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Norme sanitarie sugli scambi di carni fresche tra l'Italia e gli altri...

Norme sanitarie sugli scambi di carni fresche tra l'Italia e gli altri stati membri della Comunità Economica Europea.

LEGGE 29 NOVEMBRE 1971, n.1073
Preambolo
La Camera dei deputati ed il
Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della
Repubblica: Promulga la seguente legge:
Art. 7 (1).
(1) Abrogato
dall’art. 19 del D.LT. 18.04.1994, n. 286.
Art. 12. L’introduzione di
organi e ghiandole destinate ad uso opoterapico è subordinata alla
preventiva autorizzazione del Ministero della sanità, secondo le
disposizioni vigenti in materia. Resta parimenti subordinata alla
preventiva autorizzazione del Ministero della sanità l’importazione di
carni non destinate ad uso alimentare umano, le quali devono essere
comunque opportunamente denaturate secondo le istruzioni tecniche che
di volta in volta sono impartite con l’autorizzazione medesima.
Art.
13. Le competenti autorità italiane comunicano immediatamente agli
altri Stati membri della Comunità economica europea e alla Commissione
della Comunità l’apparizione nel territorio nazionale di malattie a
carattere epizootico o di nuove malattie gravi e contagiose degli
animali con l’indicazione delle misure di lotta adottate. Le predette
autorità devono parimenti dare comunicazione senza indugio agli altri
Stati membri e alla Commissione della Comunità della scomparsa delle
suddette malattie.
Art. 14. Qualora vi sia pericolo della
propagazione in Italia di malattie degli animali in seguito
all’introduzione dal territorio di uno Stato membro di carni fresche
bovine, equine, suine, ovine e caprine, con apposita ordinanza del
Ministero della sanità possono essere prese le seguenti misure: a)
divieto e limitazione temporanei all’introduzione di carni fresche
provenienti dalle zone del territorio dello Stato speditore in cui la
malattia si sia manifestata, qualora insorga una malattia epizootica;
b) divieto o limitazione temporanei all’introduzione di carni fresche
provenienti dall’intero territorio dello Stato speditore, qualora una
malattia epizootica assuma un carattere estensivo o nel caso di
comparsa di una nuova malattia grave e contagiosa degli animali. Su
iniziativa del Ministero della sanità, le misure di cui al precedente
comma, con l’indicazione dei motivi, devono essere immediatamente
comunicate dalle competenti autorità italiane agli altri Stati membri
della Comunità economica europea e alla Commissione della Comunità. Il
Ministro per la sanità può modificare con propria ordinanza le
suddette misure restrittive per assicurarne il coordinamento con
quelle adottate dagli altri Stati membri oppure revocarle, in
conformità di quanto disposto al paragrafo 2) dell’art. 6 ed all’art.
7 della direttiva n. 69/349/CEE del 6 ottobre 1969. Analogamente il
Ministro per la sanità adotta misure di divieto o di limitazione
temporanei all’introduzione di carni fresche provenienti dall’area
comunitaria (1).
(1) Così modificato dall’art. 11 del D.P.R.
10.09.1991, n. 312.
Art. 24. La visita veterinaria delle carni, dei
prodotti e degli avanzi animali provenienti dagli Stati membri della
Comunità economica europea come pure dai Paesi terzi, oltre che nei
posti di confine, nei porti e negli aeroporti del territorio della
Repubblica italiana, determinati ai sensi dell’art. 8 del decreto del
Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961, n. 264, può essere
effettuata anche nelle dogane interne, qualora non ostino esigenze di
polizia veterinaria. Il Ministro per la sanità, con il provvedimento
previsto dall’art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 11
febbraio 1961, n. 264, determina le dogane interne nelle quali può
essere effettuata la visita veterinaria delle carni, dei prodotti e
degli avanzi animali provenienti dall’estero, semprechè sia possibile
assicurare un agevole ed efficace controllo sanitario. In tale caso le
dogane interne vengono equiparate ai posti di confine, porti ed
aeroporti aperti al traffico internazionale. La visita veterinaria di
cui al presente articolo può essere integrata, secondo le istruzioni
all’uopo impartite dal Ministero della sanità, da analisi ed esami di
laboratorio ai sensi della legge 30 dicembre 1970, n. 1239.
Art. 26.
Le disposizioni sanitarie che disciplinano gli scambi intracomunitari
di carni fresche come pure l’importazione di carni dai Paesi terzi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1965,
numero 1701, così come modificato con decreto-legge 11 settembre 1967,
numero 797, convertito, con modificazioni, nella legge 10 novembre
1967, n. 1009, sono abrogate. É abrogata altresì la disposizione che
vieta l’importazione delle carni equine fresche, refrigerate e
congelate di cui all’art. 53, ultimo comma, del regolamento di polizia
veterinaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8
febbraio 1954, n. 320.
Art. 27. I contravventori alle disposizioni
della presente legge e ad ogni altra disposizione sanitaria vigente in
materia di importazione, esportazione e transito di carni, di prodotti
ed avanzi animali sono puniti con l’ammenda da lire 50 mila a lire 2
milioni, salvo che il fatto costituisca più grave reato.
Art. 28. La
presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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