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Approvazione del regolamento per la vigilanza sanitaria delle carni....

Approvazione del regolamento per la vigilanza sanitaria delle carni.

R.D. 20 DICEMBRE 1928, n. 3298
[Testo storico]
[Testo
Decreto]
Preambolo
Veduto l’art. 1º della legge 31 gennaio 1926, n.
100; Veduto il testo unico delle leggi sanitarie, approvato con Regio
Decreto 1º agosto 1907, n. 636; Veduto il Regio Decreto 30 dicembre
1923, n. 2889; Veduto il regolamento 3 agosto 1890, n. 7045; Veduto il
regolamento 3 febbraio 1901, n. 45; Veduto il regolamento 21 luglio
1927, n. 1586.
Articolo 1
E’ approvato l’unito regolamento per la
vigilanza sanitaria delle carni, il quale sarà vistato e sottoscritto,
d’ordine nostro, dal capo del governo, primo ministro segretario di
Stato, ministro per l’interno, proponente.
[Testo
Regolamento]
Preambolo
REGOLAMENTO.
Articolo 1
Art. 1
La
macellazione degli animali bovini, bufalini, suini, ovini, caprini ed
equini destinati all’alimentazione, deve essere eseguita
esclusivamente nei pubblici macelli in tutti i comuni che ne sono
provvisti. Solo in via eccezionale, e quando fondati motivi
giustifichino il provvedimento, può essere consentita dall’autorità
comunale, previa autorizzazione prefettizia, la macellazione per uso
privato od a scopo industriale anche fuori del pubblico macello, con
le norme e le garanzie stabilite agli articoli 9, 10, 11, 12, 13 e 16
del presente regolamento. Nei comuni non ancora provvisti di pubblico
macello, la macellazione deve eseguirsi in appositi locali,
riconosciuti idonei dall’autorità comunale, su conforme parere del
veterinario comunale.
Articolo 2
Art. 2.
I comuni che, a norma
delle vigenti disposizioni, debbono avere un pubblico macello, e non
v’abbiano ancora provveduto, vi saranno obbligati d’ufficio, con le
modalità prescritte dalla legge comunale e provinciale. Per i comuni
con popolazione inferiore a quella prevista per l’obbligatorietà della
costruzione del macello, il prefetto, sentito il consiglio provinciale
di sanità, potrà procedere alla istituzione di consorzi obbligatori,
per la costruzione di macelli consorziali, quando sussistano
condizioni locali a ciò favorevoli. Il prefetto, sentito il consiglio
provinciale di sanità, può procedere alla trasformazione in
consorziali di macelli che per la loro ubicazione ed organizzazione si
prestino allo scopo. La istituzione del consorzio sarà fatta secondo
le norme stabilite in materia.
Articolo 3
Art. 3
I pubblici macelli
devono essere costruiti in località adatta, con sviluppo edilizio e
tecnico proporzionato alla entità della macellazione ed in modo da
soddisfare completamente alle esigenze igienico-sanitarie, industriali
ed a quelle dei servizi. Devono, inoltre, essere forniti dei mezzi,
istrumenti ed apparecchi indispensabili per eseguire le necessarie
ricerche microscopiche e sperimentali. I progetti di costruzione dei
pubblici macelli devono ottenere il parere favorevole del consiglio
provinciale di sanità.
Articolo 4
Art. 4
I macelli di capoluogo di
provincia e quelli che hanno notevole importanza in rapporto
all’entità della macellazione, oltre che rispondere ai requisiti di
cui all’art. 3, devono avere un reparto per le macellazioni d’urgenza;
un frigorifero per la conservazione delle carni, ove non sia possibile
di disporre di un frigorifero preesistente idoneo allo scopo; uno
spaccio per la vendita delle carni di bassa macelleria, di cui agli
articoli 15, 20, 21, 22, 23, 24, 26, 27, 45, 46, 47, 48 e 49, ed
apparecchi adatti per la salagione, preparazione, cottura,
sterilizzazione delle carni da adibirsi all’alimentazione previo
trattamento; un impianto per la distruzione o la denaturazione delle
carni e dei visceri non adatti al consumo, nonchè dei rimanenti avanzi
animali. Lo spaccio di bassa macelleria, per esigenze commerciali e
per comodità del pubblico, potrà anche trovarsi fuori del macello
semprechè sia mantenuto sotto diretta sorveglianza sanitaria.
L’impianto per la distruzione e denaturazione delle carni, visceri,
ecc., potrà funzionare, ove sia conveniente, anche per altri comuni
viciniori, quale sardigna consorziale; e potrà, quando particolari
esigenze lo richiedano, essere posto in località adatta, anche fuori
del macello.
Articolo 5
Art. 5
La costruzione dei macelli annessi
agli stabilimenti privati per la preparazione delle carni insaccate,
delle carni in conserva, delle carni in iscatola, degli estratti di
carne, brodi ed altri prodotti alimentari in genere, è consentita, su
domanda dell’interessato, dal prefetto; previo parare del consiglio
provinciale di sanità, quando sia stato accertato che l’entità della
macellazione necessaria allo stabilimento è superiore alla
potenzialità del macello comunale, o quando siano deficienti i mezzi
di viabilità e di rapida comunicazione. La costruzione ed il
funzionamento di detti macelli, dal lato tecnico ed
igienico-sanitario, debbono uniformarsi alle norme stabilite pei
pubblici macelli dal presente regolamento.
Articolo 6
Art. 6.
La
direzione e l’ispezione sanitaria dei pubblici macelli debbono essere
affidate ai veterinari municipali. Nei comuni sprovvisti di servizio
veterinario, la ispezione delle carni da macello deve farsi dal
veterinario dei comuni viciniori o da un veterinario libero esercente
debitamente incaricato, o , quando ciò non sia possibile,
dall’ufficiale sanitario.
Articolo 7
Art. 7
La nomina a direttore
del pubblico macello dei capoluoghi di provincia deve farsi in seguito
a pubblico concorso per titoli e prove di esame scritte, orali e
pratiche di ispezione delle carni e di polizia sanitaria. La
commissione giudicatrice è composta di tre professionisti veterinari
specialmente competenti nella materia, nominati dal prefetto; essa
propone all’amministrazione comunale non più di tre nomi in ordine di
merito e la nomina deve cadere sopra una delle persone designate. Con
provvedimento del prefetto, su parere del consiglio provinciale di
sanità, l’obbligo del concorso per esame per la nomina del direttore
del pubblico macello può essere esteso anche a quei comuni non
capoluoghi di provincia, nei quali la macellazione presenti
considerevole, eccezionale importanza.
Articolo 8
Art. 8
Un
regolamento speciale, deliberato dalle amministrazioni comunali o
dalle rappresentanza consorziali, redatto ed approvato secondo le
norme stabilite dall’art. 199 del testo unico delle leggi sanitarie 1º
agosto 1907, n. 636, e dall’art. 78 del Regio Decreto 30 dicembre
1923, n. 2889, per i regolamenti locali di igiene, disciplinerà il
servizio dei pubblici macelli, di quelli privati e della bassa
macelleria.
Articolo 9
Art. 9
Per la macellazione degli animali si
devono adottare procedimenti atti a produrre la morte nel modo più
rapido possibile, usando apparecchi esplodenti a proiettile captivo,
oppure la recisione del midollo allungato (enervazione), ovvero altro
sistema da riconoscersi idoneo dall’autorità prefettizia, sentito il
consiglio provinciale di sanità. L’abbattimento deve essere
immediatamente seguito dalla recisione dei grossi vasi sanguigni del
collo (comunemente detta jugulazione), per ottenere il più completo
dissanguamento. La macellazione con la recisione del midollo allungato
(enervazione) deve essere eseguita esclusivamente da personale di
sicura abilità, debitamente autorizzato dal direttore del macello. Le
macellazioni, da eseguirsi in osservanza di precetti religiosi,
dovranno sempre aver luogo col pieno rispetto delle norme stabilite
dai precetti medesimi.
Articolo 10
Art. 10
La insufflazione d’aria
nel connettivo sottocutaneo e nei polmoni deve sempre eseguirsi con
mezzi meccanici, riconosciuti idonei dal direttore del macello.

Articolo 11
Art. 11
Gli animali da macello devono essere sottoposti
alla visita sanitaria immediatamente prima della macellazione.
L’ispezione sanitaria delle carni deve seguire appena avvenuta la
macellazione stessa. Le dette operazioni devono compiersi tanto nei
pubblici macelli, quanto nei macelli privati debitamente autorizzati,
entro i limiti di un orario diurno da stabilirsi dall’autorità
comunale d’accordo col direttore del macello, in guisa da garantire la
continuità della vigilanza sanitaria. Per i macelli privati, annessi a
stabilimenti industriali, debitamente autorizzati a norma dell’art. 5
del presente regolamento, l’orario viene stabilito sentito anche
l’interessato.
Articolo 12
Art. 12
L’ispezione sanitaria delle
carni deve essere metodica, accurata e minuziosa; nessuna parte,
nessun viscere devono essere sottratti alla visita ed asportati dai
locali di macellazione, prima che il sanitario abbia emesso il suo
giudizio.
Articolo 13
Art. 13
I privati, che in seguito a domanda
abbiano ottenuto dall’autorità comunale l’autorizzazione di macellare
a domicilio, debbono darne avviso il giorno innanzi al veterinario
comunale, o a chi, a norma dell’art. 6, lo sostituisce. Il detto
sanitario fisserà l’ora della visita e della macellazione, allo scopo
di poter compiere una completa ed accurata ispezione delle carni.

Articolo 14
Art. 14
Nei casi di macellazione d’urgenza, il
veterinario comunale, o chi, a norma dell’art. 6, lo sostituisce, deve
essere immediatamente avvertito, per i necessari accertamenti sanitari
e per poter constatare se effettivamente era giustificata la necessità
della pronta macellazione. Qualora non risulti dimostrata l’urgenza ed
appaia evidente il dolo, il suddetto sanitario deve farne denuncia
all’autorità comunale per i provvedimenti del caso, anche nei riguardi
delle penalità stabilite dall’art. 62 del presente regolamento.

Articolo 15
Art. 15
Nei macelli annessi a stabilimenti privati per
la lavorazione delle carni è rigorosamente proibito introdurre e
macellare animali destinati alla macellazione d’urgenza. Inoltre, se
fra gli animali che vi sono macellati vi saranno assegnazioni alla
bassa macelleria, le relative carni debbono essere inviate al pubblico
macello, per l’ulteriore destinazione, ai termini degli articoli 47 e

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