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Università non statali legalmente riconosciuti....

Università non statali legalmente riconosciuti.

LEGGE 29 LUGLIO 1991, n. 243
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art.
1.
1. Le università e gli istituti superiori non statali legalmente
riconosciuti operano nell’ambito delle norme dell’articolo 33, ultimo
comma, della Costituzione e delle leggi che li riguardano, nonché dei
principi generali della legislazione in materia universitaria in
quanto compatibili.
Articolo 2
Art. 2.
1. Lo Stato può concedere
contributi, nei limiti stabiliti dalla presente legge, alle università
e agli istituti superiori non statali legalmente riconosciuti che
abbiano ottenuto l’autorizzazione a rilasciare titoli di studio
universitario aventi valore legale, ai sensi dell’articolo 6 della
legge 7 agosto 1990, n. 245.
Articolo 3
Art. 3.
1. L’università o
l’istituto superiore non statale che intende avvalersi del contributo
dello Stato di cui alla presente legge presenta annualmente al
Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, di
seguito denominato <<Ministro>>, il bilancio preventivo
dell’esercizio in corso, il bilancio consuntivo dell’anno precedente e
una relazione sulla struttura e sul funzionamento dell’università
stessa, con l’indicazione di dati statistici e informativi
riguardanti: il numero degli studenti; le facoltà, i corsi di laurea,
le scuole, i corsi di dottorato di ricerca, i dipartimenti e gli
istituti; l’organico del personale docente e non docente; la dotazione
di strumentario scientifico, tecnico e di biblioteca; la consistenza e
il grado di disponibilità delle strutture immobiliari adibite alle
attività universitarie; le condizioni finanziarie con specificazione
delle entrate derivanti dalle tasse e dai contributi studenteschi. 2.
Il Ministro può chiedere al rettore dell’università chiarimenti sui
dati forniti entro trenta giorni dal ricevimento della documentazione
di cui al comma 1. Il Ministro può inoltre disporre ispezioni al fine
di accertare la sussistenza dei requisiti richiesti dalla presente
legge e dichiarati dalle università o istituti superiori non statali.
3. Il contributo da assegnare a ciascuna università è determinato
sulla base di criteri oggettivi, che tengano conto degli elementi di
cui al comma 1, stabiliti con apposito decreto del Ministro. Ogni
università riserva una quota del contributo statale agli studenti
capaci e meritevoli privi di mezzi, mediante borse di studio o forme
di esenzione dal pagamento di tasse e contributi studenteschi. 4. Il
Ministro riferisce il Parlamento annualmente sui criteri e le
procedure adottate nell’erogazione dei contributi.
Articolo 4
Art.
4.
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, ai professori ed ai ricercatori universitari in servizio presso
le università non statali si applica, ai fini del trattamento di
quiescenza, la disciplina prevista per i dipendenti civili dello Stato
dal testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei
dipendenti civili e militari dello Stato approvato con il decreto del
Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, e successive
modificazioni ed integrazioni, quando ciò sia previsto da apposita
norma statutaria. I provvedimenti di attribuzione del trattamento di
quiescenza sono adottati con la stessa procedura prevista per il
personale delle università statali. 2. Ai fini dell’applicazione delle
disposizioni di cui al comma 1, le università non statali sono tenute
al versamento in conto entrate Tesoro di una ritenuta a carico del
personale nella misura fissata dall’articolo 13 della legge 29 aprile
1976, n. 177, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché al
versamento di un contributo pari a due volte l’importo della ritenuta
predetta. Tale obbligo è riferito a tutti i periodi di servizio
effettivo valutabili ai fini del trattamento di quiescenza. 3. Per la
ricongiunzione di tutti i periodi assicurativi connessi con il
servizio prestato presso le università non statali, con iscrizione a
forme obbligatorie di previdenza diverse da quella prevista per i
dipendenti statali, si applica l’articolo 6 della legge 7 febbraio
1979, n. 29. La stessa disposizione si applica anche per la
ricongiunzione di tutti i servizi o periodi riconosciuti utili a
carico di eventuali fondi sostitutivi e integrativi di previdenza
esistenti presso le predette università non statali, nonché per il
trasferimento dei contributi versati nei fondi stessi. 4. Il personale
di cui al comma 1 è iscritto, ai fini del trattamento di previdenza,
all’Ente nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti statali
(ENPAS (1)), quando ciò sia previsto da apposita norma statutaria. 5.
Per le finalità di cui al comma 4, le università non statali
provvedono a versare all’ENPAS l’indennità di anzianità, maturata da
ciascun dipendente alla data di iscrizione a quest’ultimo Ente. Per i
periodi di servizio che abbiano comunque dato luogo a versamento di
contributi all’ENPAS gli stessi restano acquisiti al predetto Ente,
sempreché i periodi medesimi non siano stati ricongiunti ai sensi
dell’articolo 28 della legge 29 gennaio 1986, n. 23. 6. Ai fini della
ricongiunzione nell’ambito della gestione previdenziale ENPAS di tutti
i servizi o periodi già riconosciuti utili ai fini dei preesistenti
trattamenti di fine servizio presso le università non statali, l’Ente
stesso, in relazione alla posizione giuridica ed economica rivestita
dal personale interessato ed all’anzianità di servizio maturata alla
data di iscrizione, determina in via teorica l’importo dell’indennità
di buonuscita riferita alla predetta data di iscrizione, secondo le
disposizioni del proprio ordinamento. 7. L’eventuale eccedenza tra
l’importo versato dall’università per l’indennità maturata dai singoli
dipendenti e l’importo teorico di cui al comma 6 è liquidata, a cura
dell’ENPAS, ai medesimi entro tre mesi dall’effettivo versamento di
quanto dovuto dall’università allo stesso titolo. 8. Ai fini delle
assicurazioni obbligatorie contro la tubercolosi e la disoccupazione
involontaria e dei versamenti per il finanziamento delle finalità del
soppresso Ente nazionale per l’assistenza agli orfani dei lavoratori
italiani (ENAOLI), le università non statali legalmente riconosciute
sono soggette alla disciplina delle università statali. (1) Ora
INPDAP.
Articolo 5
Art. 5.
1. Per la concessione dei contributi di
cui alla presente legge in favore delle università e degli istituti
superiori non statali è autorizzata la spesa di lire 87 miliardi per
l’anno 1991 e di lire 127 miliardi per ciascuno degli anni 1992 e
1993, da iscrivere in apposito capitolo di nuova istituzione dello
stato di previsione del Ministero dell’università e della ricerca
scientifica e tecnologica. 2. Alla libera Università degli studi di
Urbino è inoltre assegnata la somma di lire 10 miliardi per ciascuno
degli anni 1992 e 1993, finalizzata ad interventi per le opere di
edilizia. 3. Dall’anno finanziario 1994, la spesa di cui al comma 1 è
determinata dalla legge finanziaria ai sensi dell’articolo 11, comma
3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come modificato
dall’articolo 5 della legge 23 agosto 1988, n. 362. 4. All’onere
derivante dall’attuazione del comma 1, pari a lire 87 miliardi per
l’anno 1991 e lire 127 miliardi per ciascuno degli anni 1992 e 1993,
si provvede: a) quanto a lire 87 miliardi per ciascuno degli anni
1991, 1992 e 1993, mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al
capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per
l’anno finanziario 1991, all’uopo utilizzando l’accantonamento
<<Università non statali legalmente riconosciute (di cui almeno
32.000 milioni annui da destinarsi quale contributo all’Università
degli studi di Urbino)>>; b) quanto a lire 40 miliardi per
ciascuno degli anni 1992 e 1993, mediante riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 1501
dello stato di previsione del Ministero dell’università e della
ricerca scientifica e tecnologica intendendosi corrispondentemente
soppressa l’autorizzazione di spesa relativa alla concessione di
contributi alle università non statali prevista dalla legge 18
dicembre 1951, n. 1551, e successive modificazioni ed integrazioni. 5.
All’onere derivante dall’attuazione del comma 2, pari a lire 10
miliardi per ciascuno degli anni 1992 e 1993, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1991-1993 al capitolo 9001 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro, all’uopo utilizzando
l’accantonamento <<Interventi per le opere di edilizia a favore
dell’Università degli studi di Urbino>>. 6. Il Ministro del
tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio. 7. Il primo comma dell’articolo 14 della legge
18 dicembre 1951, n. 1551, e successive modificazioni ed integrazioni,
è abrogato.

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