Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l...

Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS.

LEGGE 5 GIUGNO 1990, n. 135
Preambolo
(Omissis).
Art. 1. Piano di
interventi contro l’AIDS.
1. Allo scopo di contrastare la diffusione
delle infezioni da HIV mediante le attività di prevenzione e di
assicurare idonea assistenza alle persone affette da tali patologie,
in particolare quando necessitano di ricovero ospedaliero, è
autorizzata l’attuazione dei seguenti interventi, nell’ambito
dell’apposito piano ministeriale predisposto dalla Commissione
nazionale per la lotta contro l’AIDS: a) interventi di carattere
poliennale riguardanti la prevenzione, l’informazione, la ricerca, la
sorveglianza epidemiologica ed il sostegno dell’attività del
volontariato, attuati con le modalità previste dall’azione programmata
del Piano sanitario nazionale riguardante la lotta all’AIDS, e nei
limiti degli stanziamenti ivi previsti anche a carico del bilancio del
Ministero della sanità; b) costruzione e ristrutturazione dei reparti
di ricovero per malattie infettive, comprese le attrezzature e gli
arredi, la realizzazione di spazi per attività di ospedale diurno e
l’istituzione o il potenziamento dei laboratori di virologia,
microbiologia e immunologia negli ospedali, nonché nelle cliniche ed
istituti previsti dall’articolo 39 della legge 23 dicembre 1978, n.
833, per un ammontare complessivo massimo di lire 2.100, miliardi con
priorità per le opere di ristrutturazione e con graduale realizzazione
delle nuove costruzioni, secondo le indicazioni che periodicamente
verranno date dalla Commissione nazionale per la lotta contro l’AIDS
sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome e il Consiglio sanitario nazionale, in
relazione alle previsioni epidemiologiche e alle conseguenti esigenze
assistenziali; c) assunzione di personale medico e infermieristico a
completamento degli organici delle strutture di ricovero di malattie
infettive e dei laboratori di cui alla lettera b), e del personale
laureato non medico e tecnico occorrente per gli stessi laboratori
negli ospedali, nonché nelle cliniche ed istituti di cui all’articolo
39 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, a graduale attuazione degli
standard indicati dal decreto ministeriale 13 settembre 1988,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 225 del 24 settembre 1988, fino
ad una spesa complessiva annua di lire 120 miliardi, a regime, e di
lire 80 miliardi per l’anno 1990; d) svolgimento di corsi di
formazione e di aggiornamento professionale per il personale dei
reparti di ricovero per malattie infettive e degli altri reparti che
ricoverano ammalati di AIDS da tenersi fuori dall’orario di servizio,
con obbligo di frequenza e con corresponsione di un assegno di studio
dell’importo di lire 4 milioni lordi annui, fino ad una spesa annua
complessiva di lire 35 miliardi; e) potenziamento dei servizi di
assistenza ai tossicodipendenti mediante la graduale assunzione di
unità di personale sanitario e tecnico, da ripartire tra le regioni e
le province autonome in proporzione alle rispettive esigenze, fino ad
una spesa complessiva annua di lire 38 miliardi a regime e di lire 20
miliardi per l’anno 1990; f) potenziamento dei servizi multizonali per
le malattie a trasmissione sessuale mediante la graduale assunzione di
unità di personale sanitario e tecnico, da ripartire tra le regioni e
province autonome in proporzione alle rispettive esigenze, fino ad una
spesa complessiva annua di lire 6 miliardi, a regime; g) potenziamento
dei ruoli del personale dell’Istituto superiore di sanità. Per far
fronte alle esigenze di cui al presente articolo, ai fini del
raggiungimento degli obiettivi di cui alla presente legge, le
dotazioni organiche dei ruoli dell’Istituto superiore di sanità
previste dalla tabella B, quadro I lettere a) e b), quadro II lettere
a) e b), quadro III lettera a) e quadro IV, annessa alla legge 7
agosto 1973, n. 519, e successive modificazioni, sono incrementate, a
partire dal 1º gennaio 1991, rispettivamente, di 4, 20, 5, 5, 5 e 20
unità. Al relativo onere, valutato in lire 2.018,5 milioni in ragione
d’anno, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate di cui
al successivo periodo. Le tariffe dei servizi a pagamento resi a terzi
dall’Istituto superiore di sanità sono adeguate entro il 31 dicembre
1990, con la procedura di cui al comma terzo dell’articolo 3 della
legge 7 agosto 1973, n 519, in modo da assicurare un gettito in
ragione d’anno non inferiore a lire 10.000 milioni. Le unità di
personale di cui ai quadri II, III e IV, portati in aumento, potranno
essere reperite, in deroga alle vigenti disposizioni, mediante
utilizzo delle graduatorie dei concorsi espletati nell’ultimo
quinquennio. 2. Le unità sanitarie locali, sulla base di indirizzi
regionali, promuovono la graduale attivazione di servizi per il
trattamento a domicilio dei soggetti affetti da AIDS e patologie
correlate, finalizzati a garantire idonea e qualificata assistenza nei
casi in cui, superata la fase acuta della malattia, sia possibile la
dimissione dall’ospedale e la prosecuzione delle occorrenti terapie
presso il domicilio dei pazienti. Il trattamento a domicilio ha luogo
mediante l’impiego, per il tempo necessario, del personale
infermieristico del reparto ospedaliero da cui è disposta la
dimissione che opererà a domicilio secondo le stesse norme previste
per l’ambiente ospedaliero con la consulenza dei medici del reparto
stesso, la partecipazione all’assistenza del medico di famiglia e la
collaborazione, quando possibile, del volontariato e del personale
infermieristico e tecnico dei servizi territoriali. Il trattamento a
domicilio, entro il limite massimo di 2.100 posti da ripartire tra le
regioni e le province autonome in proporzione alle rispettive esigenze
ed entro il limite di spesa complessiva annua di lire 60 miliardi, a
regime, e di lire 20 miliardi per il 1990, può essere attuato anche
presso idonee residenze collettive o case alloggio, con il ricorso ad
istituzioni di volontariato o ad organizzazioni assistenziali diverse
all’uopo convenzionate o a personale infermieristico convenzionato che
opererà secondo le indicazioni dei responsabili del reparto
ospedaliero. Le modalità di convenzionamento sono definite da un
apposito decreto ministeriale. 3. Gli spazi per l’attività di ospedale
diurno, da realizzare secondo le previsioni del comma 1, lettera b),
sono funzionalmente aggregati alle unità operative di degenza, nel
rapporto di un posto di assistenza a ciclo diurno per ogni cinque
posti di degenza ordinari, tra loro pienamente equivalenti agli
effetti degli standard di personale. Con atto di indirizzo e
coordinamento, da emanare ai sensi dell’articolo 5 della legge 23
dicembre 1978, n. 833, sono stabiliti criteri uniformi per
l’attivazione da parte delle unità sanitarie locali dei posti di
assistenza a ciclo diurno negli ospedali, con particolare riguardo ai
reparti di malattie infettive e alle specifiche esigenze di diagnosi e
cura delle infezioni da HIV, nonché criteri uniformi per l’attivazione
dei servizi di cui al comma 2 e sugli organici relativi. 4. Nelle
singole regioni e province autonome, gli interventi di costruzione e
ristrutturazione dei posti letto e quelli di adeguamento degli
organici, entro le complessive previsioni quantitative stabilite al
comma 1, lettere b) e c), possono essere realizzati anche in altri
reparti che siano prevalentemente impegnati, secondo i piani regionali
nell’assistenza ai casi di AIDS, per oggettive e documentate
condizioni epidemiologiche. 5. Al finanziamento degli interventi di
cui al comma 1, lettera, b), si provvede con operazioni di mutuo con
la BEI, con la Cassa depositi e prestiti e con gli istituti e aziende
di credito all’uopo abilitati, secondo modalità e procedure da
stabilirsi con decreto del Ministro del tesoro. I finanziamenti
predetti sono iscritti in apposito capitolo dello stato di previsione
del Ministero della sanità. Alla relativa gestione si provvede con le
modalità di cui al comma 1 dell’articolo 5 del decreto-legge 8
febbraio 1988, n. 27, convertito, con modificazioni, dalla legge 8
aprile 1988, n. 109. All’onere di ammortamento dei mutui, valutato in
ragione di lire 250 miliardi annui a decorrere dall’anno 1990, si fa
fronte in relazione alla mancata utilizzazione della quota di lire
3.000 miliardi autorizzata per il 1988 dal comma 5 dell’articolo 20
della legge 11 marzo 1988, n. 67. 6. Al finanziamento degli interventi
di cui al comma 1, lettere c), d) ed e), e al comma 2 si provvede con
quote del fondo sanitario nazionale di parte corrente, che vengono
vincolate allo scopo. 7. Al finanziamento degli interventi di cui al
comma 1, lettera f), si fa fronte con gli stanziamenti di cui al
capitolo 2547 dello stato di previsione del Ministero della sanità.

Architetto.info