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Istituzione del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica.

LEGGE 9 MAGGIO 1989, n. 168
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art. 1.
Istituzione.
1. é istituito il Ministero dell’università e della
ricerca scientifica e tecnologica, di seguito denominato
<<Ministero>>, con il compito di promuovere, in attuazione
dell’articolo 9 della Costituzione, la ricerca scientifica e
tecnologica, nonché lo sviluppo delle università e degli istituti di
istruzione superiore di grado universitario, di seguito compresi nella
denominazione <<università>>. 2. Il Ministro
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, di seguito
denominato <<Ministro>>, a tal fine, dà attuazione
all’indirizzo ed al coordinamento nei confronti delle università e
degli enti di ricerca, nel rispetto dei principi di autonomia
stabiliti dall’articolo 33 della Costituzione e specificati dalla
legge e dalle disposizioni di cui alla legge 23 agosto 1988, n. 400.

Articolo 2
Art. 2. Funzioni.
1. Il Ministro: a) elabora ogni tre
anni il piano di sviluppo dell’università in base alle vigenti
disposizioni e presenta al Parlamento, ogni triennio, un rapporto
sullo stato dell’istruzione universitaria, formulato sulla base delle
relazioni delle università, sentiti il Consiglio universitario
nazionale (CUN) e la Conferenza permanente dei rettori delle
università italiane; b) valorizza e sostiene, anche con adeguato
supporto finanziario, la ricerca libera nelle università e negli enti
di ricerca, nel rispetto delle autonomie previste dalla presente legge
e definite nei rispettivi ordinamenti, promuovendo opportune
integrazioni e sinergie tra la ricerca pubblica e quella del settore
privato, favorendone lo sviluppo nei settori di rilevanza strategica
(1); b-bis) sovrintende al monitoraggio del PNR, con riferimento anche
alla verifica della coerenza tra esso e i piani e i programmi delle
amministrazioni dello Stato e degli enti da esse vigilati; riferisce
al CIPE sull’attuazione del PNR; redige ogni tre anni un rapporto
sullo stato di attuazione del medesimo e sullo stato della ricerca
nazionale (1); b-ter) approva i programmi pluriennali degli enti di
ricerca, con annesso finanziamento a carico dell’apposito Fondo
istituito nel proprio stato di previsione, verifica il rispetto della
programmazione triennale del fabbisogno di personale, approva statuti
e regolamenti degli enti strumentali o agenzie da esso vigilate,
esercita le funzioni di cui all’articolo 8 nei confronti degli enti
non strumentali, con esclusione di ogni altro atto di controllo o di
approvazione di determinazioni di enti o agenzie, i quali sono
comunque tenuti a comunicare al Ministero i bilanci (1); c) procede
alla ripartizione degli stanziamenti iscritti nel bilancio del
Ministero destinati alle università sulla base di criteri oggettivi
definiti con suo decreto, volti anche ad assicurare un equilibrato
sviluppo delle sedi universitarie, sentiti il CUN e la Conferenza
permanente dei rettori delle università italiane, e agli enti di
ricerca, nel rispetto delle previsioni delle leggi di settore (2); d)
riferisce al Parlamento ogni anno in apposita audizione
sull’attuazione del PNR e sullo stato della ricerca nazionale (3); e)
coordina le attività connesse alla partecipazione italiana a programmi
di istruzione universitaria e ricerca scientifica e tecnologica
comunitari ed internazionali, nonché la rappresentanza italiana in
materia di istruzione universitaria e di ricerca scientifica e
tecnologica nelle sedi internazionali, d’intesa con il Ministro degli
affari esteri e, in quelle comunitarie, anche con il Ministro per il
coordinamento delle politiche comunitarie. Gli accordi internazionali
in materia di istruzione universitaria e di ricerca scientifica e
tecnologica, che riguardano le amministrazioni dello Stato, le
università e gli enti pubblici di ricerca per programmi di rilevanza
nazionale e internazionale, sono stipulati, fatti salvi i principi di
autonomia di cui al titolo II, previa intesa con il Ministro
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica (2); f)
propone al Comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE) programmi di incentivazione e sostegno della ricerca
scientifica e tecnologica nel settore privato (2); g) coordina le
funzioni relative alla Anagrafe nazionale delle ricerche, istituita ai
sensi dell’articolo 63 del decreto del Presidente della Repubblica 11
luglio 1980, n. 382, ridefinendone con apposito decreto ministeriale
finalità ed organizzazione, ed esercita altresì, nell’ambito di
attività di ricerca scientifica e tecnologica, funzioni di supporto al
monitoraggio e alla valutazione della ricerca, nonché di previsione
tecnologica e di analisi di impatto delle tecnologie (3); h) assicura,
con il Ministro della pubblica istruzione, il coordinamento fra
l’istruzione universitaria e gli altri gradi di istruzione in Italia e
nei rapporti comunitari, collabora alle iniziative di aggiornamento
del personale della scuola, ai sensi dell’articolo 4, e favorisce la
ricerca in campo educativo. 2. Al Ministro e al Ministero sono
trasferite le funzioni in materia di istruzione universitaria, ivi
comprese quelle relative ai ruoli organici del personale ad esse
addetto, nonché quelle in materia di ricerca scientifica e
tecnologica, attribuite: a) al Presidente e alla Presidenza del
Consiglio dei ministri; b) al Ministro per il coordinamento delle
iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica; c) al Ministro e
al Ministero della pubblica istruzione. 3. (Omissis) (4). (1) Le
lettere b), b-bis) e b-ter), così sostituiscono l’originaria lettera
b) per effetto dell’art. 7, d.lg. 5 giugno 1998, n. 204. (2) Lettera
così modificata dall’art. 7, d.lg. 5 giugno 1998, n. 204. (3) Lettera
così sostituita dall’art. 7, d.lg. 5 giugno 1998, n. 204. (4) Comma
abrogato dall’art. 7, d.lg. 5 giugno 1998, n. 204.
Articolo 3
Art.
3. Programmazione e coordinamento della ricerca.
1. (Omissis) (1). 2.
(Omissis) (1). 3. Il Ministro, d’intesa con le altre amministrazioni
dello Stato, con le università e con gli enti interessati, definisce
iniziative di ricerca di comune interesse e ne promuove la coordinata
attuazione. A tal fine il Ministro conclude specifici accordi, con i
quali sono definiti i programmi, con l’indicazione dei relativi
obiettivi, i tempi di attuazione, il reperimento delle risorse
finanziarie e le modalità di finanziamento (2). 4. Le norme relative
alle procedure di formazione degli accordi, alla loro applicazione,
nonché agli strumenti amministrativi e contabili sono fissate con
decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e
tecnologica, emanato di concerto con il Ministro del tesoro, anche in
deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti
pubblici (3). (1) Comma abrogato dall’art. 7, d.lg. 5 giugno 1998, n.
204. (2) Comma così modificato dall’art. 7, d.lg. 5 giugno 1998, n.
204. (3) Vedi, anche, il d.m. 28 giugno 1995, n. 454.
Articolo 4

Art. 4.
Coordinamento dell’istruzione universitaria con gli altri
gradi di istruzione. 1. Il Ministro della pubblica istruzione ed il
Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica,
nelle materie di rispettiva competenza che importino problematiche
interessanti i due settori di istruzione, attuano ogni opportuna forma
di intesa e di collaborazione, al fine di realizzare un idoneo
coordinamento tra l’istruzione universitaria e l’istruzione di ogni
altro ordine e grado. 2. In particolare il Ministro della pubblica
istruzione sente il Ministro dell’università e della ricerca
scientifica e tecnologica: a) sulle iniziative di aggiornamento e di
specializzazione per il personale ispettivo, direttivo e docente delle
scuole di ogni ordine e grado, attuate in collaborazione con le
università ed eventualmente con gli Istituti regionali di ricerca,
sperimentazione e aggiornamento educativi (IRRSAE), i cui oneri fanno
carico al bilancio del Ministero della pubblica istruzione; b) sulle
iniziative per la revisione dei programmi della scuola secondaria
superiore ai fini della prosecuzione della formazione in ambito
universitario. 3. Il Ministro dell’università e della ricerca
scientifica e tecnologica sente il Ministro della pubblica istruzione
per tutti i problemi inerenti alla formazione, anche sotto l’aspetto
pedagogico, di coloro che seguono corsi di studio universitari che
prevedono sbocchi nell’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e
grado, nonché per il rilascio dei relativi titoli di studio. 4. Il
Ministro favorisce, anche mediante lo stanziamento di appositi fondi,
le iniziative delle università rivolte, nei diversi ambiti
disciplinari ed eventualmente anche d’intesa con gli IRRSAE, alla
preparazione all’insegnamento, allo sviluppo della ricerca ed alla
sperimentazione di metodologie e tecnologie didattiche nelle scuole di
ogni ordine e grado. Favorisce altresì le iniziative assunte dalle
università, d’intesa con organismi dell’amministrazione scolastica,
per promuovere l’interscambio culturale tra università e scuola. 5.
Per lo svolgimento delle attività previste dal presente articolo i
Ministri si avvalgono di una commissione di esperti composta da: a)
tre membri designati dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione
(CNPI); b) tre membri designati dal CUN; c) due membri designati dal
Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), in
rappresentanza delle forze imprenditoriali e di quelle di lavoro; d)
[un rappresentante designato dal CNST] (1); e) un rappresentante degli
IRRSAE designato dalla Conferenza dei presidenti; f) tre esperti
designati dal Ministro della pubblica istruzione; g) tre esperti
designati dal Ministro, con esperienza in campo formativo. 6. Le
disposizioni attuative del comma 5 sono dettate con decreto
interministeriale. (1) Il CNST è stato soppresso dall’art. 7, d.lg. 5
giugno 1998, n. …

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