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Istituzione, soppressione e regificazione di istituti di isituzione media tecnica e norme di caratteri generali sulla istituzione e sul funzionamento degli istituti medesimi.

R.D.L. 21 SETTEMBRE 1938, n. 2038
Art. 1.
A decorrere dal 16 ottobre
1938-XVI sono istituite le scuole e gli istituti d’istruzione tecnica
elencati nelle tabelle A, C e D, annesse al presente decreto, viste e
firmate, d’ordine nostro, dal ministro per l’educazione nazionale e da
quello per le finanze. Nelle dette tabelle sono altresì indicate, per
ciascuna scuola o istituto d’istruzione tecnica, i corsi completi, le
sezioni, le specializzazioni, gli indirizzi, specializzati ed i posti
di ruolo.
Art. 2.
A decorrere dal 16 ottobre 1938-XVI sono soppressi
i regi istituti tecnici commerciali a indirizzo amministrativo e per
geometri di Benevento, Caserta e Salerno, il regio istituto tecnico
commerciale a indirizzo amministrativo di Trento, la regia scuola
tecnica commerciale e la regia scuola secondaria di avviamento a tipo
commerciale annesse al regio istituto tecnico commerciale a indirizzo
mercantile di Salerno, la regia scuola tecnica industriale con
specializzazione per tecnici di calzaturifici meccanici annessa al
regio istituto tecnico industriale del cuoio e derivati di Torino e la
sezione per geometri del regio istituto tecnico commerciale e per
geometri di Velletri. Dalla stessa data sono istituiti: a) un corso
superiore della sezione per geometri e due corsi inferiori completi
presso il regio istituto tecnico commerciale a indirizzo mercantile di
Benevento; b) un corso superiore della sezione per geometri, due corsi
inferiori completi e due classi collaterali stabili presso il regio
istituto tecnico commerciale a indirizzo mercantile di Caserta; c) un
corso superiore della sezione per geometri, due corsi inferiori
completi e tre classi collaterali stabili presso il regio istituto
tecnico commerciale a indirizzo mercantile di Salerno; d) due corsi
inferiori completi presso il regio istituto tecnico commerciale a
indirizzo mercantile di Trento; e) una regia scuola tecnica
commerciale con annessa scuola secondaria, di avviamento professionale
a tipo commerciale in Salerno. I posti di ruolo relativi ai corsi
superiori della sezione per geometri, ai corsi inferiori completi e
alla regia tecnica commerciale di cui al precedente comma sono
indicati nella tabella D prevista dall’art. 1 del presente decreto.

Art. 3.
In applicazione dell’art. 22, ultimo comma, della legge 15
giugno 1931-IX, n. 889, i locali e quanto costituisce il patrimonio e
la dotazione delle scuole e degli istituti soppressi col presente
decreto vengono destinati alle scuole e ai corsi istituiti negli
stessi comuni dal precedente art. 2.
Art. 4.
A decorrere dal 16
ottobre 1938-XVI, l’istitito tecnico agrario pareggiato
<<Stanga>> di Cremona è convertito in regio istituto
tecnico agrario. All’istituto predetto continuerà ad essere annessa la
scuola di meccanica agraria della fondazione <<C.
Beltrame>>. Il personale direttivo e insegnante che sia stato
nominato nei ruoli dell’istituto pareggiato secondo le norme dei regi
decreti 30 dicembre 1923-II, n. 3214; 13 ottobre 1927-V, n. 2033, e 5
luglio 1934-XII, n. 1185, sarà assunto in quelli governativi, sempre
che sia giudicato favorevolmente nella speciale ispezione, e
conserverà, agli effetti della carriera, l’anzianità acquisita in
servizio di ruolo nell’istituto pareggiato. I posti di ruolo del regio
istituto tecnico agrario <<Stanga>> di Cremona sono
indicati nella tabella B, annessa al presente decreto, vista e
firmata, d’ordine nostro, dal ministro per l’educazione nazionale e da
quello per le finanze.
Art. 5.
A decorrere dal 16 ottobre 1938-XVI,
sono istituite le seguenti scuole di istruzione tecnica con finalità
speciali ed ordinamenti non conformi a quelli stabiliti dalla legge 15
giugno 1931-IX, n. 889: a) una scuola internazionale di liuteria in
Cremona; b) un istituto industriale specializzato per la ceramica in
Milano; c) un istituto industriale specializzato per l’ottica in
Milano. Con successivo decreto reale, promosso dal ministro per
l’educazione nazionale di concerto col ministro per le finanze ed
emanato con le forme dell’art. 1, n. 3, della legge 31 gennaio
1926-IV, n. 100, saranno determinate le finalità delle scuole, la
durata dell’insegnamento, le materie di insegnamento, i titoli di
ammissione degli alunni, le tasse scolastiche, i diplomi che saranno
rilasciati, i posti di ruolo del personale e le eventuali norme
speciali di assunzione e retribuzione. Con decreto del nostro ministro
per l’educazione nazionale saranno stabiliti gli orari e i programmi
per le predette scuole.
Art. 6.
I contributi a carico dello Stato e
degli enti locali per le scuole e gli istituti di cui ai precedenti
art. 1, 2, 4 e 5 sono stabiliti nella misura indicata dalla tabella E
annessa al presente decreto, vista e firmata d’ordine nostro dal
ministro per l’educazione nazionale e da quello per le finanze. I
contributi degli enti locali indicati nella predetta tabella E
verranno corrisposti direttamente alle scuole interessate in rate
semestrali posticipate. A decorrere dal 1º luglio 1939-XVII anche i
contributi dovuti da enti o privati, a norma degli statuti delle
scuole e degli istituti d’istruzione media tecnica già esistenti,
saranno versati direttamente alle scuole interessate, in rate
semestrali posticipate. In caso di inadempienza degli enti nei
versamenti dei contributi di cui ai precedenti commi, il prefetto
promuoverà l’emissione di un mandato di ufficio per il pagamento, non
oltre due mesi dall’avvenuta scadenza, del debito per sorte capitale e
per interessi di mora, a meno che non si tratti dei consigli
provinciali delle corporazioni per i quali potrà provvedere solo il
ministero delle corporazioni.
Art. 7.
Le istituzioni e regificazioni
di cui ai precedenti art. 1, 2, 4 e 5 hanno luogo con gli effetti
degli art. 1 e 3 della legge 15 giugno 1931-IX, n. 889. Con decreto
del ministro per l’educazione nazionale è stabilita la composizione
dei consigli di amministrazione delle scuole e degli istituti di
istruzione tecnica istituiti o regificati col presente decreto.
Art.
8.
Gli oneri di cui agi art. 91 e 111 del testo unico della legge
comunale e provinciale, approvata con regio decreto-legge 3 marzo
1934-XII, n. 383, fanno carico rispettivamente ai comuni e alle
province nelle cui circoscrizioni vengono, col presente decreto,
istituite o regificate scuole o istituti di istruzione tecnica.
Art.
9.
Le modalità seguite per le istituzioni e regificazioni di cui ai
precedenti art. 1, 2, 4 e 5, e le norme stabilite dagli art. 6, 7 e 8
del presente decreto sostituiscono, a tutti gli effetti, gli statuti
previsti dalla legge 15 giugno 1931-IX, n. 889. Analogamente sia per
le istituzioni che per le regificazioni che avranno luogo
posteriormente all’entrata in vigore del presente decreto, il decreto
reale d’istituzione o regificazione, da emanarsi coll’osservanza delle
modalità e delle norme richiamate nel precedente comma, sostituirà, a
tutti gli effetti, lo statuto previsto dalla legge 15 giugno 1931-IX,
n. 889. Alla istituzione e regificazione, nello stesso anno, di scuole
conformi ai tipi specificati nell’art. 4 della legge 15 giugno
1931-IX, n. 889, si potrà provvedere anche con unico decreto reale
promosso dal ministro per la educazione nazionale di concerto coi
ministri per l’interno e per le finanze e con quelli degli altri
dicasteri eventualmente interessati. Alla istituzione di scuole aventi
finalità ed ordinamento speciali si potrà provvedere mediante decreto
reale promosso dal ministro per la educazione nazionale di concerto
coi ministri per l’interno e per le finanze e con quelli degli altri
dicasteri eventualmente interessati; il decreto dovrà contenere, oltre
alla indicazione dei contributi assegnati alle scuole e degli oneri
assunti dagli enti locali, anche le altre indicazioni specificate nel
secondo comma dell’art. 5 del presente decreto.
Art. 10.
Con
regolamento speciale sugli alunni, gli esami, le tasse, potranno
essere emanate norme interpretative ed integrative delle disposizioni
contenute nel capo VII della legge 15 giugno 1931-IX, n. 889. Le
materie d’insegnamento nelle scuole d’istruzione media tecnica
potranno essere determinate con decreto reale promosso dal ministro
per l’educazione nazionale. Per le predette scuole e per quelle aventi
finalità ed ordinamento speciali, gli orari e i programmi delle
materie di insegnamento e delle esercitazioni pratiche saranno
stabiliti con decreto del ministro per l’educazione nazionale.
Art.
11.
Il ministro per le finanze è autorizzato all’iscrizione nel
bilancio del ministero dell’educazione nazionale dei fondi necessari
alla esecuzione del presente decreto. Il presente decreto sarà
presentato al parlamento per la conversione in legge. Il ministro
proponente è incaricato della presentazione del relativo disegno di
legge.
Allegato 1
(Si omettono le tabelle).

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