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Norme per l'elezione dei Consigli Provinciali....

Norme per l'elezione dei Consigli Provinciali.

LEGGE 8 MARZO 1951, n. 122
(1) Con d.m. 2 aprile 1998, n. 117, è stata
prevista la riduzione del 30 per cento delle sezioni elettorali.
Pertanto gli uffici elettorali comunali sono tenuti a predisporre
proposte di ridistribuzione del corpo elettorale da sottoporre alle
commissioni elettorali comunali entro il 10 settembre 1998. Entro il
17 settembre 1998 gli uffici elettorali provinciali sono tenute a
comunicare, per ogni singolo comune della provincia, il numero delle
sezioni elettorali ottenuto a seguito della riduzione alla Direzione
generale dell’amministrazione civile – Direzione centrale per i
servizi elettorali, che ne accetta la conformità. La riduzione del
numero delle sezioni elettorali deve comportare, per ciascun comune,
un numero medio per sezione non inferiore a: 750 elettori nei comuni
da 2.001 a 40.000 abitanti; 825 elettori nei comuni da 40.001 a
500.000 abitanti; 900 elettori nei comuni con più di 500.001 abitanti;
salvo che particolari, comprovate condizioni di lontananza o di
viabilità rendano difficile l’esercizio del diritto di voto, nei
comuni con popolazione inferiore a 1.200 abitanti viene costituita una
sola sezione, mentre nei comuni con popolazione da 1.201 a 2.000
abitanti il corpo elettorale è ripartito in due sezioni.
Preambolo

(Omissis).
Articolo 1
Art. 1.
Ogni Provincia ha un Consiglio
provinciale, un Presidente della Giunta provinciale e una Giunta
provinciale.
Articolo 2
Art. 2.
Il Consiglio provinciale è
composto: di 45 membri nelle Province con popolazione residente
superiore a 1.400.000 abitanti; di 36 membri nelle Province con
popolazione residente superiore a 700.000 abitanti; di 30 membri nelle
Province con popolazione residente superiore a 300.000 abitanti; di 24
membri nelle altre Province. I consiglieri provinciali rappresentano
la intera Provincia. La popolazione della Provincia è determinata in
base all’ultimo censimento generale.
Articolo 3
Art. 3.
La Giunta
provinciale è composta del presidente, di quattro assessori effettivi
e due supplenti nelle Province con popolazione fino a 300.000
abitanti; del presidente, di sei assessori effettivi e due supplenti
nelle Province con popolazione da 300 a 1.400.000 abitanti; del
presidente, di otto assessori effettivi e due supplenti nelle Province
con popolazione superiore a 1.400.000 abitanti (1). Gli assessori
supplenti sostituiscono gli effettivi in caso di assenza o di
impedimento (1). (1) Vedi, ora, l’art. 33, l. 8 giugno 1990, n. 142.

Articolo 4
Art. 4.
(Omissis) (1). (1) Articolo abrogato dall’art.
34, l. 25 marzo 1993, n. 81.
Articolo 5
Art. 5.
(Omissis) (1). (1)
Articolo abrogato dall’art. 34, l. 25 marzo 1993, n. 81.
Articolo 6

Art. 6.
(Omissis) (1). (1) Articolo abrogato dall’art. 34, l. 25
marzo 1993, n. 81.
Articolo 7
Art. 7.
Il Consiglio provinciale dura
in carica quattro anni. Il presidente della Giunta provinciale e la
Giunta provinciale scadono contemporaneamente al Consiglio, ma restano
in carica sino alla nomina dei successori. Il Consiglio esercita le
sue funzioni fino al 46º giorno antecedente alla data delle elezioni
per la sua rinnovazione, che potranno aver luogo a decorrere dalla
prima domenica successiva alla scadenza (1). La durata in carica si
computa dalla data delle elezioni (1). Si procede alla rinnovazione
integrale del Consiglio provinciale quando, per dimissioni od altra
causa, esso abbia perduto la metà dei suoi membri (1). Le elezioni si
effettuano entro tre mesi dal verificarsi delle vacanze suddette (1).
(1) Comma aggiunto dall’art. 1, l. 10 settembre 1960, n. 962.

Articolo 8
Art. 8.
Il Consiglio provinciale è eletto a suffragio
universale, mediante voto diretto, libero e segreto, secondo le norme
degli articoli seguenti. Per quanto non è previsto dalla presente
legge si applicano, in quanto siano con essa compatibili, le norme
stabilite per le elezioni dei Consigli comunali.
Articolo 9
Art. 9.

In ogni Provincia sono costituiti tanti collegi quanti sono i
consiglieri provinciali ad essa assegnati (1). A nessun Comune possono
essere assegnati più della metà dei collegi spettanti alla Provincia.
Le sezioni elettorali che interessano due o più collegi si intendono
assegnate al collegio nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio
elettorale di sezione. La tabella delle circoscrizioni dei collegi
sarà stabilita, su proposta del Ministro dell’interno con decreto del
Presidente della Repubblica, da pubblicarsi sulla Gazzetta Ufficiale.
Il decreto del Prefetto che fissa la data delle elezioni provinciali a
norma dell’art. 19 del D.Lgs.Lgt. 7 gennaio 1946, n. 1 (2) non può
essere emanato se non siano decorsi almeno quindici giorni dalla
pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica previsto dal
comma precedente. (1) Comma così sostituito dall’art. 2, l. 10
settembre 1960, n. 962. (2) Ora art. 18, d.p.r. 16 maggio 1960, n.
570.
Articolo 10
Art. 10.
(Omissis) (1). (1) Articolo abrogato
dall’art. 10, n. 1, l. 23 aprile 1981, n. 154.
Articolo 11
Art. 11.

(Omissis) (1). (1) Articolo abrogato dall’art. 10, n. 1, l. 23 aprile
1981, n. 154.
Articolo 12
Art. 12.
In ogni Tribunale si
costituiscono tanti uffici elettorali circoscrizionali quanti sono i
collegi elettorali contenuti nella sua circoscrizione. Qualora un
collegio elettorale comprenda Comuni, appartenenti alle circoscrizioni
di più Tribunali, l’ufficio elettorale si costituisce presso il
Tribunale nella cui circoscrizione ha sede il capoluogo del collegio.
L’ufficio elettorale circoscrizionale è composto di un magistrato del
Tribunale o delle Preture da esso dipendenti che lo presiede e di due
elettori idonei all’ufficio di presidente di sezione elettorale,
nominati dal presidente del Tribunale entro cinque giorni dalla
pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi. Un cancelliere
è designato ad esercitare le funzioni di segretario dell’ufficio

Articolo 13
Art. 13.
La Corte d’appello del capoluogo della
Provincia o il Tribunale del capoluogo o, in mancanza di questo, il
Tribunale della Provincia più vicino al capoluogo, quando nella
Provincia non ci sia Corte d’appello, si costituisce in ufficio
elettorale centrale, con l’intervento di cinque magistrati – dei quali
uno presiede – nominati dal Primo presidente o dal presidente entro
cinque giorni dalla pubblicazione del manifesto di convocazione dei
comizi. Un cancelliere è designato ad esercitare le funzioni di
segretario.
Articolo 14
Art. 14.
La presentazione delle candidature
per i singoli collegi è fatta per gruppi contraddistinti da un unico
contrassegno. Ciascun gruppo deve comprendere un numero di candidati
non inferiore ad un terzo e non superiore al numero dei consiglieri
assegnati alla Provincia. Per ogni candidato deve essere indicato il
collegio per il quale viene presentato. Nessun candidato può accettare
la candidatura per più di tre collegi. La dichiarazione di
presentazione del gruppo deve essere sottoscritta: a) da almeno 750 e
da non più di 1.100 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni
compresi nelle province fino a 100.000 abitanti; b) da almeno 1.000 e
da non più di 1.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni
compresi nelle province con più di 100.000 abitanti e fino a 500.000
abitanti; c) da almeno 1.750 e da non più di 2.500 elettori iscritti
nelle liste elettorali di comuni compresi nelle province con più di
500.000 abitanti e fino a 1.000.000 di abitanti; d) da almeno 2.000 e
da non più di 3.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni
compresi nelle province con più di 1.000.000 di abitanti (1) (2). Tale
dichiarazione deve contenere l’indicazione di due delegati a
designare, personalmente o per mezzo di persone da essi autorizzate
con dichiarazione autenticata da notaio, i rappresentanti del gruppo
presso ogni seggio e presso i singoli uffici elettorali
circoscrizionali e l’ufficio elettorale centrale (1). La presentazione
deve essere effettuata dalle ore 8 del trentesimo giorno alle ore 12
del ventinovesimo giorno antecedenti la data delle elezioni alla
segreteria dell’Ufficio elettorale centrale, il quale provvede
all’esame delle candidature e si pronuncia sull’ammissione di esse
secondo le norme in vigore per le elezioni comunali (3). (1) Gli
attuali commi 4 e 5 così sostituiscono l’originario comma 4 per
effetto dell’art. 3, l. 11 agosto 1991, n. 271. (2) Lettera così
sostituita dall’art. 1-bis, d.l. 25 febbraio 1995, n. 50, conv. in l.
13 marzo 1995, n. 68. (3) L’ultimo comma è stato, da ultimo,
sostituito dall’art. 4, l. 11 agosto 1991, n. 271.
Articolo 15
Art.
15.
(Omissis) (1). (1) Articolo abrogato dall’art. 5, l. 10 settembre
1960, n. 962.
Articolo 16
Art. 16.
(Omissis) (1). (1) Articolo
abrogato dall’art. 5, l. 10 settembre 1960, n. 962.
Articolo 17
Art.
17.
Compiute le operazioni relative all’esame ed all’ammissione dei
gruppi di candidati presentati, l’Ufficio elettorale centrale: 1)
procede, per mezzo della Prefettura, alla stampa, per ogni collegio,
del manifesto coi nomi dei candidati ed i relativi contrassegni, con
un numero progressivo assegnato ai gruppi mediante sorteggio, da
effettuarsi alla presenza dei delegati dei gruppi dei candidati, di
cui al quarto comma dell’art. 14, appositamente convocati, ed
all’invio di esso ai sindaci dei comuni della provincia, i quali ne
cureranno l’affissione all’albo pretorio e in altri luoghi pubblici
entro il quindicesimo giorno antecedente quello della votazione (1);
2) trasmette immediatamente alla prefettura, per la stampa delle
schede di ciascun collegio, le generalità dei relativi candidati e i
loro contrassegni, con un numero progressivo assegnato ai gruppi
mediante sorteggio da effettuarsi alla presenza dei delegati dei
gruppi dei candidati di cui al quarto comma dell’articolo 14,
appositamente convocati (1). Le schede, di carta consistente, di tipo
unico e d…

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