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Norme sul commercio all'ingrosso dei prodotti ortofrutticoli, delle carni e dei prodotti ittici.

LEGGE 25 MARZO 1959, n. 125
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art. 1.

Il commercio all’ingrosso dei prodotti ortofrutticoli, delle carni e
dei prodotti ittici è libero e può svolgersi sia nei rispettivi
mercati all’ingrosso, sia fuori dei mercati stessi, salvo l’osservanza
delle disposizioni sanitarie vigenti in materia di vigilanza e
controllo delle sostanze alimentari. Nei Comuni costieri sia marittimi
che lacuali ove esistono o verranno istituiti mercati ittici di
produzione, il prefetto, in caso di turbamento del normale andamento
dei prezzi, dispone, su richiesta del presidente della Camera di
commercio, industria e agricoltura, che il commercio all’ingrosso si
svolga unicamente nell’ambito dei mercati stessi. Lo stesso
provvedimento può essere preso dal prefetto su richiesta della locale
Associazione dei produttori di pesce o della Commissione di mercato.
Nulla è innovato circa l’applicazione dell’art. 3 della legge 12
luglio 1938, n. 1487.
Articolo 2
Art. 2.
I regolamenti che
disciplinano l’esercizio del commercio all’ingrosso e il funzionamento
dei mercati all’ingrosso non possono recare norme che ostacolino
l’afflusso, la conservazione, l’offerta e la riduzione del costo di
distribuzione dei prodotti.
Articolo 3
Art. 3.
[Coloro che
intendono esercitare il commercio all’ingrosso dei prodotti
ortofrutticoli, delle carni e dei prodotti ittici debbono farne
preventiva denuncia alla Camera di commercio, industria e agricoltura,
che li iscrive in apposito albo. Ad essi non si applicano le norme di
cui al regio decreto-legge 16 dicembre 1926, numero 2174. I
commissionari, i mandatari e gli astatori per operare nei mercati
devono essere iscritti in un albo aperto, tenuto dalla o dalle Camere
di commercio, industria e agricoltura del capoluogo di Provincia dove
essi intendono operare. L’iscrizione negli albi previsti dal presente
articolo deve essere negata ed eventualmente revocata se già concessa:
1) a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà
personale superiore a tre anni per delitto non colposo; 2) a chi è
sottoposto a misura di prevenzione, ai sensi della legge 27 dicembre
1956, n. 1423, o di sicurezza personale, o è stato dichiarato
delinquente abituale, professionale o per tendenza; 3) a condannati,
per delitti dolosi previsti dal titolo VI del regio decreto 16 marzo
1942, n. 267, e per quelli dolosi contro la pubblica Amministrazione,
o l’ordine pubblico, o l’incolumità pubblica, o la fede pubblica o
l’economia pubblica, l’industria e il commercio, o le persone, o il
patrimonio, a pena superiore ai sei mesi. L’iscrizione deve essere
revocata: 1) a chi maliziosamente sottragga al mercato prodotti
ortofrutticoli, carni o prodotti ittici, o li distrugga; 2) a chi
venda gli stessi prodotti a prezzi superiori a quelli fissati
dall’autorità; 3) a chi venga condannato per due volte consecutive,
qualunque sia l’entità delle rispettive pene, per i delitti previsti
dagli artt. 353, 355, 356, 472, 473, 474, 515, 516, 517 e 623 del
Codice penale, o per le frodi e le sofisticazioni contemplate in leggi
speciali di igiene e polizia annonaria] (1). (1) L’albo di cui al
presente articolo è stato soppresso dall’art. 5, d.lg. 31 marzo 1998,
n. 114.
Articolo 4
Art. 4.
La vigilanza sull’esercizio del
commercio all’ingrosso dei prodotti ortofrutticoli, delle carni e dei
prodotti ittici, nonché sulla gestione e sui servizi ausiliari degli
impianti pubblici di mercato è svolta in ciascuna Provincia da una
Commissione presieduta dal prefetto o da un suo delegato e composta di
tre rappresentanti del Comune capoluogo di Provincia e di tre
rappresentanti della Camera di commercio, industria e agricoltura,
nominati rispettivamente dal Consiglio comunale del capoluogo e dalla
Giunta camerale. La Commissione dura in carica quattro anni e i suoi
membri possono essere confermati. L’esercizio del commercio
all’ingrosso dei prodotti ortofrutticoli, delle carni e dei prodotti
ittici fuori del mercato si svolge con il rispetto di tutte le norme
del regolamento relativo al mercato all’ingrosso locale, che non
attengano al funzionamento interno di esso. Se il commercio di cui al
precedente comma si svolge in Comuni nei quali non esiste il relativo
mercato all’ingrosso, l’autorità comunale disciplina tale attività
commerciale, tenendo conto delle disposizioni contenute nel
regolamento tipo relativo al mercato all’ingrosso dei rispettivi
prodotti.
Articolo 5
Art. 5.
L’iniziativa per l’istituzione dei
mercati all’ingrosso dei prodotti indicati all’art. 1 può essere presa
dai Comuni, dalle Camere di commercio, industria e agricoltura, da
enti e da consorzi aventi personalità giuridica, costituiti dagli
operatori economici nei settori della produzione, del commercio e
della lavorazione dei prodotti stessi. Il Ministro per l’industria e
il commercio, di concerto con il Ministro per le politiche agricole e,
per i mercati all’ingrosso dei prodotti ittici, con quello per la
marina mercantile, qualora riconosca l’idoneità dell’iniziativa
autorizza, sentita la Commissione di cui all’art. 14 ed i Consigli
comunali competenti per territorio, l’istituzione del mercato. I
mercati che vengono istituiti ad iniziativa del Comune o della Camera
di commercio, industria e agricoltura possono essere costruiti e
gestiti dall’Ente promotore o concessi, con apposita convenzione, per
la costruzione e la gestione ad uno degli enti e consorzi di cui al
primo comma al quale possono partecipare sia il Comune che la Camera
di commercio. La stessa norma si applica per i mercati già istituiti.
La convenzione determina i casi e le modalità per la revoca e la
decadenza della concessione da pronunciarsi dall’Ente concedente. La
subconcessione è vietata ed importa la decadenza della concessione. La
convenzione e i provvedimenti di revoca e di decadenza sono sottoposti
all’approvazione del prefetto.
Articolo 6
Art. 6.
I progetti
tecnici relativi all’impianto e all’ampliamento dei mercati
all’ingrosso sono approvati con decreto del Ministro per l’industria e
il commercio di concerto con quello per i lavori pubblici, previo
parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Consiglio
superiore di sanità, se il progetto importi una spesa superiore a 500
milioni di lire. Qualora la spesa non sia superiore a 500 milioni di
lire, i progetti sono approvati con decreto del prefetto, sentito il
Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato alle opere
pubbliche ed il Consiglio provinciale di sanità. L’approvazione dei
progetti equivale a dichiarazione di pubblica utilità e d’urgenza ed
indifferibilità delle opere ai fini dell’espropriazione ai termini
della legge 25 giugno 1865, n. 2359, e successive modificazioni e
integrazioni, e tiene luogo di qualunque altra approvazione o
autorizzazione o licenza previste da disposizioni legislative o
regolamentari (1). (1) Articolo così sostituito dall’articolo unico,
l. 24 febbraio 1965, n. 107.
Articolo 7
Art. 7.
Presso ogni mercato
è istituita una Commissione di mercato presieduta dal presidente, o
suo delegato, della Camera di commercio, industria e agricoltura e
composta degli altri seguenti membri nominati dal prefetto: 1) tre
rappresentanti del Comune eletti dal Consiglio comunale. Ogni
consigliere non può votare più di due nomi; 2) un rappresentante della
Camera di commercio, industria e agricoltura designato dalla Giunta
camerale; 3) due rappresentanti degli organi provinciali del Ministero
per le politiche agricole; 4) l’ufficiale sanitario; 5) tre
produttori, di cui almeno uno in rappresentanza delle organizzazioni
cooperativistiche ove esistano; 6) un commerciante all’ingrosso; 7) un
commissionario o un mandatario di mercato; 8) un commerciante al
minuto; 9) tre consumatori su terne indicate dalle organizzazioni
sindacali dei lavoratori; 10) un abituale operatore con i mercati
esteri, ove se ne ravvisi l’opportunità in relazione all’attività del
mercato; 11) due rappresentanti delle cooperative di consumo; 12) un
rappresentante degli industriali che provvedono alla conservazione o
trasformazione dei prodotti contemplati nella presente legge; 13) due
rappresentanti dei venditori ambulanti segnalati dalle Organizzazioni
sindacali di categoria (1). Ove non esista un adeguato numero di
commissionari o mandatari di mercato, i membri scelti fra i
commercianti al minuto sono due. La Commissione dura in carica quattro
anni e i suoi membri possono essere confermati. Delle Commissioni
preposte ai mercati all’ingrosso delle carni e dei prodotti ittici
fanno parte il veterinario comunale e, quando si tratti di mercati
all’ingrosso di prodotti ittici istituiti in Comuni litoranei, il
rappresentante dell’autorità marittima competente. Alle sedute della
Commissione partecipa, con voto consultivo, il direttore di mercato di
cui all’art. 8. I membri di cui ai numeri 5), 6) 7), 8), 10) e 12)
sono scelti tra le persone designate dalle rispettive associazioni
provinciali di categoria, rappresentative degli operatori interessati
alle negoziazioni che si effettuano nel mercato. I rappresentanti
delle cooperative saranno scelti tra le persone designate dalle
associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del
movimento cooperativo, giuridicamente riconosciute. Le Commissioni di
mercato hanno il compito di: a) stabilire il numero dei posteggi
nell’ambito delle disponibilità degli impianti; b) esercitare le altre
attribuzioni previste dalla presente legge o dal regolamento di
mercato; c) svolgere attività consultiva nei riguardi della
Commissione di cui all’art. 4, ed effettuare, a tal fine, tutti gli
accertamenti e i controlli necessari. Le spese per il funzionamento
delle Commissioni di cui al presente articolo ed al precedente art. 4
sono a carico della Camera di commercio, industria e agricoltura
competente per territorio. (1) Numero aggiunto dal…

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