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Ministero industria, commercio e artigianato Art. 28 della legge n. 10/1991. Relazione tecnica sul rispetto Delle prescrizioni in materia di contenimento del consumo di Energia negli edifici.

Circolare 13 dicembre 1993, n. 231/f

Ministero industria, commercio
e artigianato
Art. 28 della legge n. 10/1991. Relazione tecnica sul
rispetto
Delle prescrizioni in materia di contenimento del consumo
di
Energia negli edifici. Indicazioni interpretative e di chiarimento.

L’art.28 della legge 9-1-1991, n. 10, prescrive fra l’altro che il
proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare in
comune, in doppia copia insieme alla denuncia dell’inizio dei lavori
relativi alle opere di cui agli artt. 25 e 26 della stessa legge, il
progetto delle opere stesse corredato da una relazione tecnica,
sottoscritta dal progettista o dai progettisti, che ne attesti la
rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di
energia degli edifici e relativi impianti termici.
Tali prescrizioni
sono in misura determinante contenute nel decreto del Presidente della
Repubblica 26-8-1993, n. 412, recante norme per la progettazione,
l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti
termici.
Questo Ministero ha emanato il decreto ministeriale
13-12-1993, ai sensi del terzo comma del citato art. 28, per
determinare le modalità di compilazione della relazione tecnica di cui
sopra e ritiene opportuno fornire, con la presente circolare, alcuni
chiarimenti interpretativi in merito all’applicazione delle
disposizioni cui fa riferimento il predetto decreto.
1.
FINALITA’
Preliminarmente si fa presente di ritenere che la “ratio”
delle disposizioni in questione sia di introdurre (ovvero estendere e
rafforzare rispetto alle norme vigenti) un obbligo di progettazione
per le opere aventi rilievo per il contenimento dei consumi di energia
degli edifici ed un connesso obbligo di redazione di un’apposita
relazione tecnica attestante che tali opere sono state progettate nel
rispetto delle prescrizioni della legge e dei relativi regolamenti di
attuazione.
Il deposito presso gli uffici comunali del progetto e
della relazione è finalizzato a consentire agli organi preposti di
verificare tale rispondenza anche in fase di realizzazione delle opere
stesse.
2. CAMPO DI APPLICAZIONE
L’art.28 della legge n. 10/1991
individua genericamente come ambito di applicazione della disposizione
le “opere di cui agli artt. 25 e 26” della medesima legge. Gli
articoli richiamati tuttavia non contengono alcuna dettagliata
individuazione di opere, ma solo alcuni riferimenti da cui può
ricavarsi qualche utile indicazione al riguardo.
L’art.25, in
particolare, individua come ambito di applicazione dell’intero titolo
II della legge n. 10/1991, in cui è compreso anche l’art.28, “i
consumi di energia negli edifici pubblici e privati, qualunque ne sia
la destinazione d’uso”, evidenziando la necessità di graduare
l’applicazione delle disposizioni in questione per quanto concerne gli
interventi di recupero del patrimonio edilizio.
L’art.26, fa altresì
generico riferimento ai “nuovi impianti, lavori, opere, modifiche,
installazioni”, agli “interventi in parti comuni di edifici”, alla
progettazione di “edifici … e impianti non di processo ad essi
associati”, accomunando tali opere in relazione alla finalizzazione al
contenimento dei consumi di energia degli edifici.
Questo Ministero,
pertanto, ritenendo che la norma debba essere applicata, con la
necessaria gradualità , esclusivamente alle opere che hanno rilievo ai
fini del contenimento dei consumi di energia degli edifici, ha
individuato schemi di relazione tecnica per le opere relative alle
strutture edilizie esterne, alle strutture interne di separazione tra
alloggi o unità immobiliari confinanti ed agli impianti termici, nel
caso di edifici di nuova costruzione o di ristrutturazione di edifici
esistenti, nonchè per l’installazione o ristrutturazione degli
impianti termici in edifici esistenti.
Fra gli interventi di
manutenzione straordinaria o ordinaria degli impianti, invece, in
relazione ai suesposti principi, questo Ministero ha ritenuto di
predisporre un modello tipo di relazione tecnica solo per la
sostituzione dei generatori di calore.
Nel caso della sostituzione dei
generatori di calore, infatti, una progettazione, sia pure
semplificata è di fatto resa necessaria già dalla prescrizione di cui
all’art. 5, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica
26-8-1993, n. 412, secondo cui il dimensionamento di tali generatori,
indipendentemente dalla loro taglia, comporta una verifica del
“rendimento di generazione medio stagionale”, requisito prestazionale
che garantisce, nella condizione di effettivo esercizio dell’impianto,
il trasferimento di una certa quota dell’energia contenuta nel
combustibile al fluido termovettore in uscita dal generatore.
Peraltro
il predetto modello tipo di relazione è riferito alla sostituzione dei
generatori di potenza nominale superiore a 35 kW. Per i generatori di
taglia inferiore, tipicamente monofamiliari ed alimentati a gas,
infatti, la redazione di una relazione tecnica secondo tale modello
costituirebbe un onere eccessivo, oltre che per i cittadini
interessati, anche per le autorità locali competenti, in relazione
all’elevato numero di pratiche da gestire ed in considerazione della
possibilità di acquisire informazioni per il censimento di tali
generatori direttamente dalle società distributrici del gas. Si
rimette pertanto alle competenti autorità locali ogni determinazione
circa i casi in cui, tenuto conto dello spirito e della lettera delle
norme in argomento, la presentazione della relazione tecnica sia da
ritenere comunque necessaria anche per la sostituzione di generatori
di potenza nominale pari o inferiore ai 35 kW, ancorchè con modalità
semplificate che ne restringano comunque il contenuto ai soli elementi
identificativi dell’impianto e del generatore installato nonchè alla
dichiarazione finale di rispondenza alle prescrizioni della legge.
3.
DEPOSITO DELLA RELAZIONE
Quanto alla prescrizione inerente il deposito
in comune della relazione tecnica in argomento “insieme alla denuncia
dell’inizio dei lavori”, si ritiene che il legislatore abbia inteso
fare riferimento alla comunicazione di inizio lavori già prescritta in
determinati casi dalle vigenti norme in materia di concessioni o
autorizzazioni edilizie. Pertanto, per gli eventuali casi in cui tale
comunicazione di inizio lavori non debba obbligatoriamente essere
effettuata la disposizione di cui all’art. 28 della legge 10 può
essere ragionevolmente interpretata come finalizzata solo
all’individuazione di un termine ultimo per la presentazione della
predetta relazione tecnica in data comunque anteriore all’inizio dei
lavori.
Nè si ritiene che i comuni possano respingere una relazione
eventualmente depositata in data anteriore, ad esempio unitamente alla
richiesta di concessione o di autorizzazione edilizia, semprechè tale
relazione ed i relativi elaborati progettuali contengano già tutti gli
elementi, anche di dettaglio, di cui al relativo modello tipo di
relazione.
4. ATTESTAZIONE DI AVVENUTO DEPOSITO
Ai sensi del quinto
comma del citato art. 28, la seconda copia della relazione e della
connessa documentazione progettuale deve essere restituita dal comune
con l’attestazione dell’avvenuto deposito, ai fini della conservazione
in cantiere.
Il rilascio di tale attestazione di deposito non
presuppone, evidentemente, alcuna verifica o “approvazione” da parte
degli uffici comunali circa la rispondenza del progetto alle
prescrizioni della legge. Ne consegue che la restituzione agli
interessati di copia della relazione presentata avverrà di norma
immediatamente, senza che ciò pregiudichi in alcun modo l’esercizio
successivo da parte del comune di ogni opportuna verifica ai sensi
dell’art. 33 della legge n. 10/1991, sia in merito alla rispondenza
del progetto e della relazione alle prescrizioni di legge, sia
riguardo la conformità delle opere rispetto alla documentazione
depositata.
5. DEPOSITO DEL PROGETTO
Ancorchè la disposizione
prescriva che la relazione tecnica in questione sia depositata a
corredo del progetto delle opere relative, tenuto conto dei principi
generali in materia di semplificazione ed efficacia dell’azione
amministrativa, deve ritenersi che non sia necessario il deposito
presso gli uffici comunali di ulteriori copie del progetto quando lo
stesso sia stato già presentato in fasi anteriori della procedura
concessoria od autorizzatoria.
Viceversa può ritenersi che, ove il
deposito del progetto derivi esclusivamente dalla disposizione in
questione, le amministrazioni comunali che abbiano insuperabili
problemi di archiviazione e gestione di tale documentazione cartacea
possano, nelle loro autonome determinazioni, individuare forme di
deposito compatibili con tali difficoltà , semprechè risultino
garantite le esigenze connesse agli eventuali controlli da effettuare
ai sensi dell’art. 33, primo comma, della medesima legge n. 10.
Ciò
tenuto conto, da un lato, delle predette difficoltà di archiviazione e
conservazione, da parte delle amministrazioni comunali, di elaborati
progettuali di dettaglio spesso di volume considerevole e, dall’altro,
della circostanza che di norma gli elementi di informazione ed i dati
e documenti prescritti come contenuto della relazione tecnica
risultano pi- che sufficienti per l’ordinaria attività di verifica del
rispetto delle norme in materia di contenimento dei consumi di energia
negli edifici.
6. CONTENUTO DELLA RELAZIONE
Al fine di agevolare da un
lato la compilazione da parte del progettista, dall’altro l’esame da
parte dell’amministrazione comunale, le modalità di compilazione della
relazione tecnica sono state determinate secondo impostazioni
standardizzate, differenziate per tipologie di opere e con grado di
complessità proporzionato all’importanza dell’opera stessa.
In
particolare sono stati approvati tre distinti modelli per le opere
attinenti, rispettivamente:
– gli edifici di nuova costruzione o …

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