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Programma di interventi straordinari per la meccanizzazione e l'automazione dei servizi postali, di bancoposta e telegrafici, per il riassetto dei servizi telefonici nonché per la costruzione di alloggi di servizio da assegnare in locazione semplice ai dipendenti del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni.

LEGGE 7 GIUGNO 1975, n. 227
Preambolo
La Camera dei deputati ed il
Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della
Repubblica: Promulga la seguente legge:
Art. 1. Il Ministro per le
poste e le telecomunicazioni, sentito il Comitato interministeriale
per la programmazione economica, presenterà al Parlamento un piano
organico pluriennale di sviluppo e potenziamento dei servizi postali e
di telecomunicazione, da predisporre sulla base degli indirizzi e
degli obiettivi del programma economico nazionale. Il piano di cui al
comma precedente sarà comunque presentato entro il 31 dicembre 1976.
In attesa della presentazione del piano pluriennale l’Amministrazione
delle poste e delle telecomunicazioni è autorizzata a dare attuazione
ad un programma di interventi straordinari concernente opere e
forniture per l’importo complessivo di lire 830 miliardi.
Art. 2.
L’importo indicato all’art. 1 sarà destinato: 1) per lire 250 miliardi
all’acquisto e all’istallazione di impianti per: a) il completamento e
l’ampliamento della meccanizzazione e automazione della rete del
movimento delle corrispondenze e dei pacchi; b) il completamento e
l’ampliamento della meccanizzazione e automazione dei servizi del
bancoposta; c) la realizzazione del sistema informativo globale; d) il
completamento e l’ampliamento della commutazione elettronica nelle
centrali telegrafiche e trasmissione dati; 2) per lire 400 miliardi
alla realizzazione di nuovi complessi edilizi per l’allocamento degli
impianti di cui all’alinea precedente nonchè delle opere edilizie
aventi carattere di strumentalità con il funzionamento degli impianti
stessi; 3) per lire 180 miliardi alla costruzione di alloggi di
servizio da assegnare in locazione semplice ai dipendenti
dell’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni.
Art. 3.
Per la realizzazione del programma degli interventi straordinari, di
cui al precedente art. 1, l’Amministrazione delle poste e delle
telecomunicazioni è autorizzata ad assumere, anche in via immediata,
impegni fino alla concorrenza di 830 miliardi di lire, fermo restando
che i pagamenti non potranno superare i limiti degli stanziamenti che
verranno iscritti in appositi capitoli del titolo II — spese in conto
capitale — del bilancio della stessa Amministrazione, in ragione
di:
lire 50 miliardi per il 1975, di cui lire 5 miliardi per gli
alloggi di servizio;
lire 130 miliardi per il 1976, di cui lire 25
miliardi per gli alloggi di servizio;
lire 120 miliardi per il 1977,
di cui lire 25 miliardi per gli alloggi di servizio;
lire 110 miliardi
per il 1978, di cui lire 25 miliardi per gli alloggi di servizio;
lire
110 miliardi per il 1979, di cui lire 25 miliardi per gli alloggi di
servizio;
lire 110 miliardi per il 1980, di cui lire 25 miliardi per
gli alloggi di servizio;
lire 100 miliardi per il 1981, di cui lire 25
miliardi per gli alloggi di servizio;
lire 100 miliardi per il 1982,
di cui lire 25 miliardi per gli alloggi di servizio.
Art. 4. Il
programma di interventi straordinari sarà sottoposto, sentito il
consiglio di amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni, al
Comitato interministeriale per la programmazione economica e verrà
quindi approvato con decreto del Ministro per le poste e le
telecomunicazioni, di concerto con i Ministri per il bilancio e la
programmazione economica e per il tesoro. Le eventuali variazioni al
programma saranno approvate con le stesse modalità. Il programma e le
eventuali variazioni sono comunicati al Parlamento prima dell’invio al
Comitato interministeriale per la programmazione economica. Il
Ministro per le poste e le telecomunicazioni darà comunicazione ogni
anno, in allegato al bilancio di previsione dell’Amministrazione delle
poste e delle telecomunicazioni, dello stato di attuazione del
programma al 31 dicembre dell’anno precedente quello di presentazione
di detto bilancio.
Art. 5. Ai fondi occorrenti per il finanziamento
della spesa per le opere e forniture di cui ai punti 1 e 2 del
precedente art. 2 per l’importo complessivo di lire 650 miliardi si
provvederà con operazioni di credito. A tal fine l’Amministrazione
delle poste e delle telecomunicazioni è autorizzata a contrarre mutui,
in relazione alle effettive necessità, fino alla concorrenza di un
ricavo netto complessivo pari alla somma di 650 miliardi di lire.
Anche il Consorzio di credito per le opere pubbliche è autorizzato a
concedere i mutui suddetti. Per il finanziamento della spesa per la
costruzione degli alloggi di servizio di cui al punto 3 dello stesso
art. 2 la Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere
all’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni, sui fondi
dei conti correnti postali, di cui all’art. 1 del decreto legislativo
luogotenenziale 22 novembre 1945, n. 822, anticipazioni sino
all’ammontare di lire 180 miliardi, da somministrarsi nelle misure
previste per ciascun anno dal precedente art. 3. Per la parte non
coperta dalle anticipazioni della Cassa depositi e prestiti,
l’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni è autorizzata
a contrarre mutui, anche con il Consorzio di credito per le opere
pubbliche. I mutui di cui sopra saranno contratti nelle forme, alle
condizioni e con le modalità che verranno stabilite con apposite
convenzioni da stipulare tra l’Amministrazione delle poste e delle
telecomunicazioni e gli enti mutuanti con l’intervento del Ministro
per il tesoro e da approvarsi con decreto del Ministro stesso.
L’ammortamento delle singole anticipazioni della Cassa depositi e
prestiti sarà effettuato in non più di 35 anni al tasso vigente per i
mutui della Cassa stessa alla data della concessione. Le rate di
ammortamento, per capitale ed interessi, dei mutui e delle
anticipazioni saranno iscritte, con distinta imputazione, nel bilancio
dell’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni e
specificatamente vincolate a favore degli enti mutuanti.
Art. 6. Le
rate di ammortamento, in conto capitale, dei mutui e delle
anticipazioni da contrarre in applicazione della presente legge
saranno rimborsate dal Ministero del tesoro all’Amministrazione delle
poste e delle telecomunicazioni e saranno pertanto iscritte negli
stati di previsione della spesa di detto Ministero, e,
correlativamente, negli stati di previsione dell’entrata
dell’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni.
Art. 7.
Gli alloggi di servizio previsti nel punto 3 dell’art. 2 debbono
essere realizzati nell’ambito dei piani di zona di cui alla legge 18
aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni ed integrazioni e
devono avere le caratteristiche stabilite dalle norme vigenti per le
abitazioni costruite o da costruirsi a totale carico dello Stato; gli
alloggi possono essere realizzati anche mediante case-albergo.
L’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni acquisisce le
aree occorrenti per la costruzione degli alloggi di cui al precedente
comma, anche mediante espropriazione, secondo le disposizioni
dell’art. 60 della legge 22 ottobre 1971, n. 865. Gli alloggi di cui
al primo comma sono assegnati in locazione semplice ai dipendenti
dell’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni, dal
consiglio di amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni
che, per la formazione delle graduatorie eventualmente necessarie, si
uniformerà alle disposizioni contenute nel decreto del Presidente
della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035. La concessione cesserà di
avere vigore dopo un anno dalla cessazione dal servizio o dal
trasferimento ad altra sede.
Art. 8. L’Azienda di Stato per i servizi
telefonici è autorizzata ad attuare un programma di interventi
straordinari per un importo complessivo di lire 220 miliardi, di cui
lire 200 miliardi per il riassetto ed il completamento delle strutture
della rete telefonica nazionale e dei suoi <<centri
nodali>> e lire 20 miliardi per la costruzione di alloggi di
servizio da assegnare in locazione semplice ai propri dipendenti. Per
la realizzazione del programma di cui al comma precedente si applicano
tutte le disposizioni dettate dalla presente legge per l’analogo
programma di interventi straordinari dell’Amministrazione delle poste
e delle telecomunicazioni, ivi comprese quelle relative al
finanziamento della spesa ed al rimborso dei mutui all’uopo contratti.
Gli stanziamenti che saranno all’uopo iscritti in appositi capitoli
del titolo II — spese in conto capitale — del bilancio della stessa
Azienda di Stato per i servizi telefonici, entro i quali dovranno
essere contenuti i pagamenti annuali, sono stabiliti in ragione
di:
lire 14 miliardi per il 1975, di cui lire 2 miliardi per gli
alloggi di servizio;
lire 28 miliardi per il 1976, di cui lire 2
miliardi per gli alloggi di servizio;
lire 30 miliardi per il 1977, di
cui lire 3 miliardi per gli alloggi di servizio;
lire 30 miliardi per
il 1978, di cui lire 3 miliardi per gli alloggi di servizio;
lire 30
miliardi per il 1979, di cui lire 3 miliardi per gli alloggi di
servizio;
lire 30 miliardi per il 1980, di cui lire 3 miliardi per gli
alloggi di servizio;
lire 29 miliardi per il 1981, di cui lire 2
miliardi per gli alloggi di servizio;
lire 29 miliardi per il 1982, di
cui lire 2 miliardi per gli alloggi di servizio.
Art. 9. In
considerazione dell’urgenza delle opere di cui all’art. 2, nonchè
degli uffici postali e di telecomunicazione, e dell’interesse
nazionale che riveste la loro sollecita realizzazione, il giudice
amministrativo, quando si tratti di provvedimenti amministrativi di
occupazione temporanea e di urgenza, o di espropriazione per pubblica
utilità delle aree necessarie per la esecuzione delle opere e degli
edifici suddetti, può disporre, nell’ipotesi di cui all’art. 21,
ultimo comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, unicamente il
deposito di una cauzione da parte dell’Amministrazione delle poste e
delle tel…

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