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Elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del cons...

Elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale.

LEGGE 25 MARZO 1993, n. 81
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art. 1.
Composizione del consiglio comunale.
1. Il consiglio comunale è
composto dal sindaco e: a) da 60 membri nei comuni con popolazione
superiore ad un milione di abitanti; b) da 50 membri nei comuni con
popolazione superiore a 500.000 abitanti; c) da 46 membri nei comuni
con popolazione superiore a 250.000 abitanti; d) da 40 membri nei
comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti o che, pur avendo
popolazione inferiore, siano capoluoghi di provincia; e) da 30 membri
nei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti; f) da 20
membri nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti; g) da
16 membri nei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti; h) da
12 membri negli altri comuni. 2. Nei comuni di cui all’articolo 5, il
consiglio è presieduto dal sindaco. Negli altri comuni, lo statuto
prevede che il consiglio sia presieduto dal consigliere anziano o dal
presidente eletto dall’assemblea. 2-bis. La prima seduta del consiglio
deve essere convocata entro il termine perentorio di dieci giorni
dalla proclamazione e deve tenersi entro il termine di dieci giorni
dalla convocazione. In caso di inosservanza dell’obbligo di
convocazione, provvede in via sostitutiva il prefetto (1). 2-ter. La
prima seduta, nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti,
è convocata dal sindaco ed è presieduta dal consigliere anziano fino
alla elezione del presidente dell’assemblea, ove previsto dallo
statuto. La seduta prosegue poi sotto la presidenza del presidente
eletto se previsto dallo statuto, ovvero del consigliere anziano, per
la comunicazione dei componenti della giunta e per la discussione e
approvazione degli indirizzi generali di governo ai sensi
dell’articolo 34, comma 2, della legge 8 giugno 1990, n. 142, come
sostituito dall’articolo 16 della presente legge. é consigliere
anziano colui che ha ottenuto la maggior cifra individuale ai sensi
dell’articolo 72, quarto comma, del testo unico delle leggi per la
composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni
comunali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16
maggio 1960, n. 570, con esclusione del sindaco neoeletto e dei
candidati alla carica di sindaco, proclamati consiglieri ai sensi
dell’articolo 7, comma 7, della presente legge (1). 2-quater. Qualora
il consigliere anziano sia assente o rifiuti di presiedere
l’assemblea, la presidenza è assunta dal consigliere che, nella
graduatoria di anzianità determinata secondo i criteri di cui al comma
2-ter, occupa il posto immediatamente successivo (1). (1) Comma
aggiunto dall’art. 1, l. 15 ottobre 1993, n. 415.
Articolo 2
Art. 2.

Durata del mandato del sindaco, del presidente della provincia e dei
consigli. Limitazione dei mandati. 1. Il sindaco e il consiglio
comunale, il presidente della provincia e il consiglio provinciale
durano in carica per un periodo di quattro anni. 2. Chi ha ricoperto
per due mandati consecutivi la carica di sindaco e di presidente della
provincia non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente
rieleggibile alle medesime cariche. 3. Le disposizioni di cui ai commi
1 e 2 si applicano ai mandati amministrativi successivi alle elezioni
effettuate dopo la data di entrata in vigore della presente legge.

Articolo 3
Art. 3. Sottoscrizione delle liste.
1. La dichiarazione
di presentazione delle liste dei candidati al consiglio comunale e
delle collegate candidature alla carica di sindaco per ogni comune
deve essere sottoscritta: a) da non meno di 2.000 e da non più di
3.000 elettori nei comuni con popolazione superiore ad un milione di
abitanti; b) da non meno di 1.000 e da non più di 2.000 elettori nei
comuni con popolazione compresa tra 500.001 ed un milione di abitanti;
c) da non meno di 700 e da non più di 2.000 elettori nei comuni con
popolazione compresa tra 100.001 e 500.000 abitanti; d) da non meno di
400 e da non più di 1.500 elettori nei comuni con popolazione compresa
tra 40.001 e 100.000 abitanti; e) da non meno di 250 e da non più di
800 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 40.000
abitanti; f) da non meno di 200 e da non più di 500 elettori nei
comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti; g) da
non meno di 80 e da non più di 250 elettori nei comuni con popolazione
compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti; h) da non meno di 40 e da non
più di 100 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 2.001 e
5.000 abitanti; i) da non meno di 30 e da non più di 60 elettori nei
comuni con popolazione compresa tra 1.000 e 2.000 abitanti. 2. Nessuna
sottoscrizione è richiesta per la dichiarazione di presentazione delle
liste nei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti. 3.
All’atto della presentazione della lista, ciascun candidato alla
carica di sindaco deve dichiarare di non aver accettato la candidatura
in altro comune. 4. Per la raccolta delle sottoscrizioni si applicano
anche in quanto compatibili le disposizioni di cui all’articolo 20,
quinto comma, del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione
della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni. Sono
competenti ad eseguire le autenticazioni delle firme di sottoscrizione
delle liste, oltre ai soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21
marzo 1990, n. 53, i giudici di pace e i segretari giudiziari. 5.
Oltre a quanto previsto dagli articoli 28 e 32 del testo unico delle
leggi per la composizione e l’elezione degli organi delle
amministrazioni comunali, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, e successive modificazioni, con la
lista di candidati al consiglio comunale deve essere anche presentato
il nome e cognome del candidato alla carica di sindaco e il programma
amministrativo da affiggere all’albo pretorio. Nei comuni con
popolazione superiore a quella dei comuni di cui all’articolo 5, più
liste possono presentare lo stesso candidato alla carica di sindaco.
In tal caso le liste debbono presentare il medesimo programma
amministrativo e si considerano fra di loro collegate. 6. (Omissis)
(1). (1) Abroga la lettera b), del primo comma, dell’art. 1, d.l. 3
maggio 1976, n. 161, conv. in l. 14 maggio 1976, n. 240.
Articolo 4

Art. 4.
Fissazione della data di svolgimento delle elezioni. 1.
(Omissis) (1). (1) Sostituisce l’art. 3, l. 7 giugno 1991, n. 182.

Articolo 5
Art. 5.
Modalità di elezione del sindaco e del consiglio
comunale nei comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti. 1. Nei
comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti, l’elezione dei
consiglieri comunali si effettua con sistema maggioritario
contestualmente alla elezione del sindaco. 2. Ciascuna candidatura
alla carica di sindaco è collegata ad una lista di candidati alla
carica di consigliere comunale, comprendente un numero di candidati
non superiore al numero dei consiglieri da eleggere e non inferiore ai
tre quarti. Nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi può essere
rappresentato in misura superiore ai tre quarti dei consiglieri
assegnati (1). 3. Nella scheda è indicato, a fianco del contrassegno,
il candidato alla carica di sindaco. 4. Ciascun elettore ha diritto di
votare per un candidato alla carica di sindaco, segnando il relativo
contrassegno. Può altresì esprimere un voto di preferenza per un
candidato alla carica di consigliere comunale compreso nella lista
collegata al candidato alla carica di sindaco prescelto, scrivendone
il cognome nella apposita riga stampata sotto il medesimo
contrassegno. 5. é proclamato eletto sindaco il candidato alla carica
che ha ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti
si procede ad un turno di ballottaggio fra i due candidati che hanno
ottenuto il maggior numero di voti, da effettuarsi la seconda domenica
successiva. In caso di ulteriore parità viene eletto il più anziano di
età. 6. A ciascuna lista di candidati alla carica di consigliere si
intendono attribuiti tanti voti quanti sono i voti conseguiti dal
candidato alla carica di sindaco ad essa collegato. 7. Alla lista
collegata al candidato alla carica di sindaco che ha riportato il
maggior numero di voti sono attribuiti due terzi dei seggi assegnati
al consiglio, con arrotondamento all’unità superiore qualora il numero
dei consiglieri da comprendere nella lista contenga una cifra decimale
superiore a 50. I restanti seggi sono ripartiti proporzionalmente fra
le altre liste. A tal fine si divide la cifra elettorale di ciascuna
lista successivamente per 1, 2, 3, 4, … sino a concorrenza del
numero dei seggi da assegnare e quindi si scelgono, tra i quozienti
così ottenuti, i più alti, in numero eguale a quello dei seggi da
assegnare, disponendoli in una graduatoria decrescente. Ciascuna lista
ottiene tanti seggi quanti sono i quozienti ad essa appartenenti
compresi nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere
e decimali, il posto è attribuito alla lista che ha ottenuto la
maggiore cifra elettorale e, a parità di quest’ultima, per sorteggio.
8. Nell’ambito di ogni lista i candidati sono proclamati eletti
consiglieri comunali secondo l’ordine delle rispettive cifre
individuali. A parità di cifra, sono proclamati eletti i candidati che
precedono nell’ordine di lista. Il primo seggio spettante a ciascuna
lista di minoranza è attribuito al candidato alla carica di sindaco
della lista medesima (2). (1) Periodo così sostituito dall’art. 2, l.
15 ottobre 1993, n. 415. La Corte costituzionale, con sentenza 12
settembre 1995, n. 422 ne ha poi dichiarato l’illegittimità. (2) La
Corte costituzionale, con sentenza 24 luglio 1996, n. 304, ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo nella
parte in cui non prevede il rinvio delle elezioni ed il rinnovo della
presentazione delle candidature a sindaco e…

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