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Art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n....

Art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici.

Circolare 12 Aprile 1994, N. 233/F

Art. 11 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, recante norme per
la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli
impianti termici degli edifici.
Indicazioni interpretative e di
chiarimento.
MINISTERO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E
DELL’ARTIGIANATO
Alle prefetture Alle regioni ed alle province
Autonome tramite i commissari di Governo All’Unione delle province
italiane (UPI)
All’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI)
Il decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412,
recante norme per la progettazione l’installazione, l’esercizio e la
manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del
contenimento dei consumi di energia, è stato pubblicato un supplemento
ordinario n. 96 alla Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 1993.

La maggior parte delle disposizioni ivi contenute, con particolare
riferimento a quelle inerenti i limiti di esercizio degli impianti
termici, hanno già avuto effetto con l’ordinaria entrata in vigore del
regolamento.
Le disposizioni di cui agli articoli 5, 7, 8, e 11 del
medesimo regolamento, inerenti in particolare le prescrizioni ai fini
della progettazione, dell’installazione e della manutenzione degli
impianti termici avranno invece effetto a decorrere dal novantesimo
giorno successivo a quello di pubblicazione del decreto ministeriale
di recepimento delle normative UNI previste dai medesimi articoli e,
in ogni caso, a decorrere dal 1 agosto 1994.
E’ a tale ultima data che
deve per altro ormai farsi riferimento considerato che lo stato
dell’iter di predisposizione delle norme in argomento da parte
dell’UNI non consente di prevedere che il relativo decreto di
recepimento venga pubblicato prima della metà del prossimo mese di
maggio.
Questo Ministero, in relazione all’approssimarsi di tale
termine di efficacia ed ai quesiti pervenuti in merito
all’applicazione delle norme in questione, ritiene opportuno fornire,
con la presente circolare, alcuni chiarimenti interpretativi, con
particolare riferimento ai requisiti richiesti per il terzo
responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto termico
ed alla disciplina della sostituzione dei generatori di calore il cui
rendimento di combustione risulti inferiore ai limiti prescritti.
A.
Requisiti del terzo responsabile dell’esercizio e della manutenzione
dell’impianto termico.
1) La legge 9 gennaio 1991, n. 10, ha previsto
all’art. 31, commi 1 e 2, la possibilità di delegare ad un soggetto
terzo la responsabilità dell’esercizio della manutenzione degli
impianti termici per il riscaldamento degli edifici.
La medesima
disposizione prevede che il proprietario, ovvero il terzo che si
assume tale responsabilità ove il proprietario stesso si avvalga della
predetta possibilità di delega, debba “adottare misure necessarie per
contenere i consumi di energia” e sia tenuto “a condurre gli impianti
e a disporre tutte le operazioni di manutenzione ordinaria e
straordinaria secondo le prescrizioni della vigente normativa UNI e
CEI”; l’eventuale delega di responsabilità ad un soggetto terzo
implica, fra l’altro, che esso subentri al proprietario o
all’amministratore anche come destinatario delle sanzioni
amministrative pecuniarie di cui all’art. 34, comma 5, della medesima
legge n. 10/1991.
2) Nel decreto del Presidente della Repubblica 26
agosto 1993,n.412, sono stati precisati, fra l’altro , i requisiti che
debbono essere posseduti dall’eventuale terzo responsabile nominato
dal proprietario.
In particolare, l’art.1, comma 1, lettere o), di
detto regolamento prevede che il terzo responsabile debba essere ” in
possesso dei requisiti previsti dalle normative vigenti e comunque di
idonea capacità tecnica, economica ed organizzativa>>; tale
prescrizione ha lo scopo di evidenziare che il soggetto delegato dal
proprietario in qualità di responsabile non può essere un mero
prestanome, bensì deve possedere capacità adeguate ed i requisiti
previsti dalle norme vigenti per provvedere direttamente alla
conduzione e manutenzione degli impianti.
3) Il regolamento, in
generale, lascia piena discrezionalità ai soggetti proprietari nella
valutazione della sussistenza di tali requisiti, precisando tuttavia
al comma 8 dell’art. 11 che per gli impianti termici individuali si
intende che essi sussistano per i soggetti abilitati alla manutenzione
ai sensi della legge 5 marzo 1990, n. 46; tale precisazione non
costituisce per altro un vincolo aggiuntivo in quanto, una volta
chiarito che sia la legge n. 10/1991che il predetto regolamento
richiedono che la delega di responsabilità sia esercitata nei
confronti di un soggetto che possa provvedere direttamente alla
conduzione e manutenzione degli impianti, è la stessa legge n. 46/1990
che individua i requisiti minimi che già debbono essere posseduti dal
soggetto che effettua tali interventi di manutenzione, anche
nell’ipotesi che il proprietario ne conservi la relativa
responsabilità.
4) L’abilitazione alla manutenzione degli impianti ai
sensi della legge n. 46/1990 risulta pertanto un requisito minimo per
l’assunzione della responsabilità di esercizio e manutenzione di
qualsiasi impianto termico, non solo per gli impianti unifamiliari.
Il
patentino di abilitazione che, ai sensi dell’art. 16 della legge 13
luglio 1966, n. 615, deve essere obbligatoriamente posseduto dal
personale addetto alla conduzione degli impianti termici di
potenzialità superiore a 200.000 kcal/h e la conseguente iscrizione
nel registro di cui all’articolo 17 della medesima legge, essendo
riferiti al personale addetto e non all’impresa alle cui dipendenze
esso opera, non costituiscono invece requisito sufficiente affinché
l’impresa stessa sia destinataria della delega di responsabilità di
esercizio e manutenzione dell’impianto, ove essa non sia abilitata ai
sensi della legge n. 46/1990.
5) solo per gli impianti termici
centralizzati con potenza nominale superiore a 350 kW o comunque
destinati esclusivamente ad edifici di proprietà pubblica o adibiti ad
uso pubblico l’art.11, comma 3, del predetto regolamento prescrive che
il possesso dei requisiti richiesta al “terzo responsabile” sia
dimostrato “mediante l’iscrizione ad albi nazionali tenuti dalla
pubblica amministrazione e pertinenti per categoria quali, ad esempio,
l’albo nazionale dei costruttori-categoria gestione e manutenzione
degli impianti termici di ventilazione e di condizionamento -, oppure
mediante l’iscrizione ad elenchi equivalenti delle comunità europee,
oppure mediante accreditamento del soggetto ai sensi delle norme UNI
EN 29.000″.
Quest’ultima disposizione, peraltro, come sopra chiarito,
esplicherà effetti solo dal 1 agosto 1994 , quindi, dalla prossima
stagione di riscaldamento 1994-95.
6) la previsione di requisiti di
qualificazione per il terzo responsabile è coerente con le finalità
proprie della norma prima- ria in quanto è da ritenere che tale
possibilità di delega di responsabilità sia stata prevista a favore
del proprietario, non certo per permettergli di sottrarsi alla proprie
responsabilità dirette trasferendole ad un qualsiasi altro soggetto(il
che potrebbe al limite favorire l’elusione delle prescrizioni della
legge), bensì per consentirgli di ricondurre la responsabilità degli
intervento concernenti il risparmio di energia nell’esercizio e nella
manutenzione dell’impianto termico ad un soggetto idoneo a meglio
effettuare e disporre tali interventi, quando egli stesso non ritenga
di possedere capacità adeguate per effettuarli o disporli
personalmente mantenendone in proprio le connesse responsabilità.
Che
tali requisiti debbano essere non solo di professionalità tecnica,
come è evidente in relazione alle caratteristiche degli impianti in
questione e degli interventi sugli stessi, ma anche di idoneità
economica-organizzativa, deriva dalla necessità che il terzo
responsabile non si riduca ad un consulente che suggerisca al
proprietario gli interventi più idonei, bensì sia in effetti soggetto
in grado di provvedere direttamente o tramite la sua organizzazione ad
” adottare “le misure necessarie per il contenimento dei consumi di
energia, a “condurre”i necessari interventi di manutenzione ordinaria
e straordinaria secondo la delega ricevuta dal proprietario, nonchè a
rispondere ai fini sanzionatori.
7) gli incarichi di esercizio o di
manutenzione degli impianti termici, ovvero i connessi incarichi
professionali per misurazioni, perizie, consulenze e direzione dei
lavori, possono peraltro continuare ad essere attribuiti anche a
soggetti privi delle specifiche caratteristiche individuate nel
regolamento in argomento per il terzo responsabili, ferma restando
naturalmente la necessità del possesso dei requisiti previsti dalle
altre norme vigenti per l’esercizio di tali attività, con particolare
riferimento ai requisiti di cui alla legge n.46/1990 per le attività
di manutenzione. Ciò è infatti possibile tutte le volte che il
proprietario dell’impianto non si avvalga della nuova facoltà prevista
dalla legge di trasferire a tali soggetti terzi le connesse
responsabilità e le mantenga in proprio, ovvero quando tali attività
siano esercitate a titolo di subcommessa su disposizione del terzo
responsabile a ciò delegato.
8) Quanto ai più stringenti requisiti
individuati del regolamento per assumere la responsabilità degli
impianti centralizzati con potenza superiore a 350 kW o comunque
destinati ad edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico,
si tratta di una prescrizione coerente con le finalità della norma.
Ciò in relazione, da un lato, alla particolare rilevanza degli
impianti di maggiori dimensioni (gli impianti centralizzati oltre i
350 kW sono riferibili, indicativamente, a condomini di almeno trenta
appartamenti) ai fini del contenimento dei consumi e, dall’altro, al
particolare ruolo che il p…

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