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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 maggio 2001, n.34...

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 maggio 2001, n.341: Regolamento relativo ai criteri per la composizione delle commissioni esaminatrici del corso concorso selettivo di formazione dei dirigenti scolastici. (GU n. 207 del 6-9-2001)

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 maggio 2001, n. 341
Regolamento relativo ai criteri per la composizione delle commissioni
esaminatrici del corso concorso selettivo di formazione dei dirigenti
scolastici.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, e in particolare
l’articolo 21;
Visto il decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e in
particolare l’articolo 28-bis, inserito dal succitato decreto
legislativo 6 marzo 1998, n. 59;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n.
487, e successive modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 2000,
n. 324;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e in particolare
l’articolo 17, comma 3;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 23 aprile 2001;
Su proposta del Ministro della pubblica istruzione di concerto con
il Ministro per la funzione pubblica;
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Il presente decreto viene adottato in attuazione
dell’articolo 28-bis, comma 7, del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29, cosi’ come integrato dal decreto legislativo 6 marzo
1998, n. 59, e definisce i criteri per la composizione delle
commissioni esaminatrici del corso concorso selettivo di formazione
per il reclutamento dei dirigenti scolastici dei ruoli regionali
dell’amministrazione scolastica periferica di cui all’articolo 25-bis
del succitato decreto legislativo.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– Si riporta il testo dell’art. 21 della legge 15 marzo
1997, n. 59, recante: “Delega al Governo per il
conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti
locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per
la semplificazione amministrativa”:
“Art. 21. – 1. L’autonomia delle istituzioni
scolastiche e degli istituti educativi si inserisce nel
processo di realizzazione della autonomia e della
riorganizzazione dell’intero sistema formativo. Ai fini
della realizzazione della autonomia delle istituzioni
scolastiche le funzioni dell’Amministrazione centrale e
periferica della pubblica istruzione in materia di gestione
del servizio di istruzione, fermi restando i livelli
unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio
nonche’ gli elementi comuni all’intero sistema scolastico
pubblico in materia di gestione e programmazione definiti
dallo Stato, sono progressivamente attribuite alle
istituzioni scolastiche, attuando a tal fine anche
l’estensione ai circoli didattici, alle scuole medie, alle
scuole e agli istituti di istruzione secondaria, della
personalita’ giuridica degli istituti tecnici e
professionali e degli istituti d’arte ed ampliando
l’autonomia per tutte le tipologie degli istituti di
istruzione, anche in deroga alle norme vigenti in materia
di contabilita’ dello Stato. Le disposizioni del presente
articolo si applicano anche agli istituti educativi, tenuto
conto delle loro specificita’ ordinamentali.
2. Ai fini di quanto previsto nel comma 1, si provvede
con uno o piu’ regolamenti da adottare ai sensi dell’art.
17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel
termine di nove mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sulla base dei criteri generali e principi
direttivi contenuti nei commi 3, 4, 5, 7, 8, 9, 10 e 11 del
presente articolo. Sugli schemi di regolamento e’
acquisito, anche contemporaneamente al parere del Consiglio
di Stato, il parere delle competenti commissioni
parlamentari. Decorsi sessanta giorni dalla richiesta di
parere alle commissioni, i regolamenti possono essere
comunque emanati. Con i regolamenti predetti sono dettate
disposizioni per armonizzare le norme di cui all’art. 355
del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile
1994, n. 297, con quelle della presente legge.
3. I requisiti dimensionali ottimali per l’attribuzione
della personalita’ giuridica e dell’autonomia alle
istituzioni scolastiche di cui al comma 1, anche tra loro
unificate nell’ottica di garantire agli utenti una piu’
agevole fruizione del servizio di istruzione, e le deroghe
dimensionali in relazione a particolari situazioni
territoriali o ambientali sono individuati in rapporto alle
esigenze e alla varieta’ delle situazioni locali e alla
tipologia dei settori di istruzione compresi
nell’istituzione scolastica. Le deroghe dimensionali
saranno automaticamente concesse nelle province il cui
territorio e’ per almeno un terzo montano, in cui le
condizioni di viabilita’ statale e provinciale siano
disagevoli e in cui vi sia una dispersione e rarefazione di
insediamenti abitativi.
4. La personalita’ giuridica e l’autonomia sono
attribuite alle istituzioni scolastiche di cui al comma 1 a
mano a mano che raggiungono i requisiti dimensionali di cui
al comma 3 attraverso piani di dimensionamento della rete
scolastica, e comunque sono oltre il 31 dicembre 2000
contestualmente alla gestione di tutte le funzioni
amministrative che per loro natura possono essere
esercitate dalle istituzioni autonome. In ogni caso il
passaggio al nuovo regime di autonomia sara’ accompagnato
da apposite iniziative di formazione del personale, da una
analisi delle realta’ territoriali, sociali ed economiche
delle singole istituzioni scolastiche per l’adozione dei
conseguenti interventi perequativi e sara’ realizzato
seconda criteri di gradualita’ che valorizzino le capacita’
di iniziativa delle istituzioni stesse.
5. La dotazione finanziaria essenziale delle
istituzioni scolastiche gia’ in possesso di personalita’
giuridica e di quelle che l’acquistano ai sensi del comma 4
e’ costituita dall’assegnazione dello Stato per il
funzionamento amministrativo e didattico, che si suddivide
in assegnazione ordinaria e assegnazione perequativa. Tale
dotazione finanziaria e’ attribuita senza altro vincolo di
destinazione che quello dell’utilizzazione prioritaria per
lo svolgimento delle attivita’ di istruzione, di formazione
e di orientamento proprie di ciascuna tipologia e di
ciascun indirizzo di scuola. L’attribuzione senza vincoli
di destinazione comporta l’utilizzabilita’ della dotazione
finanziaria, indifferentemente, per spese in conto capitale
e di parte corrente, con possibilita’ di variare le
destinazioni in corso d’anno. Con decreto del Ministro
della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
sentito il parere delle commissioni parlamentari
competenti, sono individuati i parametri per la definizione
della dotazione finanziaria ordinaria delle scuole. Detta
dotazione ordinaria e’ stabilita in misura tale da
consentire l’acquisizione da parte delle istituzioni
scolastiche dei beni di consumo e strumentali necessari a
garantire l’efficacia del processo di
insegnamento-apprendimento nei vari gradi e tipologie
dell’istruzione. La stessa dotazione ordinaria, nella quale
possono confluire anche i finanziamenti attualmente
allocati in capitoli diversi da quelli intitolati al
funzionamento amministrativo e didattico, e’ spesa
obbligatoria ed e’ rivalutata annualmente sulla base del
tasso di inflazione programmata. In sede di prima
determinazione, la dotazione perequativa e’ costituita
dalle disponibilita’ finanziarie residue sui capitoli di
bilancio riferiti alle istituzioni scolastiche non
assorbite dalla dotazione ordinaria. La dotazione
prequativa e’ rideterminata …

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