorni dalla data del rilascio ovvero ne sospenda
l’attività per un periodo supe…

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