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Piano pluriennale di funzionamento dell'edilizia universitaria....

Piano pluriennale di funzionamento dell'edilizia universitaria.

LEGGE 6 MARZO 1976, n. 50
Preambolo
La Camera dei deputati ed il
Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della
Repubblica: Promulga la seguente legge:
Art. 1. é autorizzata la
spesa di lire 550 miliardi per il periodo dal 1976 a 1981 per la
realizzazione di un programma poliennale relativo ad opere di edilizia
universitaria, comprendente la costruzione, l’ampliamento, la
ristrutturazione e l’ammodernamento di sedi universitarie, nonché il
completamento dei programmi approvati ai sensi della legge 28 luglio
1967, n. 641, nei limiti di cui all’art. 2 della presente legge. Tutte
le somme relative ai predetti programmi approvati ai sensi della legge
28 luglio 1967, n. 641, tuttora disponibili e non impiegabili a norma
dell’art. 2 della presente legge sono utilizzate per il finanziamento
del programma poliennale previsto nel precedente comma. Sono comprese
le spese per arredamenti e attrezzature necessari all’espletamento
dell’attività didattica e scientifica, le opere di edilizia
residenziale e gli impianti sportivi, ai quali ultimi è riservato il 2
per cento dello stanziamento globale; le spese per l’acquisizione di
aree e di edifici e per rimborsi di opere già realizzate, o in corso
di esecuzione, con anticipazioni autorizzate dal Ministero della
pubblica istruzione; le spese per l’eventuale revisione in aumento dei
prezzi. A partire dal 1982 gli stanziamenti relativi ai successivi
programmi poliennali di opere di edilizia universitaria saranno
autorizzati con apposita norma della legge di approvazione del
bilancio di previsione dello Stato. Entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge il Ministro per la pubblica
istruzione, sulla base dei programmi poliennali formulati dalle
università e istituzioni universitarie di cui all’art. 42 della legge
28 luglio 1967, n. 641 e delle proposte del comitato centrale per
l’edilizia universitaria di cui all’art. 4 della presente legge,
approva con proprio decreto il programma delle opere edilizie ammesse
a finanziamento per il periodo di cui al primo comma del presente
articolo. Successivamente con singoli decreti, in conformità al
programma, il Ministro per la pubblica istruzione approva i
finanziamenti delle opere di ogni singola università o istituzione
universitaria di cui all’art. 42 della legge 28 luglio 1967, n. 641.
Detto programma dovrà tener conto delle eventuali strutture
dipartimentali delle università. Eventuali variazioni al programma
sono approvate con la procedura di cui al quinto comma del presente
articolo. Annualmente, a partire dal 1977, il Ministro per la pubblica
istruzione presenta al Parlamento una relazione sullo stato di
attuazione del programma. A partire dal 1981, nell’anno che prevede la
fine di ciascun programma, unitamente all’anzidetta relazione annuale
il Ministro presenta al Parlamento, con le procedure di cui al quinto
comma, i lineamenti del successivo programma poliennale da finanziare
a norma del quarto comma del presente articolo, nonché le eventuali
variazioni ai criteri di priorità di cui ai successivi articoli 2 e 3.
La somma di cui al primo comma del presente articolo è iscritta nello
stato di previsione della spesa del Ministero della pubblica
istruzione in ragione di: 50 miliardi per l’esercizio finanziario
1976; 75 miliardi per l’esercizio finanziario 1977; 125 miliardi per
l’esercizio finanziario 1978; 150 miliardi per l’esercizio finanziario
1979; 100 miliardi per l’esercizio finanziario 1980; 50 miliardi per
l’esercizio finanziario 1981. Il Ministero della pubblica istruzione è
autorizzato ad assumere, per le esigenze dei programmi, impegni di
spesa anche per somme eccedenti gli stanziamenti di ciascun anno,
purché gli impegni stessi non superino nel totale lo stanziamento
complessivo ed i relativi pagamenti siano ripartiti negli anni
finanziari entro i limiti degli stanziamenti rispettivi. Per
l’eventuale revisione in aumento dei prezzi e per eventi non
prevedibili è riservato il 15 per cento dello stanziamento previsto
dal primo comma del presente articolo.
Art. 2. Il programma deve
prevedere prioritariamente il completamento delle opere comprese nei
programmi approvati ai sensi della legge 28 luglio 1967, n. 641,
limitatamente a quelle i cui progetti siano stati già approvati e i
lavori siano in corso di esecuzione o che, comunque, debbano essere
realizzate per rendere funzionali lotti già parzialmente eseguiti ma
non ancora utilizzabili. Deve comprendere, altresì, i maggiori oneri
dovuti all’eventuale revisione in aumento dei prezzi.
Art. 3. Nella
formulazione del programma di cui al primo comma dell’articolo 1 dovrà
tenersi conto, nel seguente ordine, dei sottoindicati criteri di
priorità: 1) completamento delle opere relative a programmi di
ammodernamento o ristrutturazione di strutture edilizie già esistenti
o di ampliamento delle stesse, richieste da verificate esigenze di
migliore funzionalità; 2) costruzione e completamento di sedi di
università già funzionanti ed istituite in data non anteriore al 1968;
3) costruzione e completamento di nuove sedi di università già
funzionanti, per esigenze di decongestionamento o di decentramento; 4)
costruzione di opere edilizie relative a università istituite o da
istituire in conseguenza del disposto dell’art. 10 del decreto-legge
1º ottobre 1973, n. 580, convertito in legge, con modificazioni, con
legge 30 novembre 1973, n. 766. A tal fine sarà riservato un importo
non superiore al 10 per cento dello stanziamento di cui al primo comma
dell’art. 1 della presente legge. Le opere di edilizia universitaria
comprese nei programmi approvati ai sensi della legge 28 luglio 1967,
n. 641, e non ancora realizzate, escluse quelle di cui al precedente
art. 2, saranno riconsiderate per essere eventualmente comprese,
previa verifica, nel nuovo programma.
Art. 4. Il comitato centrale
per l’edilizia universitaria ha sede presso il Ministero della
pubblica istruzione ed è composto dai seguenti membri: due
rappresentanti del Ministero della pubblica istruzione; un
rappresentante del Ministero dei lavori pubblici; un rappresentante
del Ministero del tesoro; un rappresentante del Ministero del bilancio
e della programmazione economica; due esperti, designati uno dal
Ministero dei lavori pubblici e uno da quello della pubblica
istruzione; tre rappresentanti delle regioni designati dalla
commissione interregionale di cui all’art. 13 della legge 16 maggio
1970, n. 281; tre rettori o direttori eletti collegialmente dai
rettori e direttori delle università e degli istituti universitari
statali; tre componenti di consigli di amministrazione delle
università e degli istituti universitari statali, collegialmente
eletti dai rappresentanti dei consigli stessi a tal fine da ciascun
consiglio designati. Il comitato è presieduto dal Ministro per la
pubblica istruzione o da un suo delegato. Le mansioni di segretario
vengono svolte da un funzionario del Ministero della pubblica
istruzione, di grado non inferiore a direttore di divisione aggiunto.
Il comitato formula le proposte per il programma di cui al precedente
art. 1, in relazione alle richieste presentate dalle università e
dalle istituzioni di cui all’art. 42 della legge 28 luglio 1967, n.
641, sulla base di parametri tecnici predeterminati dal comitato
stesso.
Art. 5. Il Ministro per la pubblica istruzione, sentito il
comitato di cui al precedente art. 4, ha facoltà di revocare i
finanziamenti assegnati, qualora entro due anni dall’approvazione dei
programmi delle singole università, non risultino ancora appaltate le
opere programmate. Le somme in tal modo rese disponibili saranno
utilizzate per le variazioni del programma di cui all’art. 1, comma
ottavo.
Art. 6. I limiti di spesa richiamati dall’art. 11 del
decreto-legge 1º ottobre 1973, n. 580, convertito in legge, con
modificazioni, con legge 30 novembre 1973, n. 766, sono elevati a 500
milioni (1). Detto limite è ulteriormente adeguabile all’andamento
generale dei prezzi con decreto del Ministro per la pubblica
istruzione di concerto con i Ministri per il tesoro e per i lavori
pubblici. Il consiglio di amministrazione dell’università può
delegare, in tutto o in parte, l’ingegnere preposto all’ufficio
tecnico universitario a compiere gli atti di gestione di carattere
tecnico-amministrativo riguardanti la conduzione delle opere fino al
momento del collaudo. Le perizie di variante e suppletive relative ai
progetti già approvati, purché non alterino la natura e la
destinazione delle singole opere e l’importo dei relativi
finanziamenti sono di competenza esclusiva del consiglio di
amministrazione dell’università. Agli ingegneri degli uffici tecnici
delle università possono essere affidati collaudi di opere realizzate
in sede diversa da quella di servizio.
(1) Il D.M. 19.09.1983 ha
disposto che “i limiti di spesa richiamati dall’art. 11 del
decreto-legge 1º ottobre 1973, n. 580, convertito in legge, con
modificazioni, con legge 30 novembre 1973, n. 766, sono elevati a
1.300 milioni.
Art. 7. Qualora siano indette gare, i lavori e le
forniture possono essere aggiudicati fin dalla prima gara alla
migliore offerta, anche se in aumento. L’aumento dovrà comunque essere
mantenuto entro un limite massimo, fissato preventivamente con scheda
segreta.
Art. 8. Per quanto non in contrasto con le disposizioni
della presente legge, valgono le norme della legge 28 luglio 1967, n.
641, e successive modificazioni e integrazioni, comprese quelle del
decreto-legge 1º ottobre 1973, n. 580, convertito in legge, con
modificazioni, con legge 30 novembre 1973, n. 766. Le norme di cui
alla presente legge si applicano a tutte le opere di edilizia
universitaria.
Art. 9. Le somme previste dalla presente legge non
impegnate nel corso dell’esercizio finanziario possono essere
utilizzate negli esercizi successivi.
Art. 10. A integrazione dei
fi…

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