Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Legge quadro sull'ordinamento della Polizia Municipale....

Legge quadro sull'ordinamento della Polizia Municipale.

LEGGE 7 MARZO 1986, n. 65
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art. 1.
Servizio di polizia municipale.
1. I comuni svolgono le funzioni di
polizia locale. A tal fine, può essere appositamente organizzato un
servizio di polizia municipale. 2. I comuni possono gestire il
servizio di polizia municipale nelle forme associative previste dalla
legge dello Stato.
Articolo 2
Art. 2. Funzioni del sindaco.
Il
sindaco o l’assessore da lui delegato, nell’esercizio delle funzioni
di cui al precedente articolo 1, impartisce le direttive, vigila
sull’espletamento del servizio e adotta i provvedimenti previsti dalle
leggi e dai regolamenti.
Articolo 3
Art. 3.
Compiti degli addetti
al servizio di polizia municipale. Gli addetti al servizio di polizia
municipale esercitano nel territorio di competenza le funzioni
istituzionali previste dalla presente legge e collaborano, nell’ambito
delle proprie attribuzioni, con le Forze di polizia dello Stato,
previa disposizione del sindaco, quando ne venga fatta, per specifiche
operazioni, motivata richiesta dalle competenti autorità.
Articolo 4

Art. 4.
Regolamento comunale del servizio di polizia municipale. I
comuni singoli o associati adottano il regolamento del servizio di
polizia municipale, che, in particolare, deve contenere disposizioni
intese a stabilire: 1) che le attività vengano svolte in uniforme;
possono essere svolte in abito civile quando ciò sia strettamente
necessario per l’espletamento del servizio e venga autorizzato; 2) che
i distacchi ed i comandi siano consentiti soltanto quando i compiti
assegnati ineriscano alle funzioni di polizia municipale e purché la
disciplina rimanga quella dell’organizzazione di appartenenza; 3) che
l’ambito ordinario delle attività sia quello del territorio dell’ente
di appartenenza o dell’ente presso cui il personale sia stato
comandato; 4) che siano osservati i seguenti criteri per i
sottoelencati casi particolari: a) sono autorizzate le missioni
esterne al territorio per soli fini di collegamento e di
rappresentanza; b) le operazioni esterne di polizia, d’iniziativa dei
singoli durante il servizio, sono ammesse esclusivamente in caso di
necessità dovuto alla flagranza dell’illecito commesso nel territorio
di appartenenza; c) le missioni esterne per soccorso in caso di
calamità e disastri, o per rinforzare altri Corpi e servizi in
particolari occasioni stagionali o eccezionali, sono ammesse previa
esistenza di appositi piani o di accordi tra le amministrazioni
interessate, e di esse va data previa comunicazione al prefetto.

Articolo 5
Art. 5.
Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia
stradale, di pubblica sicurezza. 1. Il personale che svolge servizio
di polizia municipale, nell’ambito territoriale dell’ente di
appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni, esercita anche:
a) funzioni di polizia giudiziaria, rivestendo a tal fine la qualità
di agente di polizia giudiziaria, riferita agli operatori, o di
ufficiale di polizia giudiziaria, riferita ai responsabili del
servizio o del Corpo e agli addetti al coordinamento e al controllo,
ai sensi dell’articolo 221, terzo comma, del codice di procedura
penale; b) servizio di polizia stradale, ai sensi dell’articolo 137
del testo unico delle norme sulla circolazione stradale approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, numero 393; c)
funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza ai sensi dell’articolo 3
della presente legge. 2. A tal fine il prefetto conferisce al suddetto
personale, previa comunicazione del sindaco, la qualità di agente di
pubblica sicurezza, dopo aver accertato il possesso dei seguenti
requisiti: a) godimento dei diritti civili e politici; b) non aver
subito condanna a pena detentiva per delitto non colposo o non essere
stato sottoposto a misura di prevenzione; c) non essere stato espulso
dalle Forze armate o dai Corpi militarmente organizzati o destituito
dai pubblici uffici. 3. Il prefetto, sentito il sindaco, dichiara la
perdita della qualità di agente di pubblica sicurezza qualora accerti
il venir meno di alcuno dei suddetti requisiti. 4. Nell’esercizio
delle funzioni di agente e di ufficiale di polizia giudiziaria e di
agente di pubblica sicurezza, il personale di cui sopra, messo a
disposizione dal sindaco, dipende operativamente dalla competente
autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza nel rispetto di eventuali
intese fra le dette autorità e il sindaco. 5. Gli addetti al servizio
di polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di
pubblica sicurezza possono, previa deliberazione in tal senso del
consiglio comunale, portare, senza licenza, le armi, di cui possono
essere dotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle
modalità previsti dai rispettivi regolamenti, anche fuori dal
servizio, purché nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza e
nei casi di cui all’articolo 4. Tali modalità e casi sono stabiliti,
in via generale, con apposito regolamento approvato con decreto del
Ministro dell’interno, sentita l’Associazione nazionale dei comuni
d’Italia. Detto regolamento stabilisce anche la tipologia, il numero
delle armi in dotazione e l’accesso ai poligoni di tiro per
l’addestramento al loro uso (1). (1) Comma così modificato dall’art.
17, comma 134, l. 15 maggio 1997, n. 127.
Articolo 6
Art. 6.

Legislazione regionale in materia di polizia municipale. 1. La
potestà delle regioni in materia di polizia municipale, salve le
competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome
di Trento e Bolzano, è svolta nel rispetto delle norme e dei principi
stabiliti dalla presente legge. 2. Le regioni provvedono con legge
regionale a: 1) stabilire le norme generali per la istituzione del
servizio tenendo conto della classe alla quale sono assegnati i
comuni; 2) promuovere servizi ed iniziative per la formazione e
l’aggiornamento del personale addetto al servizio di polizia
municipale; 3) promuovere tra i comuni le opportune forme associative
con idonee iniziative di incentivazione; 4) determinare le
caratteristiche delle uniformi e dei relativi distintivi di grado per
gli addetti al servizio di polizia municipale dei comuni della regione
stessa e stabilire i criteri generali concernenti l’obbligo e le
modalità d’uso. Le uniformi devono essere tali da escludere la stretta
somiglianza con le uniformi delle Forze di polizia e delle Forze
armate dello Stato; 5) disciplinare le caratteristiche dei mezzi e
degli strumenti operativi in dotazione ai Corpi o ai servizi, fatto
salvo quanto stabilito dal comma 5 del precedente articolo 5.

Articolo 7
Art. 7.
Corpo di polizia municipale e regolamento
comunale sullo stato giuridico del personale. 1. I comuni nei quali il
servizio di polizia municipale sia espletato da almeno sette addetti
possono istituire il Corpo di polizia municipale, disciplinando lo
stato giuridico del personale con apposito regolamento, in conformità
ai principi contenuti nella legge 29 marzo 1983, n. 93. 2. Il
regolamento di cui al precedente comma 1 stabilisce: 1) il contingente
numerico degli addetti al servizio, secondo criteri di funzionalità e
di economicità, in rapporto al numero degli abitanti del comune e ai
flussi della popolazione, alla estensione e alla morfologia del
territorio, alle caratteristiche socio-economiche della comunità
locale; 2) il tipo di organizzazione del Corpo, tenendo conto della
densità della popolazione residente e temporanea, della suddivisione
del comune stesso in circoscrizioni territoriali e delle zone
territoriali costituenti aree metropolitane. 3. I comuni definiscono
con regolamento l’ordinamento e l’organizzazione del Corpo di polizia
municipale. L’ordinamento si articola di norma in: a) responsabile del
Corpo (comandante); b) addetti al coordinamento e al controllo; c)
operatori (vigili). 4. L’organizzazione del Corpo deve essere
improntata al principio del decentramento per circoscrizioni o per
zone ed al criterio che le dotazioni organiche per singole qualifiche
devono essere stabilite in modo da assicurare la funzionalità e
l’efficienza delle strutture del Corpo. 5. Nel caso di costituzione di
associazione, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, il relativo atto
costitutivo disciplinerà l’adozione del regolamento di cui al presente
articolo, fissandone i contenuti essenziali.
Articolo 8
Art. 8.
Titoli di studio.
I titoli di studio per l’accesso alle qualifiche
previste dalla presente legge sono stabiliti in sede di accordo
nazionale per i dipendenti degli enti locali.
Articolo 9
Art. 9.
Comandante del Corpo di polizia municipale.
1. Il comandante del
Corpo di polizia municipale è responsabile verso il sindaco
dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico-operativo
degli appartenenti al Corpo. 2. Gli addetti alle attività di polizia
municipale sono tenuti ad eseguire le direttive impartite dai
superiori gerarchici e dalle autorità competenti per i singoli settori
operativi, nei limiti del loro stato giuridico e delle leggi.

Articolo 10
Art. 10.
Trattamento economico del personale di polizia
municipale. 1. Gli addetti al servizio di polizia municipale sono
inquadrati in livelli retributivi determinati in relazione alle
funzioni attribuite. 2. Le indennità attualmente previste
dall’articolo 26, quarto comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 25 giugno 1983, n. 347, in sede di accordo nazionale e
secondo le procedure della legge 29 marzo 1983, n. 93, possono essere
elevate fino al limite massimo dell’ottanta per cento dell’indennità
di cui all’articolo 43, terzo comma, della legge 1º aprile 1981, n.
121, per coloro ai quali sia attribuito l’esercizio di tutte le
funzioni di cui all’articolo 5 della presente legge. L’aumento non
compete al personale comandato o collocato in posizione che non
comporti l’effettivo espletamento delle anzidette funzioni. 3.
L’indennità …

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info